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Norme per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle classi sperimentali, per l'anno scolastico 2000/2001

DECRETO MINISTERIALE 1° febbraio 2001
Norme per lo svolgimento degli
esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria
superiore nelle classi sperimentali, per l’anno scolastico
2000/2001
(G.U. n. 83, 9 aprile 2001, Serie Generale)
IL
MINISTRO
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Vista la legge 10 dicembre 1997, n.
425, recante disposizioni per la riforma degli esami di Stato
conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria
superiore;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio
1998, n. 323, con il quale è stato emanato il regolamento che
disciplina gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di
istruzione secondaria superiore;
Visto il decreto ministeriale in data
20 novembre 2000, n. 428, concernente le modalità di svolgimento della
prima e seconda prova scritta degli esami di Stato conclusivi dei
corsi di studio di istruzione secondaria superiore per l’anno
scolastico 2000-2001;
Visto il decreto ministeriale in data 20
novembre 2000, n. 429, concernente le caratteristiche formali generali
della terza prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore e le istruzioni per lo
svolgimento della prova medesima;
Visto il decreto ministeriale n. 358
del 18 settembre 1998, concernente la costituzione delle aree
disciplinari, finalizzate alla correzione delle prove scritte e
all’espletamento del colloquio, negli esami di Stato conclusivi dei
corsi di studio di istruzione secondaria superiore;
Visto il decreto
ministeriale in data 25 gennaio 2001, recante norme sulle modalità e i
termini per l’affidamento delle materie oggetto degli esami di Stato
ai commissari esterni e i criteri e la modalità di nomina,
designazione e sostituzione dei componenti delle commissioni degli
esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria
superiore;
Ravvisata l’esigenza di dettare disposizioni per lo
svolgimento degli esami di Stato nelle classi sperimentali già
autorizzate ai sensi dell’art. 278 del decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, e confermato dall’art. 1, primo comma, del decreto
ministeriale 26 giugno 2000, n. 234, per l’anno scolastico
2000-2001;
Visto il rilievo della Corte dei conti formulato con
provvedimento prot. n. 758 del 17 novembre 2000;
Decreta:
[Articolo
unico]
Lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore, nelle classi sperimentali
già autorizzate ai sensi dell’art. 278 del decreto legislativo 16
aprile 1994, n. 297, e confermate dall’art. 1, primo comma, del
decreto ministeriale 26 giugno 2000, n. 234, è disciplinato, per
l’anno scolastico 2000-2001, come segue.
Titolo I
SPERIMENTAZIONI DI
ORDINAMENTO E STRUTTURA
Art. 1.
Candidati esterni
1. I candidati
esterni non possono sostenere gli esami di Stato negli istituti in cui
tutte le classi sono impegnate nell’attuazione di sperimentazione che
coinvolga sia l’ordinamento che la struttura curriculare (c.d.
maxisperimentazione), con le seguenti eccezioni:
abbiano frequentato
classi sperimentali nella medesima scuola statale ove intendono
presentare domanda di iscrizione agli esami di Stato e abbiano
conseguito la promozione alla quinta classe;
chiedano di sostenere
gli esami di Stato presso gli istituti statali ove funzionano
indirizzi sperimentali linguistici. In tali casi, ricorrendo le
condizioni previste dalle norme vigenti, sostengono gli esami,
compresi quelli preliminari, sui programmi approvati con decreto
ministeriale 31 luglio 1973;
chiedano di sostenere gli esami di Stato
presso istituti in cui è attuato il progetto sperimentale c.d.
“Brocca”, dell’ordine classico, scientifico, magistrale e linguistico
e dell’ordine tecnico con corsi aventi corrispondenza all’altro detto
ordine scolastico, sempreché abbiano conseguito la promozione alla
quinta classe in un corso sperimentale del medesimo progetto presso
istituzioni scolastiche dei due suddetti ordini.
Art. 2.
Validità e
corrispondenza dei diplomi per la sperimentazione di ordinamento e di
struttura
1. I diplomi, conseguiti al termine dei corsi autorizzati ai
sensi dell’art. 278 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
confermati dall’art. 1, comma 1, del decreto ministeriale 26 giugno
2000, n. 234, hanno valore pari a quelli che si conseguono a
conclusione dei corrispondenti corsi ordinari.
2. I diplomi conseguiti
al termine di corsi di studio quinquennali ad indirizzi magistrale e
artistico sono comprensivi anche dell’attestato di superamento del
corso integrativo di cui all’art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n.
910, e validi, pertanto, per l’iscrizione a qualsiasi facoltà
universitaria.
3. Con il decreto che individua annualmente le materie
affidate ai commissari esterni e con il decreto che individua la
materia oggetto della seconda prova scritta, sono indicati gli
istituti presso i quali si svolgono esami di Stato, a conclusione dei
corsi sperimentali e i titoli di studio che si conseguono al termine
di detti corsi in base alle corrispondenze stabilite, ai sensi
dell’art. 279 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Titolo
II
SPERIMENTAZIONI DI SOLO ORDINAMENTO
Art. 3.
