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Indennità di maternità per le lavoratrici autonome...

Indennità di maternità per le lavoratrici autonome

(4)Abrogata dall’art. 86, comma 2, lett. e), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella G.U.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la
seguente legge:
Art. 1
(Indennità giornaliera di gravidanza e
puerperio)(5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 1
(Indennità giornaliera di gravidanza e puerperio)(6)(2)
1.
Dal 1° gennaio 1988 è corrisposta alle lavoratrici autonome,
coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti
attività commerciali di cui alle leggi 26 ottobre 1957, n. 1047, 4
luglio 1959, n. 463, e 22 luglio 1966, n. 613, una indennità
giornaliera per i periodi di gravidanza e puerperio calcolata ai sensi
degli articoli 3 e 4 della presente legge.
(6)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
(2)La Corte
costituzionale, con sentenza 26 luglio 2000, n. 361, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in
cui non prevede la corresponsione dell’indennità di maternità a favore
delle imprenditrici agricole a titolo principale.
Art. 2
(Modalità di
erogazione)(8)
(8)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 2
(Modalità di erogazione)(7)
1. L’indennità di cui
all’articolo 1 viene erogata dall’Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) a seguito di apposita domanda in carta libera,
corredata da un certificato medico rilasciato dalla unità sanitaria
locale competente per territorio, attestante la data di inizio della
gravidanza e quella presunta del parto ovvero dell’aborto spontaneo o
terapeutico.
2. In caso di adozione o di affidamento preadottivo, ai
sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, l’indennità di maternità di
cui all’articolo 1 spetta, sulla base di idonea documentazione per tre
mesi successivi all’effettivo ingresso del bambino nella famiglia a
condizione che questo non abbia superato i sei anni di età.
3. L’INPS
provvede d’ufficio agli accertamenti amministrativi
necessari.
(7)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26
marzo 2001, n. 151.
Art. 3
(Lavoratrici coltivatrici dirette, colone e
mezzadre)(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 3
(Lavoratrici coltivatrici dirette, colone e
mezzadre)(10)(3)
1. Alle lavoratrici coltivatrici dirette, colone e
mezzadre è corrisposta, per i due mesi antecedenti la data presunta
del parto e per i tre mesi successivi alla data effettiva del parto,
una indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione minima
giornaliera per gli operai agricoli a tempo indeterminato, come
prevista dall’articolo 14, settimo comma, del decreto-legge 22
dicembre 1981, n. 791, convertito in legge, con modificazioni, dalla
legge 26 febbraio 1982, n. 54, in relazione all’anno precedente il
parto.
(10)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo
2001, n. 151.
(3)La Corte costituzionale, con sentenza 26 luglio 2000,
n. 361, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente
articolo, nella parte in cui non prevede la corresponsione
dell’indennità di maternità a favore delle imprenditrici agricole a
titolo principale.
Art. 4
(Lavoratrici autonome, artigiane ed
esercenti attività commerciali)(12)
(12)Articolo abrogato dall’art.
86, comma 2, lett. e), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato
l’intero provvedimento a decorrere dal giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella G.U.
Art. 4
(Lavoratrici autonome,
artigiane ed esercenti attività commerciali)(11)
1. Alle lavoratrici
autonome, artigiane ed esercenti attività commerciali è corrisposta,
per i due mesi antecedenti la data presunta del parto e per i tre mesi
successivi alla data effettiva del parto, una indennità giornaliera
pari all’80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito
dall’articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito
in legge, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537,
nella misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella
A e dai successivi decreti ministeriali di cui al secondo comma del
medesimo articolo 1.
(11)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 5
(Indennità in caso di
aborto)(14)
(14)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 5
(Indennità in caso di aborto)(13)
1. In caso di aborto,
spontaneo o terapeutico, verificatosi non prima del terzo mese di
gravidanza, su certificazione medica rilasciata dall’unità sanitaria
locale competente per territorio, è corrisposta una indennità
giornaliera calcolata ai sensi degli articoli 3 e 4 per un periodo di
trenta giorni.
(13)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs.
26 marzo 2001, n. 151.
Art. 6
(Copertura degli oneri)(15)
(15)Articolo
abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, che ha abrogato l’intero provvedimento a decorrere dal giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.
Art.
6
(Copertura degli oneri)(16)
1. Alla copertura degli oneri derivanti
dall’applicazione della presente legge, si provvede con un contributo
annuo di L. 18.000(1) per unità attiva iscritta all’assicurazione
generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti per le
gestioni dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed
esercenti attività commerciali, a partire dal 1° gennaio
1988.
(16)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo
2001, n. 151.
(1)A norma dell’art. 49, comma 1, L. 23 dicembre 1999,
n. 488, la misura del contributo annuo è rideterminata in lire 14.500,
a decorrere dal 1° gennaio 2000.
Art. 7
(Variazioni dei
contributi)(18)
(18)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 7
(Variazioni dei contributi)(17)
1. Al fine di assicurare
l’equilibrio delle singole gestioni previdenziali, il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del
tesoro, sentito il consiglio di amministrazione dell’INPS, con proprio
decreto stabilisce le variazioni dei contributi di cui all’articolo 6,
comma 1, in misura percentuale uguale alle variazioni delle
corrispettive indennità.
(17)Testo precedente le modifiche apportate
dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 8
(Trasferimento
fondi)(20)
(20)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 8
(Trasferimento fondi)(19)
1. I fondi di cui all’articolo
23 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, debbono essere versati
all’INPS al momento dell’entrata in vigore della presente
legge.
(19)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo
2001, n. 151.
Art. 9
(Abrogazione di disposizioni)(22)
(22)Articolo
abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. e), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, che ha abrogato l’intero provvedimento a decorrere dal giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.
Art.
9
(Abrogazione di disposizioni)(21)
1. Dalla data di entrata in vigore
della presente legge sono abrogate le disposizioni del titolo III
della legge 30 dicembre 1971, n. 1204.
(21)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.

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