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Attuazione della direttiva (CEE) n. 398/89, concernente i prodotti ali...

Attuazione della direttiva (CEE) n. 398/89, concernente i prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare. (2a)

(2a) Il regolamento di attuazione del presente decreto legislativo è
stato emanto con D.P.R. 19 gennaio 1998, n. 131.
(3a) Per le misure
sanitarie contro le encefalopatie spongiformi nell’ambito dei prodotti
alimentari di cui al presente decreto, vedi la circolare 13 febbraio
2001, n. 1.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;
Visto l’art. 50 della legge 29 dicembre 1990, n.
428, recante delega al Governo per l’attuazione della direttiva
89/398/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, relativa al ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri concernenti i prodotti
alimentari destinati ad una alimentazione particolare;
Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
26 luglio 1991;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni
parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 gennaio 1992;
Sulla proposta del
Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e della
sanità;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1
Campo di
applicazione
1. I prodotti alimentari destinati ad una alimentazione
particolare sono prodotti alimentari che, per la loro particolare
composizione o per il particolare processo di fabbricazione,
presentano le seguenti caratteristiche:
a) si distinguono nettamente
dagli alimenti di consumo corrente;
b) sono adatti all’obiettivo
nutrizionale indicato;
c) vengono commercializzati in modo da
indicare che sono conformi a tale obiettivo.
2. I prodotti alimentari
di cui al comma 1 devono rispondere alle esigenze nutrizionali
particolari delle seguenti categorie di persone:
a) le persone il cui
processo di assimilazione o il cui metabolismo è perturbato;
b) le
persone che si trovano in condizioni fisiologiche particolari per cui
possono trarre benefici particolari dall’assunzione controllata di
talune sostanze negli alimenti;
c) i lattanti o i bambini nella prima
infanzia, in buona salute.
3. I soli prodotti alimentari di cui al
comma 2, lettere a) e b) possono essere caratterizzati
dall’indicazione “dietetico” o “di regime”.
Art. 2
Norme generali
1. I
prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare devono,
comunque, essere conformi alle disposizioni previste per i prodotti
alimentari di uso corrente, salvo per quanto concerne le modifiche
loro apportate per renderli conformi alle prescrizioni di cui all’art.
1.
Art. 3
Alimenti di uso corrente
1. Nell’etichettatura,
presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari destinati al
consumo corrente è vietato impiegare:
a) la qualifica “dietetico” o
“di regime” sia da sola che insieme ad altri termini;
b) ogni altra
espressione o qualsiasi presentazione che possa far credere che si
tratti di uno dei prodotti di cui all’art. 1.
2. Il Ministro della
sanità, con decreto da adottarsi di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, indica, in
attuazione di disposizioni comunitarie, i prodotti alimentari di
consumo corrente adatti ad una alimentazione particolare per i quali è
consentito menzionare tali proprietà e le relative modalità di
indicazione.
Art. 4
Etichettatura
1. I prodotti alimentari di cui
all’art. 1, destinati al consumatore finale devono riportare in lingua
italiana sulle confezioni le seguenti indicazioni:
a) la
denominazione di vendita, accompagnata dalla indicazione delle
caratteristiche nutrizionali particolari; per i prodotti di cui
all’art. 1, comma 2, lettera c) la denominazione di vendita è invece
accompagnata dall’indicazione della loro destinazione;
b) l’elenco
degli ingredienti;
c) gli elementi particolari della composizione
qualitativa e quantitativa o il processo speciale di fabbricazione che
conferiscano al prodotto le sue caratteristiche nutrizionali
particolari;
d) il quantitativo netto;
e) il termine minimo di
conservazione;
f) le modalità di conservazione e di utilizzazione
qualora sia necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in
funzione della natura del prodotto;
g) le istruzioni per l’uso,
quando la loro omissione non consente all’acquirente di fare un uso
appropriato del prodotto alimentare;
h) il tenore di glucidi, protidi
e lipidi per 100 gr o 100 ml di prodotto commercializzato o per
quantità proposta da consumare se il prodotto è così presentato (1);

