Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei pubb...

Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei pubblici dipendenti

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
su proposta
DEL MINISTRO PER
LA FUNZIONE PUBBLICA
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL
BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
e
IL MINISTRO DEL LAVORO
E
DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Vista la legge 29 maggio 1982, n. 297,
recante “Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in
materia pensionistica”;
Visto il decreto legislativo 21 aprile 1993,
n. 124, recante “Disciplina delle forme pensionistiche complementari,
a norma dell’art. 3, comma 1, lettera v), della legge 23 ottobre 1992,
n. 421;
Visto l’art. 2, commi 5, 6, 7, 8, 9 della legge 8 agosto 1995,
n. 335, recante “Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e
complementare”;
Visto l’art. 59, comma 56, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, recante “misure per la stabilizzazione della finanza
pubblica”;
Visto l’art. 26, commi 18 e 19, della legge 23 dicembre
1998, n. 448, recante “Misure di finanza pubblica per la
stabilizzazione e lo sviluppo”;
Visto l’accordo quadro sottoscritto
dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (A.Ra.N.) e dalle organizzazioni sindacali il 29
luglio 1999;
Decreta:
Art. 1.
Trattamento di fine rapporto
1.
L’esercizio dell’opzione di cui all’art. 59, comma 56, della legge n.
449 del 1997 avviene mediante sottoscrizione del modulo di adesione al
fondo pensione e comporta l’applicazione della disciplina prevista
dall’art. 1 della legge 29 maggio 1982, n. 297. Il computo
dell’indennità di fine servizio maturata fino a tale data sarà
effettuato secondo le regole della previgente normativa. La
rivalutazione e la liquidazione della quota così calcolata, unitamente
alle quote di trattamento di fine rapporto maturate a far tempo dalla
data dell’opzione saranno effettuate secondo le norme previste
dall’art. 1 della citata legge n. 297 del 1982. All’indennità di fine
servizio maturata fino alla data dell’opzione per il trattamento di
fine rapporto e alla sua rivalutazione dovranno applicarsi gli stessi
abbattimenti di imponibile previsti dalla previgente normativa fiscale
in materia di indennità di fine servizio.
2. A decorrere dalla data
dell’opzione prevista dall’art. 59, comma 56, della legge n. 449 del
1997 ai dipendenti che transiteranno dal pregresso regime di
trattamento di fine servizio, comunque denominato, al regime di
trattamento di fine rapporto non si applica il contributo
previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5 per cento della base
retributiva previsto dall’art. 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152, e
dall’art. 37 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre
1973, n. 1032. La soppressione del contributo non determina effetti
sulla retribuzione imponibile ai fini fiscali.
3. Per assicurare
l’invarianza della retribuzione netta complessiva e di quella utile ai
fini previdenziali dei dipendenti nei confronti dei quali si applica
quanto disposto dal comma 2, la retribuzione lorda viene ridotta in
misura pari al contributo previdenziale obbligatorio soppresso e
contestualmente viene stabilito un recupero in misura pari alla
riduzione attraverso un corrispondente incremento figurativo ai fini
previdenziali e dell’applicazione delle norme sul trattamento di fine
rapporto, ad ogni fine contrattuale nonché per la determinazione della
massa salariale per i contratti collettivi nazionali.
4. Per garantire
la parità di trattamento contrattuale dei rapporti di lavoro, prevista
dall’art. 49, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,
e successive modificazioni e integrazioni, ai dipendenti assunti dal
giorno successivo all’entrata in vigore del presente decreto, si
applica la disciplina prevista dai commi 2 e 3.
5. Per gli enti il cui
personale non è iscritto alle gestioni INPDAP per i trattamenti di
fine servizio e per i quali conseguentemente non opera la trattenuta
del 2,5% della base retributiva prevista dall’art. 11 della legge n.
152 del 1968 e dall’art. 37 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, non si applica quanto previsto
dai commi 2 e 3.
6. Il trattamento di fine rapporto sarà accantonato
figurativamente e verrà liquidato dall’Istituto nazionale di
previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPDAP)
alla cessazione dal servizio del lavoratore secondo quanto disposto
dalla legge 29 maggio 1982, n. 297. Per i dipendenti degli enti
pubblici non economici, degli enti di ricerca e sperimentazione e
degli enti per il cui personale non è prevista l’iscrizione all’INPDAP
per i trattamenti di fine servizio il predetto adempimento è
effettuato dall’ente datore di lavoro. Le quote di accantonamento
annuale saranno determinate applicando l’aliquota del 6,91 per cento
in vigore per i dipendenti privati, ai sensi dell’art. 3, comma 16,
della legge n. 297 del 29 maggio 1982 e sulla base di quanto previsto
dall’art. 4 dell’accordo quadro sottoscritto il 29 luglio 1999.
