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Regolamento recante ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto ...

Regolamento recante ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, concernente la disciplina delle iniziative complementari e delle attivita' integrative nelle istituzioni scolastiche.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante testo
unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di
istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado;
Visto l’articolo 3, comma 5-bis, del decreto-legge 20 giugno 1996,
n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n.
425;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996,
n. 567, modificato e integrato dal decreto del Presidente della
Repubblica 9 aprile 1999, n. 156, recante il regolamento delle
iniziative complementari e delle attivita’ integrative nelle
istituzioni scolastiche;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in particolare l’articolo
21;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n.
249, recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della
scuola secondaria;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
275, recante il regolamento che disciplina l’autonomia delle
istituzioni scolastiche;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, recante la
riforma degli organi collegiali territoriali della scuola;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000,
n. 347, recante il regolamento sull’organizzazione del Ministero
della pubblica istruzione;
Ritenuta la necessita’ di apportare ulteriori modificazioni e
integrazioni al precitato decreto del Presidente della Repubblica
10 ottobre 1996, n. 567, in particolare per quanto concerne
l’adeguamento del detto regolamento al regime di autonomia delle
istituzioni scolastiche;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 10 novembre 2000;
Visto il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione,
espresso nell’adunanza del 21 dicembre 2000;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 29 gennaio 2001;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 febbraio 2001;
Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione, di concerto
con il Ministro della sanita’;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Ulteriori modifiche e integrazioni al decreto
del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n.
567, concernente il regolamento delle iniziative complementari e
delle attivita’ integrative nelle istituzioni scolastiche, gia’
modificato con il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile
1999, n. 156, sono apportate le ulteriori modificazioni ed
integrazioni di cui al presente decreto.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legisiativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 87 della Costituzione:
“Art. 87. – Il Presidente della Repubblica e’ il Capo
dello Stato e rappresenta l’unita’ nazionale.
Puo’ inviare messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la
prima riunione.
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di
legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla
Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari
dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici,
ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra,
l’autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio
supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo
stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Puo’ concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica”.
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 1, della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
“Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi Forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e) l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di
lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi
sindacali”.
– Il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, reca:
“Approvazione del testo unico delle disposizioni
legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle
scuole di ogni ordine e grado”.
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 5-bis del
decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323 (Disposizioni urgenti
per il risanamento della finanza pubblica, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 425:
“Art. 3 (Riduzione stanziamenti e blocco impegni). –
(Omissis). 5-bis. Con regolamento governativo, da emanarsi
ai sensi dell’art. 17, legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, e’ disciplinata la materia
prevista dalla direttiva del Ministro della pubblica
istruzione 3 aprile 1996, n. 133. Il finanziamento di cui
al comma 5 e’ finalizzato all’attuazione del predetto
regolamento”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre
1996, n. 567, reca: “Regolamento recante la disciplina
delle iniziative complementari e delle attivita’
integrative nelle istituzioni scolastiche”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile
1999, n. 156, reca: “Regolamento recante modifiche ed
integrazoni al decreto del Presidente della Repubblica
10 ottobre 1996, n. 567, concernente la disciplina delle
iniziative complementari e delle attivita’ integrative
nelle istituzioni scolastiche”.
– Si riporta il testo dell’art. 21 della legge 15 marzo
1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la
riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa):
“Art. 21. – 1. L’autonomia delle istituzioni
scolastiche e degli istituti educativi si inserisce nel
processo di realizzazione della autonomia e della
riorganizzazione dell’intero sistema formativo. Ai fini
della realizzazione della autonomia delle istituzioni
scolastiche le funzioni dell’amministrazione centrale e
periferica della pubblica istruzione in materia di gestione
del servizio di istruzione, fermi restando i livelli
unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio
nonche’ gli elementi comuni all’intero sistema scolastico
pubblico in materia di gestione e programmazione definiti
dallo Stato, sono progressivamente attribuite alle
istituzioni scolastiche, attuando a tal fine anche
l’estensione ai circoli didattici, alle scuole medie, alle
scuole e agli istituti di istruzione secondaria, della
personalita’ giuridica degli istituti tecnici e
professionali e degli istituti d’arte ed ampliando
l’autonomia per tutte le tipologie degli istituti di
istruzione, anche in deroga alle norme vigenti in materia
di contabilita’ dello Stato. Le disposizioni del presente
articolo si applicano anche agli i…

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