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Imposta provinciale di trascrizione (IPT). Chiarimenti in ordine alle disposizioni recate dall'art. 63, comma 4, della legge 21 novembre 2000, n. 342 (collegato alla legge finanziaria per l'anno 2000) e dagli articoli 30, comma 7, 33, comma 11, e 54 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria per l'anno 2001)

Alle province
e, per conoscenza:
All’Agenzia delle entrate
All’Unione
nazionale delle province italiane (UPI)
All’ACI-PRA – Direzione
centrale pubblico
registro automobilistico
[Testo]
Con la presente
circolare si forniscono alcuni chiarimenti in ordine alle novità che
sono state introdotte in materia di imposta provinciale di
trascrizione – IPT – dalla legge 21 novembre 2000, n. 342 (collegato
alla legge finanziaria per l’anno 2000) e dalla legge 23 dicembre
2000, n. 388 (legge finanziaria per l’anno 2001).
A) Le novità del
collegato alla legge finanziaria per l’anno 2000.
L’art. 63, della
legge 21 novembre 2000, n. 342, recante “Misure in materia fiscale”,
pubblicata sul supplemento ordinario n. 194/L alla Gazzetta Ufficiale
n. 276 del 25 novembre 2000, nel dettare alcune disposizioni relative
all’applicazione delle tasse automobilistiche per particolari
categorie di autoveicoli, interviene, nel comma 4, anche in materia di
imposta provinciale di trascrizione, IPT, disciplinata dall’art. 56
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
La disposizione del
collegato prevede al comma 1, un’esenzione dal pagamento delle tasse
automobilistiche per i veicoli ed i motoveicoli, esclusi quelli
adibiti ad uso professionale, che hanno compiuto il trentesimo anno
dalla loro costruzione. Salvo prova contraria, i veicoli in questione
si considerano costruiti nell’anno della prima immatricolazione in
Italia o in altro Stato. A tal fine viene predisposto, per gli
autoveicoli dall’Automobilclub storico italiano (ASI) e, per i
motoveicoli, anche dalla Federazione motociclistica italiana (FMI), un
apposito elenco indicante i periodi di produzione dei
veicoli.
L’esenzione in questione è stata poi estesa dal comma 2,
dell’art. 63, anche agli autoveicoli ed ai motoveicoli, di particolare
interesse storico e collezionistico, che hanno compiuto il ventesimo
anno dalla loro costruzione. La norma stabilisce che sono considerati
di particolare interesse storico e collezionistico i
veicoli:
costruiti specificamente per le competizioni;
costruiti a
scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione
ad esposizione o mostre;
che, anche se non appartengono alle categorie
appena individuate, rivestono comunque un particolare interesse
storico o collezionistico in ragione del loro rilievo industriale,
sportivo, estetico o di costume.
Per quanto riguarda l’esatta
individuazione di detti mezzi di trasporto, occorre far riferimento al
comma 3, dell’art. 63 che attribuisce tale competenza, per gli
autoveicoli, all’ASI e, per i motoveicoli, anche alla FMI, che
provvedono con propria determinazione, aggiornata annualmente.
Dal
tenore della disposizione del collegato, risulta chiaramente che
l’esenzione in questione riguarda esclusivamente le tasse
automobilistiche e non anche l’imposta provinciale di trascrizione.
Tale assunto risulta confermato anche da quanto stabilito nel comma 4,
dello stesso art. 63, che fissa in misura forfetaria gli importi
dovuti a titolo di IPT, per gli autoveicoli e per i motocicli che
presentano le caratteristiche previste dai commi 1 e 2 dell’art. 63.
In base a tale disposizione infatti i soggetti passivi dell’IPT devono
corrispondere un’imposta di:
L. 100.000 per gli autoveicoli;
L. 50.000
per i motoveicoli.
Si deve innanzitutto sottolineare che la normativa
generale dell’IPT ha stabilito un’esenzione specifica per le richieste
di formalità previste per i motocicli, che, a norma dell’art. 53, del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il nuovo codice
della strada, costituiscono una sottodistinzione della generale
categoria dei motoveicoli. Pertanto, limitatamente ai motocicli
interessati dall’art. 63 del collegato, non opera la particolare
esenzione stabilita dal decreto ministeriale 27 novembre 1998, n. 435,
contenente le misure dell’imposta provinciale di trascrizione. Detto
provvedimento, infatti, prende atto di quanto disposto dall’art. 17,
comma 39, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, concernente l’abolita
imposta erariale di trascrizione, che stabiliva l’esenzione
dall’imposta per i motocicli di qualsiasi tipo, e, conseguentemente,
non presenta alcuna misura di imposta per quest’ultima categoria di
mezzi di trasporto.
L’obbligo tributario di corrispondere l’imposta
negli importi fissati dal comma 4, dell’art. 63 del collegato, sorge
direttamente a seguito della richiesta di formalità di trascrizione,
iscrizione ed annotazione dei veicoli in questione, presentata dal
soggetto interessato al competente ufficio provinciale del pubblico
registro automobilistico (PRA), come previsto in generale dal comma 1,
dell’art. 56 del decreto legislativo n. 446 del 1997.
