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DECRETO LEGISLATIVO 24 maggio 2001, n.299: Attuazione della direttiva ...

DECRETO LEGISLATIVO 24 maggio 2001, n.299: Attuazione della direttiva 96/48/CE relativa all'interoperabilita' del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita'. (GU n. 168 del 21-7-2001)

DECRETO LEGISLATIVO 24 maggio 2001, n. 299
Attuazione della direttiva 96/48/CE relativa all’interoperabilita’
del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
753, recante nuove norme in materia di polizia, sicurezza e
regolarita’ dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di
trasporto;
Vista la legge 17 maggio 1985, n. 210;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, legge
comunitaria 1994;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, legge comunitaria 1998, ed
in particolare gli articoli 1 e 18 recanti delega al Governo a
recepire la direttiva del Consiglio 96/48/CE del 23 luglio 1996
relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario transeuropeo
ad alta velocita’;
Visto l’articolo 131 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Vista la legge 29 dicembre 2000, n. 422, legge comunitaria 2000, ed
in particolare l’articolo 14 recante delega al Governo ad emanare,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della citata legge, un
decreto legislativo per l’attuazione della direttiva del Consiglio
96/48/CE del 23 luglio 1996 relativa all’interoperabilita’ del
sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1998, n.
277, recante norme di attuazione della direttiva comunitaria
91/440/CEE;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n.
146, recante norme di attuazione delle direttive comunitarie 95/18/CE
e 95/19/CE;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 maggio 2001;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e dell’ambiente;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Finalita’ e campo di applicazione
1. Il presente decreto di recepimento della direttiva 96/48/CE del
Consiglio del 23 luglio 1996 stabilisce le condizioni necessarie a
realizzare l’interoperabilita’ del sistema ferroviario nazionale ad
alta velocita’ con il corrispondente sistema ferroviario
transeuropeo, come definito nell’allegato I.
2. Le condizioni di cui al comma 1 riguardano il progetto, la
costruzione, l’adeguamento, la gestione delle infrastrutture e del
materiale rotabile che concorrono al funzionamento del sistema
ferroviario nazionale ad alta velocita’.
3. Le medesime condizioni riguardano altresi’, per ogni
sottosistema, i parametri, i componenti di interoperabilita’, le
interfacce e le procedure, nonche’ la coerenza globale del sistema
ferroviario nazionale ad alta velocita’ necessari per realizzare
l’interoperabilita’.
4. Gli allegati da I a X costituiscono parte integrante del
presente decreto.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La legge 17 maggio 1985, n. 210, reca: “Istituzione
dell’ente “Ferrovie dello Stato “.
– La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca: “Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri”.
– L’art. 14 della succitata legge, cosi’ recita:
“Art. 14 (Decreti legislativi). – 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’art. 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di “decreto legislativo e
con l’indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e’
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita’ di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo’ esercitarla mediante piu’ atti
successivi per uno o piu’ degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e’
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e’ espresso dalle commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.”.
– La legge 6 febbraio 1996, n. 52, reca: “Disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria
1994.”.
– L’art. 47 della succitata legge, cosi’ recita:
“Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per
essere successivamente riassegnati, con decreto del
Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri
interessati sui capitoli destinati al funzionamento dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai citati commi e per l’effettuazione dei controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione temporanea a
titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i
distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.”.
– La legge 5 febbraio 1999, n. 25, reca: “Disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria
1998.”.
– Gli articoli 1 e 18 della succitata legge, cosi’
recitano:
“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comuni-tarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
emanare, entro il termine di un anno dalla data di entrata
in vigore della presente legge, decreti legislativi recanti
le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive
comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del
Ministro competente per il coordinamento delle politiche
comunitarie, e dei Ministri con competenza istituzionale
prevalente per la materia, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e con gli altri Ministri
interessati in relazione all’oggetto della direttiva, se
non proponenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, a seguito di deliberazione preliminare del
Consiglio dei Ministri, sono trasmessi alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di essi
sia espresso, entro sessanta giorni dalla data di
trasmissione, il parere delle commissioni competenti per
materia; decorso tale termine i decreti sono emanati anche
in mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto
per il parere delle commissioni scada nei trenta giorni che
precedono la scadenza dei termini previsti al comma 1 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi da essa fissati, il Governo puo’ emanare, con la
procedura indicata nei commi 2 e 3, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del comma 1.”.
“Art. 18 (Interoperabilita’ del sistema ferroviario
transeuropeo ad alta velocita’: criteri di delega). – 1.
L’attuazione della direttiva 96/48/CE del Consiglio, del
23 luglio 1996, relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario transeuropeo ad alta velocita’, sara’ informata
ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) stabilire le condizioni riguardanti il progetto,
la costruzione, l’assetto e la gestione delle
infrastrutture e del materiale rotabile relativi alle linee
ferroviarie italiane, nuove ed esistenti, inserite nella
rete transeuropea ad alta velocita’, affinche’ ne sia
garantita l’interconnessione e l’interoperabilita’ con il
sistema europeo ad alta velocita’, anche quale condizione
ai fini dell’accesso alla rete ferroviaria nazionale da
parte delle ferrovie comunitarie; per dette linee deve
essere fatta salva la coerenza dell’insieme della rete
ferroviaria esistente sul territorio nazionale, nonche’ la
validita’ economica delle disposizioni da adottare;
b) indicare gli eventuali casi particolari e le
procedure per le richieste di deroga alle specifiche
tecniche di interoperabilita’ (STI);
c) prevedere che nei documenti generali o nei
capitolati di oneri propri di ogni appalto siano incluse le
specifiche tecniche di interoperabilita’;
d) prevedere che possano essere autorizzati ad
espletare le procedure di valutazione della conformita’ e
dell’idoneita’ all’impiego dei componenti di
interoperabilita’, o la procedura di verifica “CE dei
sottosistemi, uno o piu’ organismi, aventi almeno i
requisiti minimi previsti dall’allegato VII della direttiva
96/48/CE.”.
– La direttiva 96/48/CE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita’ europee L235 del 17 settembre
1996.
– La legge 23 dicembre 2000, n. 388, reca:
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”.
L’art. 131 della succitata legge, cosi’ recita:
“Art. 131 (Disposizioni in materia di trasporto
ferroviario e di applicazione della normativa vigente in
materia di appalti ferroviari). – 1. Al fine di garantire
il contenimento delle tariffe e il risanamento finanziario
delle attivita’ di trasporto ferroviario, il Ministro dei
trasporti e della navigazione puo’ rilasciare titoli
autorizzatori ai soggetti in possesso dei requisiti
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica
16 marzo 1999, n. 146, anche in deroga a quanto disposto
dagli articoli 1, comma 1, lettera a), e 3, comma 1,
lettera a), del medesimo decreto, a condizione di
reciprocita’ qualora si tratti di imprese aventi sede
all’estero o loro controllate; puo’ altresi’ autorizzare la
societa’ Ferrovie dello Stato S.p.a., e le aziende in
concessione ad effettuare operazioni in leasing per
l’approvvigionamento d’uso di materiale rotabile. Gli
articoli 14 e 18 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992,
n. 359, si applicano per la parte concernente
l’infrastruttura ferroviaria e cessano di applicarsi al
trasporto ferroviario. La societa’ Ferrovie dello Stato
S.p.a. delibera le conseguenti modifiche statutarie.
2. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, fatto
comunque salvo quanto disposto dall’art. 1, comma 2, ultimo
periodo, del decreto-legge 7 dicembre 1993, n. 505,
convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 78, e successive
modificazioni, ai lavori di costruzione di cui all’art. 2,
lettera h), della legge 17 maggio 1985, n. 210, come
modificata dall’art. 1 del decreto-legge 24 gennaio 1991,
n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo
1991, n. 98, non ancora iniziati alla data di entrata in
vigore della presente legge, i cui corrispettivi ancorche’
determinabili non siano stati ancora definiti, e alle
connesse opere di competenza della societa’ Ferrovie dello
Stato S.p.a., si applica, in conformita’ alla vigente
normativa dell’Unione europea, la disciplina di cui alle
leggi 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni,
e 18 novembre 1998, n. 415, nonche’ al decreto legislativo
11 marzo 1995, n. 158, e successive modificazioni. Sono
revocate le concessioni per la parte concernente i lavori
di cui al presente comma rilasciate alla TAV S.p.a.
dall’ente Ferrovie dello Stato il 7 agosto 1991 e il
16 marzo 1992, ivi comprese le successive modificazioni e
integrazioni, ad eccezione di quelli per i quali sia stata
applicata o sia applicabile la predetta normativa di cui
alle leggi n. 109 del 1994, e successive modificazioni, e
n. 415 del 1998, e al decreto legislativo n. 158 del 1995,
e successive modificazioni. La societa’ Ferrovie dello
Stato S.p.a. provvede, direttamente o a mezzo della TAV
S.p.a., all’accertamento e al rimborso, anche in deroga
alla normativa vigente, degli oneri relativi alle attivita’
preliminari ai lavori di costruzione, oggetto della revoca
predetta, nei limiti dei costi effettivamente sostenuti
alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Al fine di garantire la sollecita conclusione dei
lavori relativi alla tratta ferroviaria ad alta capacita’
Torino-Milano approvati nella conferenza di servizi
tenutasi il 14 luglio 2000 ed il contenimento dei costi di
realizzazione, anche in relazione alle esigenze connesse
allo svolgimento delle Olimpiadi invernali del 2006, il
Ministro dei trasporti e della navigazione entro i quindici
giorni successivi alla data di entrata in vigore della
presente legge istituisce l’Osservatorio permanente per il
monitoraggio dei lavori relativi alla medesima tratta
ferroviaria, composto da sei componenti, di cui uno
nominato dal Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e cinque nominati dal Ministro dei
trasporti e della navigazione e designati, rispettivamente,
dal Ministro medesimo, dal presidente della regione
Lombardia, dal presidente della regione Piemonte, dalla TAV
S.p.a. e dal General Contractor affidatario della
progettazione esecutiva e dei lavori di costruzione. Ai
componenti non spetta alcun compenso. I servizi di
segreteria dell’osservatorio sono assicurati dal Ministero
dei trasporti e della navigazione nell’ambito delle
ordinarie dotazioni organiche e finanziarie. Ai lavori di
cui al presente comma non si applicano le disposizioni del
comma 2.
4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, in relazione alle convenzioni stipulate tra
le aziende ferroviarie in concessione ed in gestione
commissariale governativa e i soggetti esecutori, per la
realizzazione degli interventi di ammodernamento e
potenziamento finanziati con la legge 22 dicembre 1986, n.
910, non possono essere sottoscritti atti integrativi se
non relativi a progetti esecutivi gia’ approvati a tale
data. A decorrere dalla medesima data possono essere
autorizzate ed approvate solo perizie di variante in corso
d’opera secondo quanto previsto dall’art. 25 della legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. Per
le opere da finanziare con le risorse che si rendono
disponibili per effetto del primo e del secondo comma sono
revocate le concessioni e le aziende procederanno ad
espletare gare d’appalto per l’affidamento dei lavori
secondo la normativa vigente.
5. Tutte le operazioni di ristrutturazione della
societa’ Ferrovie dello Stato S.p.a. effettuate a decorrere
dal 1o gennaio 2000, in esecuzione delle direttive
comunitarie 91/440/CEE, 95/18/CE e 95/19/CE, cosi’ come
recepite dal decreto del Presidente della Repubblica
8 luglio 1998, n. 277, e successive modificazioni, e dal
decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n.
146, nonche’ della direttiva del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 18 marzo 1999, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 113 del 17 maggio 1999, sono effettuate in
regime di neutralita’ fiscale e pertanto escluse da ogni
imposta e tassa. Gli eventuali maggiori valori realizzati o
iscritti, in conseguenza delle predette operazioni, nei
bilanci delle societa’ interessate non sono riconosciuti ai
fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive.”.
– La legge 29 dicembre 2000, n. 422, reca:
“Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee –
legge comunitaria 2000”.
– L’art. 14 della succitata legge, cosi’ recita:
“Art. 14 (Attuazione della direttiva 96/48/CE, relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario transeuropeo
ad alta velocita). – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, un decreto legislativo per l’attuazione
della direttiva 96/48/CE del Consiglio, del 23 luglio 1996,
di cui all’art. 1, comma 1, della legge 5 febbraio 1999, n.
25, secondo i principi e i criteri direttivi di cui
all’art. 18 della citata legge n. 25 del 1999, coordinando
e adeguando l’ordinamento interno in materia di trasporto
ferroviario anche in base ai principi e ai criteri
desumibili dalla stessa direttiva 96/48/CE, nonche’ dalle
direttive 91/440/CEE, 95/18/CE e 95/19/CE.”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio
1998, n. 277, reca: “Regolamento recante norme di
attuazione della direttiva 91/440/CEE relativa allo
sviluppo delle ferrovie comunitarie.”.
– La direttiva 91/440/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea, legge n. 237 del
24 agosto 1991.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo
1999, n. 146, reca: “Regolamento recante norme di
attuazione della direttiva 95/18/CE, relativa alle licenze
delle imprese ferroviarie, e della direttiva 95/19/CE,
relativa alla ripartizione delle capacita’ di
infrastruttura ferroviaria e alla riscossione dei diritti
per l’utilizzo dell’infrastruttura”.
– La direttiva 95/18/CE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea, legge n. 143 del 27
giugno 1995.
– La direttiva 95/19/CE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Comunita’ europea, legge n. 143 del 27
giugno 1995.
Nota all’art. 1:
– Per gli estremi della direttiva 96/48/CE, si veda
nelle note alle premesse.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) Direttiva: la direttiva 96/48/CE del Consiglio del 23 luglio
1996, relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario
transeuropeo ad alta velocita’;
b) Sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’: il sistema
ferroviario di cui all’allegato I, costituito dalle infrastrutture
ferroviarie che comprendono le linee e gli impianti fissi, della rete
transeuropea di trasporto, costruite o modificate per essere percorse
ad alta velocita’ ed i materiali rotabili che, con tale modalita’,
utilizzano dette infrastrutture;
c) Interoperabilita’: la capacita’ del sistema ferroviario
transeuropeo ad alta velocita’ di consentire la circolazione sicura e
senza soluzione di continuita’ di treni ad alta velocita’ fornendo
prestazioni coerenti con l’insieme delle condizioni regolamentari,
tecniche e operative che devono essere soddisfatte per ottemperare ai
requisiti essenziali;
d) Sottosistemi: il sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’ e’ suddiviso, ai sensi dell’allegato II, in sottosistemi di
natura strutturale o funzionale che devono possedere i requisiti di
cui all’allegato III;
e) Componenti di interoperabilita’: qualsiasi componente
elementare, gruppo di componenti, sottoinsieme o insieme completo di
materiali, incorporati o destinati ad essere incorporati in un
sottosistema da cui dipende direttamente o indirettamente
l’interoperabilita’ del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’;
f) Requisiti essenziali: l’insieme delle condizioni prescritte
nell’allegato III che devono essere soddisfatte dal sistema
ferroviario transeuropeo ad alta velocita’, dai relativi sottosistemi
e componenti di interoperabilita’;
g) Specifica europea: una specifica tecnica comune,
un’omologazione tecnica europea o una norma nazionale che recepisce
una norma europea, quali definite dall’articolo 1, punti da 8 a 12,
della direttiva 93/38/CEE;
h) Specifiche tecniche di interoperabilita’, in appresso
denominate “STI”: le specifiche di cui e’ oggetto ciascun
sottosistema al fine di soddisfare i requisiti essenziali, definendo
relazioni funzionali reciproche necessarie tra i sottosistemi del
sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’ e assicurando la
coerenza di quest’ultimo. Tali specifiche sono elaborate, ai sensi
degli articoli 5 e 6 della direttiva 96/48/CE, dall’organismo comune
rappresentativo, su mandato della Commissione. In mancanza delle
predette STI si fa riferimento alla vigente normativa nazionale;
i) Organismo comune rappresentativo: l’organismo comune composto
dai rappresentanti dei gestori dell’infrastruttura, delle aziende
ferroviarie e dell’industria, incaricato dalla Commissione di
elaborare le STI;
j) Organismi notificati: gli organismi abilitati a valutare la
conformita’ o l’idoneita’ all’impiego dei componenti di
interoperabilita’ o a istruire la procedura di verifica CE dei
sottosistemi;
k) Sistema ferroviario nazionale ad alta velocita’: la parte del
sistema ferroviario europeo ad alta velocita’ costituita dalle
infrastrutture definite nell’allegato I, sezione 3, punto 3.8 della
Decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
23 luglio 1996, e dai materiali rotabili che utilizzano dette
infrastrutture ad alta velocita’. Nel territorio nazionale il sistema
ferroviario ad alta velocita’ coincide con il sistema ferroviario ad
alta capacita’;
l) Gestore dell’infrastruttura: il soggetto indicato agli
articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio
1998, n. 277, e di cui al decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 31 ottobre 2000;
m) Amministrazione compenente: l’amministrazione che esercita le
competenze ai sensi dell’articolo 1, comma 9, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, e del capo IX del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300;
n) Ente aggiudicatore: ogni soggetto, gestore di un sottosistema,
tenuto al rilascio della dichiarazione di verifica CE di cui
all’allegato V del presente decreto, previo espletamento della
relativa procedura effettuata dall’organismo notificato al quale la
stessa e’ stata aggiudicata o comunque, affidata dal predetto
soggetto.

