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DECRETO-LEGGE 3 luglio 2001, n. 256 Interventi urgenti nel settore dei...

DECRETO-LEGGE 3 luglio 2001, n. 256 Interventi urgenti nel settore dei trasporti (G.U. n. 153, 4 luglio 2001, Serie Generale)

DECRETO-LEGGE 3 luglio 2001, n. 256 (2)
Interventi urgenti nel
settore dei trasporti
(G.U. n. 153, 4 luglio 2001, Serie
Generale)
(2)Convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1,
comma 1, L. 20 agosto 2001, n. 334.
IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87, comma quinto, della
Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di
prevedere un regime transitorio che consenta un riassetto normativo
del settore dell’autotrasporto, ivi compreso il sistema
tariffario;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 giugno 2001;
Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro per le
politiche comunitarie;
Emana
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
1.
L’articolo 21 del decreto legislativo 22 dicembre 2000, n. 395, è
sostituito dal seguente: “Art. 21 (Regolamento di attuazione). – 1. Il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti adotta, con proprio
regolamento da emanarsi entro il termine del 31 dicembre 2001, le
previste disposizioni attuative. Fino alla predetta data continuano ad
applicarsi le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dei
trasporti 16 maggio 1991, n. 198, nel decreto legislativo 14 marzo
1998, n. 84, e nel decreto del Ministro dei trasporti 20 dicembre
1991, n. 448, e non si applicano le disposizioni dettate dall’articolo
20.”.
Art. 2.
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 22 del decreto
legislativo 22 dicembre 2000, n. 395, è aggiunto il seguente: “1-bis.
A decorrere dalla data del 1° luglio 2001 e fino alla data del 30
giugno 2003, le imprese che intendono esercitare la professione di
autotrasportatore di cose per conto di terzi devono possedere i
requisiti di onorabilità, capacità finanziaria e capacità
professionale, essere iscritte all’albo degli autotrasportatori per
conto di terzi e dimostrare di avere acquisito, per cessione
d’azienda, imprese di autotrasporto ovvero l’intero parco veicolare di
altra impresa iscritta all’albo ed in possesso di titolo
autorizzativo, che cessi l’attività.”.
Art. 3.
1. L’ultimo comma
dell’articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, come modificato
dall’articolo 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1993, n. 162, si interpreta
nel senso che la prevista annotazione sulla copia del contratto di
trasporto dei dati relativi agli estremi dell’iscrizione all’albo e
dell’autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute
dal vettore, nonché la conseguente nullità del contratto privo di tali
annotazioni, non comportano l’obbligatorietà della forma scritta del
contratto di trasporto previsto dall’articolo 1678 del codice civile,
ma rilevano soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto
le parti abbiano scelto la forma scritta.
Art. 3-bis(1)
1. Al comma 30
dell’articolo 145 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le parole:
“nonché di ulteriori lire 300 miliardi, in relazione agli oneri
finanziari connessi all’allineamento di cui all’articolo 1, comma 1,
del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40 sono sostituite
dalle seguenti: “nonché di ulteriori lire 300 miliardi per la
copertura, per il tramite dell’INPS, degli oneri sopportati dalle
aziende esercenti pubblici servizi di trasporto in conseguenza del
mancato allineamento, per l’anno 1999, delle aliquote contributive di
dette aziende a quelle medie del settore industriale.
(1)Articolo
inserito dalla legge di conversione.
Art. 4.
1. Il presente decreto
entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle
Camere per le conversione in legge.Il presente decreto, munito del
sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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