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Accordo tra il Ministro per i beni e le attività culturali e le regioni per la catalogazione dei beni culturali di cui all'art. 149, comma 4, lettera e) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112

LA CONFERENZA PERMANENTE PER
I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E
LE
PROVINCE AUTONOME
DI TRENTO E DI BOLZANO
Visto il decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, concernente il conferimento di funzioni e
compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in
attuazione del capo I della legge n. 59 del 15 marzo 1997;
Visto in
particolare, l’art. 149, comma 4, lettera e) del citato decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che stabilisce che, tra le funzioni
riservate allo Stato spetti la definizione, anche con la cooperazione
delle regioni, delle metodologie comuni da seguire nelle attività di
catalogazione, anche al fine di garantire l’integrazione in rete delle
banche dati regionali e la raccolta ed elaborazione dei dati a livello
nazionale;
Visto l’art. 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, che prevede che in sede di Conferenza Stato-regioni, in
attuazione del principio di leale collaborazione, si possano
concludere accordi al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive
competenze e svolgere attività di interesse comune;
Vista la nota del
18 gennaio 2001, con al quale la regione Piemonte, a nome del
coordinamento tecnico di area, ha trasmesso uno schema di protocollo
di intesa per la catalogazione dei beni culturali, che è stato inviato
al Ministero per i beni e le attività culturali al fine di conoscere
valutazioni a riguardo;
Vista altresì la nota del 29 gennaio 2001, con
la quale il Ministro per i beni e le attività culturali ha proposto
alcune modifiche al testo che il successivo 30 gennaio è stato
trasmesso ai presidenti delle regioni e delle province
autonome;
Considerato che il presidente della Conferenza dei
presidenti delle regioni con nota del 31 gennaio 2001, ha comunicato
di aderire al testo della proposta di accordo, come riformulato dal
Ministero competente, chiedendone nel contempo l’inserimento
all’ordine del giorno della seduta di questa Conferenza;
Vista la nota
del 1° febbraio 2001, con la quale il Ministro per i beni e le
attività culturali ha trasmesso nuovamente il testo della proposta di
accordo;
Acquisito, nel corso dell’odierna seduta di questa
Conferenza, l’assenso del Governo, delle regioni e delle province
autonome di Trento e Bolzano;
Sancisce
il seguente accordo, nei
termini sottoindicati tra il Ministro per i beni e le attività
culturali, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano:
Ritenuto che la catalogazione del patrimonio culturale
costituisce un’esigenza prioritaria cui occorre provvedere per
l’intero territorio nazionale con criteri metodologici unitari e
attraverso programmi coordinati, riferiti sia alle attività da
svolgere che alle risorse necessarie e che a tal fine il Ministero per
i beni e le attività culturali, nelle sue articolazioni centrali e
periferiche, le regioni e le autonomie locali attuano forme permanenti
di cooperazione strutturale e funzionale;
Tenuto conto di quanto
previsto dall’art. 149, comma 4, lettera e), del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, e anche delle esperienze condotte nelle singole
regioni, il Ministero per i beni e le attività culturali, per mezzo
dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD),
cura “la definizione, anche con la cooperazione delle regioni, delle
metodologie comuni da seguire nelle attività di catalogazione, anche
al fine di garantire l’integrazione in rete delle banche dati
regionali e la raccolta ed elaborazione dei dati a livello nazionale”
e l’ICCD realizza il Sistema informativo del Catalogo generale
nazionale dei beni ambientali, architettonici, archeologici,
artistici, storici e demo-etno-antropologici;
Tenuto conto che le
regioni e gli enti locali concorrono attivamente, ciascuna per la
parte propria e in reciproca collaborazione, alla costituzione di tale
sistema col quale si intende assicurare al Paese un esauriente
patrimonio di conoscenze, accessibile a diversi livelli, in ordine ai
beni culturali e ambientali e che a tal fine le regioni costituiscono
sistemi informativi regionali che sono in comunicazione con il sistema
informativo del catalogo generale;
Ritenuto che i sistemi informativi
regionali sono costituti in modo da assicurare la piena realizzazione
e il funzionamento del sistema informativo del catalogo generale e per
incrementare ed integrare in ambito locale gli archivi catalografici,
in modo da corrispondere alle specifiche esigenze del Ministero, della
regione e di ogni altro soggetto che concorra alla loro costituzione e
in particolare: delle province, dei comuni singoli e associati, degli
enti ecclesiastici e religiosi, degli istituti culturali e di ricerca
attivi in ambito locale e di ogni altro eventuale soggetto pubblico e
privato;
Considerato che il Ministero e le regioni sottolineano
l’importanza del concorso anche delle università e degli istituti di
ricerca nella realizzazione del sistema informativo del catalogo
generale e dei sistemi informativi regionali;
Considerato altresì che
ciascuna regione individua le convenienti forme di organizzazione e di
articolazione territoriale del sistema informativo regionale di
propria competenza e che le regioni garantiscono l’integrazione delle
conoscenze, il collegamento e l’allineamento dei diversi archivi
presenti in ambito regionale che devono essere costantemente
aggiornati a cura dei soggetti competenti.
