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DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 1992, n. 542 Regolamento recante i c...

DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 1992, n. 542 Regolamento recante i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali. (G.U. n. 8, 12 gennaio 1993, Serie Generale)

DECRETO MINISTERIALE 12 novembre 1992, n. 542
Regolamento recante i
criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali
naturali.
(G.U. n. 8, 12 gennaio 1993, Serie Generale)
IL MINISTRO
DELLA SANITA’
Visto il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105,
recante disposizioni per l’attuazione della direttiva n. 80/777/CEE
relativa alla utilizzazione e alla commercializzazione delle acque
minerali naturali;
Visti in particolare il 1° e 2° comma dell’art. 2
del citato decreto, che prevedono l’emanazione di provvedimenti
concernenti i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque
minerali naturali, ed il 1° comma dell’art. 21, che prevede la
revisione dei riconoscimenti delle acque minerali naturali in vendita
alla data di entrata in vigore del decreto stesso;
Visto l’art. 34 del
regio decreto 28 settembre 1919, n. 1924;
Visto l’art. 6, lettera t),
della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto il decreto del Capo del
Governo 7 novembre 1939, n. 1856, e successive integrazioni;
Sentito
il parere del Consiglio superiore di sanità in data 24 giugno
1992;
Visto l’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Sentito il parere del Consiglio di Stato reso nell’adunanza
generale del 5 ottobre 1992;
Vista la comunicazione fatta in data 11
novembre 1992 al Presidente del consiglio dei ministri a norma
dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Adotta
il
seguente regolamento:
Capo I
CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE
CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE DELLE ACQUE MINERALI NATURALI
Art. 1
A
corredo della domande di riconoscimento delle acque minerali naturali
deve essere prodotta una relazione idrogeologica volta ad illustrare
tutti gli aspetti caratterizzanti la falda acquifera d’origine.
Art.
2
La relazione deve fare riferimento alla cartografia ufficiale
esistente e deve comprendere:
1) definizione del bacino imbrifero
geografico ed idrogeologico con carta geologica e profili geologici
significativi in scala minima 1:25.000;
2) piovosità e temperatura
sul bacino idrogeologico;
3) carta delle permeabilità del bacino
idrogeologico in scala minima 1:25.000;
4) descrizione dell’opera di
presa e sua realizzazione;
5) bilancio idrogeologico, valutazione
delle caratteristiche idrauliche della falda, studio della
mineralizzazione della falda e delle variazioni chimico-fisiche nelle
quattro stagioni per almeno un anno solare;
6) piano topografico, in
scala minima 1:5.000, esteso, compatibilmente con la natura e
l’ubicazione dei terreni, per almeno 5 kmq intorno all’opera di presa,
con la geologia di dettaglio e relativa carta e sezioni
rappresentative geologiche e permeatimetriche; eventuale possibilità
di rapporti della falda con zone a rischio di inquinamento;
7) piano
particolareggiato, con curve di livello, della zona circostante la
captazione, con carta in scala minima 1:1.000 e sezioni geologiche
delle quali risultino i criteri adottati per la salvaguardia
dell’opera di presa e della falda da possibili elementi inquinanti
esterni;
8) a dimostrazione della non interferenza di altre falde
sulla falda minerale, la relazione deve essere integrata con
documentazione idrogeologica, chimico-fisica ed eventualmente
isotopica su campioni prelevati nelle condizioni anomale;
9) la
provenienza dalla stessa falda di più opere di presa o punti d’acqua
deve essere dimostrata con esauriente documentazione idrogeologica,
chimico-fisica ed eventualmente isotopica.
Capo II
CRITERI DI
VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE CHIMICHE E CHIMICO-FISICHE DELLE
ACQUE MINERALI NATURALI
Art. 3
Le domande di riconoscimento delle
acque minerali naturali debbono essere corredate dai certificati di
almeno quattro analisi chimiche e fisico-chimiche eseguite nelle
quattro stagioni su campioni prelevati alla sorgente ovvero alle
singole sorgenti, se l’acqua proviene da più sorgenti, e dai relativi
verbali di prelevamento redatti dall’autorità sanitaria che ha
assistito ai prelevamenti stessi.
Art. 4
Le analisi sono eseguite dai
laboratori di cui al decreto del Capo del Governo 7 novembre 1939, n.
1856, e successive integrazioni.
Art. 5
Dalle analisi chimiche e
fisico-chimiche deve risultare la determinazione dei seguenti
parametri dell’acqua minerale:
1) temperatura alla sorgente;
2)
concentrazione degli ioni idrogeno alla sorgente;
3) conduttività;

4) residuo fisso;
5) ossidabilità;
6) anidride carbonica libera
alla sorgente;
7) silice;
8) bicarbonati;
9) cloruri;
10) solfati;

11) sodio;
12) potassio;
13) calcio;
14) magnesio;
15) ferro
disciolto;
16) fluoro;
17) azoto ammoniacale;
18) fosforo totale;

19) grado solfidrometrico;
20) stronzio;
21) litio;
22) alluminio;

23) bromo;
24) iodio.
Art. 6 (3)
Dalle analisi chimiche deve
inoltre risultare la determinazione dei seguenti parametri il cui
tenore massimo ammissibile è a fianco indicata:

