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DETERMINAZIONE 22 maggio 2001: Aspetti problematici fornitura e posa in opera. (Determinazione n. 12/01). (GU n. 135 del 13-6-2001)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 22 maggio 2001
Aspetti problematici fornitura e posa in opera. (Determinazione n.
12/01).

IL CONSIGLIO
Premesso:
L’art. 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55, nel testo risultante
dalle modifiche introdotte dall’art. 9, comma 65 e seguenti della
legge 18 novembre 1998, n. 415, dopo aver definito la disciplina
relativa al subappalto, al comma 12, equipara allo stesso “qualsiasi
contratto avente ad oggetto attivita’ ovunque espletate che
richiedano l’impiego di manodopera, quali le fornitura con posa in
opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2%
dell’importo dei lavori affidati o di importo superiore a 100.000 ecu
e qualora l’incidenza del costo della manodopera e del personale sia
superiore al 50% dell’importo del contratto da affidare”. Il comma 5
dell’art. 141 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, specifica che “le attivita’ ovunque espletate ai sensi
dell’art. 18, comma 12 della legge 19 marzo 1990, n. 55, sono quelle
poste in essere nel cantiere cui si riferisce l’appalto”.
Con riferimento al dato normativo indicato, la Finco – Federazione
industrie prodotti impianti e servizi per le costruzioni – ha chiesto
l’avviso dell’Autorita’ in ordine alla portata della limitazione
(“alle sole attivita’ poste in essere nel cantiere”) introdotta dalla
norma regolamentare, ritenendo che la stessa non abbia valenza
generale ma trovi applicazione soltanto ai subaffidamenti di
fornitura con posa in opera concernenti la categoria prevalente dei
lavori. La limitazione medesima, in particolare, secondo la
Federazione istante, non opererebbe per “le forniture con posa in
opera di importo significativamente rilevante ai sensi dell’art. 30
del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34,
le quali devono essere individuate autonomamente in sede di gara ed
ai cui affidamenti si applicherebbe) la disciplina del menzionato
art. 18 della legge n. 55/1990” senza assumere rilevanza il luogo di
svolgimento dell’attivita’ richiedente l’impiego di manodopera; e
cio’ anche in considerazione del limite della delega al Governo di
cui all’art. 3, comma 6, lett. v), della legge 11 febbraio 1994, n.
109 e successive modificazioni, che, attenendo specificamente alla
determinazione della “quota subappaltabile dei lavori appartenenti
alla categoria (o alle categorie) prevalenti” non avrebbe consentito
l’emanazione di una normativa regolamentare riguardante categorie
diverse da quella prevalente indicata.
La Finco ha chiesto, inoltre, un “chiarimento” dell’Autorita’ in
ordine “all’esatta collocazione, nell’ambito delle categorie di opere
specializzate di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000, della fornitura e posa in opera di strutture e di elementi
prefabbricati prodotti industrialmente indicata all’art. 72, comma 4,
lett. l) del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999”. Al
riguardo, ad avviso della federazione istante, l’individuazione nella
sola categoria OS13 delle opere specializzate cui si riferisce l’art.
72, comma 7, lett. l) del regolamento indicato non sarebbe
condivisibile stante la ricomprensibilita’ nella categoria
considerata anche delle lavorazioni di cui alla categoria OS18
riguardante “la produzione in stabilimento ed il montaggio in opera
di strutture in acciaio o di facciate continue costituite da telai
metallici ed elementi modulari in vetro o altro materiale”.
Sulla prima delle indicate questioni, avviso contrario a quello
prospettato dalla Finco e’ stato espresso dall’Ance – Associazione
nazionale costruttori edili – secondo cui la disposizione di cui al
comma 5 dell’art. 141 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 deve essere intesa come riferita a tutte le ipotesi di
subaffidamento di fornitura con posa in opera anche se non
riguardanti le lavorazioni di cui alla categoria prevalente: secondo
l’Ance, in particolare, il concetto di “attivita’ ovunque espletata”,
espresso nell’indicato art. 141 del regolamento n. 554/1999, “puo’
essere riferito alle forniture con posa in opera di importo
significativamente rilevante, da individuarsi, pertanto, nel bando di
gara ove ricorrano i presupposti dell’art. 30 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 34/2000 (incidenza superiore al 10%
ovvero importo superiore a 150.000 euro) qualora siffatte forniture
con posa in opera presentino specifiche caratteristiche che le
rendano assimilabili a delle lavorazioni in senso stretto”. Quanto,
poi, alla seconda prospettata questione, l’Ance ha ritenuto che
dovesse dubitarsi, considerando la declaratoria relativa alla
categoria OS18, di cui all’allegato A) del decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000, che “possano essere ricomprese,
nell’ambito dei c.d. “lavori speciali” di cui all’art. 74, comma 4,
lett. l) del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999,
anche “la produzione in stabilimento ed il montaggio di opera di
strutture in acciaio di facciate continue costituite da telai
metallici ed elementi modulari in vetro o altro materiale”.
