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Regolamento recente la disciplina della mobilità dei dipendenti delle...

Regolamento recente la disciplina della mobilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

(1)Abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Successivamente, tale abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72,
comma 1, lett. w), D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.
IL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n.
421;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni;
Visto, in particolare, l’art. 35 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, ai
sensi del quale con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
a norma dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è
disciplinato il procedimento per l’attuazione della mobilità dei
dipendenti delle pubbliche amministrazioni;
Visto l’art. 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 27 maggio 1994, con il quale il Ministro
per la funzione pubblica e per gli affari regionali è stato, tra
l’altro, delegato ad esercitare le funzioni attribuite dalla legge al
Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di pubblico
impiego;
Considerato che, ai sensi del predetto art. 35 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, lo schema di regolamento deve
essere emanato previo eventuale esame con le confederazioni sindacali
maggiormente rappresentative sul piano nazionale, secondo le modalità
di cui all’art. 10 dello stesso decreto, nonchè – per quanto riguarda
la mobilità fra le regioni – sulla base di preventive intese con le
amministrazioni regionali espresse dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano;
Tenuto conto che con la lettera del 15 aprile 1994 lo schema
di regolamento è stato inviato, ai sensi dell’art. 10citato, alle
confederazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CIDA, CISNAL, CISAL,
CONF.S.A.L., CONFEDIR, R.D.B./CUB, e che a seguito di richiesta delle
confederazioni CGIL, CISL, UIL si è proceduto ad un incontro per
l’esame, in data 21 aprile 1994;
Tenuto conto che con lettera del 15
aprile 1994 lo schema di regolamento è stato inviato, ai sensi
dell’art. 35citato, alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Vista la
lettera prot. n. 1189/94 in data 1° luglio 1994 con la quale il
direttore della segreteria della suddetta Conferenza ha trasmesso il
parere espresso da tale organismo nella seduta del 29 giugno
1994;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza
generale del 27 luglio 1994;
Adotta
il seguente regolamento:
Art.
1
Ambito della disciplina(3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 43, comma
3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è
stata riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. w), D.Lgs. 30 marzo
2001, n. 165, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 1
Ambito
della disciplina(2)
1. Il presente regolamento disciplina criteri,
modalità e termini per l’attuazione, tra amministrazioni diverse:
a)
della mobilità dei dipendenti collocati in disponibilità ai sensi del
decreto ministeriale di cui all’art. 3, comma 52, della legge 24
dicembre 1993, n. 537, nonchè dei trasferimenti volontari, per il
personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
modificazioni, con esclusione di quello indicato nell’art. 2, comma 4,
dello stesso decreto legislativo, nonchè del personale della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e del personale del comparto
scuola, salvo, per quest’ultimo, quanto previsto nell’art. 7, comma 2.
La mobilità del personale delle università e degli enti pubblici di
ricerca si attua secondo la norma prevista dall’art. 14, comma 3; per
il personale delle strutture sanitarie dispone l’art. 22;
b) della
mobilità dei dipendenti risultanti in esubero a seguito di
ristrutturazioni dell’Ente ferrovie dello Stato, delle gestioni
commissariali governative, delle aziende regionalizzate,
provincializzate e municipalizzate esercenti pubblici trasporti
locali.
2. Ai fini del presente regolamento, per “decreto” si intende
il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
modificazioni, per “Dipartimento” si intende la Presidenza del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, per
“amministrazioni” si intendono le pubbliche amministrazioni di cui
alla lettera a) del comma 1.
(2)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 2
Ricognizione dei
posti disponibili(5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 43, comma 3, D.
Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è stata
riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. w), D.Lgs. 30 marzo 2001, n.
165, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 2
Ricognizione dei
posti disponibili(4)
1. Non oltre il 15 gennaio di ogni anno, le
amministrazioni comunicano al Dipartimento i posti disponibili,
compresi tutti quelli per cessazione, distinti per qualifica o
categoria e profili professionali, accorpati per aree omogenee di
