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Approvazione del Regolamento per le migliorie igieniche negli alberghi...

Approvazione del Regolamento per le migliorie igieniche negli alberghi.

RD 24 MAGGIO 1925, n.1102
Veduto l’art. 10 del decreto-legge 12
ottobre 1919, n. 2099.
Articolo unico.
E’ approvato l’unito
regolamento, che sarà vidimato e sottoscritto, d’ordine nostro, dai
ministri proponenti, contenente le norme per rendere obbligatoria
l’attuazione delle migliorie igieniche e sanitarie negli alberghi, e
per mettere in grado l’ente nazionale per le industrie turistiche di
raggiungere le finalità di vigilanza, che sotto tale riguardo gli sono
attribuite dal proprio statuto.
TESTO DEL REGOLAMENTO
Art. 1.
L’Ente
provinciale per il turismo (1), nel promuovere o incoraggiare con
premi, sovvenzioni od altro ausilio iniziative intese a dotare di
alberghi luoghi che ne siano privi o che ne siano provvisti solo in
modo inadeguato ai bisogni del turismo, avrà cura, presi gli opportuni
accordi col medico provinciale, che sia data la preferenza a quelle
atte a conseguire meglio le finalità igieniche a cui intendono le
disposizioni del presente regolamento. Lo stesso criterio di
preferenze sarà osservato dai comuni nel concedere agli effetti
dell’art. 8 del decreto reale 12 ottobre 1919, n. 2099, esenzione
dalle tasse locali per gli edifici di nuova costruzione destinati ad
uso di albergo.
(1) Così modificato dal DPR 28.06.1955 n. 630 Art. 21

Art. 2.
Indipendentemente dall’autorizzazione prescritta dall’art.
60 della legge sulla pubblica sicurezza, e da quanto è prescritto ai
fini dell’edilizia, per l’apertura di alberghi, occorrerà ai fini
igienico-sanitari, anche l’autorizzazione del sindaco, da concedere su
parere favorevole dell’ufficiale sanitario. Per ottenere la prescritta
autorizzazione i richiedenti trasmetteranno al sindaco il progetto sia
delle nuove costruzioni, sia delle trasformazioni di locali ad uso di
albergo. Anche quando non si debba eseguire alcuna trasformazione di
locali sarà trasmessa al sindaco la pianta di tutti i locali da
occupare. Contro il rifiuto di autorizzazione da parte del sindaco è
dato ricorso al prefetto, che decide sentito il medico provinciale. La
decisione del prefetto è provvedimento definitivo. Chi eserciterà
l’industria alberghiera nonostante il rifiuto della prescritta
autorizzazione, sarà punito a termini dell’art. 451, comma secondo,
del codice penale.
Art. 3.
Gli alberghi dovranno essere situati
preferibilmente nei siti salubri. Il sindaco, su proposta
dell’ufficiale sanitario o dell’Ente provinciale per il turismo, potrà
ordinare la chiusura di quegli alberghi, i quali per la ubicazione,
oppure per le condizioni intrinseche dei locali o delle loro
dipendenze e relativi impianti ed arredamenti siano giudicati
insalubri, qualora l’esercente non possa o non voglia eseguire i
lavori necessari per rimuovere le cause di insalubrità. Contro
l’ordinanza che prescrive la chiusura oppure i lavori di risanamento
ritenuti indispensabili, è dato ricorso al prefetto che decide,
sentito il medico provinciale. La decisione del prefetto è
provvedimento definitivo. Quando un albergo si trovi posto in zona
malarica, e non sia opportuno, per ragioni di pubblico interesse,
ordinarne la chiusura, dovranno adottarsi per esso, secondo le
prescrizioni da darsi dall’ufficiale sanitario, misure efficaci di
difesa antianofelica (protezione meccanica alle porte e finestre mercé
applicazioni di reticelle, distruzione delle zanzare negli ambienti,
ecc.) e di piccola bonifica antimalarica nell’àmbito del fabbricato e
nelle sue dipendenze (1).
(1) Così modificato dal DPR 28.06.1955 n.
630 Art. 21
Art. 4.
Negli alberghi e nelle pensioni la cubatura
minima delle camere a un letto è fissata in metri cubi 24 e quella
delle camere a due letti in metri cubi 42. La superficie minima sarà
rispettivamente di metri quadrati 8 e metri quadrati 14. L’altezza
utile interna sarà quella stabilita dai regolamenti comunali di
igiene. Le suindicate dimensioni vanno calcolate al netto di ogni
altro ambiente accessorio. Nelle località di altitudine superiore a
metri 700 sul livello del mare, i regolamenti comunali di igiene
possono ridurre la cubatura delle camere in relazione a particolari
condizioni climatiche, fino al limite minimo di metri cubi 23 e 40,
rispettivamente per le camere ad un letto e a due letti. Anche in
questo caso l’altezza utile sarà quella stabilita dai regolamenti
comunali di igiene. Per le camere a più di due letti la cubatura e la
superficie minima sono quelle risultanti dalle misure stabilite per le
camere a due letti aumentate, per ogni letto in più, di un numero
rispettivamente di metri cubi o quadrati pari alla differenza di
cubatura e superficie tra le camere ad uno e quelle a due letti. La
consistenza ricettiva degli alberghi e delle pensioni è indicata nella
licenza di costruzione, nell’autorizzazione all’abitabilità nel
provvedimento di classificazione e nella licenza di esercizio(1). I
pavimenti dovranno essere costruiti con materiale impermeabile; è,
tuttavia, consentito l’uso di pavimenti di legno. Per la camere da
letto si cercherà di usufruire meglio che sia possibile delle
esposizioni più aereate e soleggiate e di disporle in modo che ne
resti lontano tutto ciò che possa costituire fonte di insalubrità.

