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DECRETO MINISTERIALE 17 aprile 1997, n. 160 (2) Regolamento per la procedura di approvazione nazionale delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni (G.U. n. 137, 14 giugno 1997, Supplemento Ordinario)

DECRETO MINISTERIALE 17 aprile 1997, n. 160 (2)
Regolamento per la
procedura di approvazione nazionale delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni
(G.U. n. 137, 14 giugno 1997, Supplemento
Ordinario)
(2)Abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n.
269, a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione
nella G.U.
IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI
Visto il
testo unico delle disposizioni legislative in materia postale di
bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Vista la legge 18
ottobre 1977, n. 791, che attua la direttiva n. 73/23/CEE, relativa
alle garanzie di sicurezza del materiale elettrico destinato ad essere
utilizzato entro alcuni limiti di tensione;
Vista la legge 21 giugno
1986, n. 317, che attua la direttiva 83/189/CEE relativa alla
procedura di informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche, modificata dalla direttiva 88/182/CEE,
recepita con l’articolo 53 della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Visto
l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la
legge 28 marzo 1991, n. 109, che attua la direttiva 88/301/CCE
relativa alla concorrenza sul mercato dei terminali di
telecomunicazioni;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 1992, n.
314 – allegato 11 relativo alla procedura per l’omologazione delle
apparecchiature terminali da connettere alla rete pubblica di
telecomunicazioni;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n
615, che attua la direttiva 89/336/CEE relativa alla compatibilità
elettromagnetica, modificata ed integrata dalle direttiva 92/31/CEE,
93/68/CEE e 93/97/CEE;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996,
n. 614, che attua la direttiva 91/263/CEE riguardante il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni, incluso il reciproco
riconoscimento della loro conformità, come modificata dalla direttiva
93/68/CEE ed integrata dalla direttiva 93/97/CEE;
Vista la legge 28
luglio 1993, n. 300, concernente la ratifica e l’esecuzione
dell’accordo sullo Spazio economico europeo fatto a Oporto il 2 maggio
1992 e del protocollo di adattamento di detto accordo firmato a
Bruxelles il 17 marzo 1993, ed in particolare l’atto finale, allegato
II/XVIII;
Considerato che in assenza di regole tecniche comuni è
necessario istituire una procedura di approvazione nazionale dei
terminali di telecomunicazioni, basata sulle regole tecniche, sulle
norme tecniche e sulle specifiche tecniche nazionali;
Considerato che
tale procedura nazionale deve prevedere l’accesso dei costruttori, dei
loro mandatari o dei fornitori residenti nell’ambito dei Paesi
aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, in conformità ai
principi enunciati dal trattato sull’Unione europea;
Considerata
l’opportunità che la procedura stessa sia analoga alla procedura di
approvazione europea disciplinata dal decreto legislativo 12 novembre
1996, n. 614;
Ritenuto, in conseguenza, necessario introdurre una
nuova procedura nazionale di approvazione dei terminali di
telecomunicazioni in sostituzione di quella stabilita dall’allegato 11
al decreto ministeriale 23 maggio 1992, n. 314;
Vista la notifica n.
95/0193/I alla Commissione europea del progetto di regolamento, di cui
alla nota del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato prot. 160417 del 21 settembre 1995;
Sentito il
Consiglio superiore tecnico delle poste e delle
telecomunicazioni;
Ritenuto di non poter concordare con l’avviso del
Consiglio superiore tecnico delle poste e delle telecomunicazioni
inteso a richiedere la comunicazione al Ministero di qualsiasi
modifica al terminale anche se non influisce sulla rispondenza ai
requisiti essenziali o sulle condizioni d’uso, e ciò in quanto:
l’adempimento è gravoso per il costruttore; esso richiede un impegno
organizzativo al Ministero non rispondente ad esigenze concrete; il
Ministero ha sempre la possibilità di effettuare controlli sulla
commercializzazione e sulla utilizzazione dei terminali;
Sentito il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Udito il
parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 20
marzo 1997;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (GM/103283/4367DL/CR del 2 aprile 1997);
ADOTTA
il
seguente regolamento:
Art. 1
(Definizioni)(4)
(4)Articolo abrogato
dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n. 269, che ha abrogato
l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello
della pubblicazione nella G.U.
Art. 1
(Definizioni)(3)
1. Ai fini del
presente decreto si intendono per:
a) “approvazione nazionale”,
l’autorizzazione al richiedente che consente il collegamento alla rete
pubblica italiana di telecomunicazioni di una apparecchiatura
terminale conforme alle relative specifiche tecniche, norme tecniche o
regole tecniche nazionali;
b) “apparecchiatura terminale”, di seguito
chiamata terminale, un’apparecchiatura destinata ad essere collegata
mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro sistema
elettromagnetico, ad una rete pubblica di telecomunicazioni, vale a
dire ad essere collegata direttamente ad un punto terminale di una
rete pubblica di telecomunicazioni o interfunzionare con una rete
pubblica di telecomunicazioni, in quanto collegata direttamente o
indirettamente ad un suo punto terminale per la trasmissione, il
trattamento o la ricezione di informazioni;
c) “autorizzazione
temporanea”, quella che consente in assenza di approvazione nazionale
la connessione temporanea alla rete pubblica di telecomunicazioni
italiana di uno o più terminali;
d) “requisiti essenziali”, quei
requisiti ai quali devono soddisfare le apparecchiature terminali e
cioè:
1) la sicurezza dell’utilizzatore, nella misura in cui tale
requisito non sia già contemplato dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791;