Note all’art. 2:
– Per gli estremi della direttiva 96/48/CE, si veda
nelle note alle premesse.
– La direttiva 93/38/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita’ europee L199 del 9 agosto 1993.
– La decisione n. 1692/96/CE e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee L228 del
9 settembre 1996.
L’allegato 1 della succitata decisione contiene gli
schemi delle reti illustrati con carte.
Gli articoli 3 e 4 del citato decreto del Presidente
della Repubblica 8 luglio 1998, n. 277, cosi’ recitano:
“Art. 3 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
regolamento si intende per:
a) “impresa ferroviaria , qualsiasi impresa privata o
pubblica la cui attivita’ principale consiste
nell’espletamento di servizi di trasporto di merci o di
persone per ferrovia e che garantisce obbligatoriamente la
trazione;
b) “gestore dell’infrastruttura , qualsiasi ente
pubblico o impresa incaricati prevalentemente della
costruzione e della manutenzione di una infrastruttura
ferroviaria, nonche’ della gestione dei sistemi di
controllo e di sicurezza connessi alla circolazione dei
convogli;
c) “infrastruttura ferroviaria , quella definita
nell’allegato 1, parte A, del regolamento (CEE) 2598/70
della commissione del 18 dicembre 1970, individuante il
contenuto delle voci degli schemi per la contabilita’
dell’allegato I del regolamento (CEE) n. 1108/70 del
Consiglio del 4 giugno 1970, ad eccezione dell’ultimo
alinea che, ai soli fini del presente regolamento, si
limita alla formulazione “Edifici adibiti al servizio delle
infrastrutture ;
d) “associazione internazionale , l’associazione
comprendente almeno due imprese ferroviarie stabilite in
due o piu’ Stati dell’Unione europea che ha lo scopo di
fornire prestazioni di trasporto internazionale tra Stati
membri;
e) “linea ferroviaria , l’infrastruttura che collega
due localita’;
f) “traccia oraria , il tempo di utilizzo
dell’infrastruttura ferroviaria necessario a far viaggiare
un convoglio tra due localita’.”.
“Art. 4 (Gestore dell’infrastruttura ferroviaria). – 1.
Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria e’ soggetto
autonomo ed indipendente rispetto alle imprese operanti nel
settore dei trasporti.
2. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria e’
responsabile del controllo della circolazione dei convogli,
della manutenzione e del rinnovo che la gestione
dell’infrastruttura ferroviaria comporta sul piano tecnico,
commerciale e finanziario.
3. Quando l’attivita’ di gestore dell’infrastruttura
ferroviaria e’ svolta da un soggetto che sia titolare anche
di un’impresa ferroviaria l’attivita’ stessa deve essere
espletata attraverso una struttura aziendale autonoma e
distinta, sotto il profilo contabile, dalle altre strutture
destinate allo svolgimento delle attivita’ espletate in
qualita’ di impresa ferroviaria e di servizi.
4. I criteri per la separazione contabile delle
attivita’ indicate al comma 3, sono stabiliti dal
regolamento (CEE) n. 1108/70. Le modalita’ applicative dei
criteri sono definite dal gestore dell’infrastruttura
ferroviaria ed approvate con decreto del Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica di
concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione,
da emanare entro tre mesi dalla data di pubblicazione del
presente regolamento.
5. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, in
coincidenza con l’approvazione del proprio bilancio,
trasmette al Ministero dei trasporti e della navigazione
copia del bilancio consuntivo relativo alla gestione
dell’infrastruttura ferroviaria.”.
– La legge 24 dicembre 1993, n. 537, reca: “Interventi
correttivi di finanza pubblica”.
L’art. 1, comma 9, della succitata legge, cosi’ recita:
“Art. 1 (Organizzazione della pubblica
amministrazione). – (Omissis).
9. E’ istituito il Ministero dei trasporti e della
navigazione, al quale sono trasferiti funzioni, uffici,
personale e risorse finanziarie dei soppressi Ministeri,
fatto salvo quanto disposto dal comma 10.”.
– Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, reca:
“Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art.
11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”.
– Il capo IX del succitato decreto legislativo, reca:
“Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.

