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Regolamento recante norme per la disciplina delle dichiarazioni di ecc...

Regolamento recante norme per la disciplina delle dichiarazioni di eccedenza e di collocamento in disponibilità dei dipendenti pubblici.

(1)Abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Successivamente, tale abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72,
comma 1, lett. z), D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

IL MINISTRO PER LA
FUNZIONE PUBBLICA
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO
Visto l’art.
3, commi 47, 48, 49, 50 e 51, della legge 24 dicembre 1993, n.
537;
Considerato che, l’art. 3, comma 52, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, devolve ad un regolamento governativo, da adottarsi con
decreto del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il
Ministro del tesoro, la definizione delle modalità di attuazione per
la disciplina delle dichiarazioni di eccedenza e di collocamento in
disponibilità dei dipendenti pubblici;
Visto l’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato,
espresso nell’adunanza generale del 2 giugno 1994;
Emana
il seguente
regolamento:

Art. 1

Ambito della disciplina(3)

(3)Articolo
abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Successivamente, tale abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72,
comma 1, lett. z), D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che ha abrogato
l’intero provvedimento.

Art. 1

Ambito della disciplina(2)

1. Il
presente regolamento disciplina ai sensi dell’art. 3, commi 47, 48,
49, 50, 51 e 52, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, le procedure
per le dichiarazioni di eccedenza, le procedure e i criteri per il
collocamento in disponibilità, le procedure per la richiesta di
proroga del periodo di disponibilità dei dipendenti delle
amministrazioni e degli enti pubblici di cui all’art. 1, comma 2, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni,
nonchè dei dipendenti delle amministrazioni e aziende autonome e degli
enti pubblici economici trasformati in società di diritto privato e
degli enti locali che dovessero trovarsi in stato di dissesto nel
triennio successivo all’esercizio finanziario 1993.

2. Il presente
regolamento non si applica al personale indicato nell’art. 2, comma 4,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
modificazioni, nonchè, ai sensi dell’art. 4, comma 16, della legge 23
dicembre 1993, n. 537, al personale del comparto scuola.

(2)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n.
80.

Art. 2

Dichiarazione di eccedenza(5)

(5)Articolo abrogato
dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente,
tale abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. z),
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che ha abrogato l’intero
provvedimento.

Art. 2

Dichiarazione di eccedenza(4)

1. Il
Dipartimento della funzione pubblica, a norma dell’art. 3, comma 47,
della legge 24 dicembre 1993, n. 537, raffronta, per ciascuna
amministrazione di cui all’art. 1, i dati contenuti nell’allegato
prospetto A, relativi al personale risultante dalle dotazioni
organiche approvate in base alla determinazione dei carichi di lavoro
e al personale in servizio. I dati contenuti nel prospetto sono
articolati per qualifiche funzionali e profili professionali,
accorpati per aree omogenee di funzioni, nonchè per sedi territoriali.
Entro trenta giorni dalle comunicazioni di cui ai successivi commi 2 e
3, il Dipartimento della funzione pubblica individua le eccedenze di
personale e i posti disponibili.

2. Entro dieci giorni
dall’approvazione delle dotazioni organiche, secondo i rispettivi
ordinamenti, le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni,
compilano e trasmettono l’allegato prospetto A al Dipartimento della
funzione pubblica e al Ministero del tesoro – Ragioneria generale
dello Stato.

3. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore delle
norme che disciplinano il riordino e la fusione o dalla delibera di
trasformazione, le amministrazioni risultanti da riordini o fusioni,
nonchè gli enti pubblici economici e le aziende autonome trasformati
in società di diritto privato procedono alla previsione dei fabbisogni
di personale, in base ai carichi di lavoro, e li trasmettono,
unitamente ai dati relativi al personale in servizio, al Dipartimento
della funzione pubblica e al Ministero del tesoro – Ragioneria
generale dello Stato, mediante l’allegato prospetto A.

4. Il
Dipartimento della funzione pubblica invia, per il parere, i prospetti
riepilogativi dai quali risultano le eccedenze e i posti disponibili,
alle rappresentanze sindacali, individuate rispettivamente ai sensi
dell’art. 45, commi 7 e 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29 e successive modificazioni, a seconda del carattere nazionale o
territorialmente circoscritto dell’amministrazione dove risultano le
eccedenze. Decorsi quindici giorni dal ricevimento della richiesta
senza che il parere sia stato espresso, il Dipartimento può
prescinderne.

