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Interventi urgenti in materia di protezione civile...

Interventi urgenti in materia di protezione civile

all’articolo 7, gli interventi di emergenza già avviati nei territori
indicati nelle ordinanze, adottate ai sensi dell’articolo 5 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225, e nell’articolo 17, comma 1, del
decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 61 del 1998, e successive modificazioni. La regione Toscana
provvede, altresì, a delimitare i territori delle province di Arezzo,
Firenze, Grosseto, Lucca e Prato, interessati dagli eventi alluvionali
e dissesti idrogeologici nei mesi di ottobre, novembre e dicembre
1998, gennaio e febbraio 1999, al fine degli interventi di cui al
presente articolo e all’articolo 6. (19)
4. Per l’attuazione degli
interventi di cui al comma 3 si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 14 del decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 61 del 1998, e successive modificazioni.
Per ulteriori semplificazioni procedurali possono essere adottate
ordinanze ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n.
225. (19)
4-bis Nei territori di cui al comma 1, gli interventi di
ricostruzione e recupero degli edifici pubblici delle regioni e degli
enti locali distrutti o gravemente danneggiati comprendono anche le
opere strettamente necessarie per l’adeguamento degli impianti tecnici
e per l’abbattimento delle barriere architettoniche previsti dalla
normativa vigente, nei limiti di spesa di cui all’articolo 7. (20)
5.
Ai comuni di Sarno, Quindici, Bracigliano, Siano e San Felice a
Cancello è concesso dal Ministero dell’interno un contributo
complessivo di lire 6 miliardi, per l’anno 1999, per compensare le
minori entrate derivanti dai cespiti erariali, nonché le maggiori
spese connesse all’emergenza. (42)
(18)Rubrica modificata dalla legge
di conversione.
(19)Comma modificato dalla legge di
conversione.
(20)Comma inserito dalla legge di conversione.
(42)La
disposizione di cui al presente comma è prorogata al 31 dicembre 2000
dall’art. 5, comma 1, ordinanza 31 marzo 2000, n. 3049 e,
successivamente, al 31 dicembre 2001 dalla medesima ordinanza
3049/2000, come modificata dall’art. 2, comma 1, ordinanza 19 marzo
2001, n. 3114.
Art. 5.
Interventi urgenti in favore delle regioni
Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Toscana
colpite da eventi calamitosi. (17)
1. Le disposizioni del presente
articolo e dell’articolo 6 sono volte a disciplinare la ricostruzione
e gli interventi infrastrutturali di emergenza nei territori della
regione Campania colpiti dalle colate di fango del 5 e 6 maggio 1998 e
nei territori delle regioni Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Toscana
colpiti da eventi alluvionali nei mesi di settembre, ottobre, novembre
e dicembre 1998 e gennaio e febbraio 1999. Esse sono, altresì, volte a
completare gli interventi strutturali di emergenza nei territori
dell’Emilia-Romagna e della Toscana già avviati, rispettivamente, con
il decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e con il decreto-legge 12 novembre
1996, n. 576, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 dicembre
1996, n. 677.
2. Il presidente della regione Campania, nominato
commissario delegato attua, nei limiti di spesa di cui all’articolo 7
e nei territori dei comuni interessati, gli interventi previsti dal
piano di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Ministro dell’interno
delegato per il coordinamento della protezione civile n. 2787 del 21
maggio 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 120 del 26 maggio 1998, e successive modificazioni, con
priorità per quelli che hanno per finalità il riassetto idrogeologico
complessivo e la riduzione del rischio.
3. Le regioni Emilia-Romagna,
Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Toscana attuano, nei limiti di spesa
di cui all’articolo 7, gli interventi di emergenza già avviati nei
territori indicati nelle ordinanze, adottate ai sensi dell’articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225. La regione Toscana provvede,
altresì, a delimitare i territori delle province di Arezzo, Firenze,
Grosseto, Lucca e Prato, interessati dagli eventi alluvionali e
dissesti idrogeologici nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 1998,
gennaio e febbraio 1999, al fine degli interventi di cui al presente
articolo e all’articolo 6.
4. Per l’attuazione degli interventi di cui
al comma 3 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 14 del
citato decreto-legge n. 6 del 1998. Per ulteriori semplificazioni
procedurali possono essere adottate ordinanze ai sensi dell’articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
5. Ai comuni di Sarno, Quindici,
Bracigliano, Siano e San Felice a Cancello è concesso dal Ministero
dell’interno un contributo complessivo di lire 6 miliardi, per l’anno
1999, per compensare le minori entrate derivanti dai cespiti erariali,
nonché le maggiori spese connesse all’emergenza.
(17)Testo precedente
