Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Direttive per la concessione delle agevolazioni del fondo speciale rot...

Direttive per la concessione delle agevolazioni del fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica di cui all'art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Vista la
legge 17 febbraio 1982, n. 46, che all’art. 14 ha istituito il fondo
speciale rotativo per l’innovazione tecnologica;
Visto l’art. 54,
comma 5, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che ha demandato al
decreto di cui all’art. 10, comma 2, del decreto legislativo 27 luglio
1999, n. 297, la determinazione della tipologia e le misure delle
agevolazioni, le modalità ed i criteri per la concessione e
l’erogazione dei benefici del fondo di cui all’art. 14 della legge 17
febbraio 1982, n. 46;
Visto il decreto legislativo 27 luglio 1999, n.
297, recante: “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure
per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la
diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori”;
Visto
il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante: “Disposizioni
per la razionalizzazione degli interventi di sostegno alle imprese a
norma dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n.
59;
Vista la disciplina comunitaria per gli aiuti alla ricerca e
sviluppo n. 96/C 45/06;
Vista la disciplina comunitaria degli aiuti di
stato alle piccole e medie imprese n. 96/C 213/04;
Vista la legge 7
agosto 1990, n. 241, che detta le norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto d’accesso ai documenti
amministrativi;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Sentiti i Ministri
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
Emana
le
seguenti direttive:
Art. 1.
Oggetto
1. Con il presente decreto sono
emanate le direttive di cui all’art. 10, comma 2, del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, per la concessione delle
agevolazioni del fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica
istituito dall’art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, di seguito
denominato “fondo”.
Art. 2.
Ambito di applicazione
1. Al fine di
promuovere le attività di innovazione e lo sfruttamento dei risultati
della ricerca industriale le disponibilità del fondo sono destinate al
sostegno di programmi relativi ad attività di sviluppo precompetitivo.
I programmi possono comprendere anche attività connesse e comunque non
preponderanti di ricerca industriale. Al coordinamento con le
competenze in materia del Ministero dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica si provvede ai sensi dell’art. 10, comma 1,
del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297.
2. Per attività di
ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo s’intendono, ai sensi
della disciplina comunitaria vigente in materia di aiuti di Stato alla
ricerca e sviluppo, quelle rivolte rispettivamente:
a)
all’acquisizione di nuove conoscenze finalizzate alla messa a punto di
nuovi prodotti, processi produttivi o servizi ovvero al notevole
miglioramento dei prodotti, processi produttivi o servizi esistenti;

b) alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale
mediante le fasi di progettazione e realizzazione di progetti pilota e
dimostrativi, nonché di prototipi non commercializzabili, finalizzate
a nuovi prodotti, processi o servizi ovvero ad apportare modifiche
sostanziali a prodotti, linee di produzione e processi produttivi
purché tali interventi comportino sensibili miglioramenti delle
tecnologie esistenti. Essa non comprende le modifiche di routine o le
modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione,
processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in
corso anche se tali modifiche possono rappresentare miglioramenti.
3.
I programmi di cui al comma 1 possono prevedere anche attività
relative alla realizzazione di nuovi centri di ricerca ovvero
all’ampliamento, all’ammodernamento, alla ristrutturazione, alla
riconversione, alla riattivazione, all’acquisizione o alla
delocalizzazione di centri già esistenti. I costi relativi alle
precitate attività sono ammissibili ove sussista un collegamento
funzionale con il programma cui ineriscono.
Art. 3.
Soggetti
beneficiari
1. Possono beneficiare degli interventi previsti dal
presente decreto, purché possiedano una stabile organizzazione in
Italia, i seguenti soggetti:
a) le imprese che esercitano le attività
di cui all’art. 2195 del codice civile, numeri 1) e 3);
b) le imprese
agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;