funzioni e per sede di servizio. I posti disponibili sono quelli
risultanti dal confronto tra le dotazioni organiche, in vigore al 31
dicembre dell’anno precedente, e il personale a tempo indeterminato in
servizio alla stessa data, tenuto conto del personale eventualmente
assegnato in base agli accordi di mobilità stipulati tra
amministrazioni pubbliche e organizzazioni sindacali.
2. In deroga al
comma 1, le amministrazioni soggette al blocco del turn-over ai sensi
dell’art. 3, comma 8, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, comunicano
sino al 15 gennaio 1997 il solo cinque per cento dei posti resisi
disponibili per cessazioni.
3. Gli enti locali che non versano in
situazioni strutturalmente deficitarie effettuano le comunicazioni di
cui al comma 1 solo per i posti disponibili di cui intendono
assicurare la copertura.
4. Delle comunicazioni di cui ai commi 1, 2 e
3 è data informazione alle rappresentanze sindacali di cui al comma 7
dell’art. 45 del decreto.
5. Sino al 31 dicembre di ogni anno,
ciascuna amministrazione attua la mobilità interna e i trasferimenti
volontari del proprio personale secondo le procedure ordinarie. Le
procedure per la copertura di posti disponibili avviate e non concluse
alla data del 31 dicembre di ogni anno perdono efficacia. Nessuna
procedura può essere avviata per i posti disponibili alla stessa data
da comunicarsi ai sensi del comma 1.
(4)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 3
Ricognizione dei
dipendenti collocati in disponibilità e dei dipendenti in
esubero(7)
(7)Articolo abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31
marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è stata
riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. w), D.Lgs. 30 marzo 2001, n.
165, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 3
Ricognizione dei
dipendenti collocati in disponibilità e dei dipendenti in
esubero(6)
1. Non oltre il 15 gennaio di ogni anno, le amministrazioni
comunicano al Dipartimento l’elenco nominativo con qualifica o
categoria e profili professionali, accorpati per aree omogenee di
funzioni e per sede di servizio, dei dipendenti che risultano
collocati in disponibilità al 31 dicembre dell’anno precedente.
2. Le
amministrazioni e aziende autonome nonchè gli enti pubblici economici
trasformati in società di diritto privato effettuano, entro lo stesso
termine, la comunicazione di cui al comma 1 per i dipendenti collocati
in disponibilità al 31 dicembre dell’anno precedente.
3. L’Ente
ferrovie dello Stato, le gestioni commissariali governative, le
aziende regionalizzate, provincializzate e municipalizzate esercenti
pubblici trasporti locali effettuano, entro lo stesso termine, la
comunicazione di cui al comma 1 per i dipendenti risultanti in
esubero, a seguito di ristrutturazioni, al 31 dicembre dell’anno
precedente.
4. Non rientrano nella comunicazione di cui al comma 1 i
dipendenti collocati in disponibilità e già trasferiti a posto
disponibile della stessa amministrazione entro il 31 dicembre di ogni
anno.
5. Delle comunicazioni di cui ai commi 1, 2 e 3 è data
informazione alle rappresentanze sindacali di cui al comma 7 dell’art.
45 del decreto.
(6)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs.
31 marzo 1998, n. 80.
Art. 4
Regioni, mobilità infraregionale e
mobilità a livello nazionale(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 43,
comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale
abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. w),
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che ha abrogato l’intero
provvedimento.
Art. 4
Regioni, mobilità infraregionale e mobilità a
livello nazionale(8)
1. Ciascuna regione disciplina la mobilità in
ambito regionale del proprio personale, nonchè del personale dei
relativi enti strumentali e degli enti pubblici non economici da essa
dipendenti, in armonia con i princìpi stabiliti dal presente
regolamento e prevedendo i criteri di raccordo con le intese
intervenute ai sensi del comma 2.
2. Le regioni che, anche per conto
dei rispettivi enti strumentali e dipendenti, decidono di effettuare
le comunicazioni di cui all’art. 2 e all’art. 3 nel termine ivi
indicato, aderiscono con tale adempimento alla mobilità di livello
nazionale. Il contenuto delle predette comunicazioni è definito, su
iniziativa delle regioni interessate, mediante preventive intese
stipulate con il Dipartimento.
(8)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Art. 5
Bando di
mobilità(11)
(11)Articolo abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31
marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è stata
riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. w), D.Lgs. 30 marzo 2001, n.
165, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 5
Bando di
mobilità(10)
1. Non oltre il mese di febbraio di ogni anno, il
Dipartimento provvede alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica i…

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