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DECRETO 24 maggio 2001, n.302: Regolamento concernente le modalita' di funzionamento del Consiglio interministeriale di coordinamento e di consultazione per i problemi relativi all'impiego pacifico dell'energia nucleare. (GU n. 170 del 24-7-2001)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DECRETO 24 maggio 2001, n. 302
Regolamento concernente le modalita’ di funzionamento del Consiglio
interministeriale di coordinamento e di consultazione per i problemi
relativi all’impiego pacifico dell’energia nucleare.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, modificato dal
decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, e, in particolare,
l’articolo 8, che, al comma 8, prevede che con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato sono determinate le
modalita’ di funzionamento del Consiglio interministeriale di
coordinamento e consultazione per i problemi relativi all’impiego
pacifico dell’energia nucleare;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1997, n.
220, concernente norme sulla riorganizzazione degli uffici di livello
dirigenziale generale del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 settembre
1998;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma dell’articolo 17, comma 3, della richiamata legge n. 400/1998
(nota n. 14774 del 31 marzo 1999);
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
Composizione
1. Il Consiglio interministeriale, istituito ai sensi dell’articolo
8 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, modificato dal
decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, e’ composto:
a) dal direttore generale della Direzione generale dell’energia e
delle risorse minerarie del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, con funzioni di presidente;
b) da un rappresentante del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato;
c) da un rappresentante del Ministero dell’interno;
d) da un rappresentante del Ministero dell’ambiente;
e) da un rappresentante del Ministero della difesa;
f) da un rappresentante del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale;
g) da un rappresentante del Ministero della sanita’;
h) da un rappresentante del Ministero dei trasporti e della
navigazione;
i) da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per il coordinamento della protezione civile;
j) da un rappresentante dell’ANPA.
2. Il presidente, in caso di assenza o impedimento, puo’ delegare
l’esercizio delle funzioni al vice direttore generale della Direzione
generale dell’energia e delle risorse minerarie del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
3. Per l’esame di particolari problemi, il Presidente puo’
istituire gruppi di lavoro; in particolare, possono essere chiamati a
far parte dei gruppi stessi rappresentanti della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, nonche’ della Presidenza del Consiglio
dei Ministri – Dipartimento per la funzione pubblica.
4. Per l’esame di particolari problemi, il presidente puo’ chiamare
a far parte del Consiglio esperti designati da pubbliche
amministrazioni, che partecipano alle riunioni del Consiglio senza
diritto di voto.
5. I gruppi di lavoro vengono, di norma, istituiti per l’esame di
provvedimenti sottoposti al parere del Consiglio. Nei gruppi di
lavoro, composti da membri del Consiglio stesso, sono presenti i
rappresentanti delle amministrazioni di volta in volta interessate
alla emanazione dei decreti previsti dal decreto legislativo n.
230/1995. Fa parte di ciascun gruppo di lavoro un segretario del
Consiglio, di cui all’articolo 3.
6. Il coordinatore di ciascun gruppo viene nominato dal presidente
del Consiglio interministeriale.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 8 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
230, modificato dal decreto legislativo 26 maggio 2000, n.
241, recante attuazione delle direttive Euratom 89/618,
90/641, 92/3 e 96/29 in materia di radiazioni ionizzanti,
cosi’ recita:
“Art. 8 (Consiglio interministeriale di coordinamento e
consultazione). – 1. E’ istituito presso il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato un
Consiglio interministeriale di coordinamento e
consultazione per i problemi relativi all’impiego pacifico
dell’energia nucleare, composto dal direttore generale
delle fonti di energia e delle industrie di base, con
funzioni di presidente, e da nove membri designati
rispettivamente in rappresentanza dei Ministeri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
dell’interno, dell’ambiente, della difesa, del lavoro e
previdenza sociale, della sanita’, dei trasporti e della
navigazione, della Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per il coordinamento della protezione civile e
dell’ANPA.
2. I rappresentanti dei Ministeri debbono avere
qualifica non inferiore a dirigente.
3. Le funzioni di segreteria del Consiglio sono
esercitate da funzionari della direzione generale delle
fonti di energia e delle industrie di base.
4. Il presidente, in caso di assenza o impedimento,
puo’ delegare l’esercizio delle funzioni al vice direttore
generale delle fonti di energia e delle industrie di base
del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
5. I membri del Consiglio ed i segretari sono nominati
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, per la durata di quattro anni.
6. Il Consiglio esprime parere sui progetti di
disposizioni legislative e regolamentari in materia di
impiego pacifico dell’energia nucleare, anche ai fini del
coordinamento delle attivita’ delle varie amministrazioni
in tale materia, ivi comprese quelle connesse con
l’applicazione del presente decreto.
7. Per l’esame di particolari problemi, il presidente
puo’ istituire gruppi di lavoro e puo’ chiamare a far parte
del Consiglio esperti designati da pubbliche
amministrazioni.
8. Con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato sono determinate le modalita’
di funzionamento del Consiglio.”.
– La direttiva Euratom 89/618 e’ pubblicata in G.U.C.E.
n. L 357 del 7 dicembre 1989.
– La direttiva Euratom 90/641 e’ pubblicata in G.U.C.E.
n. L 349 del 31 dicembre 1990.
– La direttiva Euratom 92/3 e’ pubblicata in G.U.C.E.
n. L 035 del 12 febbraio 1992.
– Il decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, che
modifica il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, reca
attuazione della direttiva Euratom 96/29, in materia di
protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori
contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti.
– La direttiva 96/29, Euratom e’ pubblicata in G.U.C.E.
n. L 159 del 29 giugno 1996.
– L’art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988,
n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri) recitano:
“Art. 17 (Regolamenti). – (Omissis).
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sott’ordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali …

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