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DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 8 giugno 2001, n. 327 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità (Testo A) (G.U. n. 189, 16 agosto 2001, Supplemento ordinario)

DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 8 giugno 2001, n. 327
Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione
per pubblica utilità (Testo A)
(G.U. n. 189, 16 agosto 2001,
Supplemento ordinario)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo
87, comma quinto, della Costituzione;
Visti gli articoli 14 e 16 della
legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 20, comma 8, della
legge 1997, n. 97, nonché il numero 18 dell’allegato 1, richiamato nel
medesimo comma;
Visto l’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50,
come modificato dall’articolo 1, comma 6, lettera e), della legge 24
novembre 2000, n. 340;
Visto l’articolo 7, comma 5, della legge 8
marzo 1999, n. 50, che ha consentito al Governo di demandare la
redazione degli schemi di testi unici al Consiglio di Stato;
Visto il
decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative
in materia di espropriazione per pubblica utilità;
Visto il decreto
del Presidente della Repubblica recante testo unico delle disposizioni
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica
utilità;
Acquisito il testo redatto dal Consiglio di Stato, come
definito nella Adunanza Generale del 29 marzo 2001;
Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 aprile 2001;
Acquisito il parere della competente
commissione della Camera dei Deputati e decorso inutilmente il termine
per il rilascio del parere da parte della competente commissione del
Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 31 maggio 2001;
Su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione
pubblica, di concerto con il Ministro per i lavori pubblici;
E m a n
a
il seguente decreto:
Titolo I
OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL
TESTO UNICO
Art. 1 (L)
Oggetto
1. Il presente testo unico disciplina
l’espropriazione, anche a favore di privati, dei beni immobili o di
diritti relativi ad immobili per l’esecuzione di opere pubbliche o di
pubblica utilità. (L)
2. Si considera opera pubblica o di pubblica
utilità anche la realizzazione degli interventi necessari per
l’utilizzazione da parte della collettività di beni o di terreni, o di
un loro insieme, di cui non è prevista la materiale modificazione o
trasformazione. (L)
3. I principi desumibili dalle disposizioni
legislative del presente testo unico costituiscono norme fondamentali
di riforma economico-sociale. (L)
4. Le norme del presente testo unico
non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per
dichiarazione espressa, con specifico riferimento a singole
disposizioni. (L)
Art. 2 (L)
Principio di legalità dell’azione
amministrativa
1. L’espropriazione dei beni immobili o di diritti
relativi ad immobili di cui all’articolo 1 può essere disposta nei
soli casi previsti dalle leggi e dai regolamenti. (L)
2. I
procedimenti di cui al presente testo unico si ispirano ai principi di
economicità, di efficacia, di efficienza, di pubblicità e di
semplificazione dell’azione amministrativa. (L)
Art. 3
(L)
Definizioni
1. Ai fini del presente testo unico:
a) per
“espropriato”, si intende il soggetto, pubblico o privato, titolare
del diritto espropriato;
b) per “autorità espropriante”, si intende
l’autorità amministrativa titolare del potere di espropriare e che
cura il relativo procedimento, ovvero il concessionario di un’opera
pubblica, al quale sia stato attribuito tale potere, in base ad una
norma;
c) per “beneficiario dell’espropriazione”, si intende il
soggetto, pubblico o privato, in cui favore è emesso il decreto di
esproprio;
d) per “promotore dell’espropriazione”, si intende il
soggetto, pubblico o privato, che chiede l’espropriazione. (L)
Art. 4
(L)
Beni non espropriabili o espropriabili in casi particolari
1. I
beni appartenenti al demanio pubblico non possono essere espropriati
fino a quando non ne viene pronunciata la sdemanializzazione. (L)
2. I
beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e degli
altri enti pubblici possono essere espropriati per perseguire un
interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la
precedente destinazione. (L)
3. I beni descritti dagli articoli 1, 14,
15 e 16 della legge 27 maggio 1929, n. 810, possono essere espropriati
se vi è il previo accordo con la Santa Sede. (L)
4. Gli edifici aperti
al culto possono essere espropriati per gravi ragioni previo accordo:

a) con la competente autorità ecclesiastica, se aperti al culto
cattolico;
b) con l’Unione delle Chiese cristiane, se aperti al culto
pubblico avventista;
c) con il presidente delle Assemblee di Dio in
Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese ad esse associate;

