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DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 1992, n. 519 (1) Attuazione della dir...

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 1992, n. 519 (1) Attuazione della direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle apparecchiature per terminali di telecomunicazione. (G.U. n. 306, 31 dicembre 1992, Supplemento ordinario)

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 1992, n. 519 (1)
Attuazione della
direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alle apparecchiature per terminali di
telecomunicazione.
(G.U. n. 306, 31 dicembre 1992, Supplemento
ordinario)
(1)Abrogato dall’art. 16, comma 1, D.Lgs. 12 novembre 1996,
n. 614, a sua volta abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio
2001, n. 269,, a decorrere dal giorno successivo a quello della
pubblicazione nella G.U.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli
articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’art. 6 della legge 19
dicembre 1992, n. 489, recante delega al Governo per l’attuazione
della direttiva 91/263/CEE del Consiglio del 29 aprile 1991,
concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle apparecchiature per terminali di telecomunicazione,
incluso il reciproco riconoscimento delle loro conformità;
Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
23 dicembre 1992;
Sulla proposta dei Ministri per il coordinamento
delle politiche comunitarie e per gli affari regionali, delle poste e
delle telecomunicazioni e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia e del tesoro;
Emana
il seguente decreto
legislativo:
Art. 1
Definizioni(3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 16,
comma 1, D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 614, che ha abrogato l’intero
provvedimento; successivamente il D.Lgs. 614/1996, è stato a sua volta
abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n. 269, a
decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella
G.U.
Art. 1
Definizioni(2)
1. Ai fini del presente decreto
legislativo, si intendono per:
a) “organismo notificato”, un
organismo, stabilito nella Comunità europea, iscritto in un elenco
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, designato
per una o più delle seguenti funzioni:
1) certificazione e controllo
delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni;
2)
certificazione e sorveglianza dei sistemi di qualità aziendale;
b)
“requisiti essenziali”, quei requisiti che si riferiscono:
1) alla
sicurezza dell’utilizzatore, nella misura in cui tale requisito non
sia già contemplato dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791;
2) alla
sicurezza degli operatori delle reti pubbliche di telecomunicazioni,
nella misura in cui tale requisito non sia già contemplato dalla
stessa legge 18 ottobre 1977, n. 791;
3) alla compatibilità
elettromagnetica, nella misura in cui questi riguardano
l’apparecchiatura terminale in modo specifico;
4) alla protezione
della rete pubblica di telecomunicazioni da danni;
5) alla
utilizzazione efficace dello spettro delle radiofrequenze, del caso;