Art. 3.
Specifiche tecniche di interoperabilita’
1. Il sistema ferroviario nazionale ad alta velocita’ e’ suddiviso
in sottosistemi di natura strutturale e funzionale, come definiti
nell’allegato II.
2. Per ogni sottosistema e’ applicata la relativa STI qualora
emessa.
3. La conformita’ di ogni sottosistema alla relativa STI e’
costantemente garantita nel corso dell’utilizzazione di ciascun
sottosistema, nel rispetto delle prescrizioni adottate dal Gestore
dell’infrastruttura.

Art. 4.
Casi di deroga dall’applicazione delle STI
1. L’amministrazione competente su proposta del gestore
dell’infrastruttura, nel rispetto degli standard di sicurezza, puo’
comunicare alla commissione l’intenzione di deroga dall’applicazione
delle STI, incluse quelle relative al materiale rotabile, nei casi e
nelle condizioni di cui alle seguenti lettere:
a) per un progetto di nuova linea o di adeguamento di una linea
esistente ai fini dell’alta velocita’ che e’ in una fase avanzata di
sviluppo alla data di pubblicazione delle STI;
b) per un progetto di adeguamento di una linea esistente ai fini
dell’alta velocita’, quando la sagoma, lo scartamento o l’interasse
dei binari di tale linea hanno valori diversi da quelli esistenti
sulla maggior parte della rete ferroviaria europea e quando tale
linea non costituisce una connessione diretta con la rete ad alta
velocita’ di un altro Stato membro, che fa parte della rete
transeuropea ad alta velocita’;
c) per un progetto di adeguamento di una linea esistente ai fini
dell’alta velocita’, quando l’applicazione delle STI compromette
l’efficacia economica del progetto.
2. La proposta e’ corredata di un fascicolo contenente
l’indicazione delle STI o delle parti di esse che non s’intende
applicare e di una relazione contenente lo stato di avanzamento del
progetto, le motivazioni di ordine tecnico, amministrativo o
economico che giustificano la deroga richiesta, nonche’ le
disposizioni da adottare nella realizzazione del progetto per
agevolare l’interoperabilita’ e le misure transitorie atte a
garantire una compatibilita’ di gestione.
3. L’amministrazione competente, previa valutazione della proposta
del gestore dell’infrastruttura, la trasmette alla commissione,
allegando il fascicolo e la documentazione prodotta dallo stesso
Gestore.
4. L’amministrazione competente comunica agli interessati le
deroghe autorizzate dalla Commissione.

Art. 5.
Componenti d’interoperabilita’
1. Per la realizzazione dei sottosistemi relativi al sistema
nazionale ferroviario ad alta velocita’ sono utilizzati
esclusivamente componenti d’interoperabilita’ aventi i requisiti di
cui all’allegato III.
2. La conformita’ dei componenti d’interoperabilita’ di cui
all’allegato IV ai requisiti previsti dall’allegato III deve essere
attestata dalla dichiarazione CE di conformita’ o di idoneita’
all’impiego.
3. La conformita’ di un componente d’interoperabilita’ ai requisiti
di cui all’allegato III applicabili e’ stabilita con riferimento alle
pertinenti specifiche europee.
4. In mancanza di specifiche europee, l’Amministrazione competente
comunica agli altri Stati membri e alla Commissione le norme e le
specifiche tecniche vigenti applicate per soddisfare i requisiti
essenziali.
5. Il fabbricante o il suo mandatario redige la dichiarazione CE di
conformita’ o di idoneita’ all’impiego di un componente di
interoperabilita’ secondo le disposizioni di cui all’allegato IV.
6. Ai fini della dichiarazione di cui al comma 5, la valutazione di
conformita’ o di idoneita’ all’impiego e’ effettuata da un organismo
notificato.
7. Se i componenti d’interoperabilita’ sono oggetto di altre
direttive comunitarie concernenti altri aspetti, la dichiarazione CE
di conformita’ o di idoneita’ all’impiego indica che i componenti
d’interoperabilita’ rispondono anche ai requisiti ivi previsti.
8. Gli obblighi di cui ai commi 5 e 7, qualora non assolti dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunita’, sono a
carico di chiunque immette sul mercato componenti di
interoperabilita’ o assembla i medesimi componenti o parti degli
stessi di diversa origine, o produce componenti per uso proprio.
9. I componenti di interoperabilita’ muniti della dichiarazione CE
di conformita’ o di idoneita’ all’impiego sono sottoposti a
interventi di verifica e manutenzione da parte degli utilizzatori
atti a garantire nel tempo il mantenimento dei requisiti essenziali,
nel rispetto delle disposizioni e prescrizioni adottate dal Gestore
dell’infrastruttura.
10. Non e’ consentita l’immissione nel mercato dei componenti di
interoperabilita’ privi di idonea dichiarazione CE di conformita’ o
di idoneita’ all’impiego, ne’ la loro utilizzazione in modo difforme
dalla loro destinazione. Chiunque viola le disposizioni di cui al
presente comma e’ assoggettato alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma non inferiore a lire trenta milioni e non
superiore a lire centottanta milioni. Sono fatte salve le sanzioni
penali eventualmente applicabili.
11. L’amministrazione competente svolge l’attivita’ di vigilanza
rivolta alla verifica dell’osservanza delle disposizioni di cui al
comma 8.
12. Se, nel corso dell’attivita’ di vigilanza, viene rilevato che
un componente di interoperabilita’, pur munito della dichiarazione CE
di conformita’ o di idoneita’ all’impiego, immesso sul mercato e
utilizzato conformemente alla sua destinazione rischia di
compromettere il soddisfacimento dei requisiti essenziali o,
comunque, le disposizioni del presente decreto, l’Amministrazione
competente, anche su segnalazione del Gestore dell’infrastruttura,
adotta tutte le misure opportune per limitarne il campo di
applicazione ovvero per vietarne l’impiego o per ritirarlo dal
mercato, dandone notizia al gestore dell’infrastruttura. Quando il
Gestore dell’infrastruttura rileva le carenze di cui al presente
comma, ne informa immediatamente l’amministrazione competente
adottando le misure urgenti necessarie per evitare l’impiego del
componente in questione, relativamente al sottosistema in cui e’
inserito.
13. I provvedimenti di cui al comma 12 sono opportunamente motivati
e comunicati ai fabbricanti o ai loro mandatari stabiliti nella
Comunita’, che sono tenuti a sostenere tutte le spese conseguenti ai
medesimi provvedimenti.
14. L’amministrazione competente informa immediatamente la
Commissione delle misure adottate, esponendo i motivi della decisione
e precisando in particolare se la non conformita’ che rischia di
compromettere il soddisfacimento dei requisiti essenziali, deriva da
una inosservanza dei requisiti essenziali, da una non corretta
applicazione delle specifiche europee, a condizione che sia invocata
l’applicazione di queste specifiche, oppure da una carenza delle
specifiche europee.
15. Qualora risulti che determinate specifiche europee non
soddisfano i requisiti essenziali, l’Amministrazione competente
richiede alla Commissione il ritiro parziale o totale di tali
specifiche dalle pubblicazioni in cui sono iscritte, o la loro
modifica.
16. L’organismo notificato che effettua una valutazione di
conformita’ positiva per un componente di interoperabilita’,
risultato non conforme all’atto dei successivi accertamenti svolti
dal Gestore dell’infrastruttura o dall’Amministrazione competente, e’
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
non inferiore a lire trenta milioni e non superiore a lire
centottanta milioni. Sono fatte salve le sanzioni penali
eventualmente applicabili.
17. Il soggetto che ha rilasciato una dichiarazione CE di
conformita’ per un componente di interoperabilita’ risultato non
conforme agli accertamenti comunque disposti dal Gestore
dell’infrastruttura o dall’Amministrazione componente, e’ tenuto a
ripristinare la conformita’ del componente. Nel caso non sia
possibile ripristinare la conformita’, o il soggetto interessato non
vi provveda, la medesima amministrazione o il gestore
dell’infrastruttura adottano le misure opportune per evitare
l’utilizzazione del componente.

Art. 6.
Sottosistemi
1. Per la realizzazione del sistema nazionale ferroviario ad alta
velocita’ il gestore dell’infrastruttura autorizza l’apertura al
pubblico servizio o l’immissione in esercizio esclusivamente dei
sottosistemi strutturali che soddisfano i requisiti essenziali
previsti dall’allegato III al presente decreto.
2. Sono considerati interoperabili e conformi ai requisiti
essenziali ad essi applicabili i sottosistemi di natura strutturale
costitutivi del sistema ferroviario ad alta velocita’, muniti della
dichiarazione di verifica CE.
3. La verifica dell’interoperabilita’, nel rispetto dei requisiti
essenziali, di un sottosistema di natura strutturale costitutivo del
sistema ferroviario ad alta velocita’, e’ effettuata con riferimento
alle STI, qualora esistenti.
4. In mancanza di STI, l’amministrazione competente comunica agli
altri Stati membri e alla commissione le norme vigenti e le
specifiche tecniche applicate per soddisfare i requisiti essenziali.
5. E’ fatto obbligo agli enti che realizzano il sistema nazionale
ferroviario ad alta velocita’ di inserire nei documenti generali o
nei capitolati di oneri propri di ogni appalto il riferimento alle
STI applicate.
6. Sono competenti a istruire la procedura di verifica CE ai fini
della relativa dichiarazione di cui al precedente comma gli organismi
di cui all’articolo 7.
7. Le dichiarazioni di verifica CE di ogni sottosistema strutturale
sono emesse dagli enti che realizzano il sistema nazionale
ferroviario ad alta velocita’.
8. La dichiarazione di verifica CE dell’interoperabilita’ e’
allegata alla documentazione tecnica raccolta dall’organismo
notificato incaricato di istruire la procedura di verifica.
9. L’ente aggiudicatore che richiede a un organismo notificato di
istruire la procedura di verifica CE di un sottosistema strutturale
mette a disposizione dello stesso organismo la documentazione tecnica
necessaria relativa alle caratteristiche del sottosistema, come
individuata dall’allegato VI al presente decreto. Tale documentazione
contiene anche gli elementi relativi alle condizioni e ai limiti di
utilizzazione, ai piani di manutenzione, di sorveglianza continua o
periodica, di regolazione e riparazione.
10. Ai fini della procedura di verifica CE l’organismo notificato,
su incarico dell’ente aggiudicatore, inizia la propria attivita’
nella fase di progettazione e la prosegue per tutto il periodo della
costruzione e fino alla fase di certificazione precedente l’entrata
in servizio del sottosistema.
11. L’amministrazione competente, in caso di segnalazione da parte
degli enti aggiudicatori che le STI non soddisfano completamente i
requisiti essenziali, interpella il Comitato previsto all’articolo 21
della direttiva.
12. Se il gestore dell’infrastruttura constata che un sottosistema
non soddisfa interamente le disposizioni di cui al presente decreto,
fatta salva l’applicazione di quanto disposto dall’articolo 5, commi
10 e seguenti, richiede l’esecuzione di verifiche supplementari con
spese a carico del costruttore.
13. Nell’ipotesi che siano richieste le verifiche supplementari di
cui al comma 12, ne viene data immediata comunicazione alla
commissione.
14. Se, nel corso dell’attivita’ di vigilanza, viene rilevato che
un sottosistema di interoperabilita’, munito della dichiarazione di
verifica CE, immesso nel mercato e utilizzato conformemente alla sua
destinazione non soddisfa i requisiti essenziali o, comunque, le
disposizioni del presente decreto, l’amministrazione competente
adotta le misure opportune per limitarne il campo di applicazione
ovvero per vietarne l’impiego o per ritirarlo dal mercato, con spese
a carico dei fabbricanti o dei loro mandatari stabiliti nella
Comunita’. Quando il gestore dell’infrastruttura rileva le carenze di
cui al presente comma, ne informa immediatamente l’Amministrazione
competente adottando le misure urgenti necessarie per evitare
l’impiego del sottosistema.

