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DELIBERAZIONE 30 aprile 2001: Disposizioni generali in materia di merc...

DELIBERAZIONE 30 aprile 2001: Disposizioni generali in materia di mercato dell'energia elettrica di cui all'art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. (Deliberazione n. 96/01). (GU n. 138 del 16-6-2001)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 30 aprile 2001
Disposizioni generali in materia di mercato dell’energia elettrica di
cui all’art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
(Deliberazione n. 96/01).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Nella riunione del 30 aprile 2001;
Premesso che:
l’art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 75 del 31 marzo 1999,
concernente l’attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme
comuni per il mercato interno dell’energia elettrica (di seguito:
decreto legislativo n. 79/1999), istituisce il mercato elettrico per
la gestione delle offerte di vendita e di acquisto dell’energia
elettrica e di tutti i servizi connessi (di seguito: mercato
elettrico);
l’attivita’ di cui al precedente alinea, secondo l’art. 5 del
decreto n. 79/1999, in deroga al principio generale della libera
intrapresa affermato con riferimento alle attivita’ del settore
dell’energia elettrica nell’art. 1, comma 1, del medesimo decreto, e’
affidata in esclusiva alla societa’ Gestore del mercato elettrico
S.p.a. (di seguito: il Gestore del mercato);
l’art. 1, comma 5, del decreto legislativo n. 79/1999 fa salve le
attribuzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas (di
seguito: l’Autorita) con particolare riferimento a quelle previste
dall’art. 2, comma 12, della legge 14 novembre 1995 (di seguito:
legge n. 481/1995); e che tali attribuzioni, secondo l’art. 1, comma
1, della medesima legge, rispondono, tra l’altro, alla finalita’ di
garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza
nell’erogazione dei servizi di pubblica utilita’ del settore
dell’energia elettrica in condizioni di economicita’, e redditivita’,
tutelando gli interessi di utenti e consumatori;
l’art. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 79/1999, prevede
che l’Autorita’, su richiesta degli interessati, e previo conforme
parere della societa’ Gestore della rete di trasmissione nazionale
S.p.a., puo’ autorizzare la conclusione di contratti bilaterali al di
fuori del mercato elettrico anche successivamente all’assunzione
della gestione di detto mercato da parte della societa’ costituita ai
sensi dell’art. 5, comma 1, del medesimo decreto; e che detta
autorizzazione puo’ essere negata, tra l’altro, quando tali contratti
pregiudichino gravemente la concorrenza a la sicurezza ed efficienza
dei servizio elettrico;
l’art. 4, comma 1, del decreto legislativo n. 79/1999, prevede
che il Gestore della rete di trasmissione nazionale costituisce una
societa’ per azioni denominata Acquirente unico e che tale societa’
stipula e gestisce contratti di fornitura al fine di garantire ai
clienti finali del mercato vincolato la disponibilita’ della
capacita’ produttiva di energia elettrica e la fornitura di energia
elettrica in condizioni di continuita’, sicurezza ed efficienza del
servizio;
l’art. 11, comma 4, del decreto legislativo n. 79/1999 prevede
per i soggetti che importano o producono energia elettrica da fonti
non rinnovabili obblighi di immissione nei sistema elettrico
nazionale di energia prodotta da fonti rinnovabili;
ai fini della progressiva liberalizzazione del mercato elettrico
e’ da ritenere che la societa’ Acquirente unico di cui all’art. 4,
comma 1, del decreto legislativo n. 79/1999, acquisti, di norma,
l’energia elettrica e la disponibilita’ di capacita’ di generazione
attraverso il mercato elettrico;

