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DECRETO 11 aprile 2001: Individuazione dei soggetti e delle categorie di soggetti beneficiari di contributi in denaro, per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali e per la realizzazione di programmi culturali nei settori dei beni culturali e dello spettacolo (art. 38 della legge 21 novembre 2000, n. 342). (GU n. 173 del 27-7-2001)

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

DECRETO 11 aprile 2001
Individuazione dei soggetti e delle categorie di soggetti beneficiari
di contributi in denaro, per lo svolgimento dei loro compiti
istituzionali e per la realizzazione di programmi culturali nei
settori dei beni culturali e dello spettacolo (art. 38 della legge 21
novembre 2000, n. 342).

IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917;
Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Vista la legge 30 aprile 1985, n. 163;
Vista la legge 17 ottobre 1996, n. 534;
Vista la legge 1o dicembre 1997, n. 420;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
Vista la legge 12 luglio 1999, n. 237;
Vista la legge 21 novembre 2000, n. 342, ed in particolare l’art.
38, recante “Misure in materia fiscale”, che prevede che il Ministro
per i beni e le attivita’ culturali individui, con proprio decreto,
periodicamente, sulla base dei criteri definiti sentita la conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, i soggetti e le categorie di soggetti beneficiari di
contributi in denaro, per lo svolgimento dei loro compiti
istituzionali e per la realizzazione di programmi culturali nei
settori dei beni culturali e dello spettacolo, e delle quote da
assegnare a ciascuno di essi nell’ambito della somma complessiva
indicata al comma 3 del citato art. 38;
Visto il parere favorevole espresso dalla conferenza unificata con
atto rep. n. 446/CU del 22 marzo 2001;
Decreta:
Art. 1.
1. Possono essere destinatari di erogazioni liberali in denaro, a
condizione che non perseguano fini di lucro ed il proprio atto
costitutivo o statuto preveda il perseguimento di finalita’ nei
settori dei beni culturali e dello spettacolo e vi sia effettivo
svolgimento di corrispondente attivita’, i soggetti o categorie di
soggetti di seguito elencati:
a) lo Stato, le regioni e gli enti locali, relativamente alle
attivita’ nei settori dei beni culturali e dello spettacolo;
b) le persone giuridiche, costituite o partecipate dallo Stato o
dalle regioni o dagli enti locali;
c) gli enti pubblici o persone giuridiche private costituite
mediante leggi nazionali o leggi regionali;
d) i soggetti, aventi personalita’ giuridica pubblica o privata,
che abbiano ricevuto, almeno in uno degli ultimi cinque anni
antecedenti all’anno di imposta in cui avviene l’erogazione in loro
favore, ausili finanziari a valere sul Fondo unico dello spettacolo
di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, e che non siano incorsi in
cause di revoca o decadenza dai predetti benefici;
e) i soggetti, aventi personalita’ giuridica pubblica o privata,
che, almeno in uno degli ultimi cinque anni antecedenti all’anno di
imposta in cui avviene l’erogazione in loro favore, abbiano ricevuto
ausili finanziari ai sensi della legge 17 ottobre 1996, n. 534, e che
non siano incorsi nella revoca o decadenza dai predetti benefici;
f) i soggetti che, non rientrando nelle ipotesi di cui alle
lettere precedenti, comunque abbiano ricevuto, almeno in uno degli
ultimi cinque anni antecedenti all’anno di imposta in cui avviene
l’erogazione in loro favore, ausili finanziari (direttamente)
previsti da disposizioni di legge statale o regionale;
g) le associazioni, fondazioni e consorzi, che risultino
costituiti sia tra enti locali e soggetti con personalita’ giuridica
di diritto privato rientranti nelle categorie di cui alle lettere
precedenti, sia esclusivamente tra tali ultimi soggetti;
h) le persone giuridiche private che sono titolari o gestori di
musei, gallerie, pinacoteche, aree archeologiche o raccolte di altri
beni culturali o universalita’ di beni mobili comunque soggetti ai
vincoli e alle prescrizioni di cui al decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, funzionalmente organizzati ed aperti al pubblico per
almeno cinque giorni alla settimana con orario continuato o
predeterminato.