d) con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, se destinati
all’esercizio pubblico del culto ebraico;
e) con l’Unione cristiana
evangelica battista d’Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese
che ne facciano parte;
f) con il Decano della Chiesa evangelica
luterana in Italia e dell’organo responsabile della comunità
interessata, se aperti al culto della medesima Chiesa;
g) col
rappresentante di ogni altra confessione religiosa, nei casi previsti
dalla legge. (L)
5. Si applicano le regole sull’espropriazione
dettate dal diritto internazionale generalmente riconosciuto e da
trattati internazionali cui l’Italia aderisce. (L)
Art. 5 (L)
Ambito
di applicazione nei confronti delle Regioni e delle Province autonome
di Trento e di Bolzano
1. Le Regioni a statuto ordinario esercitano la
potestà legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni
strumentali alle materie di propria competenza, nel rispetto dei
principi fondamentali della legislazione statale nonché dei principi
generali dell’ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni
contenute nel testo unico. (L)
2. Le Regioni a statuto speciale della
Sicilia e del Trentino-Alto Adige, nonché le Province autonome di
Trento e di Bolzano esercitano la propria potestà legislativa
esclusiva in materia di espropriazione per pubblica utilità nel
rispetto delle norme fondamentali di riforma economico-sociale e dei
principi generali dell’ordinamento giuridico desumibili dalle
disposizioni del testo unico. (L)
3. Le Regioni a statuto speciale
della Sardegna, del Friuli-Venezia Giulia e della Valle d’Aosta
esercitano la propria potestà legislativa concorrente in materia di
espropriazione per pubblica utilità nel rispetto delle norme
fondamentali di riforma economico-sociale, dei principi generali
dell’ordinamento giuridico e dei principi fondamentali della
legislazione statale, desumibili dalle disposizioni del testo unico.
(L)
4. Le disposizioni del testo unico operano direttamente nei
riguardi delle Regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale fino
a quando esse non si adeguano ai principi e alle norme fondamentali di
riforma economico-sociale di cui al testo unico, nel rispetto dei
termini previsti dai rispettivi statuti e dalle relative norme di
attuazione. La Regione Trentino-Alto Adige e le province autonome di
Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi degli
articoli 4 e 8 dello statuto speciale di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 31 agosto 1972, n. 67, e dell’art. 2 del decreto
legislativo 16 marzo 1992, n. 266. (L)
5. Nell’ambito delle funzioni
amministrative trasferite o delegate dallo Stato alle Regioni e alle
Province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi delle leggi vigenti
rientrano anche quelle concernenti i procedimenti di espropriazione
per pubblica utilità e quelli concernenti la materiale acquisizione
delle aree. (L)
Art. 6 (L-R)
Regole generali sulla competenza
1.
L’autorità competente alla realizzazione di un’opera pubblica o di
pubblica utilità è anche competente all’emanazione degli atti del
procedimento espropriativo che si renda necessario. (L)
2. Le
amministrazioni statali, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri
enti pubblici individuano ed organizzano l’ufficio per le
espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio
già esistente. (L)
3. Le Regioni a statuto speciale o a statuto
ordinario e le Province autonome di Trento e di Bolzano emanano tutti
gli atti dei procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli
interessi da esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni
statali. (L)
4. Gli enti locali possono istituire un ufficio comune
per le espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un’altra
forma associativa prevista dalla legge. (L)
5. All’ufficio per le
espropriazioni è preposto un dirigente o, in sua mancanza, il
dipendente con la qualifica più elevata. (R)
6. Per ciascun
procedimento, è designato un responsabile che dirige, coordina e cura
tutte le operazioni e gli atti del procedimento, anche avvalendosi
dell’ausilio di tecnici. (R)
7. Il dirigente dell’ufficio per le
espropriazioni emana ogni provvedimento conclusivo del procedimento,
anche se non predisposto dal responsabile del procedimento. (L)
8. Se
l’opera pubblica o di pubblica utilità va realizzata da un
concessionario, l’amministrazione concedente può delegargli, in tutto
o in parte, i propri poteri espropriativi, determinando chiaramente
l’ambito della delega nella concessione, i cui estremi vanno
specificati in ogni atto del procedimento espropriativo. (L)
Art. 7
(L)
Competenze particolari dei Comuni
1. Il Comune può espropriare:

a) le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in
contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio,
a seguito dell’approvazione del piano regolatore generale, per
consentirne l’ordinata attuazione nelle zone di espansione;
b)
l’immobile al quale va incorporata un’area inserita in un piano
particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non
intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni, entro
il termine di sessanta giorni, …

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