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'Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli o...

'Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli olii usati'.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATO

di
concerto con

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE

IL MINISTRO DELLA
SANITA

visto l’art. 4, comma 2, lettere a), b) e d), e commi 3 e 4
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95; visto l’ari. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; udito il parere del consiglio
di Stato, espresso nell’adunanza generale del 22 febbraio 1996; vista
la comunicazione alla presidenza del consiglio dei ministri effettuata
con nota n. 1964 del 4 aprile 1996; vista la nota della presidenza del
consiglio dei ministri – dipartimento affari giuridici e legislativi –
n. 1/1.4/31890/4.13.86 del 29 aprile 1996;

adotta

il seguente
regolamento:

Art. I. – Percentuale massima di acqua. – La percentuale
massima di acqua oltre la quale i composti vanno classificati miscela
oleosa ai fini del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95, e del
presente regolamento, è determinata nella misura del quindici per
cento in peso.
2. Per calcolare la percentuale di acqua contenuta
negli oli usati il prelievo dei campioni e le analisi sono eseguiti in
conformità alle specifiche di cui all’art. 5, comma 1, ed alle tabelle
1 e 2 dell’allegato A al presente regolamento.

Art. 2. – Requisiti
degli impianti di stoccaggio presso il detentore. – Gli impianti di
stoccaggio presso i detentori di cui all’art. 6 del decreto
legislativo n. 95/1992 degli oli usati e degli eventuali filtri usati
devono essere dotati di recipienti con adeguati requisiti di
resistenza in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed alle
caratteristiche di pericolosità degli oli usati contenuti.
2. 1
recipienti di cui al comma 1 devono inoltre essere provvisti di:
a)
idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto;
b)
dispositivi atti ad effettuare in condizioni di sicurezza le
operazioni di riempimento e svuotamento;
e) mezzi di presa per rendere
sicure ed agevoli le operazioni di movimentazione;
d) apposita
etichettatura che ne identifichi il contenuto.
3. Gli impianti di
stoccaggio presso i detentori di capacità superiore a 500 litri devono
avere caratteristiche tali da soddisfare quanto previsto nell’allegato
C al presente regolamento.
4. 1 rivenditori al dettaglio che non
effettuano la sostituzione dell’olio, sono tenuti ad esporre, ove non
altrimenti indicato, una targa ben visibile che inviti gli acquirenti
a non disfarsi dell’olio usato, disperdendolo nell’ambiente, ed a
conferirlo nell’apposito centro di stoccaggio.

Art 3. – Requisiti per
il rilascio di autorizzazioni alla raccolta.

