Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Problemi in materia di responsabile del procedimento....

Problemi in materia di responsabile del procedimento.

IL CONSIGLIO
[Articolo unico]
Sono pervenuti all’Autorità numerosi
quesiti aventi ad oggetto problemi applicativi ed interpretativi in
relazione alle norme della legge quadro e del regolamento generale che
recano la disciplina del responsabile del procedimento.
Il primo
ordine di problemi consiste nell’individuazione dei soggetti che sono
tenuti alla nomina del responsabile unico del procedimento. Ai sensi
dell’ art. 7, comma 1, della legge quadro, detti soggetti sono quelli
elencati nell’art. 2, comma 2, lettera a) della legge stessa.
Conseguentemente i soggetti di cui alle lettere b) e c) della norma
richiamata non sono tenuti a procedere alla nomina e dunque ad
applicare l’art. 7 della legge, ma devono in ogni caso ottemperare a
quanto previsto dall’art. 7, comma 6 del regolamento: devono quindi
garantire che vengano svolti i compiti attribuiti al responsabile del
procedimento dalle norme alla cui osservanza sono tenuti.
Discende
dalle considerazioni riportate che i soggetti per i quali corre
l’obbligo di procedere alla nomina del responsabile del procedimento
dovranno agire nel rispetto delle norme dettate dalla legge e dal
regolamento attuativo. Pertanto, ai sensi dell’art. 7, comma 5 della
legge, il responsabile del procedimento deve essere un tecnico
dipendente dell’amministrazione e, solo ove venga dimostrata una
carenza di organico gli potranno essere affiancati professionisti
aventi le necessarie competenze, selezionati con le forme e le
modalità di cui al decreto legislativo n. 157/1995.
Viene richiesto se
dopo l’entrata in vigore del regolamento attuativo sia necessario
procedere a nuova nomina del responsabile del procedimento ove il
soggetto già incaricato non soddisfi le prescrizioni regolamentari. La
disposizione di cui all’art. 232 del regolamento prevede che siano
immediatamente applicabili, anche ai rapporti in corso di esecuzione,
tutte le norme che disciplinano l’organizzazione ed il funzionamento
della stazione appaltante.
Il problema di diritto intertemporale, come
anche gli aspetti connessi al passaggio delle competenze
dall’ingegnere capo al responsabile del procedimento sono stati
affrontati dall’Autorità con propria determinazione n. 54/2000, a cui
si fa rinvio per l’interpretazione dei problemi di disciplina
transitoria.
Possono ora esaminarsi i quesiti relativi ai casi
particolari in cui il regolamento ha previsto delle eccezioni rispetto
alle prescrizioni ordinarie, per procedere all’individuazione del
responsabile del procedimento. In particolare sono state prese in
considerazione due diverse ipotesi: la prima connessa all’importo dei
lavori da affidare e la seconda al numero di abitanti dei comuni che
devono procedere ad affidamenti.
Nel caso di interventi di importo non
superiore a 500.000 euro (l’importo è relativo alla spesa globale per
realizzare l’opera) e ove non si tratti di progetti integrali o opere
di speciale complessità il responsabile del procedimento può svolgere
anche le funzioni di progettista o direttore lavori. L’ulteriore
modalità di individuazione del responsabile del procedimento è quella
relativa ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti o per
appalti di importo inferiore a 300.000 euro, sempre che non si tratti
di realizzazione di opere di speciale complessità; in tali casi è
consentito di attribuire al responsabile dell’ufficio tecnico o
analoga struttura, le competenze del responsabile del procedimento.
Qualora tali figure non esistano nell’ambito dell’organico della
stazione appaltante, le competenze sono attribuite al responsabile del
servizio cui attiene l’opera. (art. 7, comma 5 del regolamento
generale).
La disposizione in argomento pone come ulteriore condizione
che ci si trovi in caso di particolare necessità: su detta condizione
ed in particolare sull’individuazione delle situazioni che soddisfino
la condizione, viene richiesto all’Autorità di fornire chiarimenti.
E’
possibile ipotizzare che il caso più ricorrente di particolare
necessità sarà quello in cui l’ente aggiudicatore non abbia nel
proprio organico altri tecnici con i titoli professionali richiesti
dall’art. 7, comma 4, del regolamento. Qualora il responsabile del
servizio cui attiene il lavoro da realizzare sia un soggetto che non
abbia i requisiti previsti dall’art. 7, comma 4 del regolamento, vale
a dire non sia un tecnico, ma ad esempio un amministrativo, sarà
possibile comunque che quest’ultimo ricopra l’incarico proprio in
virtù di un’eccezione alla regola prevista dal legislatore per
consentire di dare comunque luogo a procedure di affidamento di lavori
pubblici.