5. Con decreto del Ministro per la funzione pubblica
sono dichiarate, entro i successivi quindici giorni, le quantità di
personale eccedente, distinte per qualifiche funzionali e profili
professionali, accorpati per aree omogenee di funzioni, nonchè per
sedi territoriali, rispetto a ciascuna amministrazione o ente. Il
decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

(4)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 3

Criteri
di priorità per il collocamento in disponibilità(7)

(7)Articolo
abrogato dall’art. 43, comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Successivamente, tale abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72,
comma 1, lett. z), D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che ha abrogato
l’intero provvedimento.

Art. 3

Criteri di priorità per il
collocamento in disponibilità(6)

1. Ai fini del collocamento dei
dipendenti eccedenti in disponibilità, le amministrazioni ripartiscono
per sesso il personale eccedente in modo che le rispettive quote
percentuali riflettano la composizione del personale in servizio per
profili professionali accorpati per aree omogenee e applicano, quindi,
i seguenti criteri di priorità:

a) minore anzianità di servizio
maturata nella qualifica funzionale di appartenenza;

b) minore
incidenza dei carichi di famiglia;

c) età anagrafica.

2. I
criteri di cui al comma 1 sono applicati secondo il punteggio
riportato nella allegata tabella B. La graduatoria è compilata in
ordine decrescente rispetto al punteggio ottenuto da ciascun
dipendente. La selezione dei dipendenti da collocare in disponibilità
avviene a partire dal primo in graduatoria. A parità di punteggio, è
collocato in disponibilità il dipendente con l’età (giorno, mese,
anno) anagrafica meno elevata.

(6)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 4

Esclusioni dal
collocamento in disponibilità(9)

(9)Articolo abrogato dall’art. 43,
comma 3, D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale
abrogazione è stata riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. z),
D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, che ha abrogato l’intero
provvedimento.

Art. 4

Esclusioni dal collocamento in
disponibilità(8)

1. A norma dell’art. 3, comma 49, della legge 24
dicembre 1993, n. 537, sono esclusi dal collocamento in disponibilità
i soggetti di cui all’art. 1 della legge 2 aprile 1968, n. 482, come
integrato dall’art. 19 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè i
soggetti di cui all’art. 12 della legge 13 agosto 1980, n. 466,
appartenenti alle categorie protette.

(8)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

Art.
5

Individuazione dei dipendenti da collocare in
disponibilità(11)

(11)Articolo abrogato dall’art. 43, comma 3, D.
Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è stata
riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. z), D.Lgs. 30 marzo 2001, n.
165, che ha abrogato l’intero provvedimento.

Art. 5

Individuazione
dei dipendenti da collocare in disponibilità(10)

1. Entro trenta
giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto con il
quale è dichiarata la quantità di personale eccedente, ciascuna
amministrazione individua i dipendenti da collocare in disponibilità,
dandone comunicazione entro i successivi cinque giorni al Dipartimento
della funzione pubblica, al Ministero del tesoro, alle rappresentanze
sindacali di cui all’art. 45, comma 8, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni, a ciascun dipendente
interessato.

2. Ciascuna amministrazione concorda con le
rappresentanze sindacali di cui all’art. 45, comma 8, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni, le
concrete modalità di applicazione dei criteri di priorità di cui
all’art. 3. Si applica la procedura di cui all’art. 10, comma 2, dello
stesso decreto legislativo.

(10)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 6

Collocamento in
disponibilità(13)

(13)Articolo abrogato dall’art. 43, comma 3, D.
Lgs. 31 marzo 1998, n. 80. Successivamente, tale abrogazione è stata
riconfermata dall’art. 72, comma 1, lett. z), D.Lgs. 30 marzo 2001, n.
165, che ha abrogato l’intero provvedimento.

Art. 6

Collocamento in
disponibilità(12)

1. Non oltre sessanta giorni dall’individuazione
dei nominativi dei dipendenti da collocare in disponibilità, ciascuna
amministrazione adotta i provvedimenti di collocamento in
disponibilità.

2. Non sono collocati in disponibilità i dipendenti
che, nel termine di cui al comma 1, hanno accettato di essere
trasferiti sulla base degli accordi di mobilità eventualmente
stipulati tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni
sindacali.

3. I provvedimenti di collocamento in disponibilità sono
comunicati, entro i successivi cinque giorni, al Dipartimento della
funzione pubblica e al Ministero del tesoro.

(12)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 7

Regime
di collocamento in disponibilità(15)

(15)Articolo abrogato dall’art.
43, comm…

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