2) la sicurezza degli operatori delle reti pubbliche di
telecomunicazioni, nella misura in cui tale requisito non sia già
contemplato dalla stessa legge 18 ottobre 1977, n. 791;
3) la
compatibilità elettromagnetica, nella misura in cui i relativi
requisiti riguardino il terminale in modo specifico;
4) la protezione
della rete pubblica di telecomunicazioni da danni;
5) la
utilizzazione efficace dello spettro delle radiofrequenze, se del
caso;
6) l’interfunzionamento dei terminali con le apparecchiature
della rete pubblica di telecomunicazioni al fine di realizzare,
modificare, tassare, mantenere e interrompere collegamenti reali o
virtuali;
7) l’interfunzionamento tra terminali attraverso la rete
pubblica di telecomunicazioni, nei casi giustificati definiti in sede
comunitaria;
e) “rete pubblica di telecomunicazioni”,
l’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che permette la
trasmissione di segnali fra punti terminali definiti della rete,
mediante fili, ponti radio, mezzi ottici o altri mezzi
elettromagnetici;
f) “specifica tecnica”, la specificazione che
figura in un documento che definisce le caratteristiche richieste per
un prodotto, quali i livelli di qualità, le prestazioni, la sicurezza
e le dimensioni, comprese le prescrizioni ad essa applicabili per
quanto riguarda la terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di
prova, l’imballaggio, il marchio e l’etichettatura;
g) “norma
tecnica”, la specifica tecnica adottata da un organismo di
normalizzazione riconosciuto ai fini di un’applicazione ripetuta o
continua, la cui osservanza non è obbligatoria;
h) “norma tecnica
armonizzata”, la norma tecnica adottata da uno degli organismi di
normalizzazione europei CEN, CENELEC, ETSI su mandato della
commissione europea;
i) “regola tecnica comune”, la regola tecnica
derivata da norme tecniche armonizzate valida nei Paesi aderenti
all’accordo sullo Spazio economico europeo, di seguito denominati
Paesi SEE, contenente solo i requisiti essenziali, la cui osservanza è
obbligatoria;
l) “regola tecnica nazionale”, il documento derivato da
specifiche o norme tecniche, riguardante i soli requisiti essenziali,
adottato con un provvedimento normativo nazionale la cui osservanza è
obbligatoria;
m) “laboratorio di prova accreditato”, il laboratorio
di prova accreditato sulla base del decreto legislativo 12 novembre
1996, n. 614, art. 7, che esegue le prove prescritte dalle regole
tecniche comuni e dalle regole e norme tecniche europee e nazionali;

n) “organismo designato per la certificazione e la sorveglianza dei
sistemi qualità aziendali”, un organismo abilitato quale terza parte
competente a svolgere i compiti relativi alla valutazione, alla
certificazione ed alla sorveglianza della conformità delle aziende
sulla base della:
– norma UNI EN ISO 9001 per la qualità completa;

norma UNI EN ISO 9002 per la qualità di produzione;
o) “certificato
di esame del tipo”, il certificato rilasciato dal Ministero delle
poste e delle telecomunicazioni mediante il quale si attesta che il
tipo di apparecchiatura terminale di telecomunicazioni è rispondente
ad una specifica tecnica, ad una norma tecnica o ad una regola
tecnica.
(3)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 9
maggio 2001, n. 269.
Art. 2
(Campo di applicazione)(6)
(6)Articolo
abrogato dall’art. 17, comma 1, D.Lgs. 9 maggio 2001, n. 269, che ha
abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a
quello della pubblicazione nella G.U.
Art. 2
(Campo di
applicazione)(5)
1. Il presente regolamento si applica ai terminali di
cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) con esclusione:
a) di quelli
che rientrano nel campo di applicazione del decreto legislativo 12
novembre 1996, n. 614;
b) di quelli non destinati al mercato
italiano;
c) di quelli già immessi nel mercato e di quelli prodotti
ed immessi nel mercato entro sei me…

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