Numerosi quesiti riguardano i limiti entro i quali
l’incarico di responsabile del procedimento possa essere attribuito ai
geometri. La norma che individua i requisiti che deve possedere il
soggetto prescelto per l’espletamento dell’incarico è l’art. 7, comma
4 del regolamento. Oltre a prevedere che il responsabile del
procedimento debba essere un tecnico, stabilisce che quest’ultimo
debba essere in possesso di titolo di studio adeguato alla natura
dell’intervento da realizzare, di abilitazione all’esercizio della
professione o, se l’abilitazione non è prevista dalle norme vigenti,
l’incarico potrà essere affidato ad un funzionario con adeguata
professionalità e con anzianità in ruolo non inferiore a cinque
anni.
La qualifica di geometra soddisfa la condizione imposta dalla
legge quadro che il responsabile del procedimento deve essere un
tecnico. L’adeguatezza a ricoprire l’incarico è data dalla
professionalità acquisita dal tecnico nel corso del tempo e, dunque,
dell’esperienza maturata.
Pertanto è ragionevole ritenere che la
competenza e le capacità acquisite consentano di individuare nella
figura professionale del geometra il soggetto idoneo ad essere
nominato responsabile del procedimento anche per opere che non
rientrano nelle strette sue competenze; infatti il ruolo del
responsabile del procedimento all’interno dell’iter realizzativo
dell’opera pubblica è piuttosto quello del project manager e, quindi
quello di fornire impulso al processo anche avvalendosi di uno staff
di supporto. La capacità che si richiede al soggetto è organizzativa e
propositiva in misura molto maggiore di quanto non sia la capacità
meramente tecnica; tuttavia la logica conduce a ritenere che a fronte
della realizzazione di opere particolarmente complesse, sarà opportuno
che l’incarico di responsabile del procedimento venga affidato a
soggetti in possesso di titolo di studio più elevato e commisurato
alla tipologia degli interventi da effettuare.
In merito alla
predisposizione e pubblicazione del bando di gara viene richiesto se
il responsabile del procedimento debba essere colui che sottoscrive
gli atti di gara (in particolare il bando). La lettura di quanto
stabilito dall’art. 8, comma 1, lettera h) del regolamento conduce a
ritenere possibile che, al fine di garantire la conformità del bando e
della lettera d’invito alle norme vigenti, detto adempimento rientri
tra le competenze del responsabile del procedimento. La firma degli
atti di gara, infatti, è indubbiamente un mezzo attraverso il quale il
responsabile del procedimento attesta che la procedura prescelta e le
modalità di svolgimento sono conformi alle deliberazioni adottate
dalla stazione appaltante e soprattutto alla normativa in
vigore.
Viene richiesto di conoscere chi dovrà essere il soggetto che
nell’ambito del comune sarà tenuto all’invio dei dati
all’Osservatorio. La legge quadro, art. 4, comma 17, stabilisce, in
via generale, che le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti
aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare all’Osservatorio
una serie di dati relativi agli affidamenti.
Il regolamento ha
individuato, art. 8, comma 1, lettera s), nel responsabile del
procedimento colui che, relativamente agli interventi di propria
competenza, raccoglie e trasmette i dati all’Osservatorio. L’omissione
o la non veritiera trasmissione dei dati richiesti ha come conseguenza
l’irrogazione da parte dell’Autorità di sanzioni pecuniarie e
conseguentemente è stato necessario individuare un soggetto da
ritenere responsabile in merito all’obbligo imposto dall’ art. 8,
comma 1, lettera s).
I soggetti che per legge non sono tenuti
all’obbligo di nominare il responsabile del procedimento secondo
quanto previsto dall’art. 7, comma 1, della legge n. 109/1994 e
successive modificazioni e integrazioni, dovranno, comunque inviare i
dati all’Osservatorio, incaricando della trasmissione un proprio
dirigente o funzionario, anche per singole fasi, che assumerà la
responsabilità relativa al corretto e tempestivo invio.
Altra
questione di rilievo è relativa al momento in cui la stazione
appaltante dovrà procedere alla nomina del responsabile del
procedimento.
In proposito la disciplina regolamentare, art. 7, comma
1, sembra risolvere il problema stabilendo che il responsabile del
procedimento venga nominato “prima della fase di predisposizione del
progetto preliminare”. Essendo, ai sensi dell’art. 14, comma 6,
l’approvazione del progetto preliminare requisito indispensabile per
l’inserimento dell’intervento nell’elenco annuale, la nomina del
responsabile del procedimento è sicuramente precedente rispetto alla
formazione di detto elenco. La legge quadro, inoltre, all’art. 7,
comma 3, stabilisce che il responsabile del procedimento deve
formulare proposte e fornire dati al fine della predisposizione del
programma triennale.
Occorre preliminarmente chiarire la natura del
programma triennale. Il legislatore ha disposto che ogni anno si
redige un programma triennale ed un elenco annuale. In realtà il
programma triennale viene redatto nel primo degli anni a partire dalla
data in cui l’obbligo è in vigore, mentre per gli anni successivi si
procede con l’aggiornamento del piano triennale attraverso modifiche
anche notevoli. Pertanto il programma tr…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info