Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2001, n.245 Regolam...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2001, n.245 Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'ambiente. (GU n. 148 del 28-6-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 marzo 2001, n. 245
Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione
del Ministro dell’ambiente.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto il regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100;
Visto l’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
Visto l’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero
dell’ambiente e ne ha definito le funzioni;
Vista la legge 3 marzo 1987, n. 59, recante modifiche ed
integrazioni alla legge suddetta;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1987, n.
306, recante il regolamento per l’organizzazione del Ministero
dell’ambiente;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n.
309, recante il regolamento per l’organizzazione del servizio per la
tutela delle acque, la disciplina dei rifiuti, il risanamento del
suolo e la prevenzione dell’inquinamento di natura fisica e del
servizio per l’inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie
a rischio del Ministero dell’ambiente;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 novembre 1991,
n. 438, recante il regolamento per l’organizzazione e il
funzionamento della commissione tecnico-scientifica per la
valutazione dei progetti di protezione e risanamento ambientale del
Ministero dell’ambiente;
Viste le leggi 31 dicembre 1982, n. 979, 28 febbraio 1992, n. 220,
e 24 dicembre 1993, n. 537, nonche’ i relativi decreti
interministeriali attuativi, concernenti, tra l’altro,
l’organizzazione dell’amministrazione statale in materia di difesa
del mare;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1999,
n. 549, recante il regolamento di organizzazione delle strutture di
livello dirigenziale del Ministero dell’ambiente;
Sentite le organizzazioni sindacali;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 14 luglio 2000;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 28 agosto 2000 e
del 6 novembre 2000;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati;
Considerato che il Senato della Repubblica non ha espresso il
proprio parere nel termine prescritto;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 febbraio 2001;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente, di concerto con i
Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
per la funzione pubblica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Uffici di diretta collaborazione 1. Il presente decreto disciplina
l’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione in attesa
dell’attuazione di quanto previsto dal decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300.
2. Gli Uffici di diretta collaborazione esercitano i compiti di
supporto all’organo di direzione politica e di raccordo tra questo e
le altre strutture dell’amministrazione, collaborando alla
definizione degli obiettivi, alla elaborazione delle politiche
pubbliche, alla relativa valutazione ed alle connesse attivita’ di
comunicazione, con particolare riguardo all’analisi di impatto
normativo, all’analisi costi-benefici ed alla congruenza fra
obiettivi e risultati.
3. Sono Uffici di diretta collaborazione:
a) la Segreteria del Ministro;
b) la Segreteria tecnica del Ministro;
c) la Segreteria particolare del Ministro;
d) l’Ufficio di Gabinetto;
e) l’Ufficio legislativo
f) l’Ufficio stampa;
g) il Servizio di controllo interno;
h) le Segreterie dei Sottosegretari di Stato.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’articolo 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali, della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 23 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operata il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Il regio decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100,
recante “Norme sulla costituzione dei gabinetti dei
Ministri e delle segreterie particolari dei Sottosegretari
di Stato” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 luglio
1924, n. 164, e convertito dalla legge 21 marzo 1926, n.
597.
– L’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
“Disciplina dell’attivita’ di governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri” pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento
ordinario e’ il seguente.
“Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentite il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle
norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di “regolamento , sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione p…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info