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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n.258 : Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro delle comunicazioni. (GU n. 153 del 4-7-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n. 258
Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione
all’opera del Ministro delle comunicazioni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
riforma dell’organizzazione del Governo;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, concernente la
razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche
e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, e
successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare gli articoli
3 e 14;
Visto il decreto-legge 1o dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, recante
trasformazione dell’amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni in ente pubblico economico e riorganizzazione del
Ministero;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa ed in particolare gli articoli 12, 13
e 19;
Visto il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
18 aprile 1997, n. 236, approvativo del regolamento concernente
l’istituzione del servizio di controllo interno presso il Ministero
delle poste e delle telecomunicazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, concernente
riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’
svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell’articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150;
Ravvisata l’esigenza di organizzare gli uffici che svolgono compiti
di collaborazione per l’espletamento delle attivita’ indicate
nell’articolo 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 14 luglio 2000;
Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell’adunanza della
sezione consultiva per gli atti normativi del 26 ottobre 2000;
Sentite le organizzazioni sindacali in data 18 settembre 2000;
Sentite le competenti commissioni parlamentari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 febbraio 2001;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001
concernente “Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione del Ministro delle comunicazioni”;
Visti i rilievi formulati dalla Corte dei conti in data 18 aprile
2001;
Considerata l’opportunita’ di accogliere i suddetti rilievi;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 maggio 2001;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
con il Ministro per la funzione pubblica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizioni
1. Nel presente regolamento si intendono per:
a) uffici di diretta collaborazione: gli uffici di diretta
collaborazione con il Ministro delle comunicazioni e con i
Sottosegretari di Stato presso il Ministero delle comunicazioni, ai
sensi dell’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300;
b) Ministro: il Ministro delle comunicazioni;
c) Ministero: il Ministero delle comunicazioni;
d) decreto legislativo n. 29/1993: il decreto legislativo
3 febbraio 1999, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni;
e) Sottosegretari di Stato: i Sottosegretari di Stato presso il
Ministero delle comunicazioni.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’
art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali
della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– L’art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, recante: “Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”,
e’ il seguente:
“4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d’intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell’organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l’amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita’ eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell’organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita’
dirigenziali nell’ambito degli uffici dirigenziali
generali”.
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, reca:
“Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art.
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”.
– L’art. 3 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, recante: “Razionalizzazione dell’organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in
materia di pubblico impiego, a norma dell’art. 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421”, e’ il seguente:
“Art. 3 (Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e
responsabilita). – 1. Gli organi di Governo esercitano le
funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo
gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli
altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e
verificano la rispondenza dei risultati dell’attivita’
amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
Ad essi spettano, in particolare:
a) le decisioni in materia di atti normativi e
l’adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed
applicativo;
b) la definizione di obiettivi, priorita’, piani,
programmi e direttive generali per l’azione amministrativa
e per la gestione;
c) la individuazione delle risorse umane, materiali
ed economico-finanziarie da destinare alle diverse
finalita’ e la loro ripartizione tra gli uffici di livello
dirigenziale generale;
d) la definizione dei criteri generali in materia di
ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe,
canoni e analoghi oneri a carico di terzi,
e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi
attribuiti da specifiche disposizioni;
f) le richieste di pareri alle autorita’
amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato;
g) gli altri atti indicati dal presente decreto.
2. Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e
provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che
impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonche’ la
gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante
autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse
umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili
in via esclusiva dell’attivita’ amministrativa, della
gestione e dei relativi risultati.
3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2
possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera
di specifiche disposizioni legislative.
4. Le amministrazioni pubbliche, i cui orga…

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