Art. 7.
Organismi notificati
1. Gli organismi che intendono essere notificati dallo Stato
italiano in uno o piu’ settori dell’interoperabilita’, ai fini dello
svolgimento delle valutazioni di cui agli articoli 5 e 6, devono
dimostrare il possesso dei requisiti di cui all’allegato VII del
presente decreto e la qualificazione dei laboratori dei quali
intendono avvalersi e dei quali devono garantire la piena idoneita’ e
rispondenza ai requisiti anche mediante la riconduzione alla propria
diretta responsabilita’ dei provvedimenti organizzativi e gestionali
e mediante la direzione e vigilanza del personale ivi operante.
2. La domanda per il riconoscimento ai fini della notifica e’
presentata, secondo lo schema di cui all’allegato VIII,
all’amministrazione competente che puo’ richiedere per una sola volta
la documentazione integrativa necessaria entro trenta giorni dal
ricevimento della domanda. I termini del procedimento restano sospesi
fino al ricevimento della documentazione richiesta.
3. Ai fini del riconoscimento dell’Organismo notificato,
l’amministrazione competente provvede all’istruttoria per la verifica
dei requisiti previsti dall’allegato VII. Per tale verifica e’
preventivamente condotta l’analisi della documentazione prevista
dall’allegato VIII; qualora la stessa risulti completa e conforme e’
disposta almeno una successiva verifica ispettiva estesa anche ai
laboratori di prova di cui l’organismo dichiara di avvalersi.
4. La verifica ispettiva presso la sede dell’organismo candidato
accerta l’esistenza dei requisiti minimi previsti dall’allegato VII,
nonche’ l’attuazione della struttura organizzativa e l’adozione di
adeguate procedure di funzionamento correlate agli stessi requisiti.
La verifica ispettiva inoltre accerta l’adozione da parte
dell’organismo delle procedure di qualificazione dei laboratori
preposti alle prove, in conformita’ alle norme della serie UNI EN
45000 e successive modificazioni o integrazioni.
5. I laboratori dei quali l’Organismo dichiara di avvalersi, per
eseguire le prove in campo ferroviario rientranti nei settori di cui
all’allegato IX, dispongono di personale, attrezzature e competenze
specifiche indicate nell’allegato X. Per le prove rientranti in
settori diversi da quelli di cui all’allegato IX, i laboratori
dispongono di personale, attrezzature e competenze specifiche in
conformita’ alle norme della serie UNI EN 45000 e successive
modificazioni o integrazioni.
6. Per i laboratori preposti alle prove dei sottosistemi che
richiedono interventi sulle linee ferroviarie e sui rotabili sono
definite, previa approvazione del gestore dell’infrastruttura,
dall’organismo che ha dichiarato di avvalersi degli stessi, le
procedure necessarie a garantire la sicurezza delle prove e del
personale. In tal caso l’Organismo dispone di personale abilitato
alla protezione dei cantieri di lavoro.
7. Il grado di approfondimento della verifica ispettiva tiene conto
dell’eventuale accreditamento dell’Organismo in conformita’ alle
norme applicabili della serie UNI EN 45000 e successive modificazioni
o integrazioni, relative alle organizzazioni preposte alle attivita’
di certificazione e ispezione.
8. L’esito della verifica e’ motivatamente comunicato al
richiedente entro il termine di centoventi giorni dalla ricezione
della domanda, fermo restando quanto disposto dal comma 2.
9. In caso di esito positivo della verifica di cui al presente
articolo, l’amministrazione competente notifica, senza indugio, alla
Commissione e agli altri Stati membri l’organismo abilitato,
indicandone le attivita’ e i settori di interoperabilita’ di
competenza.

Art. 8.
Rinnovo
1. Il riconoscimento ai fini della notifica ha durata quinquennale
ed e’ rinnovato a richiesta dell’organismo interessato.
2. Ai fini del rinnovo, l’organismo deve presentare
all’amministrazione competente, con almeno sei mesi di anticipo
rispetto alla data di scadenza, la relativa domanda in conformita’
all’articolo 7.
3. La domanda di rinnovo segue l’iter previsto per il primo
riconoscimento, concludendosi con il rilascio di un nuovo
provvedimento di riconoscimento, qualora sussistano le condizioni
richieste, ovvero con il diniego in caso di esito negativo.

Art. 9.
Attivita’ di vigilanza
1. L’amministrazione competente vigila sulle attivita’ degli
organismi notificati ai sensi del presente decreto, adottando idonei
provvedimenti ispettivi, di propria iniziativa ovvero su richiesta
dei soggetti gestori dei sottosistemi o utilizzatori dei componenti,
anche mediante verifiche a campione delle certificazioni rilasciate.
A tal fine gli organismi notificati comunicano ogni anno
all’Amministrazione medesima le certificazioni emesse, allegando i
rapporti sulle prove effettuate dai laboratori.
2. L’Amministrazione competente dispone, con periodicita’ almeno
annuale per ciascun soggetto, visite di vigilanza presso gli
organismi riconosciuti al fine di verificare la sussistenza dei
requisiti previsti e la regolarita’ delle operazioni svolte.

Art. 10.
Sospensione e revoca
1. Il riconoscimento e’ sospeso per un periodo da uno a sei mesi
quando sono accertate gravi o ripetute irregolarita’ da parte
dell’Organismo nell’attivita’ di valutazione o verifica o nei
rapporti con i fabbricanti o con gli enti aggiudicatori ovvero
qualora dall’attivita’ di vigilanza emerga il venire meno dei
requisiti prescritti.
2. Decorso il termine di cui al comma 1, il provvedimento di
sospensione e’ ritirato a seguito dell’accertata rimozione delle
irregolarita’ o carenze.
3. Il riconoscimento e’ revocato nel caso in cui l’Organismo non
ottempera, con le modalita’ e i tempi indicati, a quanto stabilito
nel provvedimento di sospensione.
4. I provvedimenti relativi alla sospensione e revoca sono
comunicati all’Organismo, alla Commissione e agli altri Stati membri.
5. Nel caso in cui l’Organismo, del quale e’ accertato il mancato
soddisfacimento di uno o piu’ requisiti, sia stato notificato da un
altro Stato membro, l’amministrazione competente ne informa il
comitato di supporto alla commissione costituito dai rappresentanti
degli Stati membri.

Art. 11.
Disposizioni finanziarie
1. Le spese relative alle istruttorie finalizzate al riconoscimento
degli organismi, di cui all’articolo 7, al rinnovo di cui
all’articolo 8, nonche’ alle attivita’ di vigilanza sugli organismi
medesimi, di cui all’articolo 9, sono a carico degli organismi, non
pubblici, sulla base del costo effettivo del servizio reso.
2. Con uno o piu’ decreti del Ministro competente, di concerto con
il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, sono determinate, ed aggiornate ogni tre
anni, le tariffe per le attivita’ di cui al comma 1 e le relative
modalita’ di versamento.

Art. 12.
Disposizioni transitorie e finali
1. In sede di prima attuazione del presente decreto e al fine di
favorire il completamento del processo di liberalizzazione di cui ai
decreti del Presidente della Repubblica 8 luglio 1998, n. 277, e
16 marzo 1999, n. 146, e all’articolo 131 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, e la conseguente possibilita’ per una pluralita’ di
soggetti di dotarsi dei requisiti previsti dall’articolo 7 e dagli
allegati in esso richiamati, in attesa della riforma del Ministero
dei trasporti e della navigazione prevista dal capo IX del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, anche al fine di garantire la
sicurezza ferroviaria, le funzioni di organismo notificato possono
essere svolte da organismi tecnici che risultino dotati di comprovata
e qualificata esperienza, idonee competenze e adeguata organizzazione
in materia ferroviaria, ovvero che abbiano esercitato le funzioni e i
poteri pubblicistici gia’ attribuiti da norme di legge o di
regolamento nella medesima materia, e che dimostrino il possesso dei
requisiti richiesti, con particolare riferimento alla prescritta
terzieta’ e imparzialita’ delle funzioni esercitate, anche mediante
la costituzione di apposita societa’ partecipata da istituti
universitari pubblici, specializzati in materia, e aperta alla
partecipazione di altri soggetti, purche’ questi ultimi risultino in
posizione minoritaria.
2. In attesa dell’adozione delle STI, la valutazione della
conformita’ alle specifiche tecniche e di idoneita’ all’impiego per i
componenti interoperabili e la verifica di conformita’ alle
disposizioni vigenti di un sottosistema interoperabile sono svolte
dal gestore dell’infrastruttura nazionale o da apposita societa’ da
esso partecipata, sulla base delle norme o specifiche tecniche di cui
al comma 3.
3. Al gestore dell’infrastruttura nazionale che, ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 16 marzo 1999, n. 146, e del
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 31 ottobre
2000, e’ responsabile dell’emanazione delle disposizioni normative di
attuazione delle norme e degli standard di sicurezza della
circolazione treni e dell’esercizio ferroviario, nonche’
dell’emissione delle prescrizioni, della messa in esercizio
dell’infrastruttura nazionale e del rilascio del certificato di
sicurezza, compete altresi’ di autorizzare l’apertura al pubblico
esercizio delle linee e dei singoli impianti del sistema ferroviario
italiano ad alta velocita’, predeterminandone ed effettuandone le
relative verifiche e prove funzionali. Esso puo’ anche disporre
l’immissione in esercizio parziale per ciascun sottosistema.
4. La verifica che un componente o un sottosistema soddisfi gli
ulteriori requisiti di sicurezza, non specificati nelle STI, e’
svolta sulla base delle vigenti norme nazionali in materia.
5. In relazione agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei
trasporti per ferrovia previsti dal regolamento CEE n. 1191/69 del
Consiglio 26 giugno 1969 e in conformita’ all’articolo 5 della
direttiva del Consiglio del 29 luglio 1991, n. 91/440/CEE, relativo
alla disciplina delle modalita’ della fornitura e commercializzazione
dei servizi, la disposizione di cui all’articolo 10, comma 1-bis, del
decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, si applica anche
per l’anno 2000 e la disposizione di cui all’articolo 43, comma 1,
della legge 23 dicembre 1998, n. 448, si applica anche per gli anni
1999 e 2000, secondo la quantificazione di lire 6.052.3 miliardi e di
lire 5.575,1 miliardi, rispettivamente, per i servizi previsti dal
contratto di servizio e dal contratto di programma relativi ai
medesimi anni.
6. All’articolo 1, comma 2, della legge 29 gennaio 1994, n. 78,
dopo le parole “Ferrovie dello Stato S.p.a.” sono inserite le
seguenti: “ovvero alle societa’ derivanti dalla sua scissione”.