Art. 2.
1. La quota spettante a ciascuno dei soggetti elencati al comma 1
dell’art. 1 e’ cosi’ di seguito determinata:
a) qualora il totale delle somme complessivamente erogate nel
corso dell’anno di imposta, ai sensi e per gli effetti dell’art. 38
della legge 21 novembre 2000, n. 342, sia pari o inferiore alla somma
complessiva compatibile, di cui al comma 3 del citato art. 38, la
quota di ciascun soggetto corrisponde al totale delle somme
singolarmente ricevute nel corso dell’anno di imposta;
b) qualora il totale delle somme complessivamente erogate nel
corso dell’anno di imposta sia superiore alla somma complessiva
compatibile, la quota assegnata a ciascun soggetto e’ cosi’
determinata:
b1) determinazione del totale delle somme singolarmente
ricevute;
b2) determinazione della somma in eccesso per il caso singolo
mediante applicazione alla somma sub-b1) della percentuale
corrispondente al rapporto derivante dalla differenza tra le somme
complessivamente erogate e la somma complessiva compatibile, rispetto
alla predetta somma complessiva compatibile;
b3) determinazione della quota singola come risultante dalla
differenza tra b1 e b2.
2. La somma determinata ai sensi del comma 1, sub-b2) costituisce
la base imponibile per l’applicazione dell’aliquota del 37% (o
diversa aliquota che sara’ determinata) e per la conseguente
determinazione delle somme da versare all’erario.
3. Il Ministero per i beni e le attivita’ culturali – Segretariato
generale, curera’ la comunicazione ai soggetti beneficiari della
quota loro assegnata quale determinata ai sensi del comma 1, lettera
b), e della conseguente somma da versare all’erario; la stessa
comunicazione sara’ effettuata anche al sistema informativo
dell’Agenzia delle entrate del Ministero delle finanze.
4. Ai sensi dell’art. 38, comma 3, della legge 21 novembre 2000, n.
342, la somma complessiva compatibile di cui al comma 1 e’
convenzionalmente fissata, per l’anno 2001, in lire 270 miliardi.

Art. 3.
1. Per “finalita’” e “attivita’” inerenti ai beni culturali si
intendono tutte le attivita’ di tutela, conservazione, promozione,
gestione e valorizzazione dei beni e attivita’ culturali, come
definite dagli articoli 148 e successivi del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, nonche’ dal decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, ed inoltre le attivita’ di cui all’art. 6, comma 2, del
decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368.
2. Per “finalita’” e “attivita’” di spettacolo si intendono tutte
le attivita’ finanziate a sensi della legge 30 aprile 1985, n. 163, e
rientranti nelle previsioni dell’art. 156 del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112.

Art. 4.
1. I soggetti che effettuano erogazioni liberali sono tenuti a
comunicare al Ministero per i beni e le attivita’ culturali –
Segretariato generale, ed al sistema informativo dell’Agenzia delle
entrate del Ministero delle finanze, entro il termine del 31 gennaio
dell’anno successivo a quello di riferimento, l’ammontare delle
erogazioni effettuate nel periodo di imposta, avendo cura di
specificare le proprie complete generalita’, comprensive dei dati
fiscali, ed i soggetti beneficiari.

Art. 5.
1. I soggetti che beneficiano delle erogazioni liberali di cui al
presente decreto sono tenuti a comunicare al Ministero per i beni e
le attivita’ culturali – Segretariato generale, entro il termine del
31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, l’ammontare
delle erogazioni liberali ricevute avendo cura di specificare le
generalita’ complete del soggetto erogatore e le “finalita’” o
“attivita’” per le quali le stesse sono state elargite, ovvero la
riferibilita’ delle predette erogazioni ai loro compiti
istituzionali.
2. il Ministero per i beni e le attivita’ culturali, mediante
l’acquisizione dei dati di cui al comma 1, vigila sull’impiego delle
erogazioni e comunica, entro il 31 marzo dell’anno successivo a
quello di riferimento, al sistema informativo dell’Agenzia delle
entrate del Ministero delle finanze, l’elenco dei soggetti erogatori
e l’ammontare delle relative erogazioni.

Art. 6.
1. Le somme relative ad erogazioni liberali disposte a favore dello
Stato per il perseguimento dei compiti istituzionali e delle
finalita’ nei settori dei beni culturali e dello spettacolo di cui al
presente decreto, affluiscono, ai sensi dell’art. 4, comma 2, della
legge 12 luglio 1999, n. 237, all’entrata del bilancio dello Stato
mediante versamento presso una delle sezioni di tesoreria provinciale
dello Stato, effettuato direttamente o mediante bollettino di conto
corrente postale alla medesima intestato, e sono assegnate alle
pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali per il trasferimento
agli organi del medesimo Ministero ai quali fara’ carico la
realizzazione dell’attivita’ prevista.
2. Il funzionario incaricato della gestione delle erogazioni
liberali presenta annualmente al segretariato generale per il tramite
della direzione generale di appartenenza, il rendiconto relativo
all’impiego di dette erogazioni accompagnato da una relazione
illustrativa.

Art. 7.
1. Le…

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