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DELIBERAZIONE C.I.P.E. 4 aprile 2001, n. 46 Riparto fondi ai comuni t...

DELIBERAZIONE C.I.P.E. 4 aprile 2001, n. 46 Riparto fondi ai comuni terremotati - Legge 23 gennaio 1992, n. 32 - Legge 23 dicembre 2000, n. 388. (Deliberazione n. 46/2001) (G.U. n. 145, 25 giugno 2001, Serie Generale)

DELIBERAZIONE C.I.P.E. 4 aprile 2001, n. 46
Riparto fondi ai comuni
terremotati – Legge 23 gennaio 1992, n. 32 – Legge 23 dicembre 2000,
n. 388. (Deliberazione n. 46/2001)
(G.U. n. 145, 25 giugno 2001, Serie
Generale)
IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
Vista la legge 23 gennaio 1992, n. 32, recante disposizioni
in ordine alla ricostruzione nei territori di cui al testo unico
approvato con decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76;
Visto il
decreto-legge 12 novembre 1996, n. 576, convertito, con modificazioni,
nella legge 31 dicembre 1996, n. 677, art. 11-ter;(1)
Vista la legge
23 dicembre 1996, n. 662, art. 2, comma 100, che stabilisce tra
l’altro che “risorse statali attribuite ad investimenti pubblici non
utilizzati …. possono essere destinate a finalità diverse” e tra
esse “agli interventi di cui all’art. 1 della legge 23 gennaio 1992,
n. 32”;
Visto il decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67 convertito, con
modificazioni, nella legge 23 maggio 1997, n. 135, art. 1, comma 1,
che stabilisce che una quota delle risorse è destinata “agli
interventi di cui alla legge 23 gennaio 1992, n. 32”;
Vista la propria
delibera 17 marzo 1998, n. 32, con la quale nell’ambito dei compiti
affidati dalle succitate disposizioni normative è stata quantificata
in L. 525 mld. la quota complessiva da assegnarsi per le finalità
della legge n. 32/1992;
Vista la propria delibera 9 luglio 1998, n.
73, con la quale, a valere sulla predetta disponibilità, è stata
assegnata la somma complessiva di L. 105 mld. ai Ministeri dei beni
culturali e dei lavori pubblici per gli interventi di propria
competenza;
Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448, che all’art. 50,
comma i), stabilisce che per la prosecuzione degli interventi di cui
all’art. 3, comma 2, della legge n. 32/1992, le regioni Basilicata e
Campania sono autorizzate a contrarre mutui di durata ventennale, per
un importo, rispettivamente, di 4 e 6 miliardi di lire a decorrere
dall’anno 2000 e di 6 e 9 miliardi di lire a decorrere dall’anno 2001
e a tale scopo sono autorizzati limiti di impegno a carico del
bilancio dello Stato di lire 10 miliardi a decorrere dall’anno 2000 e
di lire 15 miliardi a decorrere dall’anno 2001;
Vista la legge 31
dicembre 1998, n. 483, che all’art. 1, comma 3, autorizza limiti di
impegno ventennale, rispettivamente, di lire 10 miliardi annui a
decorrere dal 1999 e di lire 15 miliardi annui a decorrere dall’anno
2000, a carico del bilancio dello Stato, con contrazione delle
operazioni di mutuo a cura delle regioni interessate, secondo apposito
piano di riparto approvato dal CIPE sulla base delle esigenze degli
enti locali interessati;
Vista la legge 24 novembre 2000, n. 340, art.
28;
Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, che in attuazione
dell’autorizzazione di cui all’art. 144, comma 1, riporta inscritti in
tabella 1 limiti di impegno quindicennali, a partire dall’anno 2002,
per 94 miliardi di lire, per la contrazione di mutui da parte delle
regioni interessate e con oneri a carico dello Stato;
Vista la propria
delibera 6 agosto 1999, n. 163, con la quale, nel procedere
all’assegnazione di risorse ai comuni per i quali è stata verificata
dal Ministero dei lavori pubblici la sussistenza di fabbisogno per le
finalità nella medesima deliberazione indicate, è stata accantonata la
somma di 100 miliardi di lire da ripartirsi successivamente anche
sulla base di indicazioni delle regioni Basilicata e Campania,
comunque “coerenti con le necessità già indicate nelle schede allegate
alla delibera CIPE 5 agosto 1997 e degli ulteriori progetti pilota che
potranno essere presentati nei termini di cui al successivo punto
4”;
Viste le note delle regioni Basilicata e Campania 29 novembre
2000, n. 2600 e 20 dicembre 2000, n. 3661, di accompagno delle
rispettive delibere di giunta n. 2517 del 22 novembre 2000 e n. 6337
del 12 dicembre 2000, con le quali viene ufficialmente richiesto di
destinare risorse alla copertura del minor introito derivato dalla
contrazione del mutuo pari a lire 33.082.132.973 per la regione
Basilicata e lire 77.191.644.000 per la regione Campania e quindi per
un importo complessivo di L. 110.273.776.577 con conseguente
riduzione, in analoga misura percentuale, per tutti i comuni
destinatari delle risorse medesime;
Ritenuto di dover destinare a
sanatoria degli impegni assunti dai comuni sulla base delle somme, a
titolo presuntivo, indicate nella citata dlibera n. 163/1999, una
quota del ricavato del mutuo che verrà stipulato dalle regioni
mediante utilizzo di parte del suindicato limite di impegno per
ricostituire il plafond presuntivamente indicato nella citata delibera
n. 163/1999;
Vista la proposta pervenuta dal Ministero dei lavori
pubblici con nota 2110/24/3 del 28 febbraio 2001 contenente