Note all’art. 12:
– Per gli estremi del decreto del Presidente della
Repubblica 8 luglio 1998, n. 277, si veda nelle note alle
premesse.
– Per gli estremi del decreto del Presidente della
Repubblica 16 marzo 1999, n. 146, si veda nelle note alle
premesse.
– Per l’art. 131 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
si veda nelle note alle premesse.
– Per il titolo del capo IX del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300, si veda nelle note all’art. 2.
– Il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 31 ottobre 2000, reca: “Differimento dei
termini del pagamento delle tasse automobilistiche sui
rimorchi adibiti al trasporto di cose.”
– Il regolamento CEE n. 1191/69, e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee L 156 del
28 giugno 1969.
– Per gli estremi della direttiva 91/440/CEE, si veda
nelle note alle premesse.
– L’art. 5 della succitata direttiva, cosi’ recita:
“Art. 5. – 1. Gli Stati membri adottano le misure
necessarie per permettere alle imprese ferroviarie di
adattare le loro attivita’ al mercato e di gestirle sotto
la responsabilita’ dei loro organi direttivi, per fornire
prestazioni efficaci e adeguate con la minor spesa
possibile in rapporto alla qualita’ del servizio richiesto.
Le imprese ferroviarie devono essere gestite secondo i
principi validi per le societa’ commerciali, anche per
quanto riguarda gli obblighi di servizio pubblico imposti
dallo Stato all’impresa e i contratti di servizio pubblico
conclusi dalla medesima con le autorita’ competenti dello
Stato membro.
2. Le imprese ferroviarie definiscono i loro programmi
di attivita’, compresi i piani di investimento e di
finanziamento. Detti programmi mirano al raggiungimento
dell’equilibrio finanziario delle imprese e alla
realizzazione degli altri obiettivi in materia di gestione
tecnica, commerciale e finanziaria; essi devono inoltre
prevedere i mezzi che permettono la realizzazione di tali
obiettivi.
3. Nell’ambito degli orientamenti di politica generale
adottati dallo Stato e in considerazione dei piani o
contratti nazionali, eventualmente pluriennali, compresi i
piani di investimento e di finanziamento, le imprese
ferroviarie sono in particolare libere di:
costituire con una o piu’ imprese ferroviarie diverse
un’associazione internazionale;
stabilire la propria organizzazione interna, fatte
salve le disposizioni della sezione III;
disciplinare le modalita’ della fornitura e della
commercializzazione dei servizi e stabilirne la
tariffazione, fatto salvo il regolamento (CEE) n. 1191/69
del Consiglio, del 26 giugno 1969, relativo all’azione
degli Stati membri in materia di obblighi inerenti alle
nozione di servizio pubblico nel settore dei trasporti per
ferrovia, su strada e per via navigabile;
prendere le decisioni concernenti il personale, la
gestione patrimoniale e gli acquisti propri;
sviluppare la loro quota di mercato, elaborare nuove
tecnologie, creare nuovi servizi e adottare tecniche di
gestione innovative;
avviare nuove attivita’ in settori associati
all’attivita’ ferroviaria.”.
– Il decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
1998, n. 30, reca: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo
del settore dei trasporti e l’incremento dell’occupazione”.
– L’art. 10, comma 1-bis, del succitato decreto-legge,
cosi’ recita:
“Art. 10 (Interventi vari). – Omissis.
1-bis. In attesa della stipula, in applicazione dei
principi comunitari in materia, degli atti relativi agli
atti di programma e di servizio pubblico per gli anni 1997
e 1998, il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e’ autorizzato a corrispondere
alla societa’ Ferrovie dello Stato S.p.a., alle singole
scadenze, le somme allo scopo iscritte nei bilanci 1997 e
1998.”.
– La legge 23 dicembre 1998, n. 448, reca: “Misure di
finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”.
– L’art. 43, comma 1, della succitata legge, cosi’
recita:
“Art. 43 (Ferrovie dello Stato S.p.a.). – 1.
L’ammontare delle somme da corrispondere, ai sensi dei
regolamenti (CEE) n. 1191/69 del Consiglio, del 26 giugno
1969, n. 1107/70 del Consiglio, del 4 giugno 1970 e n.
1893/91 del Consiglio, del 20 giugno 1991, alla societa’
Ferrovie dello Stato S.p.a. negli anni dal 1994 al 1998
inclusi, per l’effettuazione dei servizi di trasporto
viaggiatori e per gli obblighi di servizio, previsti dal
contratto di servizio pubblico e dal contratto di
programma, e’ accertato in via definitiva, senza dare luogo
a conguagli, in misura pari a quella complessivamente
prevista in via preventiva dal bilancio dello Stato per gli
stessi anni e per gli stessi contratti, ed e’ articolato
nel modo seguente:
a) 2.550, 2.757,850, 2.802,5, 2.770,541, 2.924,3
miliardi di lire, rispettivamente negli anni dal 1994 al
1998 inclusi, per il contratto di servizio pubblico;
b) 3.691, 3.478,950, 3.411,450, 756,359, 3.275,7
miliardi di lire, rispettivamente negli anni dal 1994 al
1998 inclusi, per il contratto di programma.”.
– La legge 29 gennaio 1994, n. 78, reca: “Conversione
in legge del decreto-legge 7 dicembre 1993, n. 505, recante
garanzia dello Stato su obbligazioni assunte da societa’
controllate da enti a partecipazione pubblica trasformati
in societa’ per azioni”.
– Il testo vigente dell’art. 1, comma 2, del succitato
decreto-legge, cosi’ come modificato dal presente decreto,
recita:
“Art. 1. – (Omissis).
2. Il Ministero del tesoro e’ altresi’ autorizzato a
garantire l’I.R.I. S.p.a. e l’ENI S.p.a., per le
fideiussioni rilasciate o da rilasciare a favore della TAV
Treno Alta Velocita’ S.p.a., per il puntuale e corretto
adempimento da parte dei consorzi, dei quali facciano parte
anche aziende controllate dall’I.R.I. e dall’ENI affidatari
degli interventi relativi al sistema “Alta velocita’ , di
tutte le obbligazioni a loro carico secondo le previsioni
delle relative convenzioni ed atti integrativi. La garanzia
cessera’ di avere efficacia a seguito del collaudo finale
delle opere realizzate in base a dette convenzioni ed atti
integrativi. Il Ministero del tesoro garantisce inoltre
l’adempimento degli obblighi derivanti alle Ferrovie dello
Stato S.p.a. ovvero alle societa’ derivanti dalla sua
scissione nei confronti della TAV S.p.a., in relazione alla
concessione, realizzazione e gestione del sistema “Alta
velocita’ .”.

Art. 13.
Norma di salvaguardia
1. Dal presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri ne’
minori entrate a carico del bilancio dello Stato.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 24 maggio 2001
CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Mattioli, Ministro per le politiche
comunitarie
Bersani, Ministro dei trasporti e della
navigazione
Dini, Ministro degli affari esteri
Fassino, Ministro della giustizia
Visco, Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica
Bordon, Ministro dell’ambiente
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegato I
(previsto dall’art. 1, comma 1)
IL SISTEMA FERROVIARIO TRANSEUROPEO AD ALTA VELOCITA’
1. Le infrastrutture
a) Le infrastrutture del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’ sono le infrastrutture delle linee della rete transeuropea
dei trasporti individuate nell’ambito degli orientamenti di cui
all’art. 129 C del trattato:
che sono specialmente costruite per essere percorse ad alta
velocita’;
che sono specialmente adattate per essere percorse ad alta
velocita’.
Esse possono comprendere linee di collegamento e di raccordo. in
particolare giunzioni di linee nuove o modificate per l’alta
velocita’ con le stazioni del centro delle citta’, per le quali le
velocita’ devono tener conto delle condizioni locali.
b) Le linee ad alta velocita’ comprendono:
le linee specialmente costruite per l’alta velocita’ attrezzate
per velocita’ generalmente pari o superiore a 250 km/h;
le linee specialmente adattate per l’alta velocita’ attrezzate
per velocita’ dell’ordine di 200 km/h;
le linee specialmente adattate per l’alta velocita’ aventi
carattere specifico a motivo di vincoli topografici, di rilievo e di
ambiente urbano la cui velocita’ deve essere adeguata caso per caso.
2. Materiale rotabile
I treni ad alta velocita’ di tecnologia avanzata devono essere
progettati per garantire una circolazione sicura e senza soluzione di
continuita’:
ad una velocita’ di almeno 250 km/h sulle linee specialmente
costruite per l’alta velocita’ pur permettendo, in appropriate
circostanze, di raggiungere velocita’ superiori a 300 km/h;
ad una velocita’ dell’ordine di 200 km/h sulle linee esistenti
specialmente adattate;
alla velocita’ massima possibile sulle altre linee.
3. Coerenza delle infrastrutture e del materiale rotabile
I servizi di treni ad alta velocita’ presuppongono l’esistenza di
una perfetta coerenza tra le caratteristiche infrastrutturali e
quelle del materiale rotabile. Da questa coerenza dipendono il
livello delle prestazioni, la sicurezza, la qualita’ dei servizi e il
loro costo.