Visti:
la direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
19 dicembre 1996, recante norme comuni per il mercato interno
dell’energia elettrica;
la legge n. 481/1995;
il decreto legislativo n. 79/1999;
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’ambiente,
11 novembre 1999, recante direttive per l’attuazione di norme in
materia di energia elettrica da fonti rinnovabili di cui ai commi 1,
2 e 3 dell’art. 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 292 del
14 dicembre 1999;
Visti:
la delibera dell’Autorita’ 3 agosto 2000, n. 137/00 (di seguito:
delibera n. 137/00);
la delibera dell’Autorita’ 27 febbraio 2001, n. 38/01 (di
seguito: delibera n. 38/01);
la deliberazione dell’Autorita’ 30 aprile 2001, n. 95/01;
Visto il documento, approvato con la delibera n. 137/00,
“Osservazioni e proposte dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas al Governo per la disciplina del mercato elettrico di cui
all’art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79” nel quale
l’Autorita’ ha fatto espressa riserva, anche in relazione agli
apporti e ai rilievi attesi da altre amministrazioni in merito alle
osservazioni e proposte contenute nello stesso documento, di adozione
di direttive generali sulle modalita’ di erogazione del servizio e
quindi sulla gestione delle offerte di acquisto e di vendita
dell’energia elettrica e di tutti i servizi connessi, in conformita’
all’art. 2, comma 12, lettera h), della legge n. 481/1995;
Visto il documento “Disciplina del mercato elettrico ai sensi
dell’art. 5 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79” predisposto
dal Gestore del mercato e trasmesso all’Autorita’ dal Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato con nota in data
27 marzo 2001 (prot. n. 208532);
Considerato che:
l’art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 79/1999, prevede
che a decorrere dal 1o gennaio 2003 a nessun soggetto e’ consentito
produrre o importare, direttamente o indirettamente, piu’ del 50% del
totale dell’energia elettrica, disponendo che tale soglia sia
calcolata come media su base triennale; e che, a tale fine, entro la
stessa data, la societa’ Enel S.p.a. (di seguito: l’Enel S.p.a.) deve
cedere non meno di 15.000 MW della propria capacita’ produttiva;
gli impianti di generazione che l’Enel S.p.a. intende cedere
richiedono significativi interventi di ammodernamento e rinnovo (noti
anche come interventi di “repowering”); e che, pertanto, la
possibilita’ che l’energia prodotta da tali impianti concorra ad
alimentare la concorrenza sul mercato delle offerte si realizzera’
solo dopo un congruo periodo successivo alla loro cessione;
con successivi provvedimenti sono state precisate le modalita’ di
alienazione delle partecipazioni detenute dall’Enel S.p.a. nelle
societa’ Eurogen S.p.a., Elettrogen S.p.a., ed Interpower S.p.a., ma
la cessione di dette partecipazioni non e’ fino ad oggi conclusa e
per gran parte neppure iniziata;
l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, con
provvedimento n. 9268 adottato in data 28 febbraio 2001, pubblicato
nel bollettino della stessa Autorita’ garante, ha disposto, anche in
relazione alla segnalazione dell’Autorita’ di cui alla delibera n.
38/01, in merito ai possibili effetti di iniziative di Enel S.p.a.
nel settore delle telecomunicazioni l’autorizzazione dell’operazione
di concentrazione Enel/Wind/Infostrada a condizione che l’Enel S.p.a.
ceda almeno 5.500 MW della propria capacita’ di generazione con
riferimento ad impianti che dovranno essere per non meno del 60% di
modulazione e di picco, e che tale cessione avvenga entro novanta
giorni dalla data di perfezionamento delle analoghe operazioni di
cessione imposte dal richiamato art. 8 del decreto legislativo n.
79/1999;
la realizzazione di nuovi impianti di generazione elettrica
comporta procedure complesse e tali da richiedere tempi in generale
lunghi e comunque poco prevedibili;
alla data del 31 dicembre 2000 la capacita’ massima disponibile
per importazioni da altri Paesi con contratti di lungo o di breve
periodo era di circa 5.700 MW nel periodo invernale e che circa la
meta’ di tale capacita’ risulta impegnata da contratti di
importazione di lungo periodo; e che la capacita’ di importazione
complessiva non puo’ essere aumentata in modo significativo a motivo
dei tempi richiesti per la realizzazione di nuove interconnessioni;
in base alle circostanze sopra richiamate, il grado di
concentrazione dell’offerta di energia elettrica e’ destinato a
restare elevato per alcuni anni, e il meccanismo di formazione dei
prezzi all’offerta e’ condizionato dalla disponibilita’ di impianti
di generazione cosiddetti di punta e dalla loro distribuzione e
concentrazione sul territorio nazionale;
anche in seguito alle indicazioni desumibili dall’esame della
dinamica dei processi di liberalizzazione realizzati in altri Stati
membri dell’Unione europea, l’organizzazione del settore dell’energia
elettrica che si potra’ determinare al completamento delle cessioni
degli impianti di generazione da parte dell’Enel S.p.a. appare essere
ancora incompatibile con l’affermarsi di un regime effettivamente
concorrenziale nell’offerta di energia elettrica;
Considerato che:
non rientra nella funzioni del Gestore del mercato come delineate
dall’art. 5 del decreto legislativo n. 79/1999, la definizione di
regole e disposizioni finalizzate a stimolare e promuovere
l’apprestamento efficiente di capacita’ di generazione da fonti
convenzionali e rinnovabili di energia;
i segnali di prezzo che si determineranno sui mercati giornalieri
dell’energia elettrica potrebbero non essere sufficienti ad indurre
la realizzazione di nuova capacita’ di generazione, la trasformazione
della capacita’ di generazione esistente e l’aumento della capacita’
di interconnessione con l’estero in misura e secondo modalita’
adeguate al soddisfacimento della doman…

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