l’indicazione del fabbisogno accertato dallo stesso Ministero per
singolo comune e l’assegnazione urgente a fronte del predetto
fabbisogno e successiva modifica;
Considerato che allo stato attuale
sono da ripartire limiti di impegno quindicennali di 94 miliardi di
lire, a partire dall’anno 2002, 100 miliardi di lire di cui al sopra
citato accantonamento e rinveniente dalle risorse definite con
delibera n. 32/1998 relativamente all’anno 2001, nonché 5 miliardi di
lire di limite di impegno inscritti in tabella 3 della legge n.
388/2000;
Ritenuto, altresi, che, a seguito delle risultanze
dell’istruttoria svolta anche con il coinvolgimento delle due regioni
interessate, appare opportuno procedere all’accantonamento di una
quota di risorse da ripartire in prosieguo a fronte della necessità di
consentire compensazioni derivanti da una analisi più puntuale del
fabbisogno e della capacità di spesa dei singoli enti destinatari
nonché delle necessità connesse all’attuazione delle normative
successive alla legge n. 32/1992;
Tenuto conto che il sistema del
ricorso al mutuo rende incerta l’effettiva misura finanziaria
disponibile fin tanto non si sia addivenuti alla stipula del contratto
di mutuo e che, pertanto, l’ammontare reale da assegnare ai singoli
comuni, al momento presuntivamente valorizzabile in relazione ai tassi
di interesse vigenti, rende necessario accantonare, sulle quote
indicate con la presente deliberazione, una somma che garantisca il
contenimento della spesa nell’ambito delle risorse che verranno
effettivamente concesse, in relazione all’andamento dei tassi di
interesse, dall’istituto mutuante con l’utilizzo dei limiti di impegno
assegnati;
Udita la relazione del Sottosegretario ai lavori
pubblici;
Delibera:
(1)Capoverso modificato da errata-corrige
pubblicata nella G.U. 9 agosto 2001, n. 184.
[Articolo unico]
1. Il
limite di impegno di lire 94 miliardi pari a Meuro 48,55 in premessa
indicato è assegnato per lire 28,20 miliardi alla regione Basilicata e
per lire 65,80 miliardi alla regione Campania.
2. Non appena le due
regioni interessate avranno stipulato i rispettivi contratti di mutuo,
i relativi ammontari dovranno essere immediatamente comunicati al
CIPE, al Ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica ed
al Ministero dei lavori pubblici.
3. Con le risorse derivanti
dall’accensione dei mutui da effettuarsi direttamente dalle regioni
con i limiti di impegno come sopra assegnati, le medesime regioni
assicureranno prioritariamente ai comuni, di cui alla delibera n.
163/1999, la copertura della differenza tra i presunti valori assoluti
indicati in detta delibera e l’effettiva erogazione derivata dal netto
ricavo registrato all’atto dell’accensione dei mutui, così come
risulta dalle delibere di giunta della regione Basilicata n. 2517 del
22 novembre 2000 e della regione Campania n. 6337 del 12 dicembre
2000.
4. Sul restante netto ricavo le regioni erogheranno le risorse
ai comuni nella misura percentuale indicata a fianco di ciascuno
nell’allegata tabella 1, che forma parte integrante della presente
delibera, fermo restando che l’importo in termini assoluti riportato
in detta tabella costituisce la somma massima erogabile ai singoli
comuni. Di ciò verrà data immediata comunicazione ai comuni
interessati, a questo comitato, al Ministero del tesoro, bilancio e
programmazione economica ed al Ministero dei lavori pubblici.
L’eventuale importo eccedente quello globalmente previsto, per
ciascuna regione, nella allegata tabella andrà a costituire incremento
delle quote di accantonamento indicate in premessa riportate quale
accantonamento.
5. In attesa della comunicazione di cui al precedente
punto 4) i singoli comuni possono procedere all’impegno di risorse in
misura non superiore al 70% di quelle indicate nell’allegata tabella
1. Detta misura costituisce anche il limite massimo, ove strettamente
necessario, di ricorso alle anticipazioni di tesoreria.
6. Le risorse
assegnate sono da destinare con delibere di consiglio comunale, da
trasmettere a questo comitato, al Ministero dei lavori pubblici, ai
sensi della legge n. 32/1992:
per la concessione di contributi a
soggetti in priorità a) e b) dell’art. 3 della legge n. 32/1992, come
modificato dalla legge n. 677/1996 ed ai relativi “trascinati”, così
come stabilito nelle deliberazioni di questo comitato assunte in
attuazione della legge n. 32/1992;
per la realizzazione di opere di
urbanizzazione primaria ed edifici scolastici, come indicato nella
legge n. 32/1992, art. 3, comma 4, richiamata dall’art. 28 della legge
n. 340/2000, art. 28, nel rispetto delle direttive formulate da questo
comitato;
per il pagamento di espropri, sentenze e contenzioso ed
analoghi ineludibili pagamenti connessi con impegni assunti a seguito
degli eventi sismici;
per attività di servizio e di gestione
dell’ufficio terremoto nella misura non superiore al 4%;
per il
finanziamento dei progetti pilota.
7. A valere sulla somma di lire
100 miliardi, già accantonata con delibera n. 163/1999, l’importo di
lire 20 miliardi è destinato all’edilizia di culto e…

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