Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

CIRCOLARE 9 luglio 2001, n.56: Modalita' applicative dell'art. 1, comm...

CIRCOLARE 9 luglio 2001, n.56: Modalita' applicative dell'art. 1, comma 2, del decreto ministeriale 8 marzo 2001, che integra il decreto 15 settembre 2000, in ordine alle disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (CE) n. 1259/99, che istituisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune. (GU n. 181 del 6-8-2001)

AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA

CIRCOLARE 9 luglio 2001, n. 56
Modalita’ applicative dell’art. 1, comma 2, del decreto ministeriale
8 marzo 2001, che integra il decreto 15 settembre 2000, in ordine
alle disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (CE) n.
1259/99, che istituisce norme comuni relative ai regimi di sostegno
diretto nell’ambito della politica agricola comune.

1. Premessa.
Visto il regolamento CE n. 1259/99 del Consiglio del 17 maggio
1999, che stabilisce “Norme comuni relative ai regimi di sostegno
diretto nell’ambito della politica agricola comune”;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali
del 15 settembre 2000, che emana le disposizioni nazionali di
attuazione del regolamento (CE) n. 1259/99 del Consiglio del
17 maggio 1999;
Visto il decreto ministeriale 8 marzo 2001 che, ad integrazione del
decreto 15 settembre 2000, prevede disposizioni intese a ridurre i
benefici comunitari in modo appropriato e proporzionale alla gravita’
delle conseguenze ecologiche risultanti dal mancato rispetto dei
requisiti ambientali definiti con il citato decreto 15 settembre
2000;
Ritenuta la necessita’ di definire i criteri oggettivi utili ai
fini della modulazione delle citate riduzioni di benefici comunitari
in funzione dell’entita’ e della gravita’ dell’infrazione
riscontrata;
Si stabilisce quanto segue:
2. Requisiti ambientali.
La normativa comunitaria e quella nazionale, richiamate in
premessa, subordinano l’erogazione integrale di taluni aiuti diretti,
di cui ai regimi di sostegno indicati nell’allegato II regolamento CE
n. 1259/99, al rispetto dei requisiti ambientali definiti
dall’amministrazione nel decreto ministeriale 15 settembre 2000.
Ai fini del rispetto dei predetti requisiti ambientali devono
essere prese in considerazione le seguenti operazioni
tecnico-agronomiche:
1) settore seminativi, leguminose in grani, tabacco, sementi,
riso:
a) manutenzione delle scoline;
b) attuazione, in zone declivi, di solchi acquai temporanei;
c) manutenzione dei canali collettori permanenti;
2) settore olio d’oliva:
a) manutenzione delle scoline;
b) manutenzione dei canali collettori permanenti;
3) settore zootecnia (carni bovine, ovine e caprine):
a) stoccaggio degli effluenti zootecnici liquidi.
I produttori che operano nei comparti sopra indicati sono tenuti,
pertanto, ad adottare, in materia di protezione ambientale, tutte le
pratiche agronomiche necessarie alla regimazione delle acque
meteoriche.
I produttori che operano nel comparto delle carni bovine, ovine e
caprine, in presenza di allevamenti a “stabulazione fissa”, sono
tenuti a stoccare gli effluenti zootecnici secondo le vigenti
disposizioni di legge.
3. Seminativi, leguminose in grani, tabacco, sementi, riso, olio
d’oliva.
1) Condizioni generali.
I requisiti ambientali sopra descritti sono rivolti alla
realizzazione e alla manutenzione di una rete di scoline o di opere
equivalenti, di dimensioni e caratteristiche idonee a garantire il
regolare deflusso delle acque meteoriche.
2) Definizioni.
Scoline: piccolo fossato in cui si raccoglie l’acqua di sgrondo dei
campi;
Canali collettori permanenti: collettore delle acque provenienti
dalle scoline;
Solchi acquai temporanei: solco aperto dopo la semina in terreni in
pendenza, per il regolare deflusso dell’acqua piovana.
3) Funzioni agronomiche.
3.1 Sistemazioni idraulico-agrarie in pianura e bassa collina.
Le sistemazioni, quali l’affossatura, la baulatura e le capezzagne,
in tali ambienti hanno l’obiettivo di sveltire il deflusso delle
acque in eccesso sulla superficie del terreno e nello strato
interessato dalle coltivazioni agrarie. In particolare:
l’affossatura rappresenta la rete drenante dell’acqua superflua e
consiste nella realizzazione di scoline e canali collettori; i
principali elementi dell’affossatura sono: la sezione delle scoline e
dei canali collettori, la loro interdistanza e lunghezza, la
profondita’ e pendenza degli stessi, e gli ostacoli che incontra
l’acqua. “Il volume” dell’affossatura dipende dalle caratteristiche
pedofisiche del terreno. La funzione svolta dalle scoline puo’ essere
sostituita anche da condotti emungenti sotterranei (tubazioni di
drenaggio);
la baulatura consiste nel creare una pendenza al terreno lungo la
linea delle lavorazioni, attraverso l’operazione dell’aratura. In
caso di presenza di forti ristagni idrici risulta necessaria la
pratica della baulatura del terreno per permettere un miglior