(1) Così modificato dal DPR 30.12.1970 n. 1437 Art. 1
CFR DL
29.03.1995 n. 97 Art. 7
Art. 5.
Salva l’osservanza della
disposizione dell’art. 69 del testo unico delle leggi sanitarie 1º
agosto 1907, n. 636, e di quelle contenute nei regolamenti locali
d’igiene, le latrine, in numero non inferiore ad una per piano o ad
una per ogni venti persone, dovranno essere sempre a chiusura ermetica
ed inodore, e, nei luoghi dove esiste distribuzione interna di acqua
nelle case, dovranno essere a chiusura idraulica e con cassetta di
lavaggio. Nelle località, ove manchi la fognatura a circolazione
continua, dovranno essere adottati, per la raccolta e lo smaltimento
delle acque luride dell’albergo, quei sistemi di fognatura statica che
garantiscono i locali dell’albergo da qualsiasi esalazione ed il
sottosuolo da qualsiasi inquinamento. I progetti da presentarsi al
sindaco a norma dell’art. 2 del presente regolamento dovranno sempre
contenere una descrizione dettagliata ed illustrata degli impianti di
raccolta e smaltimento delle acque luride predette. Le latrine ed i
bagni, se destinati ad uso comune di più camere, dovranno essere
illuminati e ventilati con finestra all’esterno e dovranno avere le
pareti rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile e
impermeabile, preferibilmente di mattonelle smaltate, maiolicate, con
gli angoli fra le pareti, e fra queste e i pavimenti, arrotondati.
Qualora le latrine ed i bagni siano annessi a singole camere, è
consentita l’illuminazione artificiale e l’areazione forzata mediante
idonea apparecchiatura meccanica (1). Gli alberghi dovranno essere
pure forniti di congrui gabinetti da bagno in numero proporzionato
all’importanza di essi, determinata dalla categoria ove trovansi
classificati. I camerini da bagno dovranno avere pavimenti
impermeabili e pareti rivestite nel modo suindicato.
(1) Così
modificato dal DPR 30.12.1970 n. 1437 Art. 2
Art. 6.
Le cucine, le
dispense e le sale da pranzo dovranno essere ben ventilate ed avere
luce diretta. Esse dovranno essere protette, con mezzi idonei, dalla
invasione delle mosche. A tal fine le cucine e le dispense dovranno
avere porte e finestre munite di reticelle metalliche, da mantenersi
sempre integre e pulite. Gli alberghi, che fanno servizio di
trattoria, dovranno essere forniti di adatte celle e armadi
frigoriferi per la conservazione degli alimenti di facile alterazione.
La capacità dei relativi impianti sarà proporzionata al servizio di
cucina.
Art. 7.
L’acqua potabile, da accertarsi in quantità
sufficiente, dovrà essere distinta da quella destinata ad altri
servizi; e dove esista acqua impotabile i relativi rubinetti dovranno
recarne speciale indicazione. Dove esiste regolare acquedotto, con
distribuzione nelle case, l’acqua potabile dovrà essere erogata da
rubinetto attaccato alla condotta diretta che conduce l’acqua nei
serbatoi, e non a quella derivata dai serbatoi stessi. Dove manca
l’acquedotto i recipienti dell’acqua potabile dovranno essere separati
da quelli contenenti acqua per altri usi e mantenuti con tutte le
cautele igieniche per la più scrupolosa provvista, conservazione ed
erogazione dell’acqua.
Art. 8.
La biancheria dovrà essere sempre
fornita di bucato ad ogni nuovo ospite e venire ricambiata a brevi
periodi. Si dovrà vigilare perché il bucato venga eseguito con sistemi
igienici, e qualora gli alberghi dispongano di propria lavanderia,
questa dovrà funzionare nel modo più atto ad assicurare la perfetta
ripulitura e sterilizzazione della biancheria. Gli effetti letterecci
dovranno pure essere mantenuti nello stato della più scrupolosa
pulizia ed esenti da parassiti animali. Le tende, i tappeti, i mobili
ricoperti di stoffa e simili dovranno essere liberati dalla polvere a
periodi frequenti ed in modo igienico.
Art. 9.
Gli alberghi che
dispongono di un numero di letti superiore a cento, dovranno avere,
secondo la capacità di essi e secondo quanto sarà stabilito caso per
caso dall’ufficiale sanitario, uno o più ambienti appartati,
rispondenti a speciali requisiti igienici, pel ricovero temporaneo di
infermi che, in base agli accertamenti di cui al primo comma del
successivo art. 15, siano stati ritenuti sospetti o riconosciuti
affetti da malattie contagiose, fino al loro allontanamento. Pei
maggiori alberghi dovrà essere prescritto che i detti ambienti
comprendano anche un camerino per il personale di assistenza ed un
bagno distinto dai bagni in uso per gli altri ospiti. I suindicati
ambienti dovranno essere riservati esclusivamente a tale destinazione.
Gli alberghi dovranno essere pure forniti di cassette contenenti ciò
che è più indispensabile per eventuali soccorsi di urgenza, e nei siti
malarici a…

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