Allegato II
(previsto dall’art. 2, comma 1, lettera d)
SOTTOSISTEMI
1. Il sistema ferroviario ad alta velocita’ e’ suddiviso in
sottosistemi corrispondenti a:
1.1 settori di natura strutturale:
infrastrutture
energia
controllo comando e segnalamento
materiale rotabile;
1.2 settori di natura essenzialmente funzionale:
manutenzione
ambiente
esercizio
utenti
2. Per ciascuno dei sottosistemi, l’elenco degli aspetti connessi
all’interoperabilita’ e’ individuato dall’organismo comune
rappresentativo nell’ambito dell’elaborazione delle STI.
3. Sono considerati parametri di base per la realizzazione
dell’interoperabilita’ i seguenti elementi:
PARAMETRI DI BASE
Sagoma minima delle infrastrutture
Raggi minimi di curvature
Scartamento delle rotaie
Sforzi massimi sul binario
Lunghezza minima dei marciapiedi
Altezza dei marciapiedi
Tensione di alimentazione
Geometria delle linee elettriche di trazione
Caratteristiche dell’ERTMS (European Rail Traffic Management
System)
Carico sull’asse
Lunghezza massima dei treni
Sagoma del materiale rotabile
Caratteristiche minime di frenatura
Caratteristiche elettriche limite del materiale rotabile
Caratteristiche meccaniche limite del materiale rotabile
Caratteristiche della gestione legate alla sicurezza dei treni
Caratteristiche limite legate al rumore esterno
Caratteristiche limite legate alle vibrazioni esterne
Caratteristiche limite legate alle perturbazioni
elettromagnetiche esterne
Caratteristiche limite legate al rumore interno
Caratteristiche limite legate al sistema di aria condizionata
Caratteristiche legate al trasporto delle persone disabili

Allegato III
(previsto dall’art. 2, comma 1, lettera d)
REQUISITI ESSENZIALI
1. Requisiti di portata generale
1.1 Sicurezza
1.1.1 La progettazione, la costruzione o la fabbricazione, la
manutenzione e la sorveglianza dei componenti critici per la
sicurezza e, piu’ in particolare, degli elementi che partecipano alla
circolazione dei treni devono garantire la sicurezza ad un livello
corrispondente agli obiettivi fissati sulla rete, anche in situazioni
specifiche di degrado.
1.1.2 I parametri legati al contatto ruota – rotaia devono
rispettare i criteri di stabilita’ di passaggio necessari per
garantire una circolazione in piena sicurezza alla velocita’ massima
autorizzata.
1.1.3 I componenti adoperati devono resistere alle sollecitazioni
normali o eccezionali specificate per tutta la loro durata di
esercizio. Il mancato funzionamento accidentale deve essere limitato
nelle sue conseguenze per la sicurezza mediante opportuni mezzi.
1.1.4 La progettazione degli impianti fissi e del materiale
rotabile nonche’ la scelta dei materiali utilizzati devono essere
fatti allo scopo di limitare la produzione, la propagazione e gli
effetti del fuoco e dei fumi in caso di incendio.
1.1.5 I dispositivi destinati ad essere manovrati dagli utenti
devono essere progettati in modo da non compromettere la sicurezza di
questi ultimi in caso di uso prevedibile non conforrne alle
istruzioni indicate.
1.2 Affidabilita’ e disponibilita’
La sorveglianza e la manutenzione degli elementi fissi o mobili
che partecipano alla circolazione dei treni devono essere
organizzate, effettuate e quantificate in modo da mantenerne la
funzione nelle condizioni previste.
1.3 Salute
1.3.1 I materiali che, quando utilizzati, potrebbero mettere in
pericolo la salute delle persone che vi hanno accesso non devono
essere utilizzati nei treni e nelle infrastrutture ferroviarie.
1.3.2 La scelta, l’impiego e l’utilizzazione di questi materiali
devono aver luogo in modo da limitare l’emissione di fumi o di gas
nocivi e pericolosi, soprattutto in caso di incendio.
1.4 Tutela dell’ambiente
1.4.1 Le conseguenze per l’ambiente legate alla realizzazione e
alla gestione del sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’
devono essere valutate e considerate al momento della progettazione
del sistema secondo le disposizioni comunitarie vigenti.
1.4.2 I materiali utilizzati nei treni e nelle infrastrutture
devono evitare l’emissione di fumi o di gas nocivi e pericolosi per
l’ambiente, soprattutto in caso di incendio.
1.4.3 Il materiale rotabile e i sistemi di alimentazione di
energia devono essere progettati e realizzati per essere compatibili,
in materia elettromagnetica, con gli impianti, le apparecchiature e
le reti pubbliche a private con cui rischiano di interferire.
1.5 Compatibilita’ tecnica
Le caratteristiche tecniche delle infrastrutture e degli impianti
fissi devono essere compatibili tra loro e con quelle dei treni
destinati a circolare sul sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’.
Qualora l’osservanza di queste caratteristiche risulti difficile
in determinate parti della rete, si potrebbero applicare soluzioni
temporanee che garantiscano la compatibilita’ in futuro.
2. Requisiti particolari di ogni sottosistema
2.1 Infrastrutture
2.1.1 Sicurezza
Si devono prendere disposizioni adeguate per evitare l’accesso o
le intrusioni indesiderate negli impianti delle linee di percorso ad
alta velocita’.
Si devono prendere disposizioni per limitare i pericoli per le
persone, in particolare al momento del passaggio nelle stazioni dei
treni che circolano ad alta velocita’.
Le infrastrutture cui il pubblico ha accesso devono essere
progettate e realizzate in modo da limitare i rischi per la sicurezza
delle persone (stabilita’, incendio, accesso, evacuazione,
marciapiedi ecc.).
Si devono prendere disposizioni adeguate per tener conto delle
condizioni particolari di sicurezza nelle lunghe gallerie.
2.2 Energia
2.2.1.Sicurezza
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia non
deve compromettere la sicurezza dei treni ad alta velocita’ ne’
quella delle persone (utenti, personale operativo, residenti lungo la
strada ferrata e terzi).
2.2.2 Tutela dell’ambiente
Il funzionamento degli impianti di alimentazione di energia non
deve perturbare l’ambiente oltre limiti specificati.
2.2.3 Compatibilita’ tecnica
I sistemi di alimentazione di energia elettrica utilizzati nel
sistema ferroviario transeuropeo ad alta velocita’ devono:
permettere ai treni di realizzare le prestazioni specificate;
essere compatibili con i dispositivi di captazione installati
sui treni.
2.3 Controllo – comando e segnalamento
2.3.1 Sicurezza
Gli impianti e le operazioni di controllo – comando e
segnalamento utilizzati nel sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’ devono consentire una circolazione dei treni che presenti
il livello di sicurezza corrispondente agli obiettivi stabiliti sulla
rete.
2.3.2 Compatibilita’ tecnica
Ogni nuova infrastruttura ad alta velocita’ e qualsiasi nuovo
materiale rotabile ad alta velocita’, costruiti o sviluppati dopo
l’adozione di sistemi di controllo comando e segnalamento
compatibili, devono essere adattati all’uso di questi sistemi.
Le apparecchiature di controllo – comando e segnalamento
installate nei posti di condotta dei treni devono permettere un
funzionamento normale, in condizioni specificate, sul sistema
ferroviario transeuropeo ad alta velocita’.
2.4 Materiale rotabile
2.4.1 Sicurezza
Le strutture del materiale rotabile e dei collegamenti fra i
veicoli devono essere progettate in modo da proteggere gli spazi per
i viaggiatori e quelli di condotta in caso di collisione o
deragliamento.
Le attrezzature elettriche non devono compromettere la sicurezza
operativa degli impianti di controllo – comando e segnalamento.
Le tecniche di frenatura e gli sforzi esercitati devono essere
compatibili con la progettazione dei binari, delle opere di
ingegneria e dei sistemi di segnalamento.
Si devono prendere disposizioni in materia di accesso ai
componenti sotto tensione per non mettere a repentaglio la sicurezza
delle persone.
In caso di pericolo, dei dispositivi devono permettere ai
passeggeri di segnalare il pericolo al macchinista e al personale di
scorta di mettersi in contatto con quest’ultimo.
Le porte di accesso devono essere munite di un sistema di
chiusura e di apertura che garantisca la sicurezza dei passeggeri.
Si devono prevedere uscite di emergenza con relativa
segnalazione.
I treni devono rispettare adeguati limiti di emissione sonora.
Si devono prevedere disposizioni adeguate per tener conto delle
condizioni particolari di sicurezza nelle lunghe gallerie.
E’ obbligatorio a bordo dei treni un sistema di illuminazione di
emergenza, di intensita’ e autonomia sufficienti.
I treni devono essere attrezzati di un sistema di sonorizzazione
che consenta la trasmissione di messaggi ai passeggeri da parte del
personale viaggiante e del personale di controllo a terra.
2.4.2 Affidabilita’ e disponibilita’
La progettazione delle apparecchiature vitali, di circolazione,
di trazione e di frenatura nonche’ di controllo – comando deve
permettere, in situazioni degradate specifiche, la continuazione del
funzionamento del treno senza conseguenze nefaste per le
apparecchiature che restano in servizio.
2.4.3 Compatibilita’ tecnica
Le apparecchiature elettriche devono essere compatibili con il
funzionamento degli impianti di controllo – comando e segnalamento.
Le caratteristiche dei dispositivi di captazione di corrente
devono permettere la circolazione dei treni con i sistemi di
alimentazione di energia del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’.
Le caratteristiche del materiale rotabile devono permetterne la
circolazione su tutte le linee su cui e’ prevista.
2.5 Manutenzione
2.5.1 Salute
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri di
manutenzione non devono portare pregiudizio alla salute delle
persone.
2.5.2 Tutela dell’ambiente
Gli impianti tecnici e i processi utilizzati nei centri di
manutenzione non devono superare i livelli ammissibili di effetti
nocivi per l’ambiente circostante.
2.5.3 Compatibilita’ tecnica
Gli impianti di manutenzione destinati ai treni ad alta velocita’
devono consentire lo svolgimento delle operazioni di sicurezza,
igiene e comfort su tutti i treni per i quali sono stati progettati.
2.6 Ambiente
2.6.1 Salute
La gestione del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’ deve rispettate i livelli regolamentari in materia di
inquinamento sonoro.
2.6.2 Tutela dell’ambiente
La gestione del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’ non deve provocare nel terreno un livello inammissibile di
vibrazioni dannose per le attivita’ e l’ambiente attraversato, nelle
vicinanze dell’infrastruttura e in stato normale di manutenzione.
2.7 Esercizio
2.7.1 Sicurezza
L’uniformazione delle regole di esercizio delle reti e delle
qualifiche del personale di macchina e del personale viaggiante
devono garantire un esercizio internazionale sicuro.
Le operazioni e la periodicita’ della manutenzione, la formazione
e la qualifica del personale di manutenzione e il sistema di garanzia
qualita’ introdotti dagli operatori interessati nei centri di
manutenzione devono garantire un elevato livello di sicurezza.
2.7.2 Affidabilita’ e disponibilita’
Le operazioni e la periodicita’ della manutenzione, la formazione
e la qualifica del personale di manutenzione e il sistema di garanzia
qualita’ introdotti dagli operatori interessati nei centri di
manutenzione devono garantire un elevato livello di affidabilita’ e
di disponibilita’ del sistema.
2.7.3 Compatibilita’ tecnica
L’uniformazione delle norme di esercizio delle reti nonche’ delle
qualifiche dei macchinisti, del personale viaggiante e di quello
preposto alla gestione della circolazione devono garantire un
esercizio efficiente del sistema ferroviario transeuropeo ad alta
velocita’.

