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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n.303: Regola...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n.303: Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro delle politiche agricole e forestali. (GU n. 171 del 25-7-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n. 303
Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione
del Ministro delle politiche agricole e forestali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in particolare l’articolo 55,
istitutivo del Ministero delle politiche agricole e forestali, e gli
articoli 4, 7 e 33;
Visto l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, ed in particolare l’articolo 14, comma 2, cosi’ come
modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, recante
riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’
svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell’articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 luglio 2000;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 28 agosto 2000;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 febbraio 2001;
Vista la nota n. 12 del 30 aprile 2001, con la quale la Corte dei
conti ha formulato osservazioni di legittimita’ in merito agli
articoli 2, comma 6, 4 e 5;
Ritenuto di adeguare il testo alle citate osservazioni della Corte
dei conti;
Vista la successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 maggio 2001;
Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali,
di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Definizioni
1. Nel presente regolamento si intendono per:
a) Uffici di diretta collaborazione: gli Uffici di diretta
collaborazione con il Ministro delle politiche agricole e forestali
di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, ed all’articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300;
b) Ministro: il Ministro delle politiche agricole e forestali;
c) Ministero: il Ministero delle politiche agricole e forestali;
d) decreto legislativo n. 29 del 1993: il decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche ed integrazioni;
e) Sottosegretari di Stato: i Sottosegretari di Stato presso il
Ministero delle politiche agricole e forestali;
f) ruolo unico: il ruolo unico della dirigenza delle
amministrazioni statali di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 febbraio 1999, n. 150.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo,
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi forza di
legge ed i regolamenti;
– Si trascrive il testo degli articoli 4, 7, 33 e 55
del citato decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
recante: “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59:
“Art. 4 (Disposizioni sull’organizzazione). –
1. L’organizzazione, la dotazione organica,
l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale
generale ed il loro numero, le relative funzioni e la
distribuzione dei posti di funzione dirigenziale,
l’individuazione dei dipartimenti, nei casi e nei limiti
fissati dalle disposizioni del presente decreto
legislativo, e la definizione dei rispettivi compiti sono
stabiliti con regolamenti o con decreti del Ministro
emanati ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, della legge
23 agosto 1988, n. 400. Si applica l’art. 19 della legge 15
marzo 1997, n. 59. I regolamenti prevedono la soppressione
dei ruoli esistenti e l’istituzione di un ruolo unico del
personale non dirigenziale di ciascun Ministero, articolato
in aree dipartimentali e per direzioni generali. Fino
all’istituzione del ruolo unico del personale non
dirigenziale di ciascun Ministero, i regolamenti assicurano
forme ordinarie di mobilita’ fra i diversi dipartimenti e
le diverse direzioni generali, nel rispetto dei requisiti
di professionalita’ richiesti per l’esercizio delle
relative funzioni, ferme restando le normative confrattuali
in materia. La nuova organizzazione e la dotazione organica
del personale non devono comunque comportare incrementi di
spesa.
2. I Ministeri che si avvalgono di propri sistemi
informativi automatizzati sono tenuti ad assicurarne
l’interconnessione con i sistemi informativi automatizzati
delle altre amministrazioni centrali e locali per il
tramite della rete unitaria delle pubbliche
amministrazioni.
3. Il regolamento di cui al precedente comma 1 si
attiene, inoltre, ai criteri fissati dall’art. 1 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e dall’art. 2 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni e integrazioni.
4. All’individuazione degli uffici di livello
dirigenziale non generale di ciascun Ministero e alla
definizione dei relativi compiti si provvede con decreto
ministeriale di natura non regolamentare.
5. Con le medesime modalita’ di cui al precedente comma
1 si procede alla revisione periodica dell’organizzazione
ministeriale, con cadenza almeno biennale.
6. I regolamenti di cui al comma 1 raccolgono tutte le
disposizioni normative relative a ciascun Ministero. Le
restanti norme vigenti sono abrogate con effetto dalla data
di entrata in vigore dei regolamenti medesimi”.
“Art. 7 (Uffici di diretta collaborazione con il
Ministro). – 1. La costituzione e la disciplina degli
Uffici di diretta collaborazione del Ministro, per
l’esercizio delle funzioni ad esso attribuite dagli
articoli 3 e 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, e successive modificazioni ed integrazioni,
l’assegnazione di personale a tali uffici e il relativo
trattamento economico, il riordino delle segeterie
particolari dei Sottosegretari di Stato, sono regolati
dall’art. 14, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29.
2. I regolamenti di cui al suddetto art. 14, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, si
attengono, fra l’altro, ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) attribuzione dei compiti di diretta collaborazione
secondo criteri che consentano l’efficace e funzionale
svolgimento dei compiti di definizione degli obiettivi, di
elaborazione delle politiche pubbliche e di valutazione
della relativa attuazione e delle connesse attivita’ di
comunicazione, nel rispetto del principio di distinzione
tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione;
b) assolvimento dei compiti di supporto per
l’assegnazione e la ripartizione delle risorse ai dirigenti
preposti ai centri di responsabilita’, ai sensi dell’art. 3
del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, anche in
funzione della verifica della gestione effettuata dagli
appositi uffici, nonche’ del compito di promozione e
sviluppo dei sistemi informativi;
c) organizzazione degli uffici preposti al controllo
interno di diretta collaborazione con il Ministro, secondo
le disposizioni del decreto legislativo di riordino e
potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati
dell’attivita svolta dalle amministrazioni pubbliche, in
modo …

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