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Nuove disposizioni in materia di investimenti nelle imprese marittime

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente
legge:
Art. 1.
(Finalità e campo di applicazione)
1. Le disposizioni
di cui alla presente legge, nell’ambito delle competenze di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 agosto 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 30 ottobre 1999, sono
dirette ad incentivare, con misure di carattere straordinario e
transitorio, gli investimenti delle imprese marittime per il rinnovo e
l’ammodernamento della flotta, con l’obiettivo di assicurare lo
sviluppo del trasporto marittimo, in particolare del trasporto di
merci e di quello a breve e medio raggio, e la tutela degli interessi
occupazionali del settore.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 sono
finalizzate anche alla promozione e alla costruzione di navi cisterna
a basso impatto ambientale e dotate dei più elevati standard di
sicurezza in conformità alla politica comunitaria ed internazionale
sulla sicurezza dei mari e compatibilmente con le tecnologie
disponibili, al fine di prevenire gli incidenti in mare o limitarne le
conseguenze.
3. Le disposizioni di cui alla presente legge si
applicano agli investimenti in avanzata fase di realizzazione
nell’anno 2000 o in tale anno avviati per l’ammodernamento ed il
rinnovo della flotta da parte di soggetti aventi titolo ad essere
proprietari di navi italiane ai sensi dell’articolo 143 del codice
della navigazione, inclusi i Gruppi europei di interesse economico
(GEIE) di cui al regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio del 25
luglio 1985 ed al decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240,
sempreché gli investimenti riguardino lavori eseguiti da imprese di
cui all’articolo 19, comma 1, lettere a) e b), della legge 14 giugno
1989, n. 234, o da cantieri dell’Unione europea.
4. Per “investimenti
in avanzata fase di realizzazione nell’anno 2000” si intendono
esclusivamente gli investimenti effettuati da parte di soggetti che
alla data del 1° gennaio 2000 erano in possesso dei requisiti di cui
all’articolo 143 del codice della navigazione e per i quali i
pagamenti sono effettuati nel corso di tale anno o negli anni
successivi.
5. I benefici di cui alla presente legge sono accordati
per iniziative di investimento relative alle unità navali di cui
all’articolo 2 della legge 28 dicembre 1999, n. 522, con esclusione di
quelle per le quali siano state concesse agevolazioni pubbliche
finalizzate a ridurre l’onere degli interessi.
6. Per il completamento
degli interventi di cui all’articolo 6 della legge 31 luglio 1997, n.
261, è autorizzato un ulteriore limite di impegno di durata decennale
pari a lire 450 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.
Art.
2.
(Incentivazione degli investimenti)
1. Ai soggetti aventi i
requisiti di cui all’articolo 143 del codice della navigazione è
riconosciuto, con riferimento agli investimenti di cui all’articolo 1
della presente legge, e nei limiti dello stanziamento di cui al comma
3 del presente articolo, un credito d’imposta nella misura massima
corrispondente al massimale previsto dall’articolo 3, paragrafo 1, del
regolamento (CE) n. 1540/98 del Consiglio del 29 giugno 1998, in
relazione al prezzo effettivamente pagato per i lavori relativi alle
unità di cui all’articolo 1, comma 5.
2. Il credito d’imposta di cui
al comma 1 non concorre alla formazione del reddito imponibile e può
essere computato in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, in proporzione alle
quote dell’investimento effettivamente pagate nel periodo di imposta
sulla base dello stato di avanzamento dei lavori.
3. Per le finalità
di cui al presente articolo è autorizzato un limite d’impegno
quindicennale di lire 17.000 milioni annue a decorrere dall’anno
2001.
Art. 3.
(Modalità d’intervento sui finanziamenti)
1. Alle
imprese armatoriali aventi i requisiti di cui all’articolo 143 del
codice della navigazione che effettuano gli investimenti di cui
all’articolo 1 della presente legge il Ministero dei trasporti e della
navigazione può altresì concedere un contributo pari all’abbattimento,
entro il limite massimo del 3,80 per cento annuo, del tasso
d’interesse commerciale di riferimento (CIRR) in relazione ad un piano
d’ammortamento della durata di dodici anni calcolato sull’80 per cento
del prezzo dei lavori di costruzione o trasformazione dell’unità.
2.
Il contributo è corrisposto anche durante i lavori, previa
presentazione di idonea fidejussione bancaria o assicurativa, in rate
semestrali costanti posticipate per la durata di dodici anni
decorrenti dal 1° marzo o dal 1° settembre di ciascun anno.