Allegato IV
(previsto dall’art. 5, comma 2)
COMPONENTI DI INTEROPERABILITA’
Dichiarazione “CE”:
di conformita’
di idoneita’ all’impiego
1. Componenti di interoperabilita’.
La dichiarazione “CE” si applica ai componenti di
interoperabilita’ che servono all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario transeuropeo ad alta velocita’. Tali componenti di
interoperabilita’ possono essere:
1.1. Componenti comuni
Sono i componenti non tipici del sistema ferroviario che possono
essere utilizzati come tali in altri settori.
1.2. Componenti comuni con caratteristiche specifiche
Sono i componenti non tipici come tali del sistema ferroviario ma
che devono offrire prestazioni specifiche se utilizzati nel settore
ferroviario.
1.3 Componenti specifici
Sono i componenti tipici di applicazioni ferroviarie.
2. Campo di applicazione
La dichiarazione “CE” concerne:
la valutazione da parte di uno o piu’ organismi notificati
della conformita’ intrinseca di un componente di interoperabilita’,
considerato separatamente, alle specifiche tecniche che deve
rispettare;
la valutazione, ovvero l’apprezzamento da parte di uno o piu’
organismi notificati dell’idoneita’ all’impiego di un componente
d’interoperabilita’, considerato nel suo ambiente ferroviario, in
particolare quando sono in causa delle interfacce, rispetto alle
specifiche tecniche a carattere funzionale che devono essere
verificate. Le procedure di valutazione effettuate dagli organismi
notificati nelle fasi di progettazione e produzione si richiamano ai
moduli definiti nella decisione 93/465/CEE secondo le modalita’
indicate nelle STI.
3. Contenuto della dichiarazione “CE”
La dichiarazione “CE” di conformita’ o di idoneita’ all’impiego e
i documenti di accompagnamento devono essere datati e firmati.
Tale dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua delle
istruzioni per l’uso e comprendere i seguenti elementi:
riferimenti della direttiva;
nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito
nella comunita’ (indicare la ragione sociale e l’indirizzo completo e
nel caso del mandatario indicare anche la ragione sociale del
fabbricante o costruttore;
descrizione del componente d’interoperabilita’ (marchio, tipo,
ecc.);
indicazione della procedura seguita per dichiarare la
conformita’ o l’idoneita’ all’impiego (art. 13 della direttiva);
ogni descrizione pertinente cui risponde il componente di
interoperabilita’, in particolare le condizioni di impiego;
nome e indirizzo dello/degli organismi notificati intervenuti
nella procedura seguita per la conformita’ o l’idoneita’ all’impiego
e data del certificato di esame con, eventualmente, la durata e le
condizioni di validita’ del certificato;
se del caso, il riferimento delle specifiche europee;
identificazione del firmatario abilitato ad impegnare il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella comunita’.

Nota all’allegato IV:
– La decisione 93/465/CEE e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita’ europee L 220 del 30 agosto 1993.

Allegato V
(previsto dall’art. 2, comma 1, lettera n)
SOTTOSISTEMI
Dichiarazione “CE” di verifica
La dichiarazione “CE” di verifica e i documenti di
accompagnamento devono essere datati e firmati.
La dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua della
documentazione tecnica e comprendere gli elementi seguenti:
riferimenti della direttiva;
nome e indirizzo dell’ente aggiudicatore o del suo mandatario
stabilito nella comunita’ (indicare la ragione sociale e l’indirizzo
completo e nel caso del mandatario indicare anche la ragione sociale
dell’ente aggiudicatore);
breve descrizione del sottosistema;
nome e indirizzo dell’organismo notificato che ha effettuato la
verifica “CE”;
i riferimenti dei documenti contenuti nella documentazione
tecnica;
ogni disposizione pertinente, provvisoria o definitiva, cui
deve rispondere il sottosistema, in particolare, ove necessario, le
limitazioni o condizioni di esercizio;
se provvisoria: durata di validita’ della dichiarazione “CE”;
identificazione del firmatario.

Allegato VI
(previsto dall’art. 6, comma 9)
SOTTOSISTEMI
Verifica “CE”
1. La verifica “CE” e’ la procedura mediante la quale un
organismo notificato verifica e attesta, su richiesta dell’ente
aggiudicatore o del suo mandatario nella comunita’ che un
sottosistema e’:
conforme alle disposizioni della direttiva;
conforme alle altre disposizioni regolamentari che si applicano
nel rispetto del trattato e che puo’ essere messo in servizio.
2. La verifica del sottosistema comprende le tappe seguenti:
progettazione esecutiva;
fabbricazione del sottosistema, compresi in particolare
l’esecuzione dei lavori di genio civile, il montaggio dei componenti,
la regolazione del tutto;
prove del sottosistema terminato.
3. L’organismo notificato responsabile della verifica “CE”
stabilisce l’attestato di conformita’ destinato all’ente
aggiudicatore o al suo mandatario stabilito nella comunita’ che a sua
volta redige la dichiarazione “CE” di verifica destinata
all’autorita’ di tutela dello Stato membro nel quale il sottosistema
e’ installato e/o gestito.
4. La documentazione tecnica che accompagna la dichiarazione di
verifica deve essere costituita come segue:
per le infrastrutture: piani di esecuzione delle opere, verbali
di collaudo dei lavori di scavo e di armatura, rapporti di prove e
controllo delle parti in calcestruzzo;
per gli altri sottosistemi: progettazioni di dettaglio conformi
all’esecuzione, schemi degli impianti elettrici e idraulici, schemi
dei circuiti di comando, descrizione dei sistemi informatici e degli
automatismi, istruzioni operative e di manutenzione, ecc.;
elenco dei componenti d’interoperabilita’ incorporati nel
sottosistema;
copie delle dichiarazioni “CE” di conformita’ o di idoneita’
all’impiego di cui i detti componenti devono essere muniti,
accompagnati ove necessario dalle corrispondenti note di calcolo e da
una copia dei verbali delle prove e degli esami effettuati da
organismi notificati sulla base delle specifiche tecniche comuni;
attestazione dell’organismo notificato incaricato della
verifica “CE” che certifichi la conformita’ del sottosistema alla
relativa STI, accompagnata dalle corrispondenti note di calcolo da
esso vistate e in cui sono precisate, ove necessario, le riserve
formulate durante l’esecuzione dei lavori che non sono state sciolte
nonche’ accompagnata dai rapporti di ispezione e audit effettuati
nell’ambito della sua missione, come precisato ai successivi punti
5.3 e 5.4.
5. Sorveglianza
5.1 L’obiettivo della sorveglianza “CE” e’ quello di garantire
che durante la realizzazione del sottosistema siano soddisfatti gli
obblighi derivanti dalla documentazione tecnica.
5.2 L’organismo notificato incaricato di verificare la
realizzazione deve avere accesso in permanenza ai cantieri, alle
officine di fabbricazione, alle zone di deposito e, ove necessario
agli impianti, di prefabbricazione e di prova e, piu’ in generale, a
tutti i luoghi eventualmente ritenuti necessari per l’espletamento
della sua missione. L’ente aggiudicatore o il suo mandatario
stabilito nella Comunita’ deve consegnargli o fargli pervenire ogni
documento utile a tale effetto, in particolare i piani di esecuzione
delle opere e la documentazione tecnica relativa al sottosistema.
5.3 L’organismo notificato per verificare la realizzazione del
sottosistema effettua periodicamente degli “audit”, fornisce in tale
occasione un rapporto di audit ai professionisti preposti alla
realizzazione e puo’ esigere di essere convocato durante certe fasi
del cantiere.
5.4 L’organismo notificato puo’ inoltre effettuare visite senza
preavviso sul cantiere o nelle officine di fabbricazione. Durante
tali visite, l’organismo notificato puo’ procedere a “audit” completi
o parziali e fornisce un rapporto della visita nonche’ eventualmente
un rapporto di audit ai professionisti preposti alla realizzazione.
6. La documentazione completa di cui al punto 4 e’ depositata a
sostegno dell’attestazione di conformita’ rilasciata dall’organismo
notificato incaricato della verifica del sottosistema, presso l’ente
aggiudicatore o il suo mandatario stabilito nella comunita’. La
documentazione e’ unita alla dichiarazione “CE” di verifica che
l’ente aggiudicatore invia al gestore dell’infrastruttura.
7. Una copia della documentazione e’ conservata dal gestore
dell’infrastruttura per tutta la durata di esercizio del sottosistema
ed e’ comunicata, dietro richiesta, agli alti Stati membri.
Ogni organismo notificato pubblica periodicamente le informazioni
pertinenti concernenti:
le domande di verifica “CE” ricevute;
le attestazioni di conformita’ rilasciate;
le attestazioni di conformita’ rifiutate.
8. La documentazione e la corrispondenza relativa alle procedure
di verifica “CE” sono redatte in una lingua ufficiale dello Stato
membro dove e’ stabilito l’ente aggiudicatore o il suo mandatario
nella comunita’ oppure in una lingua accettata da quest’ultimo.

