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Atto di intesa tra Stato e regioni relativo agli aspetti igienico-sanitari concernenti la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio.

COMUNICATO DEL MINISTERO DELLA SANITA’
DEL 17 FEBBARIO 1992
Preambolo

La conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta dell’11 luglio
1991, ha approvato, ai sensi dell’art. 12 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, l’atto di intesa di seguito specificato proposto dal Ministero
della sanità: La Conferenza Stato-Regioni: Ritenuta la necessità di
uniformare la regolamentazione concernente gli aspetti
igienico-sanitari in materia di costruzione, manutenzione e vigilanza
delle piscine ad uso natatorio, in considerazione, fra l’altro, della
notevole diffusione dei suddetti impianti; Considerata la inesistenza
di disposizioni unitarie relative agli aspetti igienico-sanitari
connessi agli impianti di cui sopra; Sentito il Consiglio superiore di
sanità; Sentito il Consiglio sanitario nazionale; Approva il seguente
atto d’intesa per l’uniforme disciplina della materia di cui trattasi:

Art. 1. Campo di applicazione e finalità.
1. L’atto di intesa si
applica esclusivamente alle piscine di uso pubblico alimentate con
acqua dolce e dotate delle vasche di cui alle lettere a), b, c), d)
e), f) del comma 4, dell’art. 2 ed intende fornire prescrizioni e
raccomandazioni per la progettazione, costruzione, gestione ed il
controllo delle piscine ai fini della tutela igienico-sanitaria e
della sicurezza.
Art. 2. Definizione e classificazione delle piscine.

