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Interventi urgenti per favorire il superamento delle situazioni di emergenza, in atto nei territori delle regioni Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Basilicata e Campania, anche in attuazione dell'art. 144, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed altri interventi urgenti di protezione civile. (Ordinanza n. 3124).

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il coordinamento della protezione civile

Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Vista la legge 30 marzo 1998, n. 61, e successive modifiche ed
integrazioni;
Visti gli articoli 4 e 4-bis della legge 11 dicembre 2000, n. 365,
e le relative direttive applicative;
Visto l’art. 144, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Viste le dichiarazioni di stato di emergenza tuttora in atto nei
territori delle regioni Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana,
Umbria, Abruzzo, Lazio, Basilicata e Campania, nonche’ le note con le
quali le succitate regioni hanno rappresentato le esigenze di
fabbisogno finanziario per il proseguimento del percorso di
superamento dell’emergenza nelle zone interessate;
Viste le proprie ordinanze emanate ai sensi della legge 24 febbraio
1992, n. 225, per avviare i primi interventi volti a fronteggiare i
predetti eventi calamitosi;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
22 dicembre 2000 con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel territorio della provincia di Terni, in conseguenza
dell’evento sismico verificatosi il 16 dicembre 2000;
Tenuto conto degli esiti dell’istruttoria tecnica eseguita dal
direttore dell’Agenzia di protezione civile con le regioni
interessate per la raccolta, la verifica e l’omogeneizzazione delle
esigenze rappresentate dalle regioni interessate;
Vista la nota prot. n. APC/400/2001/dir del 23 marzo 2001 con la
quale e’ stata trasmessa alle regioni interessate una proposta di
riparto delle risorse finanziarie disponibili e di metodologia di
attuazione del disposto di cui all’art. 144, comma 4, della legge n.
388/2000;
Tenuto conto degli esiti della riunione tenutasi il 2 aprile 2001
presso il Dipartimento della protezione civile, alla presenza dei
rappresentanti designati dai presidenti delle giunte delle regioni
interessate;
Vista la nota prot. n. APC/431/2001/dir del 3 aprile 2001, con la
quale e’ stata trasmessa alle regioni interessate la proposta
definitiva di riparto delle risorse finanziarie disponibili,
scaturita dalla riunione tenutasi il giorno 2 aprile 2001;
Ritenuto di dover procedere alla ripartizione delle risorse
disponibili ai sensi dell’art. 144, comma 4, della legge n. 388/2000,
impartendo idonee disposizioni per assicurare l’omogeneita’ delle
misure e degli interventi con quanto stabilito in occasione di
recenti eventi calamitosi delle medesime tipologie;
Vista la nota prot. n. 4156 del 5 marzo 2001, con la quale il
presidente della giunta regionale della regione dell’Umbria ha
rappresentato i fabbisogni finanziari urgenti per il ritorno alle
normali condizioni di vita nei territori colpiti dall’evento sismico
del 16 dicembre 2000, anche a seguito dell’istruttoria tecnica
congiunta effettuata dal Dipartimento della protezione civile e dalla
regione dell’Umbria;
Visti gli esiti dei sopralluoghi effettuati dagli esperti del
Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche del
Consiglio nazionale delle ricerche nei comuni di Poggio Moiano, in
provincia di Rieti e di Cerveteri, in provincia di Roma, in occasione
dei quali sono state rilevate gravi situazioni di dissesto
idrogeologico, e la successiva istruttoria tecnica effettuata dal
Dipartimento della protezione civile;
Vista la relazione prot. n. EME/12574/COM.136-40 del 5 aprile 2001,
con la quale il Gruppo di lavoro per la salvaguardia dei beni
culturali dai rischi naturali ha rappresentato la grave situazione di
degrado in cui versa la chiesa di S. Maria dei Centurelli, nel comune
di Caporciano, in provincia de l’Aquila, anche in conseguenza della
crisi sismica del settembre 1997, nonche’ di cedimenti del terreno
che ne compromettono la stabilita’;
Ritenuto, per la ragioni illustrate in premessa, di dover disporre
l’avvio di interventi urgenti per la salvaguardia della pubblica e
privata incolumita’ nei comuni di Poggio Moiano, Cerveteri e
Caporciano ricorrendo alle procedure ed alle disponibilita’
finanziarie di cui alla legge 27 marzo 1987, n. 120;
Vista la nota prot. n. 3116 del 7 marzo 2001, con la quale il
presidente del Magistrato per il Po rappresenta alcune esigenze
urgenti connesse alla messa in sicurezza dei bacini di sua
competenza, in conseguenza degli eventi idrogeologici verificatisi,
in particolare, nel territorio delle province di Cuneo e Torino nel
mese di giugno del 2000;