1) cianuri
0,01 mg/I
CN
2) fenoli (esclusi quelli naturali che nin reagiscono al
cloro)
assenti al limite di rilevabilità del metodo
3) agenti
tensioattivi (MBAS anionici)
assenti al limite di rilevabilità del
metodo
4) oli minerali – idrocarburi disciolti o emulsionati
assenti
al limite di rilevabilità del metodo
5) idrocarburi aromatici
policiclici
assenti al limite di rilevabilità del metodo
6) pesticidi
e bifenili policlorurati
assenti al limite di rilevabilità del
metodo
7) composti organoalogenati che non rientrano nella voce n.
6
assenti al limite di rilevabilità del metodo
8) arsenico
0,05 mg/I
calcolato come As totale
9) bario
1 mg/I
10) borati
5 mg/I, calcolato
come B
11) cadmio
0,003 mg/I
12) cromo
0,05 mg/I, calcolato come
cromo totale
13) mercurio
0,001 mg/I
14) manganese
2 mg/I
15)
nitrati
45 mg/I N0Å3

10 mg/I per acque destinate all’infanzia
16)
nitriti
0,002 mg/I N0Å2
17) piombo
0,01 mg/I
18) rame
1 mg/I
19)
selenio
0,01 mg/I
L’assenza dei parametri elencati dal punto 2 al
punto 7, deve essere stabilita facendo riferimento ai metodi
pubblicati nell’ultima edizione degli “Standard methods for the
examination of water and wastewater” dell’America Public Health
Association.
(3)Articolo sostituito dall’art. 1, D.M. 31 maggio
2001.
Art. 6 (4)
Dalle analisi chimiche deve inoltre risultare la
determinazione dei seguenti parametri, relativi a sostanze
contaminanti o indesiderabili al di sopra di una determinata
concentrazione, a fianco indicata:
1) cianuri
0,01 mb/I CN
2) fenoli
(esclusi quelli naturali che nin reagiscono al cloro)
0,5 ug/I
C6H50H
3) agenti tensioattivi (MBAS anionici)
200 ug/I
laurilsolfato
4) oli minerali – idrocarburi disciolti o emulsionati
10
ug/I
5) idrocarburi aromatici policiclici
0,2 ug/I
6) pesticidi e
bifenili policlorurati
0,1 ug/I per componente separato

0,5 mg/I in
totale
7) composti organoalogenati che non rientrano nella voce n. 6
1
ug/I
8) arsenico
0,05 mg/I As3 – 0,15 mg/I As 5 –

0,20 in
totale
9) bario
10 mg/I
10) borati
30 mg/I H3B03
11) cadmio
0,01 mg/I

12) cromo VI
0,05 mg/I
13) mercurio
0,001 mg/I
14) manganese
2 mg/I

15) nitrati
45 mg/I N03

10 mg/I per acque destinate alla
alimentazione dell’infanzia
16) nitriti
0,03 mg/I N02
17) piombo
0,05
mg/I
18) rame
1 mg/I
19) selenio
0,01 mg/I
(4)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.M. 31 maggio 2001.
Capo III
CRITERI DI
VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE MICROBIOLOGICHE DELLE ACQUE MINERALI
NATURALI
Art. 7
Le domande di riconoscimento delle acque minerali
naturali debbono essere corredate dai certificati di almeno quattro
analisi microbiologiche eseguite nelle quattro stagioni su campioni
prelevati alla sorgente ovvero alle singole sorgenti, se l’acqua
proviene da più sorgenti, e dai relativi verbali di prelevamento
redatti dall’autorità sanitaria che ha assistito ai prelevamenti
stessi.
Art. 8
Le analisi sono eseguite dai laboratori di cui al
decreto del Capo del Governo 7 novembre 1939, n. 1856, e successive
integrazioni.
Art. 9
Dalle analisi deve risultare:
1) assenza dei
coliformi in 250 ml, accertata su semina in due repliche da 250 ml;

2) assenza degli streptococchi fecali in 250 ml, accertata su semina
in due repliche da 250 ml;
3) assenza delle spore di clostridi
solfito riduttori in 50 ml, accertata su unica semina;
4) assenza
dello Staphylococcus aureus in 250 ml, accertata su unica semina;
5)
assenza dello Pseudomonas aeruginosa in 250 ml, accertata su unica
semina.
Art. 10
Debbono inoltre essere determinati i valori della
carica microbica totale a 20°C dopo 72 ore e a 37°C dopo 24 ore.
Capo
IV
CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE CLINICHE E
FARMACOLOGICHE DELLE ACQUE MINERALI NATURALI
Art. 11
La natura degli
esami, cui si deve procedere secondo metodi scientifici riconosciuti,
deve essere adattata alle caratteristiche proprie dell’acqua minerale
naturale ed ai suoi effetti sull’organismo umano, quali la diuresi, il
funzionamento gastrico o intestinale, la compensazione delle carenze
di sostanze minerali.
Art. 12
Eventualmente, la constatazione della
costanza e della concordanza di un gran numero di osservazioni
cliniche può sostituire gli esami di cui all’art. 11; in casi
appropriati gli esami clinici possono sostituirsi agli esami
considerati all’art. 11, a condizione che la costanza e la concordanza
di un gran numero di osservazioni consentano di ottenere gli stessi
risultati.
Art. 13
Gli studi clinici, farmacologici e tossicologici
debbono essere condotti presso strutture ospedaliere o universitarie
nel rispetto delle regole di buona pratica clinica e di buona pratica
di laboratorio.
Art. 14
In situazioni particolari, quali quelle
connesse con le caratteristiche di composizione dell’acqua, è
consentito, qualora sia tecnicamente preferibile e realizzabile
condurre la sperimentazione clinica in prossimità della sorgente, a
condizione che la sperimentazione stessa sia eseguita sotto il
controllo del responsabile di una delle strutture di cui all’art.
13.

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