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COMUNICATO: Modalita' e termini per la presentazione di proposte progettuali da finanziare nell'ambito dell'Iniziativa Comunitaria EQUAL. (Avviso 02/01 del 7 maggio 2001) (GU n. 146 del 26-6-2001- Suppl. Ordinario n.166)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

COMUNICATO
Modalita’ e termini per la presentazione di proposte progettuali da
finanziare nell’ambito dell’Iniziativa Comunitaria EQUAL. (Avviso
02/01 del 7 maggio 2001)

Fanno parte integrante e sostanziale del presente Avviso i documenti
di seguito elencati, disponibili sul sito internet
www.iniziativecomunitarie.it e presso gli uffici indicati al
paragrafo 10:
la domanda di ammissione (allegata altresi’ al presente Avviso);
il Formulario di candidatura;
la Guida alla compilazione del Formulario;
la Guida all’Iniziativa Comunitaria EQUAL.
Il presente Avviso fa riferimento diretto alle seguenti fonti
normative:
il Regolamento (CE) N. 1260/1999 del Consiglio del 21.6.99 recante
disposizioni generali sui Fondi strutturali;
il Regolamento (CE) N. 1784/1999 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12.7.99 relativo al Fondo Sociale Europeo;
la Comunicazione della Commissione europea n. C(2000) 853 del
14.4.2000 che stabilisce gli orientamenti dell’Iniziativa Comunitaria
EQUAL, relativa alla cooperazione transnazionale per promuovere nuove
pratiche di lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze di ogni
tipo in relazione al mercato del lavoro;
la Decisione della Commissione C(2001) 43 del 26.03.01 recante
approvazione del programma di iniziativa comunitaria per la lotta
contro le discriminazioni e le disuguaglianze in relazione al mercato
del lavoro (EQUAL) in Italia;
la Deliberazione del 22 giugno 2000 del CIPE, che definisce le
aliquote di cofinanziamento pubblico nazionale per i programmi di
iniziativa comunitaria EQUAL, INTERREG III, LEADER + e URBAN II,
relativi al periodo 2000-2006.

1. OBIETTIVO DELL’INIZIATIVA EQUAL E MISURE DI ATTUAZIONE

1.1
Contesto e obiettivo dell’Iniziativa
La crescente interdipendenza delle economie degli Stati membri ha
portato all’inserimento di un nuovo titolo sull’occupazione nel
Trattato di Amsterdam, che definisce una strategia coordinata per
l’occupazione e adotta orientamenti di cui gli Stati membri tengono
conto nella formulazione delle rispettive politiche occupazionali.
Tale strategia si propone di raggiungere un elevato livello di
occupazione per tutte le categorie presenti sul mercato del lavoro,
sia sviluppando le competenze e l’occupabilita’ di quanti ne sono
attualmente esclusi, sia migliorando le competenze di quanti sono
gia’ attivi, soprattutto nei settori piu’ vulnerabili.
Nel quadro della strategia europea per l’occupazione, EQUAL mira ad
innovare gli approcci e le politiche finalizzati a contrastare il
fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel contesto
del mercato del lavoro, proponendosi come laboratorio per
sperimentazioni su base transnazionale.
Sulla scorta delle esperienze maturate nel contesto delle Iniziative
ADAPT e OCCUPAZIONE, l’innovazione puo’ essere definita con
riferimento a tre categorie ben distinte:
innovazione orientata ai processi, che implica lo sviluppo di nuovi
metodi, approcci o strumenti o il miglioramento / adattamento di
quelli esistenti;
innovazione orientata agli obiettivi, che e’ incentrata sulla
formulazione di nuovi obiettivi e focalizzata sui risultati delle
attivita’, per esempio l’identificazione di nuovi profili formativi,
la promozione di nuovi spazi occupazionali, o l’individuazione di
nuove aree d’intervento;
innovazione orientata al contesto, che si prefigge di sviluppare il
quadro istituzionale e politico nel quale si realizzano le attivita’.
1.2 Assi e misure a livello nazionale
Gli Assi dell’Iniziativa coincidono con i cosiddetti pilastri
attraverso i quali si articola la strategia europea per
l’occupazione:
OCCUPABILITA’;
IMPRENDITORIALITA’;
ADATTABILITA’;
PARI OPPORTUNITA’.
Un quinto Asse, invece, contempla azioni destinate esclusivamente ai
richiedenti asilo.
Con riferimento ai settori tematici descritti nel paragrafo 16 della
Comunicazione istitutiva di EQUAL, nonche’ alle indicazioni della
Commissione europea in materia di richiedenti asilo (paragrafi 19-21
della Comunicazione), le scelte operate a livello nazionale prevedono
l’attivazione delle seguenti Misure:
Misura 1.1: Creare le condizioni per l’inserimento lavorativo dei
soggetti piu’ deboli sul mercato del lavoro.
Misura 1.2: Prevenire l’insorgere di fenomeni di razzismo e
xenofobia.
Misura 2.2: Rafforzare l’economia sociale (terzo settore) nelle
direzioni della sostenibilita’ e della qualita’ delle imprese e dei
servizi.
Misura 3.1: Utilizzare la leva della formazione continua per
combattere le discriminazioni e le disuguaglianze di trattamento nel
mercato del lavoro.
Misura 4.2: Contrastare i meccanismi di segregazione verticale e
orizzontale e promuovere nuove politiche dei tempi.
Misura 5.1: Migliorare la qualita’ dell’accoglienza e promuovere
nuovi approcci formativi dei richiedenti asilo.
Gli ambiti di intervento e gli orientamenti relativi alle azioni
finanziabili a titolo delle suddette Misure sono illustrati nel DOCUP
dell’Iniziativa.
Fermo restando che il quadro tematico di riferimento generale e’
quello delineato nel DOCUP, gli interventi realizzati a livello
geografico (secondo le indicazioni del paragrafo 2.1.1), dovranno
assicurare la migliore coerenza con le priorita’ regionali riportate
nel DOCUP medesimo e nella Guida alla compilazione del Formulario
(cfr. item 3.21 della Guida alla compilazione del Formulario,
contenente ulteriori specifiche relative alle Regioni Piemonte ed
Umbria).

