Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

LEGGE 18 aprile 1975, n. 110 Norme integrative della disciplina vigen...

LEGGE 18 aprile 1975, n. 110 Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi. (G.U. n. 105, 21 aprile 1975, Serie Generale)

LEGGE 18 aprile 1975, n. 110
Norme integrative della disciplina
vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli
esplosivi.
(G.U. n. 105, 21 aprile 1975, Serie Generale)
La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE
DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
Armi da guerra,
armi tipo guerra e munizioni da guerra
Agli effetti delle leggi
penali, di quelle di pubblica sicurezza e delle altre disposizioni
legislative o regolamentari in materia sono armi da guerra le armi di
ogni specie che, per la loro spiccata potenzialità di offesa, sono o
possono essere destinate al moderno armamento delle truppe nazionali o
estere per l’ impiego bellico, nonché le bombe di qualsiasi tipo o
parti di esse, gli aggressivi chimici, i congegni bellici micidiali di
qualunque natura, le bottiglie o gli involucri esplosivi o
incendiari.
Fatto salvo quanto stabilito nel secondo comma
dell’articolo 2, sono armi tipo guerra quelle che, pur non rientrando
tra le armi da guerra, possono utilizzare lo stesso munizionamento
delle armi da guerra o sono predisposte al funzionamento automatico
per l’ esecuzione del tiro a raffica o presentano caratteristiche
balistiche o di impiego comuni con le armi da guerra.
Sono munizioni
da guerra le cartucce e i relativi bossoli, i proiettili o parti di
essi destinati al caricamento delle armi da guerra.
Art. 2
Armi e
munizioni comuni da sparo
1. Agli stessi effetti indicati nel primo
comma del precedente articolo 1 e salvo quanto disposto dal secondo
comma dell’ articolo stesso sono armi comuni da sparo:
a) i fucili
anche semiautomatici con una o più canne ad anima liscia;
b) i fucili
con due canne ad anima rigata, a caricamento successivo con azione
manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o
rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le
carabine ed i moschetti ad una canna ad anima rigata, anche se
predisposti per il funzionamento semiautomatico;
e) i fucili e le
carabine che impiegano munizioni a percussione anulare, purché non a
funzionamento automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le
pistole a funzionamento semiautomatico;
h) le repliche di armi
antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890, fatta eccezione
per quelle a colpo singolo(85).
2. Sono altresì armi comuni da sparo
i fucili e le carabine che, pur potendosi prestare all’ utilizzazione
del munizionamento da guerra, presentino specifiche caratteristiche
per l’ effettivo impiego per uso di caccia o sportivo, abbiano
limitato volume di fuoco e siano destinate ad utilizzare munizioni di
tipo diverso da quelle militari.
3. Sono infine considerate armi
comuni da sparo quelle denominate “da bersaglio da sala”, o ad
emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa o gas compressi,
sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un’energia cinetica
superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si
tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i
quali la commissione consultiva di cui all’ articolo 6 escluda, in
relazione alle rispettive caratteristiche, l’ attitudine a recare
offesa alla persona(82).
4. Le munizioni a palla destinate alle armi
da sparo comuni non possono comunque essere costituite con pallottole
a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad
espansione, autopropellenti, né possono essere tali da emettere
sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, eccettuate le cartucce
che lanciano sostanze e strumenti narcotizzanti destinate a fini
scientifici e di zoofilia per le quali venga rilasciata apposita
licenza del questore(83).
5. Le disposizioni del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, del regio decreto
6 maggio 1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni e
della presente legge relative alla detenzione ed al porto delle armi
non si applicano nei riguardi degli strumenti lanciarazzi e delle
relative munizioni quando il loro impiego è previsto da disposizioni
legislative o regolamentari ovvero quando sono comunque detenuti o
portati per essere utilizzati come strumenti di segnalazione per
soccorso, salvataggio o attività di protezione civile
(84).
(85)Lettera modificata dall’art. 11, comma 1, L. 21 dicembre
1999, n. 526.
(82)Comma sostituito dall’ art. 1, L. 21 febbraio 1990,
n. 36 e successivamente modificato dall’art. 11, comma 2, L. 21
dicembre 1999, n. 526.
(83)Comma modificato dall’ art. 12, comma 3,
D.L. 8 giugno 1992, n. 306.
(84)Comma modificato dall’ art. 1, L. 21
febbraio 1990, n. 36.
Art. 2
Armi e munizioni comuni da sparo (86)
1.
Agli stessi effetti indicati nel primo comma del precedente articolo 1
e salvo quanto disposto dal secondo comma dell’ articolo stesso sono
armi comuni da sparo:
a) i fucili anche semiautomatici con una o più
canne ad anima liscia;
b) i fucili con due canne ad anima rigata, a
caricamento successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre
canne miste, ad anime lisce o rigate, a caricamento successivo con
azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna
ad anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento
semiautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni a
percussione anulare, purché non a funzionamento automatico;
f) le
rivoltelle a rotazione;
g) le pistole a funzionamento semiautomatico;