Sperimentazioni di solo
ordinamento
1. Negli istituti che attuano sperimentazioni “autonome”
di solo ordinamento o “non assistite” (dette anche
minisperimentazioni) e sperimentazioni “assistite” (dette anche
coordinate), le prove si svolgono secondo le modalità previste per le
classi dei corsi ordinari e vertono sulle discipline indicate nel
decreto ministeriale di cui al precedente art. 2, comma 3, e sui
relativi programmi di insegnamento.
2. Nei predetti istituti i
candidati esterni, nella domanda di partecipazione agli esami, devono
dichiarare se intendono sostenere gli esami sui programmi oggetto di
sperimentazione o sui programmi previsti per i corsi ordinari.
3.
Qualora la materia interessata alla sperimentazione sia oggetto della
seconda prova scritta (ad esempio la matematica del Piano nazionale
informatica nei licei scientifici, negli istituti magistrali e
tecnici) le prove di esame vertono sui contenuti specifici di tale
materia.
4. Per la sperimentazione di prosecuzione dello studio della
lingua straniera nei licei classici, negli istituti magistrali e negli
istituti tecnici, nonché per le sperimentazioni consistenti
nell’aggiunta di una seconda lingua straniera nei licei scientifici e
negli istituti tecnici, la lingua straniera può essere oggetto
d’esame, sia in sede di terza prova scritta che di colloquio, se nella
commissione risulta presente il docente in possesso dei titoli
richiesti per l’insegnamento della e/o delle lingue straniere
interessate.
Titolo III
DISPOSIZIONI COMUNI
Art. 4.
Documento del
consiglio di classe
1. Per l’elaborazione del documento del consiglio
di classe, finalizzato alla predisposizione della terza prova scritta,
nonché alla connessa illustrazione dei contenuti specifici e delle
linee didattico-metodologiche seguite nella sperimentazione, valgono
le disposizioni in materia relative ai corsi ordinari.
Art. 5.
Aree
disciplinari
1. Tenuto conto della diversa strutturazione dei piani di
studio relativi alle singole sperimentazioni e nella considerazione
che gli stessi non sempre sono riconducibili nell’ambito delle aree
disciplinari previste dal decreto ministeriale 18 settembre 1998, n.
358 per i corsi ordinari, i consigli di classe procedono alla
ripartizione delle materie dell’ultimo anno in due aree disciplinari.
I criteri di individuazione di tali aree sono quelli indicati nel
decreto n. 358 del 18 settembre 1998.
Art. 6.
Adempimenti preliminari
delle commissioni
1. Le commissioni si insediano due giorni prima
dell’inizio delle prove scritte per operare un diretto riscontro dei
progetti sperimentali attuati. A tal fine le commissioni procedono ai
seguenti adempimenti:
esame del documento del consiglio di classe
previsto dal comma 2 dell’art. 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, con particolare riferimento ai
contenuti specifici della sperimentazione e ai risultati raggiunti in
relazione agli obiettivi prefissati;
riscontro di eventuali lavori
realizzati dagli alunni singolarmente o in gruppo;
esame di tutti gli
atti relativi allo scrutinio finale e alla carriera scolastica di
ciascun alunno, rilevata dal credito scolastico o formativo e da ogni
altro utile elemento di giudizio.
Art. 7.
Prove d’esame
1. Per quel
che concerne la prima e la terza prova scritta e il colloquio valgono
le disposizioni relative allo svolgimento degli esami nei corsi
ordinari.
2. La seconda prova scritta, che per i corsi sperimentali
dell’istruzione tecnica, professionale, artistica e di arte applicata
può essere grafica o scrittografica, verte su una delle discipline
caratterizzanti il corso di studio per le quali le disposizioni in
materia di sperimentazione prevedono verifiche scritte, grafiche o
scrittografiche. Per l’anno scolastico 2000-2001, la seconda prova
scritta degli esami di Stato dei corsi sperimentali può vertere anche
su disciplina o discipline per le quali il relativo piano di studio
non preveda nel decreto autorizzativo verifiche scritte. Sempre per
l’anno scolastico 2000-2001, la disciplina o le discipline oggetto di
seconda prova scritta saranno indicate nel decreto ministeriale di cui
al precedente art. 2, corredato, ove necessario, da note contenenti
indicazioni sulle modalità di svolgimento della prova medesima.
3. La
prova di strumento nei corsi ad indirizzo musicale presso i
conservatori di musica concorre alla determinazione del punteggio del
colloquio. Tale prova, tuttavia, per la sua particolare natura e per
il tempo occorrente per la relativa realizzazione, ha una sua autonoma
connotazione e non si svolge contestualmente al colloquio, bensì in
tempi diversi. Per l’effettuazione di tale prova, i candidati,
ripartiti in gr…

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