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DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 1993, n. 91 (4) Attuazione della direttiv...

DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 1993, n. 91 (4) Attuazione della direttiva 90/219/CEE concernente l'impiego confinato di microorganismi geneticamente modificati. (G.U. n. 78, 3 aprile 1993, Serie Generale)

DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 1993, n. 91 (4)
Attuazione della
direttiva 90/219/CEE concernente l’impiego confinato di microorganismi
geneticamente modificati.
(G.U. n. 78, 3 aprile 1993, Serie
Generale)
(4)Abrogato dall’art. 24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile 2001, n.
206, a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto
e delle norme applicative di cui all’art. 18, comma 1, dello
stesso.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;
Visto l’art. 40 della legge 19 febbraio 1992, n.
142, recante delega al Governo per l’attuazione della direttiva n.
90/219/CEE del Consiglio del 23 aprile 1990, concernente l’impiego
confinato di microorganismi geneticamente modificati;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 dicembre 1992;
Acquisiti i pareri delle competenti
Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 1° marzo 1993;
Sulla proposta dei Ministri
per il coordinamento delle politiche comunitarie e della sanità, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia,
del tesoro e dell’ambiente;
Emana
il seguente decreto
legislativo:
Art. 1(5)
1. Il presente decreto stabilisce le misure per
l’impiego confinato dei microorganismi geneticamente modificati, volte
a tutelare la salute dell’uomo e dell’ambiente.
2. Il Ministro della
sanità coordina le attività amministrative e tecnico-scientifiche
relative alla integrale attuazione delle misure contenute nel presente
decreto, d’intesa, per quanto di rispettiva competenza, con i Ministri
dell’ambiente, del lavoro e della previdenza sociale, dell’agricoltura
e delle foreste, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica.
(5)Articolo
abrogato dall’art. 24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 206, che ha
abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del medesimo decreto e delle norme applicative di cui all’art.
18, comma 1, dello stesso.
Art. 2(6)
1. Ai sensi del presente decreto
si intende per:
a) microorganismo: ogni entità microbiologica
cellulare o non cellulare capace di replicarsi e di trasferire
materiale genetico;
b) microorganismo geneticamente modificato: un
microorganismo il cui materiale genetico è stato modificato in un modo
che non avviene in natura mediante incrocio e/o ricombinazione
naturale. Nell’ambito di tale definizione:
1) la modificazione
genetica avviene almeno mediante l’impiego delle tecniche elencate
nell’allegato I A, parte 1;
2) le tecniche elencate nell’allegato I
A, parte 2, non sono considerate tecniche che hanno per effetto una
modificazione genetica;
c) impiego confinato: ogni operazione nella
quale i microorganismi sono modificati geneticamente o nella quale
tali microorganismi geneticamente modificati sono messi in coltura,
stoccati, utilizzati, trasportati, distrutti o smaltiti e per la quale
vengono usate barriere fisiche, o una combinazione di barriere fisiche
e barriere chimiche e/o biologiche, al fine di limitare il contatto
degli stessi con la popolazione e con l’ambiente;
d) operazione di
tipo A: le operazioni che sono eseguite per l’insegnamento, la
ricerca, lo sviluppo o altri scopi non industriali o non commerciali e
che sono operazioni su piccola scala;
e) operazione di tipo B: le
operazioni diverse da quelle di tipo A;
f) incidente: ogni evento
imprevisto che comporti una disseminazione significativa e non
intenzionale di microorganismi geneticamente modificati nel corso del
loro impiego confinato e che possa mettere in pericolo, con effetto
immediato o differito, la salute dell’uomo o dell’ambiente;
g)
utilizzatore: qualsiasi persona fisica o giuridica responsabile
dell’impiego confinato di microorganismi modificati geneticamente;
h)
notifica: la presentazione al Ministero della sanità di documenti
contenenti le prescritte informazioni.
(6)Articolo abrogato dall’art.
24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 206, che ha abrogato l’intero
provvedimento, a decorrere dalla data di entrata in vigore del
medesimo decreto e delle norme applicative di cui all’art. 18, comma
1, dello stesso.
Art. 3(7)
1. Il presente decreto non si applica
qualora la modificazione genetica sia ottenuta con l’impiego delle
tecniche elencate nell’allegato I B.
(7)Articolo abrogato dall’art.
24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 206, che ha abrogato l’intero
provvedimento, a decorrere dalla data di entrata in vigore del
medesimo decreto e delle norme applicative di cui all’art. 18, comma
1, dello stesso.
Art. 4(8)
1. Ai sensi del presente decreto i
microorganismi modificati geneticamente sono classificati nel modo
seguente:
a) gruppo I: i microorganismi che soddisfano i criteri
dell’allegato II;
b) gruppo II: i microorganismi diversi da quelli