3. Nel
rispetto delle disposizioni comunitarie vigenti in materia e nei
limiti degli stanziamenti già autorizzati da leggi vigenti, le
operazioni di cui al presente articolo sono ammissibili all’intervento
del Fondo centrale di garanzia per il credito navale di cui
all’articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261, e successive
modificazioni.
4. Per le finalità di cui al presente articolo è
autorizzato un limite d’impegno dodecennale di lire 72.000 milioni
annue a decorrere dall’anno 2001.
Art. 4.
(Applicazione)
1. Entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
con regolamento da adottare con decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze e con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sono emanate disposizioni attuative della presente legge, nei limiti
finanziari indicati al comma 3 dell’articolo 2, in particolare per
determinare le condizioni ed i criteri per la concessione del credito
d’imposta di cui all’articolo 2, nonché le modalità di svolgimento dei
relativi controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria e di
regolazione contabile del medesimo credito d’imposta.
2. Le imprese
che eseguono lavori di costruzione o di trasformazione navale
nell’ambito degli investimenti di cui all’articolo 1 sono tenute al
rispetto delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza e igiene
del lavoro. Nel caso in cui affidino parte delle lavorazioni in
appalto, le medesime imprese sono tenute al rispetto delle
disposizioni di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 30 novembre
1998, n. 413.
Art. 5.
(Disposizioni concernenti i marittimi
imbarcati)
1. Il comma 2 dell’articolo 318 del codice della
navigazione è sostituito dal seguente: “2. Alle disposizioni di cui al
comma 1 può derogarsi attraverso accordi collettivi nazionali
stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei
lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Per i marittimi di nazionalità diversa da quella italiana o
comunitaria, imbarcati in conformità a quanto previsto dal presente
comma, non sono richiesti visto di ingresso nel territorio dello
Stato, permesso di soggiorno e autorizzazione al lavoro anche quando
la nave navighi nelle acque territoriali o sosti in un porto
nazionale”.
2. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto-legge 30
dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 1998, n. 30, e successive modificazioni, le parole: “In ogni
caso dovranno osservarsi i seguenti criteri:” sono sostituite dalle
seguenti: “Per la composizione degli equipaggi delle navi di cui
all’articolo 1 dovranno essere osservati i seguenti criteri:”.
3. Dopo
il comma 1 dell’articolo 2 del citato decreto-legge n. 457 del 1997,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 30 del 1998, è inserito
il seguente: “1-bis. In deroga al comma 1 dell’articolo 318 del codice
della navigazione, nonché alle disposizioni di cui al comma 1 del
presente articolo, la composizione degli equipaggi delle navi di cui
all’articolo 1 può essere altresì determinata in conformità ad accordi
sindacali nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei
datori di lavoro e dei lavoratori del settore comparativamente più
rappresentative a livello nazionale”.
4. Il comma 2 dell’articolo 2
del citato decreto-legge n. 457 del 1997, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 30 del 1998, è sostituito dal seguente:
“2. Nella tabella di armamento della nave è posta annotazione dei
componenti dell’equipaggio per i quali, ai sensi del comma 2
dell’articolo 318 del codice della navigazione, nonché ai sensi degli
accordi di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, non è
richiesta la nazionalità italiana o comunitaria. L’autorità marittima,
qualora non ricorrano motivi particolari o di forza maggiore, nega le
spedizioni alla nave il cui equipaggio sia composto non in conformità
alla annotazione stessa. Per i marittimi di nazionalità diversa da
quella italiana o comunitaria, imbarcati in conformità a quanto
previsto nella tabella di armamento della nave, non sono richiesti
visto di ingresso nel territorio dello Stato, permesso di soggiorno e
autorizzazione al lavoro anche quando la nave navighi nelle acque
territoriali o sosti in un porto nazionale”.
5. Il comma 8-bis
dell’articolo 48 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
introdotto dall’articolo 36, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n.
342, deve interpretarsi nel senso che per i lavoratori marittimi
italiani imbarcati su navi battenti bandiera estera, per i quali, ai
sensi dell’articolo 4, comma 1, e dell’articolo 5, comma 3, del
decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, non è applicabile il calcolo sulla
base della retribuzione convenzionale, continua ad essere escluso
dalla base imponibile fiscale il reddito derivante dall’attività
prestata su tali navi per un periodo superiore a 183 giorni nell’arco
di dodici mesi. I lavoratori marit…

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