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DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 10 gennaio 1957, n. 3 Testo unico delle...

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 10 gennaio 1957, n. 3 Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato. (3a) (G.U. n. 22, 25 gennaio 1957, Serie Generale)

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 10 gennaio 1957, n. 3
Testo
unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili
dello Stato. (3a)

(G.U. n. 22, 25 gennaio 1957, Serie
Generale)

(3a) Norme di esecuzione del presente testo unico sono
state emanate con D.P.R. 3 maggio 1957, n. 686.

IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione;
Visto
l’art. 4 della legge 20 dicembre 1954, n. 1181;
Udito il parere della
Commissione parlamentare di cui all’art. 3 della legge
predetta;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per
il tesoro;
Decreta:
E’ approvato il testo unico, allegato al presente
decreto, delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati
civili dello Stato.
Statuto degli impiegati civili dello Stato

Parte
prima
STATO GIURIDICO

Titolo I
CLASSIFICAZIONE DELLE CARRIERE ED
AMMISSIONE AGLI IMPIEGHI

Capo I
CLASSIFICAZIONE DELLE
CARRIERE

Art. 1

Distinzione delle carriere

Le carriere degli
impiegati civili dello Stato, amministrativi e tecnici, sono distinte
come segue:

carriere direttive;

carriere di concetto;

carriere esecutive;

carriere del personale ausiliario.

Le
singole carriere e le relative qualifiche sono stabilite per ciascuna
amministrazione nei quadri annessi al presente decreto.

Capo
II
AMMISSIONE AGLI IMPIEGHI (5a)

(5a) Per ulteriori disposizioni in
materia , vedi l’art. 3, comma 7, L. 15 maggio 1997, n. 127.

Art.
2

Requisiti generali

Possono accedere agli impieghi civili dello
Stato coloro che posseggono i seguenti requisiti generali:

1)
cittadinanza italiana;

2) età non inferiore agli anni 18 e non
superiore ai 40. Per le categorie di candidati appartenenti a
categorie per le quali leggi speciali prevedono deroghe, il limite
massimo non può superare, anche in caso di cumulo di benefici, i
quarantacinque anni di età (1);

3) buona condotta;

4) idoneità
fisica all’impiego.

L’Amministrazione ha facoltà di sottoporre a
visita medica di controllo i vincitori del concorso.

Per l’ammissione
a particolari carriere, gli ordinamenti delle singole amministrazioni
possono prescrivere anche altri requisiti.

Il titolo di studio per
l’accesso a ciascuna carriera è stabilito dagli articoli
seguenti.

Non possono accedere agli impieghi coloro che siano esclusi
dall’elettorato attivo politico e coloro che siano stati destituiti o
dispensati dall’impiego presso una pubblica amministrazione.

Salvo
che i singoli ordinamenti non dispongano diversamente, sono equiparati
ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

I
requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del
termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della
domanda di ammissione.

(1)Numero sostituito dall’art. 2, L. 3 giugno
1978, n. 288 e, successivamente, dall’art. 1, L. 27 gennaio 1989, n.
25.

Art. 2

Requisiti generali(3)

Possono accedere agli impieghi
civili dello Stato coloro che posseggono i seguenti requisiti
generali:

1) cittadinanza italiana;

2) età non inferiore agli
anni 18 e non superiore ai 35. Per le categorie di candidati a cui
favore leggi speciali prevedono deroghe, il limite massimo non può
superare, anche in caso di cumulo di benefici, i quaranta anni di età
o i quarantacinque per i mutilati e gli invalidi di guerra e per
coloro ai quali è esteso lo stesso beneficio (2);

3) buona
condotta;

4) idoneità fisica all’impiego.

L’Amministrazione ha
facoltà di sottoporre a visita medica di controllo i vincitori del
concorso.

Per l’ammissione a particolari carriere, gli ordinamenti
delle singole amministrazioni possono prescrivere anche altri
requisiti.

Il titolo di studio per l’accesso a ciascuna carriera è
stabilito dagli articoli seguenti.

Non possono accedere agli impieghi
coloro che siano esclusi dall’elettorato attivo politico e coloro che
siano stati destituiti o dispensati dall’impiego presso una pubblica
amministrazione.

Salvo che i singoli ordinamenti non dispongano
diversamente, sono equiparati ai cittadini gli italiani non
appartenenti alla Repubblica.

I requisiti prescritti devono essere
posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di
concorso per la presentazione della domanda di ammissione .

(3)Testo
precedente le modifiche apportate dalla L. 27 gennaio 1989, n.
25.

(2)Numero sostituito dall’art. 2, L. 3 giugno 1978, n. 288.

Art.
2

Requisiti generali(4)

Possono accedere agli impieghi civili dello
Stato coloro che posseggono i seguenti requisiti generali:

1)
cittadinanza italiana;

2) età non inferiore agli anni 18 e non
superiore ai 32. Gli ordinamenti delle singole amministrazioni
possono, tuttavia, ridurre il limite superiore. Per le categorie di
candidati a cui favore leggi speciali prevedono deroghe, il limite
massimo non può superare, anche in caso di cumulo di benefici, i
quaranta anni di età o i quarantacinque per i mutilati e gli invalidi
di guerra e per coloro ai quali è esteso lo stesso beneficio;

3)
buona condotta;

4) idoneità fisica all’impiego.