Il presupposto
impositivo del tributo provinciale non può essere invece ricollegato
alla circostanza che i veicoli in questione vengano utilizzati “sulla
pubblica strada”, condizione quest’ultima presente nello stesso comma
4, dell’art. 63, dal cui verificarsi dipende esclusivamente il venir
meno dell’esenzione prevista ai commi 1 e 2 dell’art. 63 e la
conseguente applicazione di una “tassa di circolazione forfetaria
annua di L. 50.000 per gli autoveicoli e di L. 20.000 per i
motoveicoli”.
Per quanto riguarda infine la facoltà prevista dal comma
2, dell’art. 56 del decreto legislativo n. 446 del 1997, di deliberare
aumenti fino al 20 per cento delle misure di base dell’imposta
provinciale, si deve ritenere che tale potere non può essere
esercitato dalle province relativamente agli importi stabiliti in
misura forfetaria dalla legge.
B) Le disposizioni della legge
finanziaria per l’anno 2001.
Gli articoli 30, comma 7, 33, comma 11, e
54, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, recante “Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2001)”, pubblicata sul supplemento ordinario n. 219/L alla
Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2000, contengono
disposizioni che hanno influenza sull’applicazione dell’imposta
provinciale di trascrizione (IPT), introducendo anche rilevanti
modificazioni nel testo dell’art. 56 del decreto legislativo n. 446
del 1997.
1) Disposizioni in materia di agevolazioni concesse ai
soggetti con portatori di handicap.
L’art. 30, comma 7, estende le
agevolazioni di cui all’art. 8 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
inizialmente previste per i soli veicoli adattati in funzione alle
esigenze dei soggetti portatori di handicap, anche:
ai portatori di
handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il
riconoscimento dell’indennità di accompagnamento;
agli invalidi con
grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da
pluriamputazioni, a prescindere dall’adattamento del
veicolo.
Particolare importanza riveste la disposizione in questione
nell’ambito della disciplina dell’imposta provinciale di trascrizione,
poiché risulta notevolmente ampliato il numero dei soggetti che
possono godere dei benefici previsti dall’art. 1, del decreto
ministeriale n. 435 del 1998, che aveva inizialmente riservato
l’esenzione dall’IPT alle sole formalità relative agli atti di natura
traslativa o dichiarativa aventi ad oggetto veicoli adattati ai
soggetti portatori di handicap, indicati nei commi 1 e 3 dell’art. 8
della legge n. 449 del 1997. Attualmente, quindi, tale disposizione
deve essere integrata tenendo conto delle nuove esenzioni contenute
nella legge finanziaria.
2) Disposizioni in materia di iscrizioni e
trascrizioni al PRA di veicoli compresi nell’atto di fusione tra
società esercenti attività di locazione.
L’art. 33, comma 11,
aggiunge all’art. 56, comma 6, del decreto legislativo n. 446 del
1997, il seguente periodo: “In caso di fusione tra società esercenti
attività di locazione di veicoli senza conducente, le iscrizioni e le
trascrizioni già esistenti al pubblico registro automobilistico
relative ai veicoli compresi nell’atto di fusione conservano la loro
validità ed il loro grado a favore del cessionario, senza bisogno di
alcuna formalità o annotazione.”.
In dipendenza di tale norma, di
carattere innovativo, a partire dal 1°gennaio 2001, data di entrata in
vigore della legge n. 388 del 2000, non sarà più necessario presentare
al PRA le richieste relative alle formalità di trascrizione,
iscrizione ed annotazione concernenti la cessione di veicoli
effettuata in occasione di un’operazione di fusione tra società che
svolgono attività di locazione di veicoli senza conducente.
In questo
caso, mancando il presupposto impositivo per l’applicazione dell’IPT,
ai sensi del comma 1, dell’art. 56 del decreto legislativo n. 446 del
1997, non potrà essere richiesto il pagamento del tributo.
Occorre
però che i veicoli oggetto della cessione risultino già iscritti nel
pubblico registro automobilistico, come ben precisato dalla norma in
esame.
Come si deduce chiaramente dal tenore della disposizione della
legge finanziaria, al momento del successivo trasferimento degli
autoveicoli dal cessionario al locatario od al terzo acquirente,
quest’ultimo soggetto non sarà obbligato ad effettuare presso il PRA,
oltre alla formalità relativa al trasferimento dell’autoveicolo a
proprio favore, anche quella riguardante il passaggio dal cedente al
cessionario. In questa ipotesi, infatti, il rispetto del disposto
dell’art. 2688 del codice civile, secondo cui gli atti di acquisto non
producono effetto se non è stato trascritto l’atto anteriore, è
assicurato direttamente dall’art. 33, comma 11, della legge
finanziaria, quando dispone che le iscrizioni e le trascrizioni già
esistenti al PRA, relative ai veicoli compresi nell’atto di fusione,
conservano la loro validità ed il loro grado a favore del cessionario,
senza bisogno di alcuna formalità o annotazione.
La disposizione
consente di superare in concreto le limitazioni che esistevano in
materia, estendendo a tutte le società che svolgono l’attività di
locazione di veico…

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