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Interventi infrastrutturali nelle aree interessate dai campionati mondiali di calcio del 1990

Interventi infrastrutturali nelle aree interessate dai campionati
mondiali di calcio del 1990.

D.L. 1 APRILE 1989, n. 121
Preambolo
Il
Presidente della Repubblica: Visti gli articoli 77 e 87 della
Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di
adottare misure che consentano l’immediata realizzazione di interventi
infrastrutturali nelle aree che saranno interessate dai mondiali di
calcio del 1990; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 31 marzo 1989; Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del turismo e
dello spettacolo, di concerto con i Ministri dei lavori pubblici, del
bilancio e della programmazione economica, del tesoro, dei trasporti,
dell’ambiente e per i problemi delle aree urbane; Emana il seguente
decreto:
Art. 1. 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano
all’esecuzione delle opere pubbliche, di cui all’allegato elenco,
direttamente connesse allo svolgimento dei campionati mondiali di
calcio del 1990. 2. Le opere di cui al comma 1 debbono rispondere ai
seguenti requisiti: a) immediata incidenza sull’effettuazione delle
manifestazioni, con particolare riferimento all’afflusso e mobilità
del pubblico negli stadi e nei centri urbani interessati e con
caratteri di non provvisorietà; b) realizzabilità entro il 15 maggio
del 1990, anche per lotti funzionali e agibili qualora si tratti di
opere con oneri a carico del bilancio dello Stato, ovvero di
competenza dello Stato; c) congruità dell’investimento rispetto
all’obiettivo; d) rispetto delle disposizioni relative ai vincoli
ambientali, storici ed artistici. 3. Le opere di cui all’elenco
allegato al presente decreto sono dichiarate di preminente interesse
nazionale, di pubblica utilità e di somma urgenza. 4. Le procedure
disciplinate dal presente decreto si applicano altresì, su richiesta
delle amministrazioni e degli enti competenti, previa approvazione
della relativa conferenza di servizi di cui all’art. 2, alle opere
necessarie per garantire la fornitura di servizi pubblici essenziali
aventi i requisiti di cui al comma 2. 5. Le procedure disciplinate dal
presente decreto si applicano altresì alle opere connesse e funzionali
agli obiettivi della legge 23 (1) agosto 1988, n. 373, per le quali il
termine di realizzabilità è fissato al 27 febbraio 1992 (2). La
realizzazione di tali opere può essere eseguita per lotti funzionali e
non deve intralciare lo svolgimento delle manifestazioni dei
campionati mondiali di calcio del 1990.
(1) [Così rettificato in Gazz.
Uff., 6 aprile 1989, n. 80]
(2) Il termine è stato prorogato al 30
agosto 1992 dall’art. 17 della L. 20.05.1991, n. 158.
Art. 2. 1. Il
Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega il Ministro
competente, convoca, entro dieci giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, una conferenza cui partecipano tutti i
rappresentanti delle amministrazioni dello Stato e degli enti comunque
tenuti ad adottare atti d’intesa, nonchè a rilasciare pareri,
autorizzazioni, approvazioni, nulla osta previsti dalle leggi statali
e regionali. Per le opere degli enti locali la conferenza è convocata
dal sindaco del comune interessato; ad essa partecipano i soggetti
suindicati. 2. La conferenza, anche nelle more dell’esercizio della
funzione di controllo sugli atti da parte dei competenti comitati
regionali, valuta i progetti esecutivi, con particolare riferimento
alla loro compatibilità con gli interessi paesistici, ambientali,
culturali e territoriali, e si esprime su di essi entro quindici
giorni dalla convocazione, apportando, ove occorrano, le opportune
modifiche, senza che ciò comporti la necessità di ulteriori
deliberazioni per quanto concerne gli interventi dell’ente locale. La
conferenza verifica altresì il rispetto delle normative concernenti
l’abolizione delle barriere architettoniche. 3. L’approvazione assunta
all’unanimità sostituisce ad ogni effetto gli atti di intesa, i
pareri, le autorizzazioni, le approvazioni, i nulla osta previsti
dalle leggi statali e regionali. Essa comporta, per quanto occorra,
variazione anche integrativa agli strumenti urbanistici ed ai piani
territoriali, ivi compresi i piani regolatori aeroportuali, senza
necessità di ulteriori adempimenti. Testo risultante a seguito della
conversione [L 29.05.1989 n. 205 ALL UNICO] All’art. 2, il comma 2 è
sostituito dal seguente: <<2. La conferenza, anche nelle more
dell’esercizio della funzione di controllo sugli atti da parte dei
componenti comitati regionali, valuta i progetti esecutivi, che
debbono essere corredati da una relazione tecnica che dichiari la
sussistenza dei requisiti previsti dal comma 2 dell’art. 1, nel
rispetto delle disposizioni relative ai vincoli archeologici,
ambientali, storici, artistici e territoriali, e si esprime su di esso
entro quindici giorni dalla convocazione, apportando, ove occorrano,