le modifiche apportate dalla legge di conversione.
Art. 5-bis
(Proroga
di termini) (21)
1. Il termine di cui all’articolo 4, comma 10-bis,
del decreto-legge 12 novembre 1996, n. 576, convertito, con
modificazioni, dalla legge 31 dicembre 1996, n. 677, già prorogato al
31 dicembre 1999 dall’articolo 23, comma 6-ter, del decreto-legge n. 6
del 1998, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 61 del 1998, è
ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2002.
(21)Articolo inserito
dalla legge di conversione.
Art. 6.
Interventi a favore dei soggetti
privati delle regioni Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e
Toscana danneggiati dalle calamità idrogeologiche del 1998 e dei primi
mesi del 1999.
1. A favore dei soggetti privati e delle attività
produttive danneggiati dagli eventi calamitosi di cui all’articolo 5,
comma 1, si applicano i benefici e le modalità di cui agli articoli 4,
comma 6, 5, comma 4, e 18, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto-legge n. 6
del 1998, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 61 del 1998, e
successive modificazioni, fatte salve le misure già stabilite nelle
ordinanze del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento
della protezione civile. Per i territori di cui agli articoli 1 e 5,
comma 1, i benefici di cui all’articolo 4, comma 6, del medesimo
decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 61 del 1998, e successive modificazioni, si applicano, nei
limiti delle risorse di cui agli articoli 4 e 7 del presente decreto,
anche a favore del personale militare avente sede operativa nei comuni
danneggiati. Per la ricostruzione degli immobili privati distrutti o
da demolire nei territori dei comuni della regione Campania
danneggiati dalle colate di fango del 5 e 6 maggio 1998, classificati
ad elevato rischio sismico ai sensi dell’ordinanza del Ministro
dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile n.
2788 del 12 giugno 1998, pubblicata nel supplemento ordinario n. 112
alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 146 del 25 giugno
1998, si applicano, in luogo dei benefici di cui al comma 1
dell’articolo 18 del decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 61 del 1998, quelli di cui al comma 1,
lettera a), e al comma 2-bis dell’articolo 4 del medesimo
decreto-legge n. 6 del 1998(22) (40).
2. Nelle aree direttamente
investite dalle calamità idrogeologiche del 1998 e dei primi mesi del
1999 nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Toscana e Piemonte
è vietato procedere alla ricostruzione di manufatti ed immobili
distrutti e alla riparazione di quelli gravemente danneggiati oggetto
di ordinanze di sgombero per inagibilità totale, nonché realizzare
nuovi insediamenti anche produttivi. Le regioni territorialmente
competenti, entro il termine del 30 settembre 1999, provvedono alla
individuazione e perimetrazione delle aree ad elevato rischio
idrogeologico interessate dalle predette calamità. Se le regioni non
provvedono entro tale termine, l’individuazione e la perimetrazione
sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
adottato, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, d’intesa con
il Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della
protezione civile e con il Ministro dell’ambiente, previa diffida e
decorso il termine di quindici giorni dalla comunicazione della
diffida medesima alla competente regione. In tali aree ad elevato
rischio idrogeologico sono dettate misure di salvaguardia fino alla
realizzazione degli interventi strutturali di emergenza e di messa in
sicurezza di cui all’articolo 5 e conseguente riperimetrazione delle
aree a rischio. Per i territori della regione Campania colpiti dagli
eventi calamitosi del 5 e 6 maggio 1998 per i quali è stata già
effettuata la perimetrazione delle aree a rischio e sono state fissate
le conseguenti misure di salvaguardia, la prima riperimetrazione delle
aree ad elevato rischio idrogeologico è effettuata sempre entro il 30
settembre 1999 ai sensi dell’articolo 1, comma 3, lettera b),
dell’ordinanza del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento
della protezione civile n. 2980 del 27 aprile 1999, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 102 del 4 maggio 1999.
Le successive riperimetrazioni saranno stabilite, di volta in volta,
con le stesse procedure ed in relazione agli interventi di
salvaguardia realizzati e programmati, previa verifica delle
condizioni di sicurezza. (22)
3. Entro trenta giorni dalla
perimetrazione delle aree a rischio di cui al comma 2 comuni
interessati provvedono ad individuare, d’intesa con la regione, o con
la provincia, ove delegata, le aree per la ricostruzione degli edifici
pubblici e delle unità immobiliari totalmente distrutti o da demolire
come previsto dal comma 4. La deliberazione del comune e la relativa
intesa con l’amministrazione regionale o con l’amministrazione
provinciale, ove delegata, costituiscono variante agli strumenti
ur…

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