h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al
1890.
2. Sono altresì armi comuni da sparo i fucili e le carabine
che, pur potendosi prestare all’ utilizzazione del munizionamento da
guerra, presentino specifiche caratteristiche per l’ effettivo impiego
per uso di caccia o sportivo, abbiano limitato volume di fuoco e siano
destinate ad utilizzare munizioni di tipo diverso da quelle
militari.
3. Sono infine considerate armi comuni da sparo quelle
denominate >, o ad emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa
sia lunghe sia corte e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti
di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali la
commissione consultiva di cui all’ articolo 6 escluda, in relazione
alle rispettive caratteristiche, l’ attitudine a recare offesa alla
persona(1).
4. Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo
comuni non possono comunque essere costituite con pallottole a nucleo
perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad
espansione, autopropellenti, né possono essere tali da emettere
sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, eccettuate le cartucce
che lanciano sostanze e strumenti narcotizzanti destinate a fini
scientifici e di zoofilia per le quali venga rilasciata apposita
licenza del questore(2).
5. Le disposizioni del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, del regio decreto
6 maggio 1940, n. 635, con le successive rispettive modificazioni e
della presente legge relative alla detenzione ed al porto delle armi
non si applicano nei riguardi degli strumenti lanciarazzi e delle
relative munizioni quando il loro impiego è previsto da disposizioni
legislative o regolamentari ovvero quando sono comunque detenuti o
portati per essere utilizzati come strumenti di segnalazione per
soccorso, salvataggio o attività di protezione civile (4).
(86)Testo
precedente le modifiche apportate dalla L. 21 dicembre 1999, n.
526.
(1)Comma sostituito dall’ art. 1, L. 21 febbraio 1990, n.
36.
(2)Comma modificato dall’ art. 12, comma 3, D.L. 8 giugno 1992, n.
306.
(4)Comma modificato dall’ art. 1, L. 21 febbraio 1990, n. 36.

Art. 2
Armi e munizioni comuni da sparo(7)
Agli stessi effetti
indicati nel primo comma del precedente art. 1 e salvo quanto disposto
dal secondo comma dell’articolo stesso sono armi comuni da sparo:
a)
i fucili anche semiautomatici con una o più canne ad anima liscia;
b)
i fucili con due canne ad anima rigata, a caricamento successivo con
azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce
o rigate, a caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili,
le carabine ed i moschetti ad una canna ad anima rigata, anche se
predisposti per il funzionamento semiautomatico;
e) i fucili e le
carabine che impiegano munizioni a percussione anulare, purchè non a
funzionamento automatico;
f) le rivoltelle a rotazione;
g) le
pistole a funzionamento semiautomatico;
h) le repliche di armi
antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890.
Sono altresì armi
comuni da sparo i fucili e le carabine che, pur potendosi prestare
all’utilizzazione del munizionamento da guerra, presentino specifiche
caratteristiche per l’effettivo impiego per uso di caccia o sportivo,
abbiano limitato volume di fuoco e siano destinate ad utilizzare
munizioni di tipo diverso da quelle militari.
Sono infine considerate
armi comuni da sparo quelle denominate “da bersaglio da sala”, o ad
emissione di gas, nonchè le armi ad aria compressa sia lunghe sia
corte e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi
destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali la
commissione consultiva di cui all’art. 6 escluda, in relazione alle
rispettive caratteristiche, l’attitudine a recare offesa alla persona
(5).
Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo comuni non
possono comunque essere costituite con pallottole a nucleo perforante,
traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, autopropellenti, né
possono essere tali da emettere sostanze stupefacenti, tossiche o
corrosive, eccettuate le cartucce che lanciano sostanze e strumenti
narcotizzanti destinate a fini scientifici e di zoofilia per le quali
venga rilasciata apposita licenza del questore.
Le disposizioni del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773,
del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con le successive rispettive
modificazioni, e della presente legge relative alla detenzione ed al
porto delle arm…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info