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DECRETO 16 maggio 2001, n.293 Regolamento di attuazione della direttiva 96/82/CE, relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. (GU n. 165 del 18-7-2001)

MINISTERO DELL’AMBIENTE

DECRETO 16 maggio 2001, n. 293
Regolamento di attuazione della direttiva 96/82/CE, relativa al
controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con
IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE
e
IL MINISTRO DELLA SANITA’

Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, con il quale
e’ stata recepita la direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre
1996, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose;
Visto in particolare l’articolo 4, comma 3, del citato decreto
legislativo n. 334/1999, che prevede l’emanazione di un regolamento
interministeriale per la definizione degli adattamenti necessari per
applicare la normativa del citato decreto legislativo nei porti
industriali e petroliferi – considerata la peculiarita’ delle
attivita’ portuali – in modo tale da garantire livelli di sicurezza
equivalenti a quelli stabiliti;
Vista la legge 28 gennaio 1994, n. 84, concernente il “Riordino
della legislazione in materia portuale”;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza
della sezione consultiva per gli atti normativi del 26 marzo 2001;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota n. UL/200l/2880 del 2 maggio 2001;

A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Finalita’
1. Il presente regolamento detta la normativa applicabile ai porti
industriali e petroliferi ai fini della prevenzione degli incidenti
rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e ai fini
della limitazione delle loro conseguenze per l’uomo e per l’ambiente,
in adempimento al disposto dell’articolo 4, comma 3, del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334.
2. Restano fermi gli obblighi di cui al decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334, per i gestori degli stabilimenti ubicati nei
porti industriali e petroliferi ed in cui sono presenti sostanze
pericolose in quantita’ uguali o superiori a quelli indicate
nell’allegato I al citato decreto legislativo.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 344,
recante “Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al
controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose” e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 28 settembre 1999, n. 288, supplemento
ordinario.
– La direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre
1996 sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose e’ pubblicato
nella G.U.C.E. serie L n. 10 del 14 gennaio 1997.
– L’art. 4, comma 3, del decreto legislativo n. 344 del
17 agosto 1999, e’ il seguente:
“3. Nei porti industriali e petroliferi si applica la
normativa del presente decreto con gli adattamenti
richiesti dalla peculiarita’ delle attivita’ portuali,
definiti in un regolamento interministeriale da adottarsi
di concerto tra il Ministro dell’ambiente, quello dei
trasporti e della navigazione e quello della sanita’, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. Il regolamento dovra’ garantire livelli di
sicurezza equivalenti a quelli stabiliti, in particolare
specificando le modalita’ del rapporto di sicurezza, del
piano di emergenza e dei sistemi di controllo. Fino alla
data di entrata in vigore del regolamento continuano ad
applicarsi, per i porti industriali e petroliferi, le
normative vigenti in materia di rischi industriali e di
sicurezza.”.
– La legge 28 gennaio 1994, n. 84, recante “Riordino
della legislazione in materia portuale” e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 4 febbraio 1994, n. 28, supplemento
ordinario.
– L’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante “Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n.
214, supplemento ordinario e’ il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.”.
Nota all’art. 1:
– Il comma 3 dell’art. 4 del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334, e’ riportato nelle note alle
premesse.

Art. 2.
Definizioni
1. Ferme restando le definizioni di cui l’articolo 3 del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334, ai fini del presente regolamento,
s’intende per:
a) porto industriale e petrolifero: le aree demaniali marittime a
terra e le altre infrastrutture portuali – individuate nel Piano
regolatore portuale, o delimitate con provvedimento dell’autorita’
competente – nelle quali si effettuano, con la presenza in
quantitativi non inferiori a quelli della colonna 2 dell’allegato I
al citato decreto legislativo n. 334 del 1999, attivita’ di carico,
scarico, trasbordo e deposito di sostanze pericolose, destinate a
stabilimenti industriali, impianti produttivi o depositi, ovvero
dagli stessi inviate al porto per l’imbarco.
b) “autorita’ competente”: l’autorita’ portuale nei porti in cui
essa e’ istituita ai sensi dell’articolo 6 della legge 28 gennaio
1994, n. 84, e l’autorita’ marittima negli altri porti.

Nota all’art. 2:
– L’art. 3 del citato decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334, e’ il seguente:
“Art. 3 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) “stabilimento , tutta l’area sottoposta al
controllo di un gestore, nella quale sono presenti sostanze
pericolose all’interno di uno o piu’ impianti, comprese le
infrastrutture o le attivita’ comuni o connesse;
b) “impianto , un’unita’ tecnica all’interno di uno
stabilimento, in cui sono prodotte, utilizzate, manipolate
o depositate sostanze pericolose. Comprende tutte le
apparecchiature, le strutture, le condotte, i macchinari,
gli utensili, le diramazioni ferroviarie particolari, le
banchine, i pontili che servono l’impianto, i moli, i
magazzini e le strutture analoghe, galleggianti o meno,
necessari per il funzionamento dell’impianto;
c) “deposito , la presenza di una certa quantita’ di
sostanze pericolose a scopo di immagazzinamento, deposito
per custodia in condizioni di sicurezza o stoccaggio;
d) “gestore , la persona fisica o giuridica che
gestisce o detiene lo stabilimento o l’impianto;
e) “sostanze pericolose , le sostanze, miscele o
preparati elencati nell’allegato I, parte 1, o rispondenti
ai criteri fissati nell’allegato I, parte 2, che sono
presenti come materie prime, prodotti, sottoprodotti,
residui o prodotti intermedi, ivi compresi quelli che
possono ragionevolmente ritenersi generati in caso di
incidente;
f) “incidente rilevante , un evento quale
un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande
entita’, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano
durante l’attivita’ di uno stabilimento di cui all’art. 2,
comma 1, e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o
differito, per la salute umana o per l’ambiente,
all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui
intervengano un…

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