Il Ministro per i beni e le
attività culturali, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano convengono quanto segue:
Art. 1.
Il Ministero per i beni e le
attività culturali, per mezzo dell’Istituto centrale per il catalogo e
la documentazione (ICCD), provvede alla unificazione ed emanazione
degli standard e metodologie da seguire nelle attività di
catalogazione dei beni indicati in premessa, ai fini della loro
validità sull’intero territorio nazionale.
Il Ministero e le regioni
cooperano per la definizione di tali standard e metodologie tenendo
conto anche delle esperienze tecniche e scientifiche maturate.
Art.
2.
La catalogazione costituisce lo strumento conoscitivo basilare per
il corretto ed efficace espletamento delle funzioni legate alla
gestione del territorio ai fini del conseguimento di reali obiettivi
di tutela ed è strumento essenziale di supporto per la gestione e la
valorizzazione del patrimonio immobile e mobile nel territorio e nel
museo, nonché per la promozione e la realizzazione delle attività di
carattere didattico, divulgativo e di ricerca.
Le parti convengono
pertanto sulla necessità di assicurare il coordinamento metodologico
ed operativo delle attività di catalogazione e sulla necessità di
implementazione della carta del rischio del patrimonio culturale,
quale strumento di supporto alle decisioni in materia di conservazione
programmata, di restauro e di pianificazione territoriale.
Art.
3.
Presso ogni regione viene costituito, a partire dalle realizzazioni
esistenti, un sistema informativo relativo ai beni culturali e
ambientali, per le esigenze dei soggetti istituzionali che vi
concorrono. Il sistema deve essere realizzato in modo da potersi porre
in comunicazione con il sistema informativo del catalogo generale.
Il
sistema sarà accessibile all’utenza esterna, fatti salvi sia gli
aspetti di riservatezza e sicurezza che il rispetto dei diritti
d’autore. I dati raccolti secondo le metodologie dell’ICCD possono
essere organizzati, nell’ambito di ciascun sistema regionale, in modo
tale da corrispondere alle esigenze di un’utenza differenziata.
I
sistemi informativi regionali dei beni culturali e ambientali, in
connessione con il sistema centrale dell’ICCD, costituiscono punto di
riferimento in ambito regionale per le attività di catalogazione e di
documentazione. A tal fine le istituzioni che operano sul territorio
regionale concorrono alla costituzione del sistema informativo
regionale, con l’integrazione in rete dei propri archivi
catalografici.
Art. 4.
Il Ministero per i beni e le attività culturali
e le regioni, mediante la commissione di cui al successivo art. 7,
definiranno le modalità di gestione dei diritti d’autore sui dati
condivisi (banche dati comuni o con possibilità di accesso
reciproco).
In ogni caso si conviene sin d’ora che, nei reciproci
rapporti, il diritto d’autore e i diritti sulle immagini debbano
essere regolati come di seguito esposto:
Stato e regioni conservano
ciascuno i propri diritti per i materiali che sono stati e che saranno
prodotti distintamente da ciascuno di essi;
di tali materiali Stato e
regioni concedono l’utilizzazione a titolo gratuito limitatamente agli
usi non commerciali delle amministrazioni medesime, delle province e
degli enti locali;
uno specifico diritto a titolarità comune tra
Stato e singole regioni sarà previsto per i materiali acquisiti con
investimenti e interventi comuni;
specifici accordi potranno
regolamentare i casi non previsti ai punti precedenti.
Art.
5.
Ciascun soggetto che concorre al sistema informativo regionale
provvede ad effettuare le operazioni di raccolta e implementazione dei
dati, nel rispetto delle metodologie e degli standard nazionali
emanati dall’ICCD, e si rende responsabile della loro validazione
sulla base delle procedure previste dal sistema informativo regionale
in conformità a quelle definite dallo stesso ICCD. L’ingresso dei dati
nel sistema informativo del catalogo generale è comunque subordinato a
specifiche procedure di validazione finale da parte del medesimo
istituto.
Art. 6.
Il Ministero, alla luce dell’intesa siglata il 13
settembre 1996 con la C.E.I., conviene che le regioni possano
concorrere alle attività di catalogazione dei beni ecclesiastici,
secondo modalità da concordare con la C.E.I., nel rispetto delle
seguenti esigenze:
reale rispondenza degli interventi di
catalogazione agli standard emanati dall’ICCD;
integrabilità dei
prodotti realizzati con il sistema informativo generale e con i

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