– Le autorizzazioni alla
raccolta di oli usati sono rilasciate su domanda degli interessati,
inoltrata ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto legislativo n.
95/1992, ad imprese che:
a) detengano, abbiano diritto di utilizzare a
qualsiasi titolo e gestiscano almeno un automezzo rientrante fra i
tipi e con i requisiti definiti nell’allegato B ovvero un deposito per
lo stoccaggio degli oli usati che presenti i requisiti previsti
nell’allegato C;
b) diano prova di conoscere le problematiche della
raccolta degli oli usati, anche in relazione alla corretta
eliminazione delle varie tipologie di lubrificanti, tramite
presentazione di un progetto che, con riferimento ai dati inerenti
l’immissione al consumo e la raccolta sul territorio per il quale
l’autorizzazione è richiesta, individui i limiti entro i quali la
raccolta stessa può essere incrementata e descriva le modalità di
raccolta ritenute idonee al fine di conseguire l’incremento
ipotizzato;
e) abbiano titolari o rappresentanti legali, nonché gli
eventuali loro procuratori generali o speciali, in possesso di
certificati generali penali in cui non siano registrate condanne per
reati consistenti in atti od omissioni che abbiano comportato
inquinamento dell’ambiente;
d) offrano di dare, ancorché con efficacia
condizionata al conseguimento dell’autorizzazione, e di mantenere per
tutta la durata dell’autorizzazione stessa, idonea garanzia (quale
fidejussione bancaria, polizza assicurativa, fidejussione personale
dei soci e di altre società del medesimo gruppo) a copertura dei
rischi e per i limiti massimi di garanzia indicati ai commi 2 e 3.
2.
La garanzia di cui al comma 1, lettera d), deve essere offerta per i
seguenti rischi:
a) con riferimento ai complessi d’impianti o macchine
di cui al comma 1, lettera a), rischi di responsabilità civile in
generale e di spandimento ed incendio in particolare fino alla
concorrenza di L. 4.000.000 per metro cubo di capacità degli automezzi
e di L. 300.000 per metro cubo di capacità geometrica dei depositi per
i quali l’autorizzazione è richiesta;
b) rischio derivante
dall’obbligo, sancito dall’art. 7, comma 1, lettera e), del decreto
legislativo n. 95/1992 di rimborsare i costi dell’eliminazione delle
miscele oleose, degli oli usati non suscettibili di essere trattati e
di quelli contaminati, come definiti all’ari. 3, comma 4, del medesimo
decreto legislativo, fino alla concorrenza di L. 200.000.000.
3. 1
limiti di garanzia di cui al comma 2 s’intendono riferiti a ciascun
evento dannoso, senza alcuna ulteriore limitazione i loro importi sono
determinati con riferimento alla data di entrata in vigore del
presente regolamento e sono soggetti ad aggiornamento in proporzione
alle variazioni dell’indice mensile del costo della vita per le
famiglie di operai ed impiegati pubblicate dall’istituto nazionale di
statistica – ISTAT, assumendo a base l’indice del mese di entrata in
vigore del presente regolamento. L’aggiornamento è calcolato all’atto
dell’emissione della garanzia con riferimento all’ultimo indice
pubblicato dall’ISTAT prima della detta data di emissione e,
successivamente, di anno in anno, in base a specifica previsione
contenuta nella polizza stessa.
4. Le imprese di cui al comma 1 devono
altresì assumere gli impegni previsti ai commi 5 e 6.
5. Per le
partite di olio usato raccolte o cedute da impresa raccoglitrice per
le quali non sussistano gli obblighi di dichiarazione di cui all’art.
6, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 95/1992 ovvero
risulti dalle dichiarazioni anzidette un pregresso utilizzo in
lavorazioni industriali rispetto alle quali sia prevista la
presunzione di tossicità ai sensi della deliberazione dell’apposito
comitato interministeriale in data 27 luglio 1984 per la prima
applicazione dell’art. 4 del decreto del presidente della Repubblica
n. 915/1982 (1), l’impresa interessata deve assumere i seguenti
impegni:
a) procedere, per ciascuna partita, in contraddittorio con il
cedente, a prelevare e conservare i campioni con le modalità previste
all’allegato A, tabella 1, salvi i casi di impossibilità tecnica o
eccessivo onere economico;
b) successivamente stivare in modo separato
dagli altri oli usati le anzidette partite con facoltà di miscelarle
fra loro ferma la responsabilità di cui all’art. 7, comma 1, lettera
e), del decreto legislativo n. 95/1992; in nessun caso è ammessa tale
miscelazione fra gli oli usati per i quali sussista presunzione di
tossicità;
e) prima del trasferimento ad altri soggetti legittimati a
riceverle, sottoporre uno dei campioni di cui alla lettera a), ovvero,
in caso di esercizio della facoltà di miscelare, di cui alla lettera
b), un campione della miscela prelevato con le medesime modalità, alle
analisi previste all’allegato A, per verificare che sussistano le
caratteristiche che rendono l’olio contaminato ovvero le condizioni
per il trattamento.
6. L’impresa interessata deve altresì assumere i
seguenti impegni:
a) prelevare, in contraddittorio con il cessionario
ed in conformità a quanto previsto all’allegato A, tabella 1, e
conservare campioni di tutti i carichi di olio usato prima della loro
consegna al consorzio obbligatorio degli oli usati ovvero direttamente
ad imprese autorizzate alla loro eliminazione;
b) in caso di cessione
degli oli usati alle imprese autorizzate alla eliminazione provvedere,
preventivamente alla consegna, a sottoporre uno dei campioni prelevati
ai sensi della lettera a) alle analisi di cui all’allegato A, tabelle
2 e 3 o, nel caso in cui l’olio usato sia destinato alla eliminazione
per combustione, a quelle previste all’allegato A, tabella 2 e tabella
4 o 5, secondo che si tratti di oli usati o di miscele oleose,
trasmettendo immediatamente copia del certificato di analisi al
consorzio obbligatorio degli oli usati unitamente alla comunicazione
di cui all’art. 7, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n.
95/1992;
c) tenendo conto delle priorità previste all’art. 3, comma 3,
del decreto legislativo n. 95/1992, perfezionare la cessione alle
imprese autorizzate alla eliminazione nel rispetto dei valori limite
previsti per ciascuna analisi nelle tabelle dell’allegato A e,
pertanto: nel caso in cui l’olio usato risulti idoneo per il
trattamento solo tramite rigenerazione o solo tramite combustione, non
cederlo per il trattamento per il quale risulta inidoneo; nel caso
risulti inidoneo ad ambedue i tipi di trattamento, ma non contaminato
ai sensi dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo n. 95/1992,
provvedere al suo stoccaggio separato e cederlo per la distruzione
innocua o immagazzinamento o deposito permanente autorizzato ai sensi
del decreto del presidente della Repubblica n. 915/1982 (1); nel caso
risulti contaminato, provvedere al suo stoccaggio separato ed avviarlo
allo smaltimento in conformità di quanto previsto dal citato decreto
del presidente della Repubblica n. 915/1982 (1).
7. Ove si verifichino
le condizioni di cui all’art. 11, comma 10, lettera c), del decreto
legislativo n. 95/1992, il rilascio delle autorizzazioni alla raccolta
al consorzio obbligatorio degli oli

( 1 ) Sta in questa Stessa
voce.

usati ai sensi dell’art. 5, comma 4, del medesimo decreto
legislativo e ad imprese che hanno in deposito oli usati ceduti al
consorzio obbligatorio degli oli usati o che operano per suo conto…

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