le opportune modifiche senza che ciò comporti la necessità di
ulteriori deliberazioni per quanto concerne gli interventi dell’ente
locale. La conferenza verifica altresì il rispetto delle normative
concernenti l’abolizione delle barriere architettoniche>>.
Art.
3. 1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nomina una
commissione formata da tre componenti, di cui uno con funzioni di
presidente, aventi particolari esperienze nel settore
amministrativo-contabile, previo parere delle competenti commissioni
parlamentari. Essa opera presso l’ufficio del Ministro per i problemi
delle aree urbane. Per l’espletamento dei suoi compiti, la commissione
si avvale di una apposita segreteria tecnica, per il cui funzionamento
viene utilizzato personale in servizio presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, nel numero massimo di cinque unità. Si
applicano le disposizioni di cui alla legge 23 agosto 1988, n. 400. 2.
La commissione, che dura in carica fino al 31 ottobre 1990 (1),
predispone relazioni semestrali sull’andamento dei lavori ed una
relazione conclusiva, che sono presentate dal Governo al Parlamento.
3. Gli enti e le amministrazioni che eseguono le opere e gli
interventi contemplati nel presente decreto hanno l’obbligo di inviare
alla commissione gli elementi dalla medesima richiesti.
(1) Il
termine è statp differito al 15 settembre 1992 dall’art. 2 della L.
18.03.1991, n. 99.
Art. 4. 1. Esperita favorevolmente la procedura di
cui all’art. 2, il soggetto competente è tenuto a verificare i tempi
di realizzazione del progetto ai fini dell’applicazione delle
disposizioni relative agli affidamenti. Ove sia constatato che i tempi
necessari non consentono l’esperibilità delle procedure ordinarie ed
accelerate di cui alla legge 8 agosto 1977, n. 584, il soggetto
competente può disporre l’affidamento ai sensi dell’art. 5, comma
primo, lettera d), della legge 8 agosto 1977, n. 584. 2. Al fine di
garantire l’effettiva ultimazione delle opere nei termini previsti
dall’art. 1, il capitolato speciale di appalto per gli interventi di
cui al medesimo articolo deve prevedere una penale non inferiore al 3
per cento dell’importo contrattuale per ritardi fino alla data del 5
giugno 1990 e non inferiore al 10 per cento dell’importo contrattuale
per i successivi ritardi, da garantirsi con fidejussione bancaria
all’atto della stipula del contratto di appalto. 3. Per gli interventi
relativi a linee metropolitane, anche con sistemi innovativi, i comuni
possono procedere, all’affidamento, anche in concessione, della
progettazione e dell’esecuzione delle opere a società, imprese di
costruzione, anche cooperative, consorzi o associazioni temporanee di
imprese. Per gli interventi in cui il sistema tecnologico innovativo
adottato renda necessario assicurare una specifica compatibilità degli
impianti fissi con materiale rotabile di tipo non unificato, i comuni
possono procedere all’affidamento in concessione unitaria di
progettazione ed esecuzione delle opere e di fornitura del materiale
rotabile a società, ovvero a consorzi di cui facciano parte, insieme
con i soggetti che dispongono del sistema tecnologico per la
progettazione integrata e per la realizzazione di linee metropolitane,
imprese di costruzione in possesso dei prescritti requisiti di legge e
di provata esperienza. 4. Devono essere in ogni caso rispettate le
disposizioni della legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive
modificazioni ed integrazioni. 5. Gli interventi che interessano il
settore autostradale possono essere affidati dall’Azienda nazionale
autonoma delle strade in regime di concessione agli enti e società
concessionarie, sulla base di appositi atti aggiuntivi alle
convenzioni vigenti nei quali l’equilibrio economico è assicurato
anche attraverso la proroga del termine di scadenza delle attuali
concessioni. Testo risultante a seguito della conversione [L
29.05.1989 n. 205 ALL UNICO] All’art. 4: dopo il comma 1, è aggiunto
il seguente: <<1-bis. Limitatamente alle sole opere da
realizzare per gli interventi dei campionati mondiali di calcio del
1990, la stazione appaltante, prima di autorizzare il subappalto, deve
accertare che l’impresa subappaltatrice sia iscritta all’Albo
nazionale dei costruttori per importi e categorie adeguati ai lavori
da realizzare in subappalto e sia in regola con le disposizioni di cui
alla legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni ed
integrazioni. Il subappalto totale dell’opera è vietato. La
progettazione esecutiva, nonchè quella che alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto non risulti
ancora ultimata, dovrà contenere, per singole fasi esecutive, anche i
piani per la sicurezza fisica dei lavoratori, che devono essere
realizzati direttamente dalle imprese aggiudicatarie. Tali piani
costituiscono parte integrante del capitolato d’appalto e sono…

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