6) all’interfunzionamento delle apparecchiature terminali con le
apparecchiature della rete pubblica di telecomunicazioni al fine di
realizzare, modificare, tassare, mantenere e interrompere collegamenti
reali o virtuali;
7) all’interfunzionamento tra apparecchiature
terminali attraverso la rete pubblica di telecomunicazioni, nei casi
giustificati, definiti in sede comunitaria;
c) “rete pubblica di
telecomunicazioni”, l’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che
permette la trasmissione di segnali fra punti terminali definiti della
rete, mediante fili, ponti radio, mezzi ottici o altri mezzi
elettromagnetici;
d) “apparecchiatura terminale”, un’apparecchiatura
destinata ad essere collegata mediante un sistema cablato, radio,
ottico o altro sistema elettromagnetico, ad una rete pubblica di
telecomunicazioni, vale a dire:
1) essere collegata direttamente ad
un punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazione o
interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in quanto
collegata direttamente o indirettamente ad un suo punto terminale per
la trasmissione, il trattamento o la ricezione di informazioni;
e)
“specifica tecnica”, la specificazione che figura in un documento che
definisce le caratteristiche richieste di un prodotto, quali i livelli
di qualità, le prestazioni, la sicurezza e le dimensioni, comprese le
prescrizioni applicabili ad un prodotto per quanto riguarda la
terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio,
il marchio e l’etichettatura;
f) “norma tecnica”, la specifica
tecnica adottata da un organismo normativo riconosciuto ai fini di
un’applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non è
obbligatoria;
g) “regola tecnica comune”, la regola tecnica derivata
da norme tecniche internazionali o europee valide nei paesi della
Comunità e contenente solo i requisiti essenziali, la cui osservanza è
obbligatoria;
h) “approvazione amministrativa”, l’atto relativo alla
idoneità di un’apparecchiatura terminale ad essere connessa alla rete
pubblica di telecomunicazioni.
(2)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 614.
Art. 2
Campo di
applicazione(5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 16, comma 1, D.Lgs. 12
novembre 1996, n. 614, che ha abrogato l’intero provvedimento;
successivamente il D.Lgs. 614/1996, è stato a sua volta abrogato
dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n. 269, a decorrere dal
giorno successivo a quello della pubblicazione nella G.U.
Art. 2
Campo
di applicazione(4)
1. Il presente decreto legislativo si applica alle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni per le quali la
certificazione di conformità ai requisiti essenziali viene rilasciata
sulla base di regole tecniche comuni i cui riferimenti sono pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee; i riferimenti delle
corrispondenti regole tecniche nazionali individuati con decreto del
Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il
Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato sono
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Le
apparecchiature terminali di telecomunicazioni devono soddisfare ai
requisiti essenziali loro propri.
3. Le apparecchiature terminali
possono essere:
a) destinate ad essere collegate direttamente o
indirettamente alla rete pubblica;
b) suscettibili di essere
collegate alla rete pubblica, ma non destinate a tale impiego.
4.
All’atto della prima immissione nel mercato, il costruttore o il
mandatario stabilito nella comunità europea deve indicare la
destinazione delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni con
dichiarazione conforme all’allegato 7 diretta all’Ispettorato generale
delle telecomunicazioni. In ogni caso le apparecchiature terminali che
si avvalgono di un sistema di radiocomunicazioni si ritengono
destinate al collegamento con la rete pubblica.
5. Le apparecchiature
per la sola ricezione di radiodiffusione sonora e televisiva sono
escluse dalla disciplina del presente decreto legislativo.
6. Con
decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di
concerto con il Ministro dell’industria del commercio e
dell’artigianato, sono designati o revocati agli organismi notificati.
In prima applicazione l’organismo notificato per la certificazione ed
il controllo delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni è
l’Ispettorato generale delle telecomunicazioni.
7. Qualsiasi modifica
di un prodotto già approvato da un attestato di esame CE del tipo deve
essere comunicata immediatamente all’Ispettorato generale delle
telecomunicazioni. Qualora tale modifica influisca sulla conformità ai
requisiti essenziali o sulle modalità d’uso prescritte inizialmente
per quel prodotto è necessario procedere ad una nuova approvazione.
Tale approvazione viene rilasciata sotto forma di complemento
all’attestato originale di esame CE del tipo.
(4)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 614.
Art.
3
Normativa relativa alla sicurezza elettrica(7)
(7)Articolo abrogato
dall’art. 16, comma 1, D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 614, che ha
abrogato l’intero provvedimento; successivamente il D.Lgs. 614/1996, è
stato a sua volta abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio
2001, n. 269, a decorrere dal giorno successivo a quello della
pubblicazione nella G.U.
Art. 3
Normativa relativa alla sicurezza
elettrica(6)
1. I requisiti essenziali relativi alla sicurezza
elettrica previsti dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791, attuativa
della direttiva 73/23/CEE, si presumono verificati se
l’apparecchiatura è munita di marchio o attestato di conformità
rilasciato dagli organismi competenti definiti nella citata legge.
2.
I requisiti essenziali relativi alla sicurezza elettrica non previsti
dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791, si presumono verificati in base
alla certificazione di conformità di cui all’art. 2, comma 1.
3. Le
norme europee armonizzate trasposte in norme nazionali, relative ai
requisiti di sicurezza delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni non previsti dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791,
sono recepite con decreto del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni, di concerto con il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato; i riferimenti delle norme nazionali sono
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
(6)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 12
novembre 1996, n. 614.
Art. 4
Apparecchiature terminali non destinate
alla connessione in rete(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 16, comma
1, D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 614, che ha abrogato l’intero
provvedimento; successivamente il D.Lgs. 614/1996, è stato a sua volta
abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n. 269, a
decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella
G.U.
Art. 4
Apparecchiature terminali non destinate alla connessione
in rete(8)
1. Le apparecchiature terminali con marchio conforme a
quello dell’allegato 6 sono considerate conformi ai requisiti
essenziali; esse possono essere commercializzate, ma non connesse alla
rete pubb…

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