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DECRETO 25 maggio 2001: Disposizioni relative all'organizzazione del t...

DECRETO 25 maggio 2001: Disposizioni relative all'organizzazione del traffico mercantile nella parte meridionale del Mare Adriatico. (GU n. 127 del 4-6-2001)

MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE

DECRETO 25 maggio 2001
Disposizioni relative all’organizzazione del traffico mercantile
nella parte meridionale del Mare Adriatico.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE

Visto l’art. 2 del codice della navigazione;
Visto l’art. 256 del regolamento per la sicurezza della navigazione
e della vita umana in mare, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435;
Vista la regola V/8.1 della Convenzione internazionale per la
salvaguardia della vita umana in mare, adottata a Londra il
1o settembre 1974, resa esecutiva in Italia con legge 23 maggio 1980,
n. 313, e successivi emendamenti;
Visto il protocollo d’intesa stipulato dal Governo della Repubblica
italiana con il Governo della Repubblica di Albania, in occasione
della conferenza adriatica di Ancona in data 19 maggio 2000,
afferente l’instaurazione di un sistema obbligatorio di rapportazione
navale nel Mare Adriatico;
Visto il protocollo d’intesa stipulato dal Governo della Repubblica
italiana con il Governo della Repubblica di Albania, in occasione
della conferenza adriatica di Ancona in data 19 maggio 2000,
afferente l’instaurazione di un sistema comune di rotte e di uno
schema di separazione del traffico nella parte meridionale del Mare
Adriatico;
Considerato che la parte meridionale del Mare Adriatico e’ ad alta
densita’ di traffico mercantile e che pertanto si rende necessario
provvedere alla disciplina della navigazione nella relativa zona
marittima, per la parte soggetta alla giurisdizione italiana, al fine
di prevenire il rischio di sinistri marittimi che possono coinvolgere
navi petroliere, gasiere, chimichiere aventi carichi a bordo e quelle
trasportanti sostanze inquinanti con conseguente pericolo di
inquinamento del mare e delle coste;

Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, valgono le seguenti definizioni:
a) “nave”: si intende ogni “nave da carico” ed ogni “nave da
passeggeri”;
b) “nave da passeggeri” e “nave da carico”: valgono le
definizioni di cui rispettivamente, alle lettere f) e g) della regola
2 del capitolo I della Convenzione di Londra per la salvaguardia
della vita umana in mare del 1o novembre 1974, e successive
modificazioni (S.O.L.A.S.), nel testo risultante dagli emendamenti
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana;
c) “Adriatic Traffic”: sistema di controllo del traffico
marittimo in Mare Adriatico la cui gestione e’ assicurata
congiuntamente, ciascuno per la parte di rispettiva competenza, dalle
autorita’ competenti italiane ed albanesi;
d) “Marpol”: Convenzione di Londra sulla prevenzione
dell’inquinamento causato da navi del 2 novembre 1973, con protocollo
ed annessi, ratificata con legge 29 settembre 1980, n. 662, nel testo
risultante dagli emendamenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana;
e) “Colreg”: Convenzione di Londra sul regolamento internazionale
del 20 ottobre 1972 per prevenire gli abbordi in mare, con annessi,
ratificata con legge 27 dicembre 1997, n. 1085, nel testo risultante
dagli emendamenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana;
f) “merci pericolose”: le merci classificate nel I.M.D.G. Code,
nel capitolo 17 del I.B.C. Code e nel capitolo 19 del I.G.C. Code;
g) “merci inquinanti”: il petrolio, le sostanze liquide nocive e
le sostanze dannose, cosi’ come rispettivamente definite dagli
annessi 1, 2 e 3 alla Convenzione Marpol.

Art. 2.
Ambito di applicazione
1. Il presente decreto, complementare ad analogo provvedimento
normativo emanato dalle autorita’ albanesi, disciplina la navigazione
nella parte meridionale del Mare Adriatico per la parte soggetta alla
giurisdizione italiana.
2. Il presente decreto non si applica:
a) alle navi da guerra o ai trasporti di truppe;
b) alle navi da carico di stazza lorda inferiore alle 300
tonnellate;
c) alle navi senza propulsione meccanica;
d) alle navi in legno di costruzione primitiva;
e) alle unita’ da diporto di cui all’art. 1 della legge 11
febbraio 1971, n. 50, e successive modificazioni;
f) alle navi da pesca.

Art. 3.
Autorita’ responsabile
1. E’ affidata al Corpo delle capitanerie di porto – guardia
costiera la gestione del segmento italiano del sistema di controllo
del traffico marittimo nel Mare Adriatico denominato “Adriatic
Traffic”.

Art. 4.
Copertura geografica del sistema
1. Il sistema di rapportazione copre il Mare Adriatico, a nord del
parallelo 39o47’N sino al parallelo 42o00’N.

