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DELIBERAZIONE 25 maggio 2001: Definizione del prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso, dei costi variabili unitari riconosciuti, e delle modalita' di aggiornamento dei parametri RR, ai fini del calcolo dei costi di produzione non recuperabili. (Deliberazione n. 114/01). (GU n. 130 del 7-6-2001)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 25 maggio 2001
Definizione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso, dei costi
variabili unitari riconosciuti, e delle modalita’ di aggiornamento
dei parametri RR, ai fini del calcolo dei costi di produzione non
recuperabili. (Deliberazione n. 114/01).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 25 maggio 2001,
Premesso che:
l’art. 3, comma 1, lettera a), del decreto 26 gennaio 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 27 del
3 febbraio 2000, del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, come successivamente
modificato ed integrato dal decreto 17 aprile 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 97 del 27 aprile 2001, del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica (di seguito: decreto 26 gennaio 2000), con
riferimento al disposto dell’art. 2, comma 1, lettera a), del
medesimo decreto, prevede la reintegrazione alle imprese
produttrici-distributrici per un periodo di sette anni a partire dal
1o gennaio 2000, dei costi derivanti da obblighi contrattuali ed
investimenti associati ad impianti di produzione di energia elettrica
e che non possono essere recuperati a causa dell’entrata in vigore
della direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
19 dicembre 1996, a condizione che trovino giustificazione di
opportunita’ economica nel momento e nel contesto in cui furono
assunti, o che comunque siano stati imposti a dette imprese da atti
legislativi o di programmazione economica;
l’art. 3, comma 2, del decreto 26 gennaio 2000 esclude dagli
oneri generali afferenti al sistema elettrico la reintegrazione dei
costi non recuperabili relativi agli impianti di generazione delle
imprese produttrici-distributrici, qualora all’energia elettrica da
questi prodotta siano o siano stati riconosciuti contributi ai sensi
dei provvedimenti del Comitato interministeriale dei prezzi 12 luglio
1989, n. 15, 14 novembre 1990, n. 34, e 29 aprile 1992, n. 6 (di
seguito: provvedimenti CIP n. 15/1989, n. 34/1990, e n. 6/1992) e
loro successive modificazioni ed integrazioni;
l’art. 5, comma 1, del decreto 26 gennaio 2000, esclude dal
novero degli impianti di generazione ammessi a reintegrazione gli
impianti idroelettrici e geotermoelettrici da cui e’ recuperata, con
riferimento all’art. 2, comma 1, lettera a), e secondo le modalita’
di cui all’art. 5, comma 8, del medesimo decreto, la maggior
valorizzazione dell’energia elettrica;
l’art. 5, comma 4, del decreto 26 gennaio 2000 dispone che
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorita)
determini i costi unitari variabili riconosciuti per gli impianti di
generazione di energia elettrica di proprieta’ al 19 febbraio 1997 di
imprese produttrici-distributrici ed ammessi a reintegrazione ai
sensi dell’art. 4 del medesimo decreto;
l’art. 2, comma 2.1, della deliberazione dell’Autorita’
29 dicembre 1999, n. 205, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 306 del 31 dicembre 1999, supplemento ordinario n. 235
(di seguito deliberazione n. 205/1999), dispone che, fino alla data
di assunzione da parte dell’acquirente unico della funzione di
garante della fornitura ai clienti del mercato vincolato, il prezzo
all’ingrosso dell’energia elettrica destinata alla fornitura ai
clienti del mercato vincolato comprende una componente a copertura
dei costi fissi di produzione di energia elettrica, differenziata per
fasce orarie e una componente a copertura dei costi variabili di
produzione di energia elettrica, non differenziata per fasce orarie,
pari, in ciascun bimestre, al costo unitario variabile riconosciuto
dell’energia elettrica prodotta da impianti termoelettrici che
utilizzano combustibili fossili commerciali, di cui all’art. 6, comma
6.5, della deliberazione n. 70/197 (di seguito: Ct);
l’art. 2, comma 2.2, della deliberazione n. 205/99, dispone, che
in deroga alla disposizione richiamata nel precedente alinea, il
prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso comprende, fino alla
soppressione della parte B della tariffa elettrica, unicamente la
componente a copertura dei costi fissi di produzione di energia
elettrica, differenziata per fasce orarie;
l’art. 2 della deliberazione dell’Autorita’ 20 dicembre 2000, n.
230, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario –
serie generale – n. 4 del 5 gennaio 2001 (di seguito: deliberazione
n. 230/00), abroga l’art. 6, commi da 6.1 a 6.4, commi 6.6, 6.7 e
commi da 6.9 a 6.18, della deliberazione n. 70/97, disponendo
altresi’ che il contributo di cui all’art. 6, comma 6.11, della
deliberazione n. 70/97 non e’ riconosciuto alle imprese
produttrici-distributrici o importatrici a decorrere dal 1o gennaio
2001;
l’art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di
attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni interne per
il mercato interno dell’energia elettrica (di seguito: decreto
legislativo n. 79/1999), istituisce il mercato elettrico per la
gestione delle offerte di vendita e di acquisto dell’energia
elettrica e di tutti i servizi connessi (di seguito: mercato
elettrico);
l’art. 5, comma 2, decreto legislativo n. 79/1999 prevede che
l’ordine di entrata in funzione delle unita’ di generazione di
energia elettrica, nonche’ la selezione degli impianti di riserva e
di tutti i servizi ausiliari offerti e’ determinato secondo il
dispacciamento di merito economico, fatte salve le previsioni
relative all’energia elettrica di cui all’art. 11 del medesimo
decreto legislativo e, dalla data in cui detto dispacciamento di
merito economico viene applicato, la societa’ gestore del mercato
elettrico S.p.a. (di seguito: il gestore del mercato) assume la
gestione delle offerte di vendita e di acquisto dell’energia
elettrica e di tutti i servizi connessi;
Premesso inoltre che:
l’art. 5, comma 6, del decreto 26 gennaio 2000 dispone che
l’Autorita’ determini il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica
ceduta sul mercato nazionale con riferimento ai prezzi prevalenti nel
sistema delle offerte, di cui all’art. 5, comma 2, del decreto
legislativo n. 79/1999, e nei contratti bilaterali di cui all’art. 6
dello stesso decreto legislativo n. 79/1999;
l’art. 12 del decreto 6 gennaio 2000 dispone che l’Autorita’
determini, in via transitoria, fino a quando non avra’ raggiunto
piena operativita’ il sistema delle offerte di cui all’art. 5, comma
2, decreto legislativo n. 79/1999, il prezzo all’ingrosso
dell’energia elettrica ceduta sul mercato nazionale, tenendo conto
anche del prezzo medio dell’energia elettrica nei contratti
bilaterali;
l’art. 4, comma 1, lettera f), del decreto 26 gennaio 2000
dispone che gli obblighi e gli investimenti di cui all’art. 3, comma
1, del medesimo decreto debbono dare luogo, in linea di principio, ad
un onere per le imprese interessate tale che, in assenza di aiuto o
di misure transitorie, la redditivita’ delle imprese potrebbe
risultare penalizzata e che l’effetto degli obblighi e degli
investimenti citati e’ valutato a livello di bilancio consolidato;
l’art. 6, comma 3, del decreto 26 gennaio 2000 dispone che nel
caso di cessione degli impianti di generazione e degli obblighi
contrattuali di cui all’art. 3, comma 1, lettera a), del medesimo
decreto, l’ammontare complessivo dei costi non recuperabili
riconosciuti per gli impianti originariamente nella titolarita’
dell’impresa produttrice-distributrice di cui al combinato disposto
degli articoli 1, comma 2, e 2, comma 1, lettera a), del titolo I del
decreto 26 gennaio 2000, non puo’ essere superiore all’ammontare che
sarebbe riconosciuto alla medesima impresa, ai sensi dell’art. 5 del
medesimo decreto, qualora tali impianti non fossero stati ceduti da
detta impresa;
l’art. 1, comma 2, del decreto 26 gennaio 2000 definisce le
imprese produttrici-distributrici come le imprese che, alla data del
19 febbraio 1997, svolgevano il servizio di distribuzione, producendo
in proprio, in tutto od in parte, l’energia elettrica distribuita;
l’art. 5, comma 8, del decreto 26 gennaio 2000 determina la
produzione di energia elettrica di riferimento per gli impianti
ammessi al meccanismo di reintegrazione, in funzione del totale per
l’impresa produttrice-distributrice dell’energia elettrica prodotta,
al netto dei consumi di centrale, importata ed acquistata da soggetti
terzi nazionali, ad eccezione dell’energia elettrica importata sulla
base di impegni contrattuali assunti anteriormente al 19 febbraio
1997 e dell’energia elettrica di cui all’art. 3, comma 12, terzo
periodo, del decreto legislativo n. 79/1999;
l’art. 5, comma 9, del decreto 26 gennaio 2000 prevede che venga
recuperata, nell’anno 2000, la maggiore valorizzazione dell’energia
elettrica di cui all’art. 3, comma 3, del medesimo decreto in misura
pari al costo unitario variabile riconosciuto dell’energia elettrica
prodotta da impianti termoelettrici che utilizzano combustibili
fossili commerciali di cui all’art. 6, comma 6.5, della deliberazione
n. 70/1997;
Premesso infine che:
la deliberazione dell’Autorita’ 20 dicembre 2000, n. 231,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario – serie
generale – n. 4 del 5 gennaio 2001,…

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