Viste le ordinanze n. 2621 del 1o luglio 1997, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 159 del 10 luglio
1997 e n. 3090 del 18 ottobre 2000, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 246 del 20 ottobre 2000, e
successive modificazioni;
Sentite le regioni Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana,
Umbria, Abruzzo, Lazio, Basilicata e Campania;
Su proposta del direttore dell’Agenzia di protezione civile, prof.
Franco Barberi;
Dispone:
Capo I
Interventi urgenti per favorire il superamento delle situazioni di
emergenza in atto nei territori delle regioni Piemonte, Liguria,
Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Basilicata e
Campania, anche in attuazione dell’art. 144, comma 4, della legge
23 dicembre 2000, n. 388
Art. 1.
1. La disponibilita’ complessiva di lire 35 miliardi, quali limiti
di impegno previsti dall’art. 144, comma 4, della legge n. 388/2000
per interventi infrastrutturali di emergenza ed a favore dei soggetti
privati danneggiati, in relazione agli eventi calamitosi
sottoelencati per i quali e’ intervenuta la dichiarazione dello stato
di emergenza e’ cosi’ ripartita:
lire 12.600 milioni alla regione Piemonte – evento sismico
dell’agosto 2000; eventi idrogeologici del giugno 2000; nubifragi del
periodo aprile-maggio 2000; eventi idrogeologici verificatisi nel
periodo 1996-2000 in provincia di Cuneo e connesse esigenze di
completamento della messa in sicurezza della viabilita’ provinciale
di fondovalle Tanaro;
lire 1.500 milioni alla regione Liguria – eventi idrogeologici
dell’ottobre 1999;
lire 5.300 milioni alla regione Emilia-Romagna – eventi
idrogeologici del periodo ottobre-novembre 1999; crisi sismica del
periodo aprile-giugno 2000;
lire 2.500 milioni alla regione Toscana – nubifragi dell’ottobre
1999; evento sismico dell’aprile 2000; crisi sismica del settembre
1997;
lire 11.700 milioni alla regione Lazio – evento sismico del marzo
2000; crisi sismica del settembre 1997; eventi idrogeologici
del dicembre 1999;
lire 1.400 milioni alla regione Campania – dissesti idrogeologici
del periodo dicembre 1996-gennaio 1997.
2. Il Dipartimento della protezione civile e’ autorizzato a
concedere contributi alle regioni nei limiti di cui al comma 1, per
l’attivazione, a decorrere dal 1o gennaio 2002, in deroga ai limiti
di indebitamento consentiti dalle norme vigenti, di mutui
quindicennali con la Cassa depositi e prestiti o con istituti di
credito privati.
3. Ove le amministrazioni regionali facciano ricorso al
finanziamento tramite la Cassa depositi e prestiti, la stessa e’
autorizzata a far decorrere i mutui quindicennali dal 1o gennaio
2002.
Art. 2.
1. Per l’attuazione degli interventi infrastrutturali di emergenza
e a favore dei soggetti privati danneggiati, in relazione ad eventi
idrogeologici per i quali e’ intervenuta la dichiarazione dello stato
di emergenza sono assegnate le seguenti ulteriori risorse:
regione Umbria: 8.000 milioni di lire; regione Abruzzo: 2.000
milioni di lire; regione Basilicata: 2.000 milioni di lire.
Le risorse suindicate sono poste a carico dell’unita’ previsionale
di base 20.2.1.3 dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica (cap. 9353 – Fondo
della protezione civile) per l’anno 2001.
Art. 3.
1. Entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione della
presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le regioni di cui agli articoli 1 e 2 elaborano un
programma di impiego delle risorse assegnate che specifichi le
finalita’ di intervento, suddivise tra interventi urgenti di
ripristino dei danni e messa in sicurezza delle infrastrutture
pubbliche e dei beni monumentali danneggiati, nonche’ misure
contributive a favore dei soggetti privati e delle attivita’
produttive danneggiate. Il programma di impiego delle risorse deve
essere sottoposto, prima della sua operativita’, alla presa d’atto
del Dipartimento della protezione civile.
Art. 4.
1. Per gli interventi relativi ad eventi alluvionali, nubifragi e
dissesti idrogeologici, le regioni provvedono alla definizione di un
piano per l’avvio od il proseguimento degli interventi urgenti di
ripristino, in condizioni di sicurezza, delle infrastrutture
pubbliche e dei beni monumentali danneggiati e per la riduzione del
rischio, indicando come soggetti attuatori degli interventi gli enti
locali interessati, o i soggetti proprietari dei beni danneggiati, ai
quali trasferiscono le relative risorse finanziarie. L’attuazione dei
predetti piani procede in forma integrata con altri piani di
intervento eventualmente in atto o da attivarsi e ricadenti nelle
medesime zone in conseguenza di altri eventi calamitosi dello stesso
tipo verificatisi in periodi diversi ed operano, compatibilmente con
gli in…

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