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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2001, n.230 Regolamento generale per l'organizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri. (GU n. 139 del 18-6-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2001, n. 230
Regolamento generale per l’organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione dei Ministri.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ed in
particolare, gli articoli 7 e 55, comma 1;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 2 febbraio 2001;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 12 febbraio 2001;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 marzo 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica;

E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Alla data di cui all’articolo 55, comma 1, del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ove non siano entrati in vigore i
regolamenti previsti dall’articolo 14, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, per l’organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione di uno o piu’ dei Ministeri di cui al medesimo
articolo 55, e nelle more della loro entrata in vigore, si applicano,
nell’ordine, salvo diverse disposizioni contenute nei regolamenti di
organizzazione di ciascun Ministero:
a) i regolamenti, emanati ai sensi del predetto articolo 14,
comma 2, di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione dei
Ministeri soppressi e confluiti nel nuovo Ministero; ovvero, se i
regolamenti in vigore sono piu’ di uno, si applica il regolamento che
prevede il maggior numero di dipendenti assegnati ai predetti uffici;
b) le disposizioni del regio decreto-legge 10 luglio 1924, n.
1100, convertito in legge dalla legge 21 marzo 1926, n. 597, e le
altre disposizioni normative vigenti alla data di entrata in vigore
del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 6 marzo 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Bassanini, Ministro per la funzione
pubblica
Visto, il Guardasigilli: Fassino

Ammesso al “Visto”, con riserva, ai sensi della deliberazione
delle sezioni riunite, adottata nell’adunanza del 12 giugno 2001.
Registrato alla Corte dei conti il 13 giugno 2001
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 8, foglio n. 46

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente in materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
– La legge 23 agosto 1988, n. 400, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento
ordinario, reca: “Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Si trascrive il testo dell’art. 17, comma 4-bis:
“4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono;
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b)individuazione degli uffici di livello dirigenziale
generale, centrali e periferici, mediante diversificazione
tra strutture con funzioni finali e con funzioni
strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e
secondo criteri di flessibilita’ eliminando le duplicazioni
funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali”.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplemento
ordinario, reca: “Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la
riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa”.
– Il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 1993, n. 39,
supplemento ordinario, abrogato dal decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9
maggio 2001, n. 106, supplemento ordinario, recava:
“Razionalizzazione dell’organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in
materia di pubblico impiego, a norma dell’art. 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 21”.
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203,
supplemento ordinario, reca: “Riforma dell’organizzazione
del Governo, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo
1997, n. 59”. Si trascrive il testo degli articoli 7 e 55,
comma 1, del medesimo decreto:
“Art. 7 (Uffici di diretta collaborazione con il
Ministro). – 1. La costituzione e la disciplina degli
uffici di diretta collaborazione del Ministro, per
l’esercizio delle funzioni ad esso attribuite dagli
articoli 3 e 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29 e successive modificazioni ed integrazioni,
l’assegnazione di personale a tali uffici e il relativo
trattamento economico, il riordino delle segreterie
particolari dei Sottosegretari di Stato, sono regolati
dall’art. 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29.
2. I regolamenti di cui al suddetto art. 14, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, si
attengono, tra l’altro, ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) attribuzione dei compiti di diretta collaborazione
secondo criteri che consentano l’efficace e funzionale
svolgimento dei compiti di definizione degli obiettivi, di
elaborazione delle politiche pubbliche e di valutazione
della relativa attuazione e delle connesse attivita’ di
comunicazione, nel rispetto del principio di distinzione
tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione;
b) assolvimento dei compiti di supporto per
l’assegnazione e la ripartizione delle risorse ai dirigenti
preposti ai centri di responsabilita’, ai sensi dell’art. 3
del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, anche in
funzione della verifica della gestione effettuata dagli
appositi uffici, nonche’ del compito di promozione e
sviluppo dei sistemi informativi;
c) organizzazione degli uffici preposti al controllo
interno di diretta collaborazione con il Ministro, secondo
le disposizioni del decreto legislativo di riordino e
potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati
dell’attivita’ svolta dalle amministrazioni pubbliche, in
modo da assicurare il corretto ed efficace svolgimento dei
compiti ad essi assegnati dalla legge, anche attraverso la

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