1. Si definisce piscina un complesso attrezzato per la balneazione
che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati
per attività ricercative, formative, sportive e terapeutiche
esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi. 2. Ai fini del
presente atto le piscine sono classificate in base ai seguenti
criteri: caratteristiche strutturali ed ambientali, tipo di
utilizzazione, destinazione. 3. In base alle caratteristiche
strutturali ed ambientali le piscine si distinguono in: a) piscine
scoperte se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali
non confinati entro strutture chiuse permanenti; b) piscine coperte se
costituite da complessi con uno o più bacini artificiali confinati
entro strutture chiuse permanenti; c) piscine di tipo misto se
costituite da complessi con uno o più bacini artificiali scoperti e
coperti utilizzabili contemporaneamente; d) piscine di tipo
convertibile se costituite da complessi con uno o più bacini
artificiali nei quali gli spazi destinati alle attività possono essere
aperti o chiusi in relazione alle condizioni atmosferiche. 4. In base
alla loro utilizzazione si individuano nelle varie tipologie di
piscine i seguenti tipi di vasche: a) le vasche per nuotatori sono
quelle aventi requisiti che consentono l’esercizio delle attività
natatorie in conformità al genere ed al livello di prestazioni per le
quali è destinata la piscina nel rispetto delle norme della
Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della Fédération Internationale de
Natation Amateur (FINA) vigenti, per quanto concerne le vasche
agonistiche. La profondità deve essere non inferiore a m 1,10; b) le
vasche per tuffi ed attività subacque sono quelle aventi requisiti che
consentono l’esercizio delle attività in conformità al genere ed al
livello di prestazioni per le quali è destinata la piscina nel
rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della
Fédération Internationale de Natation Amateur (FINA) vigenti per
quanto concerne i tuffi; c) le vasche ricreative e di addestramento al
nuoto sono quelle aventi requisiti morfologici e funzionali che le
rendono idonee per il gioco, la balneazione e le attività formative ed
educative propedeutiche all’esercizio delle attività natatorie. La
profondità massima deve essere non superiore a m 1,10 per almeno 1/3
della superficie della vasca; d) le vasche per bambini sono quelle
aventi requisiti morfologici e funzionali che le rendono idonee per la
balneazione dei bambini. La profondità massima deve essere non
superiore a m 0,60; e) le vasche polifunzionali sono quelle aventi
caratteristiche morfologiche e funzionali che consentono l’uso
contemporaneo del bacino per attività differenti o che posseggono
requisiti di convertibilità che le rendono idonee ad usi diversi; f)
le vasche ricreative attrezzate sono quelle con attrezzature
accessorie prevalenti quali acquascivoli, sistemi di formazione di
onde, fondi mobili, pareti mobili, etc.; g) le vasche per usi
riabilitativi sono quelle aventi requisiti morfologici e funzionali
nonchè dotazione di attrezzature specifiche per l’esercizio esclusivo
di attività riabilitative e rieducative sotto il controllo sanitario
specialistico; h) le vasche per usi curativi e termali sono quelle
nelle quali l’acqua viene utilizzata come mezzo terapeutico in
relazione alle sue caratteristiche fisico-chimiche intrinseche e/o
alle modalità con cui viene in contatto dei bagnanti e nelle quali
l’esercizio delle attività balneatorie viene effettuato sotto il
controllo sanitario specialistico. Le piscine destinate ad usi
curativi e termali o riabilitativi non possono essere utilizzate anche
per attività ricreative, formative o sportive. 5. In base alla loro
destinazione le piscine si distinguono in piscine di uso pubblico e
piscine di uso privato. Di norma le piscine sono di uso pubblico; sono
di uso privato quelle piscine facenti parte di unità abitative mono o
bifamiliari il cui uso, sotto la responsabilità del proprietario o dei
proprietari congiuntamente, sia limitato ai componenti della famiglia
ed ai loro ospiti.
Art. 3. Caratteristiche dell’area di insediamento
delle piscine.
1. é raccomandabile che l’area di insediamento delle
piscine risulti efficaciemente soleggiata, protetta da venti
dominanti, lontana da cause di inquinamento atmosferico, idrico e del
suolo e da sorgenti di rumori molesti. 2. L’approvvigionamento idrico
sia per gli usi sanitari che per l’alimentazione delle vasche, deve
essere assicurato attraverso un acquedotto pubblico e/o attraverso
altre fonti di approvvigionamento idrico, qualitativamente rispondenti
ai requisiti di potabilità, esclusa la temperatura. 3. Il fabbisogno
idrico complessivo giornaliero di acqua va computato nella misura di
almeno 70 litri al giorno per ogni frequentatore. Il fabbisogno di
acqua va calcolato considerando comunque il numero massimo di
frequentatori giornalieri. La rete di approvvigionamento idrico deve
essere protetta da possibili ritorni di acqua dal circuito delle
vasche. 4. L’allontanamento e lo smaltimento delle acque di rifiuto,
ivi comprese quelle derivanti dal funzionamento degli impianti di
alimentazione delle vasche, deve realizzarsi in conformità delle
vigenti norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento. 5. Nelle
piscine deve essere assicurata la raccolta dei rifiuti solidi ed il
loro allontanamento attraverso il servizio di nettezza urbana con le
modalità e le frequenze previste dal regolamento di igiene locale. 6.
L’ampiezza dell’area totale di insediamento delle piscine scoperte, di
tipo misto e convertibili deve risultare non inferiore a otto volte la
superficie complessiva delle vasche. 7. L’area di insediamento del
complesso piscina deve essere razionalmente collegato, con adeguati
servizi di trasporto pubblico, al relativo bacino di utenza ed in
particolare alle scuole, alle zone residenziali ed eventuali altri
centri sportivi presenti sul territorio interessato. Deve essere
garantita l’accessibilità ai mezzi di servizio e di soccorso.
Art. 4.
Elementi funzionali del complesso piscina.
1. Nel complesso piscina
si individuano i seguenti elementi funzionali: sezione attività
natatorie e di balneazione, sezione servizi, sezione impianti tecnici,
sezione pubblico, sezione attività ausiliarie. 2. Per sezione di
attività natatorie e di balneazione si intende l’insieme delle vasche
e degli spazi di pertinenza direttamente interessati alle suddette
attività. Essa comprende: le vasche, gli spazi perimetrali intorno
alle vasche, gli spazi direttamente connessi a quelli per le attività
natatorie e di balneazione, secondo quanto riportato nell’allegato 1
che fa parte integrante del presente atto. 3. Tutte le piscine debbono
essere dotate di idonei servizi di uso esclusivo ed adeguati alle
esigenze funzionali dell’impianto secondo quanto riportato
nell’allegato 2 che fa parte integrante del presente atto. 4. Tutte le
piscine devono essere dotate di idonei impianti tecnici secondo quanto
riportato nell’allegato 3 che fa parte integrante del presente atto.
5. Ove sia presente una sezione per il pubblico comprendente atrio,
posti per spettatori, spazi accessori, servizi igienici, le aree ed i
percorsi destinati al pubblico debbono essere indipendenti e separati
da quelli destinati ai frequentatori delle vasche. Per quanto riguarda
le caratteristiche dell’area destinata al pubblico vanno rispettate le
norme di sicurezza emanate dal Ministero dell’interno. Nel caso di
contiguità tra l’area riservata al pubblico e quella destinata ai
frequentatori delle vasche, va previsto un elemento di separazione in
grado di evitare passaggi incontrollati attraverso le due zone. é
necessario inoltre evitare che le acque di lavaggio delle superfici
destinate al pubblico possano refluire verso l’area di pertinenza dei
frequentatori; a questo scopo si devono adottare opportuni sistemi di
intercettazione per il convogliamento e la raccolta delle acque di
lavaggio. 6. Ove sia prevista una sezione per servizi ausiliari
comprendente aree per attività sportive (diverse da quelle natatorie)
per il ristoro (bar, tavola calda, ecc.), spazi per attività
ricreative e culturali, ambienti per uffici e riunioni, sale stampa ed
altre attività complementari, la stessa deve essere strutturata per
uso esclusivo o del pubblico o dei frequentatori delle vasche. Sono
ammessi servizi ausiliari di uso comune solo nel caso che vi sia una
nett…

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