Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

DECRETO LEGISLATIVO 14 maggio 2001, n.223: Norme sanzionatorie in mate...

DECRETO LEGISLATIVO 14 maggio 2001, n.223: Norme sanzionatorie in materia di aiuto comunitario alla produzione di olio di oliva e alla trasformazione delle olive da tavola. (GU n. 136 del 14-6-2001)

DECRETO LEGISLATIVO 14 maggio 2001, n. 223
Norme sanzionatorie in materia di aiuto comunitario alla produzione
di olio di oliva e alla trasformazione delle olive da tavola.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 5 della legge 21 dicembre 1999, n. 526;
Visto il regolamento (CE) n. 1638/98 del Consiglio, del 20 luglio
1998, che modifica il regolamento n. 136/66/CEE relativo
all’attuazione di un’organizzazione comune dei mercati nel settore
dei grassi;
Visto il regolamento (CE) n. 2366/98 della Commissione, del
30 ottobre 1998, recante modalita’ di applicazione del regime di
aiuto alla produzione di olio di oliva per le campagne dal 1998/1999
al 2000/2001;
Vista la decisione n. 227/2000/CE della Commissione, del 7 marzo
2000, relativa alla concessione di un aiuto alla produzione di olive
da tavola in Italia;
Visto il decreto-legge 7 settembre 1987, n. 370, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 novembre 1987, n. 460;
Vista la legge 23 dicembre 1986, n. 898, e successive
modificazioni;
Visto l’articolo 6 del decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali 21 giugno 2000, n. 217, che attribuisce alle
regioni la competenza relativa al riconoscimento dei frantoi oleari e
delle imprese di trasformazione delle olive da tavola;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 ottobre 2000;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’11 aprile 2001;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri delle politiche
agricole e forestali e per gli affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Norme sanzionatorie
1. Salvo che il fatto costituisca reato, al titolare di frantoio o
stabilimento di molitura delle olive che omette o tiene
irregolarmente la contabilita’ giornaliera di magazzino, omette o
ritarda il rilascio dell’attestazione relativa ad ogni operazione di
molitura prescritta dagli articoli 7, 8 e 9 del regolamento (CE) n.
2366/98 della Commissione, del 30 ottobre 1998 e successive
modificazioni ed integrazioni, si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire trecentomila a lire sei milioni. Nei casi piu’
gravi si applica anche la revoca del riconoscimento previsto dal
regolamento (CEE) n. 2261/84 del Consiglio, del 17 luglio 1984 e
successive modificazioni ed integrazioni.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, la stessa sanzione
prevista al comma 1 si applica al titolare di stabilimento di
trasformazione delle olive da tavola che omette o tiene
irregolarmente la contabilita’ giornaliera di magazzino ovvero
ritarda o omette il rilascio dell’attestazione relativa ad ogni
operazione di trasformazione delle olive ai sensi dell’articolo 6
della decisione n. 227/2000/CE della Commissione, del 7 marzo 2000,
ai fini dell’aiuto previsto dall’articolo 5, paragrafo 4, del
regolamento (CEE) n. 136/66 del 22 settembre 1966, come da ultimo
sostituito dall’articolo 1, paragrafo 3, del regolamento (CE) n.
1638/98 del Consiglio, del 20 luglio 1998.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, al produttore di cui
all’articolo 10, paragrafo 1, del citato regolamento (CE) n. 2366/98
del 30 ottobre 1998 che omette o ritarda la presentazione agli
organismi competenti della dichiarazione o documentazione di cui
all’articolo 10 dello stesso regolamento relativa alla destinazione o
alle scorte di olio, per il quale sia stata presentata domanda di
aiuto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire
centomila a lire trecentomila.
4. La sanzione di cui al comma 3 si applica al produttore di olio
in caso di violazione dell’articolo 10, paragrafo 1, comma 1, del
citato regolamento nonche’ al titolare di stabilimento di
trasformazione di olive da tavola per la mancata comunicazione dei
dati ed informazioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2, della
decisione n. 227/2000/CE della Commissione, del 7 marzo 2000.
5. Ai principali destinatari di olio di oliva o di sansa usciti dal
frantoio, diversi dal produttore che ha ritirato l’olio ottenuto
dalla molitura delle proprie olive, che violino gli obblighi di cui
all’articolo 30, paragrafo 3, del citato regolamento (CE) n. 2366/98
del 30 ottobre 1998, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria
da lire centomila a lire tre milioni.
6. Salvo che il fatto costituisca reato, all’associazione o unione
di olivicoltori riconosciuta ai sensi del regolamento (CEE) n.
2261/84 del Consiglio, del 17 luglio 1984 e successive modificazioni
ed integrazioni, che violi gli obblighi derivanti da detto
regolamento e dai relativi regolamenti di applicazione, tali da non
determinare la revoca del riconoscimento prevista dal regolamento
(CEE) n. 2262/84 del Consiglio, del 17 luglio 1984 e successive
modificazioni ed integrazioni, si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire tre milioni a lire nove milioni.
7. Le regioni, nei casi previsti dai commi 1, 2, 3, 4 e 5
provvedono, anche ai sensi del decreto del Ministro delle politiche
agricole e forestali 21 giugno 2000, n. 217, alle irrogazioni delle
relative sanzioni.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’
emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con d.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge
21 dicembre 1999, n. 526, recante: “Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria
1999”:
“Art. 5 (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte
salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad emanare,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o
amministrative per le violazioni di direttive comunitarie
attuate ai sensi della presente legge in via regolamentare
o amministrativa e di regolamenti comunitari vigenti alla
data del 31 luglio 1999 per i quali non siano gia’ previste
sanzioni penali o amministrative.
2. La delega e’ esercitata con decreti legislativi
adottati a norma dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, su proposta del Ministro per le politiche
comunitarie e del Ministro della giustizia, di concerto con
i Ministri competenti per materia; i decreti legislativi si
informeranno ai principi e criteri direttivi di cui
all’art. 2, comma 1, lettera c).
3. Sugli schemi di decreto legislativo di cui al
presente articolo il Governo acquisisce i pareri delle
competenti commissioni parlamentari che devono essere
espressi entro sessanta giorni dalla ricezione degli schemi
stessi. Decorsi inutilmente i termini predetti, i decreti
legislativi possono essere comunque emanati.
4. Nello stesso termine di cui al comma 1, e con le
modalita’ di cui ai commi 2 e 3, il Governo e’ delegato ad
emanare disposizioni per il riordino del sistema
sanzionatorio penale ed amministrativo per le violazioni in
danno del bilancio dell’Unione europea, conformemente ai
principi e alle indicazioni contenute nella convenzione
relativa alla tutela degli interessi finanziari delle
Comunita’ europee approvata a Bruxelles il 26 luglio 1995,
nonche’ adeguate norme di coordinamento ed armonizzazione,
per assicurare, in base ai principi della legge 24 novembre

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info