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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n.314: Regolam...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n.314: Regolamento di semplificazione dei procedimenti per la presentazione dei ricorsi avverso l'applicazione delle tariffe e dei premi assicurativi per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonche' per la composizione del contenzioso in materia di premi per l'assicurazione infortuni. (GU n. 179 del 3-8-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2001, n. 314

Regolamento di semplificazione dei procedimenti per la presentazione
dei ricorsi avverso l’applicazione delle tariffe e dei premi
assicurativi per gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, nonche’ per la composizione del contenzioso in materia
di premi per l’assicurazione infortuni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma 5o della Costituzione;
Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1,
n. 92 e n. 112-septies;
Visto il testo unico approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, ed in particolare gli articoli
39, commi 3o e 4o, 45, 46, 47, 48, 49;
Visti i decreti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale
in data 18 giugno 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno
1988, n. 152, e in data 20 giugno 1988, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 29 giugno 1988, n. 151;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, ed in
particolare l’articolo 8, comma 3;
Visto il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, ed in
particolare l’articolo 2, comma 3;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 26 gennaio 2001;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 26 febbraio 2001;
Acquisito il parere delle compententi Commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 maggio 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale;

E m a n a

il seguente regolamento:
Art. 1.
Ricorsi al consiglio di amministrazione dell’INAIL

1. Il datore di lavoro puo’ ricorrere al consiglio di
amministrazione dell’INAIL avverso i provvedimenti dell’Istituto
riguardanti l’applicazione delle tariffe dei premi assicurativi per
gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, compresi quelli
adottati direttamente dall’INAIL ai sensi dell’articolo 2, comma 2,
del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, con esclusione dei
provvedimenti indicati nell’articolo 2.
2. Il ricorso deve essere presentato per il tramite della direzione
regionale competente per territorio, con le modalita’ e nei termini
di cui all’articolo 4.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:
– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica, il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge ed i regolamenti.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplemento
ordinario, reca: “Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la
riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa”.
– Si trascrive il testo dell’art. 20, della legge
17 marzo 1997, n. 59:
“Art. 20. – 1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni
anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la
delegificazione di norme concernenti procedimenti
amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni
centrali, locali o autonome, indicando i criteri per
l’esercizio della potesta’ regolamentare nonche’ i
procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto
previsto alla lettera a) del comma 5. In allegato al
disegno di legge e’ presentata una relazione sullo stato di
attuazione della semplificazione dei procedimenti
amministrativi.
2. Nelle materie di cui all’art. 117, primo comma,
della Costituzione, i regolamenti di delegificazione
trovano applicazione solo fino a quando la regione non
provveda a disciplinare autonomamente la materia medesima.
Resta fermo quanto previsto dall’art. 2, comma 2, della
presente legge e dall’art. 7 del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
3. I regolamenti sono emanati con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica, di concerto con il Ministro competente, previa
acquisizione del parere delle competenti Commissioni
parlamentari e del Consiglio di Stato. A tal fine la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove necessario,
promuove, anche su richiesta del Ministro competente,
riunioni tra le amministrazioni interessate. Decorsi trenta
giorni dalla richiesta di parere alle Commissioni, i
regolamenti possono essere comunque emanati.
4. I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo
giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto
dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge,
regolatrici dei procedimenti.
5. I regolamenti si conformano ai seguenti criteri e
principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando le competenze degli uffici, accorpando le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che
risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
raggruppare competenze diverse ma confluenti in una unica
procedura;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d) riduzione del numero di procedimenti
amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si
riferiscono alla medesima attivita’, anche riunendo in una
unica fonte regolamentare, ove cio’ corrisponda ad esigenze
di semplificazione e conoscibilita’ normativa, disposizioni
provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che
pretendono particolari procedure, fermo restando l’obbligo
di porre in essere le procedure stesse;
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante adozione ed estensione
alle fasi di integrazione dell’efficacia degli atti, di
disposizioni analoghe a quelle di cui all’art. 51, comma 2,
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni;
f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non
richiedano, in ragione della loro specificita’, l’esercizio
in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi
procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
g) individuazione delle responsabilita’ e delle
procedure di verifica e controllo;
g-bis) soppressione dei procedimenti che risultino
non piu’ rispondenti alle finalita’ e agli obiettivi
fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che
risultino in contrasto con i principi generali
dell’ordinamento giuridico nazionale o comunitario;
g-ter) soppressione dei procedimenti che comportino,
per l’amministrazione e per i cittadini, costi piu’ elevati
dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
dell’attivita’ amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati;
g-quater) adeguamento della disciplina sostanziale e
procedimentale dell’attivita’ e degli atti amministrativi…

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