Allegato VII
(previsto dall’art. 7, comma 1)
CRITERI MINIMI CHE GLI ORGANISMI DEVONO
POSSEDERE PER ESSERE NOTIFICATI
1. L’organismo, il suo direttore e il personale incaricato di
eseguire le operazioni di verifica non possono intervenire ne’
direttamente ne’ come mandatari nella progettazione, fabbricazione,
costruzione, commercializzazione o manutenzione dei componenti di
interoperabilita’ o dei sottosistemi ne’ nell’esercizio. Cio’ non
esclude la possibilita’ di uno scambio di informazioni tecniche tra
il fabbricante o il costruttore e l’organismo.
2. L’organismo e il personale preposto al controllo devono
eseguire l’operazione di verifica con la massima integrita’
professionale e la massima competenza tecnica e devono essere esenti
da ogni pressione e sollecitazione, in particolare a carattere
finanziario, atta a influenzare il loro giudizio o i risultati del
loro controllo, in particolare quelle provenienti da persone o
associazioni di persone interessate ai risultati delle verifiche. Il
personale dell’organismo preposto al coordinamento tecnico delle
attivita’ di verifica possiede un’esperienza attestata di almeno
dieci anni nei settori tecnici ferroviari per i quali l’organismo ha
richiesto di essere notificato.
3. L’organismo deve disporre del personale e dei mezzi necessari
per espletare in modo adeguato i compiti tecnici e amministrativi
legati all’esecuzione delle verifiche, esso deve anche avere accesso
al materiale necessario per le verifiche eccezionali. In particolare
l’organismo deve dimostrare la qualificazione dei laboratori dei
quali intende avvalersi, e deve garantire la piena idoneita’ e
rispondenza degli stessi ai requisiti di cui all’allegato X per le
verifiche previste all’allegato IX e ai requisiti di cui alle norme
della serie UNI EN 45000 e successive modificazioni o integrazioni
per le prove rientranti in settori diversi. In ogni caso l’organismo
risponde direttamente dei provvedimenti organizzativi e gestionali
dei laboratori ed esercita attivita’ di direzione e vigilanza sul
personale operante presso i medesimi in conformita’ a quanto previsto
dall’art. 7, comma 1, del presente decreto.
Inoltre, per le prove che richiedono interventi sulle linee
ferroviarie e sui rotabili, l’organismo dispone di personale
abilitato alla protezione dei cantieri di lavoro.
4. Il personale incaricato dei controlli deve possedere:
una buona formazione tecnica e professionale;
una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai
controlli che effettua e una sufficiente dimestichezza con tali
controlli;
l’idoneita’ necessaria a redigere le attestazioni, i verbali e
i rapporti relativi ai controlli effettuati;
un’esperienza, dimostrabile ed attestata, non inferiore a tre
anni nel settore specifico di controllo.
5. Deve essere garantita l’indipendenza del personale preposto al
controllo. La retribuzione di ogni agente non deve essere in funzione
del numero di controlli effettuati ne’ dei risultati di questi
ultimi.
6. L’organismo deve sottoscrivere una assicurazione di
responsabilita’ civile, a meno che tale responsabilita’ sia coperta
dallo Stato in base alle leggi vigenti oppure i controlli siano
effettuati direttamente dallo Stato.
7. Il personale dell’organismo e’ legato al segreto professionale
per tutto cio’ di cui viene a conoscenza nell’esercizio delle sue
funzioni, salvo nei confronti delle autorita’ amministrative
competenti.

Allegato VIII
(previsto dall’art. 7, comma 2)
SCHEMA DI DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO
AI FINI DELLA NOTIFICA
Lo/la scrivente ……………………………. ragione o
denominazione sociale dell’organismo) con sede in
……………………. (citta’ o localita) ………………..
(provincia) ……………. via ………………………. n.
……….
Chiede di essere riconosciuto/a, ai sensi del decreto legislativo
di recepimento della direttiva 96/48/CE del Consiglio del 23 luglio
1996, quale organismo abilitato a svolgere:
a) la procedura di valutazione di conformita’ o di idoneita’
all’impiego dei componenti di interoperabilita’ comuni o comuni con
caratteristiche specifiche o specifici di cui all’allegato IV del
decreto legislativo sopra citato, di seguito indicati;
b) a svolgere la procedura di verifica CE del sottosistema o
dei sottosistemi di cui all’allegato VI del decreto legislativo sopra
citato di seguito specificati:
A tal fine dichiara:
che il settore specifico di competenza, fra quelli definiti
dalle STI, e’ il seguente:
……………………………………………………………
……;
di essere in possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato
VII del medesimo decreto legislativo;
di possedere le procedure di qualificazione dei laboratori
preposti alle prove di conformita’ di cui all’art. 7 del decreto
legislativo sopra citato;
di impegnarsi a sostenere tutte le spese relative al
riconoscimento di cui alla presente domanda.
Ai fini del medesimo riconoscimento allega:
manuale della qualita’ redatto in conformita’ alle norme UNI EN
serie 45000 e successive modificazioni o integrazioni;
polizza di assicurazione di responsabilita’ civile per i rischi
derivanti dall’esercizio di attivita’ di valutazione tecnica (detta
polizza non e’ richiesta nel caso in cui il richiedente sia un
organismo pubblico);
copia di eventuali certificati di accreditamento;
elenco del personale tecnico responsabile delle valutazioni ai
fini della redazione della dichiarazione CE di conformita’ o di
idoneita’ all’impiego per i componenti di interoperabilita’ o della
dichiarazione di verifica CE per i sottosistemi, con la
specificazione del rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione
intercorrente con l’organismo, nonche’ con l’indicazione delle
qualifiche, dei titoli di studio, delle mansioni e dei relativi
curricula;
attestazione, per il personale preposto al settore specifico
del controllo, di una esperienza non inferiore a tre anni, e per il
personale preposto al coordinamento tecnico delle attivita’ di
verifica, di una esperienza di almeno dieci anni nei settori tecnici
ferroviari per i quali l’organismo chiede di essere notificato;
elenco dei laboratori che l’organismo utilizza per lo
svolgimento dei propri compiti, con l’indicazione, per ciascuno di
essi, della polizza di assicurazione di responsabilita’ civile e
relativa massimale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle
attivita’ di prova, nonche’ del manuale di qualita’ redatto secondo
le norme UNI EN serie 45000 e successive modificazioni o
integrazioni. La predetta polizza non e’ richiesta in caso di
laboratori pubblici;
dimostrazione della qualificazione di detti laboratori e
dell’idoneita’ e rispondenza degli stessi ai requisiti di cui
all’allegato X per le verifiche previste all’allegato IX, e ai
requisiti di cui alle norme della serie UNI EN 45000 e successive
modificazioni o integrazioni per le prove rientranti in settori
diversi.
Firma del legale rappresentante
…………………………………………

Allegato IX
(previsto dall’art. 7, comma 5)
VERIFICHE DELLA CONFORMITA’ DI COMPONENTI
E SOTTOSISTEMI PER I QUALI E’ RICHIESTA UNA
SPECIFICA QUALIFICAZIONE DEL PERSONALE TECNICO.
1. Dinamica di marcia del materiale rotabile;
2. Controllo della sagoma cinematica;
3. Caratteristiche del binario e dei deviatoi;
4. Interazione ruota rotaia – conicita’ equivalente;
5. Sistemi di prova di sghembo e di svio;
6. Caratteristiche aerodinamiche dei rotabili;
7. Prestazione di trazione e di frenatura;
8. Sistemi frenanti;
9. Compatibilita’ elettromagnetica sui sistemi di bordo e di
terra del segnalamento, control command e trasmissione dati;
10. Captazione e interazione pantografo catenaria;
11. Sistemi di segnalamento, telecomunicazioni e control command;
12. Inquinamento acustico, elettromagnetico e ambientale indotti
dal sistema;
13. Sollecitazioni statiche e dinamiche sulle opere d’arte
ferroviarie, modalita’ costruttive e di verifica strutturale;
14. Sistemi di controllo non distruttivi su materiali e
componenti;
15. Sistemi di alimentazione elettrica, trasformazione e
distribuzione dell’energia sia di terra che a bordo del materiale
rotabile;
16. Componenti d’interoperabilita’ di sicurezza;
17. Caratteristiche dei materiali (tossicita’, resistenza
meccanica ed al fuoco, ecc.);
18. Sicurezza del software;
19. Dispositivi antinfortunistici degli impianti elettrici
dell’infrastruttura e del materiale rotabile (sistemi di messa a
terra, di protezione, di telecomando, monitoraggio e di sezionamento,
ecc.);
20. Serbatoi in pressione.

Allegato X
(previsto dall’art. 7, comma 5)
COMPETENZE ED ATTREZZATURE SPECIFICHE
PER I LABORATORI DI PROVA IN CAMPO FERROVIARIO
1. Competenze del personale tecnico impiegato nell’effettuazione
delle prove rientranti nei settori di cui all’allegato IX.
In generale:
conoscenze sui rotabili ferroviari, sulle norme di circolazione
e sui regolamenti e norme di esercizio ferroviario;
conoscenza e capacita’ di applicazione delle norme di
riferimento per i requisiti generali dei laboratori di prova e
calibrazione (ISO/IEC 17025);
conoscenze sulle tecniche di misura delle grandezze, sul
trattamento statistico dei dati e sul calcolo dell’incertezza di
misura e degli errori. Sviluppo delle tecniche di misura e
trattamento dei dati anche mediante strumentazione virtuale;
formazione, addestramento e capacita’ acquisiti attraverso una
esperienza lavorativa documentata di almeno cinque anni nel campo
specifico di utilizzazione.
Per le prove di cui ai punti 1, 4, 5 e 6 dell’allegato IX:
Conoscenze del rodiggio e dell’armamento, delle norme per la
determinazione del coefficiente di svio e della souplesse, della
dinamica di marcia e dell’interazione ruota – rotaia e
dell’aerodinamica dei rotabili.
Sviluppo delle tecniche di misura di forze e spostamenti anche
con metodi estensimetrici.
Per le prove di cui al punto 2 dell’allegato IX:
conoscenza delle normative internazionali di riferimento per la
determinazione della sagoma di costruzione del materiale rotabile e
delle sagome cinematiche dei rotabili nonche’ della interazione fra
le sagome cinematiche e gli ostacoli della infrastruttura.
Per le prove di cui ai punti 7, 9, 10, e 12 dell’allegato IX:
conoscenze dei circuiti di potenza, ausiliari e controllo del
materiale rotabile motore, della compatibilita’ tra rotabili e
sistemi di segnalamento, dei sistemi di trasmissione bordo – bordo e
terra – bordo, della interazione pantografo catenaria.
Sviluppo delle tecniche per la caratterizzazione dei campi
elettrici e magnetici e per i rilievi acustici, per quest’ultimo
punto e’ prescritto il possesso dei titoli di studio, competenze ed
esperienza secondo quanto previsto dalla legislazione italiana.
Per le prove di cui al punto 8 dell’allegato IX:
conoscenze degli impianti freno e dei componenti e sottoassiemi
costituenti gli impianti freno, e delle norme per la determinazione
delle prestazioni di frenatura.
Per le prove di cui al punto 11 dell’allegato IX:
conoscenze sulla funzionalita’, sulla verifica e validazione
dei sistemi di segnalamento ferroviario.
Per le prove di cui al punto 14 dell’allegato IX:
possesso delle abilitazioni secondo i riferimenti
internazionali secondo livelli di qualificazione coerenti con la
tipologia di prove da effettuare.
2. Attrezzature
In armonia con le norme ISO 45000 e successive modifiche o
integrazioni la strumentazione e le apparecchiature di misura devono
essere opportunamente tarate. Presso il laboratorio deve essere
tenuto un registro della strumentazione e delle apparecchiature di
misura in cui sia riportata la storia e le tarature periodiche.
Di tutta la strumentazione e delle apparecchiature deve essere
noto il grado di incertezza al fine della determinazione della
precisione della misura.
Il laboratorio deve avere disponibilita’ di idonei rotabili,
dotati di strumentazione, per le verifiche in linea che ne richiedono
l’impiego.

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