Nell’accantonamento annuale non saranno computate le quote di
trattamento di fine rapporto destinate ai fondi pensione.
7. In
attuazione di quanto disposto dall’art. 2, comma 8, della legge 8
agosto 1995, n. 335, la gestione del fondo per il trattamento di fine
rapporto dei dipendenti dello Stato, delle aziende di Stato, della
scuola, delle università, della sanità e degli enti locali è affidata
all’INPDAP. Il contributo previdenziale a favore dell’INPDAP da parte
delle amministrazioni pubbliche resta fissato per il personale dello
Stato nella misura del 9,60 per cento della attuale base contributiva
di riferimento prevista dall’art. 18 della legge 20 marzo 1980, n. 75,
e nella misura del 6,10 per cento della attuale base contributiva di
riferimento prevista dall’art. 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152,
per il personale degli enti locali.
8. Il trattamento di fine rapporto
dei dipendenti degli enti pubblici non economici, degli enti di
ricerca e sperimentazione e degli enti per il cui personale non è
prevista l’iscrizione all’INPDAP per i trattamenti di fine servizio
resta a totale carico degli enti medesimi, ai quali è affidata la
gestione di tali trattamenti.
9. Ai fini dell’armonizzazione al regime
generale del trattamento di fine rapporto, per i periodi di lavoro
prestato a tempo determinato presso le amministrazioni di cui all’art.
1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni e integrazioni nonché presso enti sottoposti alla
disciplina della legge 20 marzo 1975, sarà erogato il trattamento di
fine rapporto ai sensi della legge n. 297 del 29 maggio 1982, con le
modalità definite dall’accordo quadro sottoscritto il 29 luglio 1999,
a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri. A far tempo dalla stessa data non si
applica l’art. 7, primo comma, della legge 29 aprile 1976, n. 177,
nonché ogni altra disposizione incompatibile con quanto previsto dal
presente comma. Resta ferma la possibilità per i dipendenti
interessati di riscattare, secondo le modalità previste dalle norme di
riferimento, i periodi di lavoro prestato a tempo determinato svolto
precedentemente alla predetta data.
Art. 2.
Fondi pensione
1. In fase
di prima attuazione, la quota di trattamento di fine rapporto che i
dipendenti già occupati alla data del 31 dicembre 1995 e quelli
assunti nel periodo dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2000 che hanno
esercitato l’opzione di cui all’art. 59, comma 56, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, possono destinare ai fondi pensione, non può
superare il due per cento della retribuzione base di riferimento per
il calcolo del trattamento di fine rapporto. Successivamente la
predetta quota è definita dalle parti istitutive con apposito accordo.
La quota del trattamento di fine rapporto destinata in fase di prima
attuazione e quella successivamente definita sono trattate come quote
figurative e rivalutate secondo il meccanismo di rendimento di cui al
comma 5 dell’art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 20 dicembre 1999. (1)
2. Nei confronti del personale
assunto successivamente alla data del 31 dicembre 2000 si applicano le
regole concessive e di computo di cui alla legge n. 297 del 29 maggio
1982 in materia di trattamento di fine rapporto. Nei confronti di
detto personale che, in sede di contrattazione collettiva, sceglierà
di iscriversi al fondo pensione sarà prevista la integrale
destinazione al fondo stesso degli accantonamenti al trattamento di
fine rapporto. (2)
3. L’INPDAP opera il riparto tra i vari fondi
delle risorse complessivamente a disposizione tenendo conto di criteri
proporzionali. A tale scopo sono presi a riferimento rispettivamente
il trattamento retributivo medio dei dipendenti delle amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo (convenzionalmente
calcolato in base all’intero stipendio tabellare, all’intera indennità
speciale, alla retribuzione individuale di anzianità e alla
tredicesima mensilita) e la consistenza del personale in servizio,
alla data del 31 dicembre 2000. (3)
3-bis. In relazione ai tassi di
crescita degli assicurati le parti istitutive si incontreranno per
verificare la congruità delle disponibilità finanziarie e le
conseguenti modifiche e assumere le conseguenti determinazioni atte ad
assicurare l’equilibrio finanziario.
3-ter. Allo scopo di
fronteggiare i costi di costituzione e avvio dei fondi gestori di
previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni dello
Stato, anche ad ordinamento autonomo, l’INPDAP utilizza, con gli
stessi criteri di riparto di cui al comma 1, le somme assegnate per
l’anno 2000 in base all’art. 3 del decreto-legge 24 novembre 2000, n.
346. (4)
3-quater. L’erogazione ai fondi gestori di previdenza
complementare delle risorse a ciascuno di essi assegnata in base ai
criteri di riparto di cui ai commi 3 e 3-ter del presente decreto è
versata dall’INPDAP nei limiti delle dispo…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info