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ORDINANZA 25 maggio 2001: Ulteriori disposizioni per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonche' in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nella Regione siciliana. (Ordinanza n. 3136). (GU n. 133 del 11-6-2001)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

ORDINANZA 25 maggio 2001
Ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza nel settore dello
smaltimento dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, in
materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e
dei sedimenti inquinanti, nonche’ in materia di tutela delle acque
superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nella Regione
siciliana. (Ordinanza n. 3136).

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato al coordinamento
della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
27 aprile 2000, che delega le funzioni del coordinamento della
protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, al
Ministro dell’interno;
Viste le precedenti ordinanze n. 2983 del 31 maggio 1999, n. 3048
del 31 marzo 2000 e n. 3072 del 21 luglio 2000, con le quali sono
state emanate disposizioni per fronteggiare lo stato di emergenza nel
settore dello smaltimento dei rifiuti urbani, speciali e speciali
pericolosi, in materia di bonifica e risanamento ambientale dei
suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, nonche’ in materia di
tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di
depurazione nel territorio della Regione siciliana;
Vista l’ordinanza n. 3052 del 31 marzo 2000 con la quale sono state
emanate disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza idrica
nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani e
successive modifiche e integrazioni;
Considerato che, alla luce delle nuove disposizioni normative e di
tutela delle acque, si debba procedere ad una piu’ puntuale
definizione delle competenze gia’ attribuite e da attribuire al
presidente della Regione siciliana – commissario delegato;
Considerato che il sistema di gestione dei rifiuti nel territorio
della Regione siciliana risulta ancora in parte incentrato sullo
smaltimento in discarica;
Considerato che per limitare lo smaltimento in discarica dei
rifiuti urbani e’ necessario conseguire in tempi brevi almeno gli
obiettivi minimi di raccolta differenziata e riciclaggio stabiliti
dall’art. 24 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, ed
avviare la produzione e l’utilizzo del combustibile da rifiuto sulla
quota di rifiuti a valle della raccolta differenziata;
Considerato in particolare, che a distanza di piu’ di quattro anni
dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio
nella Regione siciliana, nei comuni dei diversi ambiti territoriali
ottimali, non e’ stata ancora avviata e dove e’ stata attivata
risulta comunque assolutamente insufficiente rispetto agli obiettivi
minimi da conseguire per legge;
Tenuto conto che l’art. 39 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, attribuisce ai produttori ed utilizzatori degli imballaggi il
potere, tramite il CO.NA.I., di incidere sul diritto di privativa
comunale in materia di gestione rifiuti ed il conseguente dovere di
effettuare la raccolta differenziata degli imballaggi sulle superfici
pubbliche in sostituzione o ad integrazione della raccolta
differenziata effettuata dalla pubblica amministrazione qualora
quest’ultima “……. non attivi la raccolta differenziata dei
rifiuti di imballaggi entro dodici mesi dalla data di entrata in
vigore……..” del decreto legislativo medesimo;
Considerato che nonostante la citata disposizione, a distanza di
piu’ di quattro anni dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, il CO.NA.I. non ha ancora
attivato od integrato la raccolta differenziata degli imballaggi nel
territorio della Regione siciliana pur in mancanza di attivazione
della raccolta differenziata medesima da parte della pubblica
amministrazione;
Ritenuto che, al fine di ridurre il flusso dei rifiuti di
imballaggi conferiti in raccolta indifferenziata e destinati allo
smaltimento, risulta indispensabile che in attuazione del citato art.
39 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, il CO.NA.I.
provveda in tempi brevi ad attivare la raccolta differenziata o ad
integrarla laddove insufficiente;
Tenuto conto che per conseguire tale obiettivo minimo di gestione
integrata di rifiuti urbani risulta indispensabile attribuire
specifici poteri al commissario delegato per attuare, a livello di
ambito territoriale,una gestione unitaria di rifiuti urbani, in
particolare attraverso la realizzazione delle forme e dei modi della
cooperazione previsti dall’art. 23 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, nonche’ la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e
dei rifiuti di imballaggio;
Considerato che per ridurre il flusso dei rifiuti speciali avviati
in discarica risulta necessario promuovere iniziative che favoriscano
il recupero e l’ammodernamento tecnologico del sistema di gestione
dei rifiuti speciali nel territorio regionale, nonche’
l’autosmaltimento dei propri rifiuti da parte del produttore iniziale
dei rifiuti stessi in impianti a tecnologia avanzata;
Tenuto conto che per conseguire tale nuovo assetto organizzativo e
gestionale in materia di rifiuti urbani e speciali e’ indispensabile
non gravare l’attuale sistema di smaltimento dei rifiuti nella
Regione siciliana con i rifiuti prodotti in altre regioni o
all’estero e contrastare il fenomeno della criminalita’ organizzata
legata alla gestione delle discariche documentata dalla relazione
finale al Parlamento della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul
ciclo dei rifiuti e sulle attivita’ illecite ad esso connesse;
Rilevato altresi’ che per realizzare i predetti obiettivi e
recuperare l’attuale situazione d’emergenza appaiono pertanto misure
adeguate e ragionevoli il divieto di importazione di rifiuti da
smaltire nella Regione siciliana, il controllo sul flusso dei rifiuti
da recuperare importati nella Regione siciliana, la limitazione alla
titolarita’ e gestione pubblica delle discariche;
Considerato che e’ pertanto indispensabile che l’autorizzazione
all’apertura ed esercizio di nuove discariche sia consentita solo nei
limiti in cui risulta funzionale al superamento dell’emergenza ed
all’attuazione di un moderno sistema di gestione integrato dei
rifiuti nella Regione siciliana.
Atteso che continuano a sussistere nella Regione siciliana i
presupposti che hanno portato alla dichiarazione dello stato di
emergenza ambientale;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
16 giugno 2000, con il quale e’ stato prorogato, fino al 31 dicembre
2001, lo stato d’emergenza in materia di gestione dei rifiuti urbani,
speciali, speciali pericolosi, in materia di bonifiche e di
risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti
inquinati, nonche’ in materia di tutela delle acque superficiali e
sotterranee e dei cicli di depurazione nella regione siciliana;
Ritenuto, quindi, necessario integrare le precedenti ordinanze per
consentire il superamento dell’emergenza nella Regione siciliana;
Acquisita l’intesa del Ministro dell’ambiente;
Acquisita l’intesa del presidente della regione siciliana, giusta
nota n. 2235 del maggio 2001;
Su proposta del direttore dell’Agenzia di protezione civile, prof.
Franco Barberi;
D i s p o n e:
Art. 1.
1. Sono confermati, fino alla cessazione dello stato di emergenza,
i poteri gia’ conferiti al commissario delegato – presidente della
Regione siciliana con l’ordinanza n. 2983 del 31 maggio 1999, cosi’
come specificati dall’ordinanza n. 3048 del 31 marzo 2000, nonche’
con l’ordinanza n. 3072 del 21 luglio 2000, in materia di gestione
dei rifiuti urbani, speciali, speciali pericolosi, in materia di
bonifiche e di risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei
sedimenti inquinati, nonche’ in materia di tutela delle acque
superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nell’intero
territorio della Regione siciliana.