del gruppo I.
2. Per le operazioni di tipo A taluni dei criteri di
cui all’allegato II possono essere applicabili ai fini della
classificazione di un particolare microorganismo geneticamente
modificato. In tal caso la classificazione è operata dall’utilizzatore
in via provvisoria e il Ministero della sanità applica criteri
appropriati che permettano di ottenere la maggior equivalenza
possibile.
3. Con decreto del Ministro della sanità di concerto con i
Ministri di cui all’art. 1, comma 2, si provvede a determinare e ad
aggiornare i criteri di classificazione di cui ai commi 1 e 2, in
relazione alle determinazioni delle Comunità europee ovvero sulla base
delle eventuali indicazioni fornite dal Comitato scientifico per i
rischi derivanti dall’impiego di agenti biologici, istituito presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 40, comma 2,
della legge 19 febbraio 1992, n. 142.
4. Con decreto del Ministro
della sanità di concerto con i Ministri di cui all’art. 1, comma 2, è
data attuazione, ai sensi dell’art. 20 della legge 16 aprile 1987, n.
183, alle direttive delle Comunità europee nella parte in cui
modificano le modalità esecutive e le caratteristiche di ordine
tecnico relative al presente decreto.
5. Copia dei decreti di cui ai
commi 3 e 4 sono trasmessi al Ministro per il coordinamento delle
politiche comunitarie e degli affari regionali.
(8)Articolo abrogato
dall’art. 24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 206, che ha abrogato
l’intero provvedimento, a decorrere dalla data di entrata in vigore
del medesimo decreto e delle norme applicative di cui all’art. 18,
comma 1, dello stesso.
Art. 5(9)
1. Il presente decreto si applica
alle operazioni di stoccaggio, di trasporto, alla distruzione o allo
smaltimento di microorganismi geneticamente modificati immessi sul
mercato ove non siano operanti direttive comunitarie che assicurano
una specifica valutazione del rischio di tipo equivalente a quella
prevista dal presente decreto.
2. Gli articoli da 7 a 12 non si
applicano al trasporto di microorganismi geneticamente modificati su
strade pubbliche, per ferrovia, per via navigabile interna, per mare o
per via aerea.
(9)Articolo abrogato dall’art. 24, comma 1, D.Lgs. 12
aprile 2001, n. 206, che ha abrogato l’intero provvedimento, a
decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e delle
norme applicative di cui all’art. 18, comma 1, dello stesso.
Art.
6(10)
1. L’utilizzatore adotta tutte le misure necessarie ad evitare
gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sull’ambiente derivanti
dall’impiego confinato di microorganismi modificati geneticamente.
2.
A tal fine l’utilizzatore effettua una valutazione preventiva
dell’impiego confinato e dei relativi rischi per la salute dell’uomo e
per l’ambiente.
3. Nell’effettuare la valutazione di cui al comma 2
l’utilizzatore, in particolare, tiene conto dei parametri stabiliti
all’allegato III, ove pertinenti, per qualsiasi microorganismo
geneticamente modificato che egli intenda impiegare.
4. L’utilizzatore
tiene a disposizione dei Ministeri competenti la documentazione della
valutazione di cui ai commi 2 e 3 e ne trasmette una sintesi al
Ministero della sanità in quanto parte della notifica ai sensi degli
articoli 8, 9 e 10.
(10)Articolo abrogato dall’art. 24, comma 1,
D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 206, che ha abrogato l’intero provvedimento,
a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e
delle norme applicative di cui all’art. 18, comma 1, dello
stesso.
Art. 7(11)
1. (1)
2. L’utilizzatore di microorganismi
geneticamente modificati del gruppo II è tenuto ad applicare, oltre
alle disposizioni di cui al comma 1, le misure di confinamento
stabilite all’allegato IV ove ne ricorrano i presupposti.
3. Le misure
di confinamento applicate vengono almeno annualmente riesaminate
dall’utilizzatore per tener conto delle nuove conoscenze tecniche o
scientifiche in materia di confinamento e di trattamento e smaltimento
dei rifiuti.
4. L’utilizzatore, ultimato il riesame ai sensi del comma
3, invia una relazione documentata al Ministro della
sanità.
(11)Articolo abrogato dall’art. 24, comma 1, D.Lgs. 12 aprile
2001, n. 206, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere
dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e delle norme
applicative di cui all’art. 18, comma 1, dello stesso.
(1)Comma
soppresso dall’art. 73, comma 2, D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626,
come modificato dal D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242.
Art. 7
1.
L’utilizzatore di microorganismi geneticamente modificati del gruppo I
è tenuto ad applicare i princìpi di buona prassi microbiologica e ad
osservare le seguenti regole di sicurezza e di igiene del lavoro:
a)
mantenere al più basso livello tecnicamente praticabile l’esposizione
ad agenti fisici, chimici e biologici dei luoghi di lavoro e
dell’ambiente;
b) applicare alla fonte misure di controllo tecnico e
completarle, se necessario, con abiti e me…

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