c) le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8
agosto 1985, n. 443;
d) i centri di ricerca industriale con
personalità giuridica autonoma costituiti dai soggetti di cui alle
lettere a) e b);
e) altri soggetti individuati dai bandi di cui
all’art. 11.
2. Possono beneficiare degli interventi i consorzi e le
società consortili costituiti dai soggetti di cui al comma 1 e altri
soggetti pubblici o privati a condizione che la partecipazione delle
imprese sia superiore al 50 per cento dell’ammontare del fondo
consortile ovvero del capitale sociale. Il valore della predetta
partecipazione è fissato al 30 per cento per i consorzi e le società
consortili aventi sede nelle aree considerate economicamente depresse
del territorio nazionale ai sensi delle vigenti disposizioni.
3. I
soggetti di cui ai commi 1 e 2 possono presentare i programmi anche
congiuntamente con università, enti di ricerca, ENEA ed ASI purché le
attività dei soggetti di cui ai commi 1 e 2 abbiano un costo superiore
al 50 per cento di quello complessivo del programma, ovvero al 30 per
cento ove il programma preveda il completo svolgimento delle attività
nelle aree considerate economicamente depresse del territorio
nazionale ai sensi delle vigenti disposizioni.
4. Non sono ammessi a
beneficiare delle agevolazioni del fondo i soggetti sottoposti alle
procedure di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ed al decreto
legislativo 8 luglio 1999, n. 270, nonché i soggetti che risultino
morosi in relazione a precedenti operazioni effettuate a carico del
fondo.
Art. 4.
Tipologia e misura delle agevolazioni
1. Per le
attività di cui all’art. 2 il fondo eroga agevolazioni secondo le
seguenti forme e misure:
a) per i programmi che prevedono lo
svolgimento di attività di sviluppo precompetitivo, un finanziamento
agevolato pari al 60 per cento dei costi riconosciuti ammissibili,
integrato da un contributo alla spesa pari al valore necessario al
raggiungimento del 25 per cento in equivalente sovvenzione lordo (di
seguito denominato ESL);
b) per i programmi di sviluppo
precompetitivo comprendenti anche attività di ricerca industriale,
qualora i costi relativi a tale ultima attività siano per lo meno pari
al 10 per cento dei costi ammissibili, un finanziamento agevolato pari
al 60 per cento dei costi riconosciuti ammissibili, integrato da un
contributo alla spesa pari al valore necessario al raggiungimento
dell’ESL corrispondente alla media ponderata delle intensità di aiuto
concedibili per le attività di ricerca industriale, pari al 50 per
cento ESL, e di sviluppo precompetitivo di cui alla lettera a).
2.
Qualora l’intervento sotto forma di finanziamento di cui al comma 1
superi i limiti ESL indicati nel comma medesimo, il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato riduce la percentuale
di intervento concessa sotto tale forma.
3. La durata massima del
finanziamento è pari a 10 anni oltre un periodo di preammortamento
commisurato alla durata in anni interi del programma e, comunque, non
superiore a 4 anni decorrenti dalla data di emanazione del decreto di
cui all’art. 8, comma 3. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al
20 per cento di quello indicato e aggiornato, in conformità con le
disposizioni dell’Unione europea, con il decreto del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato di cui all’art. 2,
comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, vigente alla
predetta data di emanazione del decreto di cui all’art. 8, comma 3.
4.
Gli interessi di preammortamento, calcolati dalla data di erogazione
di cui all’art. 9, comma 1, saranno corrisposti annualmente a
decorrere dalla data di emanazione del decreto di cui all’art. 8,
comma 3. Il rimborso del finanziamento avverrà in rate annuali
costanti posticipate, la prima delle quali decorrente dalla data di
conclusione del periodo di preammortamento di cui al comma 3.
5. In
aggiunta alle agevolazioni di cui al comma 1 possono essere concesse
maggiorazioni, nella forma del contributo alla spesa, nelle sotto
elencate percentuali dei costi ammissibili:
a) 10 per cento per i
programmi svolti dalle piccole e medie imprese;
b) 10 per cento per i
programmi che sono effettuati in una delle regioni di cui all’art. 87,
paragrafo 3, lettera a), del Trattato che istituisce la Comunità
europea, come modificato dal Trattato di Amsterdam di cui alla legge
16 giugno 1998, n. 209;
c) 5 per cento per i programmi svolti nelle
aree ammesse alla deroga di cui all’art. 87, paragrafo 3, lettera c),
del trattato che istituisce la Comunità europea, come modificato dal
Trattato di Amsterdam di cui alla legge 16 giugno 1998, n. 209;
d) 10
per cento per i programmi rientranti negli obiettivi di un programma o
di un progetto specifico elaborato nell’ambito del programma-quadro
comunitario di ricerca-sviluppo in corso di applicazione alla data di
presentazione della domanda a condizione che le attività di ricerca e
sviluppo svolte siano suscettibili di applicazioni multisettoriali
ovvero abbiano carattere multidisciplinare. La maggiorazione è
concedibile esclusivamente per i programmi che comprendono una quota
rilevante di attività di ricerca ovvero comportano rilevanti
difficoltà di realizzazione in relazione agli obiettivi perseguiti ed
alle tecnologie da sviluppare. La precitata percentuale del 10 per
cento è elevabile al 15 per cento per i programmi svolti dalle piccole
e medie imprese qualora alla copertura…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info