Art. 2.
1. Il commissario delegato – presidente della Regione siciliana
predispone ed approva il piano di tutela delle acque di cui all’art.
44 del decreto legislativo 11 maggio n. 152, per l’intero territorio
regionale. A tal fine, il commissario delegato provvede ad elaborare
ed attuare il programma di rilevamento di cui all’art. 42 del citato
decreto legislativo n. 152.
2. Il commissario delegato – presidente della Regione siciliana
attua il monitoraggio richiesto dalle direttive comunitarie in
materia di acque destinate al consumo umano, di acque di balneazione,
di acque idonee alla vita dei pesci e dei molluschi. Il commissario
delegato, inoltre, predispone ed attua il programma per la conoscenza
e la verifica dello stato qualitativo e quantitativo delle acque
superficiali e sotterranee dell’intero territorio regionale, ai sensi
all’art. 43 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152.
3. Il commissario delegato – presidente della Regione siciliana
individua sull’intero territorio regionale, ogni possibilita’ di
riutilizzo delle acque reflue depurate nonche’ di risorse idriche non
potabili, e predispone ed attua – anche avvalendosi dei enti e
soggetti, pubblici e privati, che gestiscono invasi – un programma
straordinario degli interventi per la loro utilizzazione, d’intesa
con il commissario delegato di cui all’ordinanza n. 3108/2001.
4. Il commissario delegato – presiden…

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