i) l’indicazione in kilocalorie (kcal) o in kilojoules (kj) del
valore energetico per 100 g o 100 ml di prodotto e, se il prodotto è
così presentato, per quantità proposta da consumare. Tale indicazione
può essere sostituita dalle dizioni valore energetico inferiore a 50
kj (12 kcal) per 100 g ovvero valore energetico inferiore a 50 kj (12
kcal) per 100 ml quando il prodotto contenga dei valori energetici
inferiori a 50 kj (12 kcal);
l) il nome o la ragione sociale o il
marchio depositato e la sede del fabbricante o del confezionatore o di
un venditore stabilito nella comunità europea;
m) la sede dello
stabilimento di fabbricazione o di confezionamento per i prodotti
fabbricati o confezionati in Italia per la vendita sul territorio
nazionale;
n) il luogo di origine o di provenienza qualora
l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore
finale circa l’origine e la provenienza effettiva del prodotto
alimentare.
2. Per i prodotti di cui all’allegato 1 sulla confezione
vanno riportati anche la composizione analitica centesimale e gli
estremi del provvedimento di autorizzazione.
3. Sulla confezione dei
prodotti alimentari di cui all’art. 1, comma 2, lettere a) e b) può
essere riportata l’indicazione “dietetico” o “di regime”.
(1)Lettera
modificata con avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 27 luglio
1992, n. 175.
Art. 5
Confezionamento e imballaggio
1. I prodotti
alimentari di cui all’art. 1 devono essere posti in vendita
preconfezionati e completamente avvolti nell’imballaggio.
Art.
6
Divieti ed informazione
1. L’etichettatura e le modalità impiegate
per la sua realizzazione, nonchè la presentazione e la pubblicità dei
prodotti alimentari di cui all’art. 1 non devono attribuire proprietà
atte a prevenire, curare o guarire malattie nè accennare a tali
proprietà.
2. E’ consentita la divulgazione delle informazioni e delle
raccomandazioni utili destinate esclusivamente alle persone
qualificate nei settori della medicina, dell’alimentazione o della
farmacia.
3. Il Ministro della sanità, con decreto da adottarsi di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, indica, in attuazione di disposizioni comunitarie, i
casi in cui sono consentite deroghe al comma 1.
Art.
7
Commercializzazione dei prodotti
1. Al momento della prima
commercializzazione di uno dei prodotti alimentari di cui all’art. 1
non compresi nell’allegato 1, il fabbricante ne informa il Ministero
della sanità mediante la trasmissione di un modello dell’etichetta
utilizzata per tale prodotto.
2. Qualora i prodotti di cui al comma 1
siano già posti in commercio in un altro Stato membro, il fabbricante
deve altresì comunicare al Ministero della sanità l’autorità
destinataria della prima comunicazione.
3. Le stesse disposizioni di
cui ai commi 1 e 2 si applicano anche all’importatore qualora il
prodotto sia stato fabbricato in uno Stato terzo.
4. Il Ministero
della sanità può richiedere al fabbricante o all’importatore la
presentazione dei lavori scientifici e dei dati che giustifichino la
conformità del prodotto all’art. 1, commi 2 e 3, nonchè le indicazioni
di cui all’art. 4, comma 1, lettera c).
5. Qualora i lavori
scientifici e i dati di cui al comma 4 abbiano formato oggetto di una
pubblicazione facilmente accessibile, il fabbricante o l’importatore
possono comunicare solo gli estremi della pubblicazione.
6. Qualora i
prodotti di cui al comma 1 non rientrino tra quelli di cui all’art. 1,
comma 2, il Ministero della sanità diffida le imprese interessate a
ritirarli dal commercio e, in caso di mancata osservanza, dispone il
loro sequestro.
7. Qualora i prodotti di cui al comma 1 presentino un
pericolo per la salute umana il Ministero della sanità ne dispone il
sequestro.
8. Il Ministero della sanità informa immediatamente la
Commissione CEE e gli altri Stati membri delle misure adottate ai
sensi dei commi 6 e 7 con i relativi motivi.
9. Il Ministero della
sanità a seguito della comunicazione di cui al comma 1 qualora ritenga
che i prodotti siano invece da assoggettare al regime autorizzatorio
di cui all’art. 8 in quanto appartenenti ai gruppi di cui all’allegato
1 prescrive il divieto della loro commercializzazione.
10. Resta ferma
la facoltà dell’impresa di presentare istanza di autorizzazione ai
sensi dell’art. 8.
Art. 8
Autorizzazione e controlli
1. La produzione
e l’importazione a scopo di vendita dei prodotti destinati ad una
alimentazione particolare, appartenenti ai gruppi di cui all’allegato
1 è soggetta ad autorizzazione da parte del Ministero della sanità,
fino all’entrata in vigore dei decreti ministeriali di cui all’art.
9.
2. Fermo restando l’obbligo dell’impresa, a partire dal momento
della presentazione dell’istanza di autorizzazione, di predisporre e
di tenere a disposizione del Ministero della sanità i campioni dei
prodotti di cui al comma 1, le imprese stesse, entro tre mesi
dall’inizio della produzione, inviano all’Istituto superiore di sanità
un campione rappresentativo del prodotto.
3. L’Istituto superiore di
sanità informa il Ministero della sanità dei risultati dei controlli
analitici.
4. I laboratori dei servizi di igiene pubblica delle unità
sanitarie locali realizzano, con il coordinamento dell’Istituto
superiore di sanità, un apposito programma di vigilanza annuale sui
prodotti destinati ad una alimen…

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