Su entrambe le indicate questioni e’ stato acquisito anche l’avviso
della Confindustria che ha manifestato “l’esigenza che, in un’ottica
evolutiva in termini di qualita’ e trasparenza del mercato dei
costruttori, venga assicurata una qualificazione del fornitore con
posa in opera che intervenga nella fase di realizzazione di un lavoro
pubblico” essendo “necessario che la fornitura con posa in opera, al
pari di qualunque altra parte dell’opera, sia comunque eseguita da
soggetti qualificati” ed ha espresso il parere che la lett. l) del
comma 4 dell’art. 72 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 “ricomprende sia la categoria OS13 (prefabbricati in cemento
armato) che la categoria OS18 (componenti strutturali in acciaio o
metallo) di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000”.
Secondo l’Aniem, poi, il combinato disposto dell’art. 18, comma 12,
della legge n. 55/1999 e dell’art. 141, comma 5, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999 limiterebbe l’individuazione
dell’incidenza della manodopera e del costo del lavoro del personale
ai soli lavori svolti in cantiere con la conseguenza che non e’
ipotizzabile un’estensione di tale valutazione alle attivita’ svolte
in stabilimento, magazzini o unita’ produttive diverse da quelle cui
si riferisce il lavoro oggetto dell’appalto. Quanto alla seconda
questione l’Aniem ritiene che possano rientrare nella fattispecie
individuata dall’art. 72, comma 4, lett. l) del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999, sia la tipologia di lavori
indicata nella declaratoria della categoria OS13, sia quella
descritta nell’ambito della categoria OS18.
L’associazione cooperative di produzione e lavoro, infine, ha
ritenuto che, a prescindere dal merito della prima delle esaminate
questioni, e’ rilevante il dato che chi opera in cantiere deve essere
qualificato per la realizzazione delle opere ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica n. 34/2000 e che ambedue le lavorazioni
di cui alle categorie OS13 e OS18 sono riconducibili ai lavori
indicati con la lett. l) dell’art. 72, comma 4, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999.
L’Associazione nazionale costruttori di impianti, infine,
comunicava di concordare con la posizione espressa dalla Finco.
Considerato
Il primo quesito riguarda l’individuazione della portata della
disposizione di cui all’ultimo comma dell’art. 141 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999, il quale circoscrive
l’ambito di rilevanza delle “attivita’ ovunque espletate”, di cui
all’art. 18, comma 12, della legge n. 55/1990, soltanto a quelle
“poste in essere nel cantiere cui si riferisce l’appalto”. Siffatte
attivita’, nel caso siano relative a prestazioni diverse dai lavori
quali le forniture con posa in opera o noli a caldo, qualora
implichino un’incidenza del costo della manodopera e del personale
superiore al 50% dell’importo del contratto, e sempre che l’importo
complessivo del contratto medesimo sia superiore al 2% di quello dei
lavori affidati ed a 100.000 euro, comportano l’assimilazione del
contratto stesso al subappalto con applicazione, pertanto, della
relativa disciplina sia per quanto riguarda il limite percentuale
stabilito per la categoria prevalente, sia per quanto riguarda la
qualificazione dell’esecutore e per la previa necessita’ della sua
autorizzazione.
Per dare risposta al quesito, va rilevato preliminarmente che
l’art. 18 della legge n. 55/1990 e’ inteso ad evitare fenomeni di
infiltrazioni delinquenziale nell’ambito degli appalti di lavori
pubblici. A tal fine contiene specifiche disposizioni da applicarsi
per l’affidamento in subappalto delle lavorazioni previste
nell’appalto. L’articolo e’ costituito da quattordici commi. I commi
da 1 ad 11 ed i commi 13 e 14 contengono le disposizioni da
applicarsi per il subappalto delle prestazioni che sono qualificate
come lavori. Il comma 12 opera una definizione legale del subappalto
finalizzata ad individuare le regole da applicarsi per l’affidamento
dei subcontratti relativi a prestazioni che non sono lavori ma
prevedono l’impiego di mano d’opera, come nel caso della fornitura
con posa in opera e del nolo a caldo. La finalita’ della norma e’
quella di rendere assimilate ai lavori attivita’ che sono da
considerarsi di qualificazione diversa, in m…

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