Art. 5.
Regime raccomandato
1. Tutte le navi che transitano in direzione nord – sud e viceversa
all’interno dell’area di cui al precedente art. 4 devono, per quanto
possibile, procedere conformandosi al sistema di rotte raccomandate
di seguito descritto:
a) Navi dirette a nord:
way-points;
H. 40o18′.5N – 019o00’E;
(alfa) 41o12’N – 018o04’E;
b) Navi dirette a sud;
way-points;
(beta) 41o12’N – 017o32’E;
B. 40o21’N – 018o44’E.

Art. 6.
Regime obbligatorio
1. E’ fatto obbligo a tutte le navi che intendano transitare
nell’area marittima identificata al precedente art. 4 di comunicare
tale loro intenzione con la seguente procedura:
a) trasmettere in radiofonia (VHF canale 10, riserva canale 16)
ad “Adriatic Traffic” un rapporto contenente i seguenti dati:
gruppo data orario (in UTC);
nome della nave ed indicativo di chiamata radio;
nazionalita’;
lunghezza e pescaggio;
dislocamento e stazza lorda;
posizione;
velocita’ e rotta;
ora di previsto arrivo/ora di partenza;
numero dei membri dell’equipaggio/altre persone a bordo;
informazioni sul carico;
varie.
Il rapporto e’ reso nel rispetto del formato riportato in annesso;
b) il rapporto deve essere trasmesso non appena la nave:
entra nell’area di cui al precedente art. 4;
esce da un porto italiano che si affaccia su detta area.
2. Fermi restando tutti gli altri obblighi previsti dalla legge, e’
fatto obbligo a tutte le navi che navighino nella suddetta area di
osservare durante la navigazione le seguenti prescrizioni:
a) dovra’ essere assicurato l’ascolto continuo in VHF, sul canale
10;
b) la navigazione dovra’ essere effettuata con particolare
cautela;
c) ogni nave dovra’ costantemente controllare la propria
posizione e comunicarla a richiesta di “Adriatic Traffic”;
d) comunicare immediatamente ad “Adriatic Traffic” ogni avaria,
sinistro, perdita di carico inquinante presente a bordo che
intervenga successivamente al rapporto di cui al precedente comma 1.
3. L’osservanza delle prescrizioni e procedure dettate nei comma
che precedono non esime la nave in navigazione nell’area in esame dal
conformarsi alle norme della COLREG.

Art. 7.
Disposizioni di attuazione
1. L’attuazione del presente decreto e’ affidata alla Capitaneria
di porto – guardia costiera di Brindisi, la quale opera sotto il
comando e controllo del 6o M.R.S.C. – direzione marittima – di Bari.
Il presente decreto entra in vigore il 1o luglio 2001.
Roma, 25 maggio 2001
p. Il Ministro: Occhipinti

Annesso
Decreto Ministeriale

ORGANIZZAZIONE DEL TRAFFICO NELLA
PARTE MERIDIONALE DEL MAR ADRIATICO

1. Formato del rapporto [nel rispetto della risoluzione IMO
A.851(20) sui principi generali per i sistemi di rapportazione
navale].
Nome del sistema: ADRIREP.
A: Tipo di rapporto [01/PR, 02/PR, 03/PR, ecc. (PR = rapporto
sulla posizione)];
B: Data/ora in UTC [gruppo di 6 cifre indicanti il mese (prime
2 cifre), le ore ed i minuti (ultime 4 cifre)];
C: Nave (tipo, nome e nominativo internazionale di chiamata
radio della nave);
D: Nazionalita’;
E: Lunghezza e pescaggio (lunghezza fuori tutto in metri e
pescaggio espresso con un gruppo di 4 cifre indicante i centimetri;
F: Dislocamento e stazza lorda (espressi in tonnellate);
G: Posizione attuale (gruppo di 4 cifre indicante la latitudine
in gradi e primi seguito da “N” o “S”, e gruppo di 5 cifre indicante
la longitudine in gradi e primi seguito da “E” o “W”);
H: Velocita’ e rotta (gruppo di 3 cifre indicante la velocita’
in nodi e decimi, seguito da un gruppo di 3 cifre indicante la rotta
in gradi);
I: Ora prevista di arrivo/ora di partenza (ETA in UTC espresso
come alla precedente lettera B, seguito dal porto di destinazione);
L: Ora prevista di arrivo al prossimo checkpoint (gruppo
data/orario espresso come alla precedente lettera B e seguito dal
parallelo del checkpoint);
M: Numero dei membri dell’equipaggio e delle altre persone a
bordo;
N: Informazioni sul carico [esatta denominazione tecnica delle
merci pericolose o inquinanti, numeri ONU (ove esistenti), classi di
pericolosita’ IMO secondo i codici IMDG, IBC e IGC, quantita’ di tali
merci e loro collocazione a bordo e (se in recipienti mobili o in
containers) i loro segni identificativi];
O: Varie (ogni altra informazione di rilevanza).
2. Autorita’ a cui va inviato il rapporto:
capit…

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