deflusso delle acque;
le capezzagne sono le porzioni di terreno in corrispondenza delle
testate dei campi, dove le macchine invertono il senso di marcia;
esse hanno anche il compito preminente di assicurare il collegamento
viario tra i vari campi e inoltre in certi casi costituiscono un
recipiente supplementare per l’invaso temporaneo dell’acqua
eccessiva.
3.2 Sistemazioni in pendio.
In presenza di terreni in pendenza vengono utilizzate diverse
sistemazioni idraulico-agrarie al fine della regimazione delle acque.
Elemento comune alle diverse soluzioni (cavalcapoggio, rittochino,
girapoggio, fossa livellare, ecc.) e’ rappresentato dalla presenza di
canali permanenti di raccolta dell’acqua piovana superficiale
permanenti o temporanei.
Entrambi riducono il fenomeno erosivo attraverso le seguenti
funzioni:
raccogliere le acque di scorrimento superficiale;
diminuire la velocita’ di scorrimento;
convogliare l’acqua verso valle.
A tal fine le variazioni su cui e’ possibile intervenire risultano
essere:
la lunghezza degli appezzamenti;
pendenza del solco;
coefficiente di scabrezza della superficie del solco su cui
scorre l’acqua (che e’ direttamente proporzionale alla velocita’
dell’acqua).
4) Requisiti normativi.
Ai fini della salvaguardia ambientale del terreno e delle colture
agricole e’ necessario prevedere un’appropriata manutenzione delle
scoline, dei canali collettori e, nelle zone declivi, la
realizzazione dei solchi acquai, da realizzare secondo le
caratteristiche pedo-fisiche del terreno, cosi’ da garantire il
regolare deflusso delle acque in eccesso.
a) Per i terreni in piano, le manutenzioni necessarie sono rivolte
alla ripulitura, delle scoline e dei canali collettori, dalla
vegetazione arbustiva o erbacea, che puo’ in qualche modo ostruire il
passaggio dell’acqua o rallentarne la velocita’ di deflusso.
b) Per i terreni declivi, si deve regolare il deflusso delle acque
superficiali nei terreni che presentano talune caratteristiche
fisiche. Si dovra’ quindi, oltre alla manutenzione di cui alla
lettera a), interrompere la pendenza dell’appezzamento con solchi
acquai temporanei, nei quali l’acqua convogliata mantenga una bassa
velocita’ attraverso una lieve pendenza di fondo. L’acqua raccolta
dai solchi acquai viene cosi’ convogliata nei fossi ed alvei
naturali, disposti ai bordi dei campi. In tali terreni si protegge
l’appezzamento con un solco permanente realizzato sulla testa del
campo (a monte), al fine di impedire l’accesso dell’acqua di
scorrimento superficiale caduta a monte dell’apprezzamento.
5) Controllo.
Il sistema di controllo mira a constatare il rispetto dei requisiti
di cui trattasi sulla base dell’esame delle sistemazioni
idraulico-agrarie ed i fenomeni erosivi di particolare rilevanza,
riconducibili all’assenza, alla mancata o inadeguata manutenzione di
tali sistemazioni.
Vista la complessita’ degli elementi da valutare i controlli
saranno effettuati esclusivamente da tecnici “agricoli”
specializzati, iscritti ai rispettivi ordini o collegi.
Gli esiti dei controlli effettuati dai tecnici incaricati avranno
rilevanza soltanto ai fini della valutazione delle conseguenze
ecologiche risultanti dal mancato rispetto dei requisiti ambientali e
dell’applicazione delle relative sanzioni previste dalla normativa
nazionale.
I controlli oggettivi, svolti attraverso sopralluoghi in campo,
dovranno accertare l’effettiva realizzazione e la manutenzione delle
sistemazioni sopra descritte. Tali controlli verranno effettuati
secondo la metodologia descritta di seguito.
Le particelle catastali e gli appezzamenti da sottoporre a
controllo verranno individuati attraverso areeofotogrammetrie,
utilizzate dall’AGEA nell’ambito del Sistema integrato di gestione e
controllo (SIGC).
Il tecnico, nel corso del sopralluogo, dovra’ verificare i seguenti
elementi principali:
a) presenza fenomeni erosivi di particolare rilevanza;
b) presenza sistemazioni idraulico-agrarie;
c) manutenzione.
Il rispetto di tali requisiti dovra’ essere valutato tenendo conto
dei seguenti parametri di riferimento:
a) periodo nel quale viene effettuato il controllo;
b) tipologia di coltura in atto (annuali o poliennali) e stadio
fenologico;
c) tipologia di terreno;
d) giacitura;
e) piovosita’ della zona.
Il controllo oggettivo e’ da riferirsi esclusivamente alla porzione
dei canali, scoline, fossi, etc. che risulta essere parte integrante
(compresa, anche in misura parziale, all’interno del confine
catastale) della particella catastale oggetto di indagine.
Sono esclusi dal controllo le parti dei canali, scoline, fossi,
ecc. che ricadano fuori dai confini catastali della particella
oggetto del controllo.
Ai fini della valutazione del rispetto dei requisiti ambientali il
tecnico dovra’ verificare, in presenza di terreni in piano, se la
manutenzione delle scoline e dei canali collettori permanenti

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info