L’Amministrazione ha facoltà di sottoporre a visita medica di
controllo i vincitori del concorso.

Per l’ammissione a particolari
carriere, gli ordinamenti delle singole amministrazioni possono
prescrivere anche altri requisiti.

Il titolo di studio per l’accesso
a ciascuna carriera è stabilito dagli articoli seguenti.

Non possono
accedere agli impieghi coloro che siano esclusi dall’elettorato attivo
politico e coloro che siano stati destituiti o dispensati dall’impiego
presso una pubblica amministrazione.

Salvo che i singoli ordinamenti
non dispongano diversamente, sono equiparati ai cittadini gli italiani
non appartenenti alla Repubblica.

I requisiti prescritti devono
essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando
di concorso per la presentazione della domanda di ammissione
.

(4)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 3 giugno 1978,
n. 288.

Art. 3

Concorsi di ammissione

L’assunzione agli impieghi
civili dello Stato è effettuata mediante pubblico concorso per esami
alle qualifiche iniziali, salvo quanto diversamente disposto dal
presente decreto.

L’Amministrazione stabilisce, di volta in volta, il
numero dei posti disponibili nel ruolo da mettere a concorso nelle
qualifiche iniziali, previa valutazione dell’effettivo fabbisogno di
personale in relazione alle accertate esigenze del servizio.

E’ in
facoltà dell’Amministrazione mettere a concorso, oltre i posti già
disponibili alla ditta del bando, anche quelli che si faranno vacanti
nelle qualifiche superiori, in dipendenza di collocamento a riposo di
ufficio, nel semestre successivo alla data di pubblicazione del
decreto che indice il concorso. Le nomine a tali posti in eccedenza
sono conferite al verificarsi delle singole vacanze qualora il
concorso venga espletato prima.

Il concorso è indetto con decreto del
ministro da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale.

Il termine per la
presentazione dello domande non può essere inferiore a trenta giorni
dalla data di pubblicazione del decreto.

Salve le eccezioni previste
dal presente decreto, l’assunzione agli impieghi senza il concorso
prescritto per le singole carriere è nulla di diritto e non produce
alcun effetto a carico dell’Amministrazione, ferma restando la
responsabilità dell’impiegato che vi ha provveduto.

Art.
4

Esclusione dal concorso

L’esclusione dal concorso può essere
disposta soltanto per difetto dei requisiti prescritti e con decreto
motivato del ministro.

Art. 5

Riserva dei posti e preferenze

Nei
concorsi per l’ammissione alle carriere direttive e di concetto le
riserve di posti previste da leggi speciali in favore di particolari
categorie di cittadini non possono complessivamente superare la metà
dei posti messi a concorso.

Se, in relazione a tale limite, si
imponga una riduzione dei posti da riservare secondo legge, essa si
attua in misura proporzionale per ciascuna categoria di aventi diritto
a riserva.

Salvo quanto disposto dall’art. 207, i titoli che danno
luogo a riserva di posti o preferenze nell’ammissione alle diverse
carriere non sono influenti ai fini della progressione in
carriera.

Nei concorsi per l’ammissione alle varie carriere sono
preferiti a parità di merito:

1) gli insigniti di medaglia al valor
militare;

2) i mutilati od invalidi di guerra ex combattenti;

3)
i mutilati ed invalidi per fatto di guerra;

4) i mutilati ed
invalidi per servizio;

5) gli orfani di guerra;

6) gli orfani
dei caduti per fatto di guerra;

7) gli orfani dei caduti per
servizio;

8) i feriti in combattimento;

9) gli insigniti di
croce di guerra o di altra attestazione speciale di merito di guerra
nonché i capi di famiglia numerosa;

10) coloro che hanno
frequentato con esito favorevole i corsi di preparazione o di
integrazione previsti dall’art. 150, tenendo conto del punteggio
conseguito per la preferenza fra gli stessi;

11) i figli dei
mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti;

12) i figli dei
mutilati e degli invalidi per fatto di guerra;

13) i figli dei
mutilati e degli invalidi per servizio;

14) le madri e le vedove
non rimaritate e le sorelle vedove o nubili dei caduti in guerra;

15) le madri o le vedove non rimaritate e le sorelle vedove o
nubili dei caduti per fatto di guerra;

16) le madri e le vedove non
rimaritate e le sorelle vedove o nubili dei caduti per servizio;

17) coloro che abbiano prestato servizio militare come combattenti;

18) coloro che abbiano prestato lodevole servizio a qualunque
titolo, per non meno d’un anno, nell’amministrazione che ha indetto il
concorso;

19) i coniugati con riguardo al numero dei figli.

A
parità di titoli, la preferenza è determinata:

a) dallo stato di
coniugato con …

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