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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 2001, n.176 Ripubb...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 2001, n.176 Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n. 176, recante: 'Regolamento di organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali', corredato delle relative note. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 120/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 114 del 18 maggio 2001). (GU n. 128 del 5-6-2001- Suppl. Ordinario n.135)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 2001, n. 176
Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica
26 marzo 2001, n. 176, recante: “Regolamento di organizzazione del
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali”,
corredato delle relative note. (Decreto pubblicato nel supplemento
ordinario n. 120/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 114
del 18 maggio 2001).

Art. 1.
Dipartimenti del Ministero

1. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,
di seguito denominato Ministero, esercita le funzioni di cui
all’articolo 46 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Il
Ministero per l’espletamento dei compiti ad esso demandati e’
articolato nei seguenti dipartimenti:
a) Dipartimento per l’ordinamento sanitario;
b) Dipartimento della tutela della salute umana e sanita’
veterinaria;
c) Dipartimento per le politiche del lavoro e dell’occupazione e
tutela dei lavoratori;
d) Dipartimento delle politiche sociali e previdenziali.
2. I Dipartimenti di cui alle lettere a) e b), corrispondenti
rispettivamente ai Dipartimenti di cui agli articoli 2 e 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2000, n. 435,
restano regolati dalle disposizioni del predetto decreto del
Presidente della Repubblica.

Avvertenza:
– Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare al lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– La legge 23 agosto 1988, n. 400, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, s.o., reca:
“Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Si trascrive il
testo dell’art. 17, comma 4-bis:
“Art. 17. (Regolamenti). – Omissis.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali”.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, s.o., reca:
“Delega al Governo per il conferimento di funzioni e
compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della
Pubblica Amministrazione e per la semplificazione
amministrativa”. Si trascrive il testo dell’art. 11 della
medesima legge:
“Art. 11 – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro
il 31 gennaio 1999, uno o piu’ decreti legislativi diretti
a:
a) razionalizzare l’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, anche attraverso il
riordino, la soppressione e la fusione di Ministeri,
nonche’ di amministrazioni centrali anche ad ordinamento
autonomo;
b) riordinare gli enti pubblici nazionali operanti in
settori diversi dalla assistenza e previdenza, le
istituzioni di diritto privato e le societa’ per azioni,
controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, che
operano, anche all’estero, nella promozione e nel sostegno
pubblico al sistema produttivo nazionale;
c) riordinare e potenziare i meccanismi e gli
strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi, dei
rendimenti e dei risultati dell’attivita’ svolta dalle
amministrazioni pubbliche;
d) riordinare e razionalizzare gli interventi diretti
a promuovere e sostenere il settore della ricerca
scientifica e tecnologica nonche’ gli organismi operanti
nel settore stesso.
2. I decreti legislativi sono emanati previo parere
della Commissione di cui all’art. 5, da rendere entro
trenta giorni dalla data di trasmissione degli stessi.
Decorso tale termine i decreti legislativi possono essere
comunque emanati.
3. Disposizioni correttive e integrative ai decreti
legislativi possono essere emanate, nel rispetto degli
stessi principi e criteri direttivi e con le medesime
procedure, entro un anno dalla data della loro entrata in
vigore.
4. Anche al fine di conformare le disposizioni del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, alle disposizioni della presente legge
recanti principi e criteri direttivi per i decreti
legislativi da emanarsi ai sensi del presente capo,
ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, possono essere emanate entro il 31 ottobre
1998. A tal fine il Governo, in sede di adozione dei
decreti legislativi, si attiene ai principi contenuti negli
articoli 97 e 98 della Costituzione, ai criteri direttivi
di cui all’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, a
partire dal principio della separazione tra compiti e
responsabilita’ di direzione politica e compiti e
responsabilita’ di direzione delle amministrazioni,
nonche’, ad integrazione, sostituzione o modifica degli
stessi ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) completare l’integrazione della disciplina del
lavoro pubblico con quella del lavoro privato e la
conseguente estensione al lavoro pubblico delle
disposizioni del codice civile e delle leggi sui rapporti
di lavoro privato nell’impresa; estendere il regime di
diritto privato del rapporto di lavoro anche ai dirigenti
generali ed equiparati delle amministrazioni pubbliche,
mantenendo ferme le altre esclusioni di cui all’art. 2,
commi 4 e 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29;
b) prevedere per i dirigenti, compresi quelli di cui
alla lettera a), l’istituzione di un ruolo unico
interministeriale presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, articolato in modo da garantire la necessaria
specificita’ tecnica;
c) semplificare e rendere piu’ spedite le procedure
di contrattazione collettiva; riordinare e potenziare
l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) cui e’ conferita la rappresentanza
negoziale delle amministrazioni interessate ai fini della
sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali, anche
consentendo forme di associazione tra amministrazioni, ai
fini dell’esercizio del potere di indirizzo e direttiva
all’ARAN per i contratti dei rispettivi comparti;
d) prevedere che i decreti legislativi e la
contrattazione possano distinguere la disciplina relativa
ai dirigenti da quella concernente le specifiche tipologie
professionali, fatto salvo quanto previsto per la dirigenza
del ruolo sanitario di cui all’art. 15 del decre…

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