2. SOGGETTI PREPOSTI ALL’ATTUAZIONE DELL’INIZIATIVA

2.1 Partnership di Sviluppo
I soggetti attuatori di EQUAL sono partnership strategiche, definite
partnership di sviluppo, appositamente costituite da una pluralita’
di organismi, con competenze ed esperienze diversificate, per
elaborare e realizzare azioni integrate nell’ambito degli Assi e
delle Misure contemplate dall’Iniziativa.
Le partnership di sviluppo (PS) sono strutturate formalmente ed i
soggetti che le compongono agiscono in una ottica di cooperazione
attiva sin dalle fasi iniziali della progettazione, prestando una
particolare attenzione alla definizione congiunta di obiettivi
comuni, ruoli e responsabilita’.
Le scelte relative alla composizione della partnership saranno
oggetto di esame durante la valutazione delle candidature presentate;
in tale sede si valorizzera’ non tanto la numerosita’ dei partner,
quanto la coerenza del raggruppamento rispetto all’idea progettuale.
Possono partecipare alla costituzione di una PS ed alle successive
attivita’, tutti gli enti, gli organismi e le istituzioni, pubbliche
e private, che operano nei settori tematici oggetto dell’Iniziativa,
come di seguito riportato a titolo esemplificativo:
agenzie di lavoro temporaneo;
amministrazioni pubbliche (ad eccezione di quelle successivamente
segnalate nel presente paragrafo);
associazioni ed enti di volontariato;
cooperative sociali;
imprese e loro consorzi;
parti datoriali e sindacali;
scuole, universita’, enti di ricerca, organismi di formazione;
servizi per l’impiego;
servizi sociali, sanitari ed assistenziali.
Le Amministrazioni centrali dello Stato, le Regioni e le Province
Autonome non possono partecipare ad alcuna PS, sia settoriale che
geografica. Eventuali accordi comunque risultanti dal dossier di
candidatura verranno considerati nulli ad ogni effetto.
Le predette Amministrazioni peraltro, dopo la conclusione dell’Azione
1 ed in ogni caso in posizione esterna alla PS, possono svolgere
attivita’ di supporto ed accompagnamento in favore delle partnership
ammesse all’Azione 2. Tali attivita’ dovranno essere espressamente
previste da apposito protocollo di intesa tra l’Amministrazione
pubblica e la PS interessata.
Al fine di rendere possibile le azioni in favore della popolazione
carceraria, in via d’eccezione, e’ ammessa la partecipazione alle PS,
sin dalla fase di progettazione iniziale finalizzata all’ammissione
all’Azione 1, del Ministero della Giustizia, per gli interventi
rivolti ai detenuti.
2.1.1 Tipologie di partnership di sviluppo
Le PS possono essere create su base geografica, riunendo i soggetti
interessati in un determinato territorio. Si trattera’ in questo caso
di partnership geografiche. La PS geografica e’ costituita su una
base territoriale relativamente limitata. La dimensione dell’area
geografica nella quale si realizza l’intervento non puo’ eccedere
l’ambito subregionale ed in ogni caso deve essere accessibile anche
alle piccole organizzazioni e favorire il coinvolgimento di tutti i
partner nei processi decisionali all’interno della PS.
Le PS possono essere create anche su base settoriale. La PS
settoriale si caratterizza come tale perche’ interviene in un
determinato settore economico, senza riferimenti geografici
predefiniti; rientrano nella categoria “settoriale” anche le azioni
focalizzate su un tema di particolare rilevanza nell’ambito della
lotta alla discriminazione, all’esclusione ed alla diseguaglianza nel
mercato del lavoro ed eventualmente gli interventi a favore di gruppi
specifici tra quelli che subiscono discriminazioni o diseguaglianze
rispetto al mercato del lavoro.
Gli interventi riconducibili alla Misura 1.2 – “Prevenire l’insorgere
di fenomeni di razzismo e xenofobia” ed alla Misura 5 – “Migliorare
la qualita’ dell’accoglienza e promuovere nuovi approcci formativi
per i richiedenti asilo”, potranno essere proposti soltanto dalle PS
settoriali, mentre concorrono a tutte le altre Misure sia le PS
geografiche, sia quelle settoriali, nei limiti delle disponibilita’
finanziarie riportate nell’allegata tabella finanziaria (allegato n.
1).
2.1.2 Partecipazione attiv…

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