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Riordinamento delle funzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e degli Organismi a composizione mista Stato-Regioni, in attuazione dell'articolo 12, comma 7, della Legge 23 agosto 1988, n. 400.

D.L. 16 DICEMBRE 1989, n. 418
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto
l’art. 12, comma 7, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto l’art.
6- ter, comma 3, della legge 4 agosto 1989, n. 288, di conversione del
decreto-legge 30 giugno 1989, n. 245; Acquisito il parere della
competente commissione bicamerale per le questioni regionali; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
5 dicembre 1989; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e del Ministro per gli affari regionali ed i problemi
istituzionali; Emana il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Trasferimento alla Conferenza Stato-regioni delle attribuzioni a
carattere generale degli organismi a composizione mista.
1. Ai sensi
dell’art. 12, comma 7, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
trasferite alla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le
regioni e le province autonome, di seguito definita Conferenza, le
seguenti attribuzioni: a) le attribuzioni generali degli organismi a
composizione mista statale e regionale di cui all’art. 7, ad
esclusione di quelli operanti sulla base di competenze
tecnico-scientifiche di cui all’art. 8; b) i pareri su tutte le
questioni attinenti al coordinamento intersettoriale delle attività di
programmazione inerenti ai rapporti tra lo Stato, le regioni, le
province autonome e gli enti infraregionali; in particolare la
Conferenza è sentita sui criteri generali che presiedono alla
determinazione della priorità, alla allocazione delle risorse e alle
modalità di determinazione degli indici e dei parametri da utilizzare
per la predisposizione degli atti di programmazione intersettoriale;
c) i pareri sui criteri generali relativi agli atti di programmazione
e agli atti di indirizzo in materia di competenza regionale, ai fini
del coordinamento intersettoriale delle attività, e su quelli per la
ripartizione di risorse relative ai rapporti tra lo Stato, le regioni,
le province autonome e gli enti infraregionali; d) i pareri sugli atti
programmatici generali e di settore, nelle materie di competenza
regionale. 2. La Conferenza si esprime altresì su determinate
questioni di interesse generale ad essa devolute, anche su specifica
richiesta, da parte regionale o da parte statale o di uno degli
organismi a composizione mista statale e regionale. 3. La Conferenza
verifica periodicamente lo stato di attuazione dei piani e dei
programmi sui quali si è pronunciata. 4. Le disposizioni di cui al
presente articolo si applicano anche nelle ipotesi riguardanti
programmazioni e finanziamenti per gruppi di regioni e province
autonome. 5. Le disposizioni di cui al presente decreto non
costituiscono attuazione delle prerogative di consultazione e di
intesa previste dai singoli statuti delle regioni ad autonomia
speciale. Nulla è innovato nelle relative norme di attuazione.
Art.
2. Specificazioni.
1. Le attribuzioni di cui alle lettere b), c) e d)
del comma 1 dell’art. 1, relative alle competenze, agli atti e alle
attività degli organismi a composizione mista di cui all’art. 7,
comprendono tra l’altro: a) le attribuzioni consultive di cui all’art.
1-bis, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 362, ai fini del parere
di cui all’art. 12, comma 5, lettera a), e comma 7, della legge 23
agosto 1988, n. 400, sugli obiettivi di programmazione economica
nazionale e della politica finanziaria e di bilancio; b) le
attribuzioni consultive in ordine agli aspetti regionali del
coordinamento delle politiche comunitarie e, in particolare, i pareri
sugli indirizzi generali e sui criteri di cui all’art. 10, comma 2,
della legge 9 marzo 1989, n. 86; c) le attribuzioni consultive del
Consiglio sanitario nazionale, di cui alla legge 23 dicembre 1978, n.
833, e successive modificazioni e integrazioni, in ordine agli aspetti
istituzionali e ordinamentali inerenti alla gestione del Servizio
sanitario nazionale, comprese la ripartizione del fondo e la politica
del personale; d) le attribuzioni consultive in materia di edilizia
residenziale spettanti alla Conferenza ai sensi dell’art. 3, nonchè il
parere sui piani di edilizia residenziale rimessi al CIPE, il parere
sugli atti del Comitato per l’edilizia residenziale in ordine alla
ripartizione dei fondi alle regioni e sui criteri generali per la
scelta delle categorie degli operatori destinatari dei contributi per
l’edilizia residenziale, di cui all’art. 3, della legge 5 agosto 1978,
n. 457; e) le attribuzioni già spettanti alla commissione di settore
per l’attuazione di interventi programmati in agricoltura, di cui
all’art. 2, comma 4, della legge 8 novembre 1986, n. 752; f) le
attribuzioni consultive e di iniziativa in ordine alla politica
generale dei trasporti, nonchè il parere sullo schema di piano
generale e sugli aggiornamenti periodici di cui alla legge 15 giugno
1984, n. 245, e il parere sui criteri generali attinenti la gestione,
la ristrutturazione e il finanziamento dei servizi pubblici di
trasporto locale; a tal fine, nel secondo comma dell’art. 4 della
legge 15 giugno 1984, n. 245, le parole <<sentite le regioni
interessate>> sono sostituite dalle seguenti: <<sentita la
Conferenza Stato-regioni, nonchè le regioni interessate>>; g) le
attribuzioni consultive del Consiglio nazionale dello spettacolo in
ordine agli aspetti regionali delle politiche di incentivazione delle
attività culturali e dei programmi di sostegno e incentivazione
finanziaria per le attività dello spettacolo di cui alla legge 3
aprile 1985, n. 163; h) le attribuzioni consultive del Consiglio
nazionale dell’artigianato in ordine alle competenze regionali e con
riferimento alla politica di programmazione nazionale, alla politica
della Comunità economica europea e all’esportazione, di cui alla legge
8 agosto 1985, n. 443; i) le attribuzioni consultive e di iniziativa
del Consiglio nazionale per l’ambiente, di cui all’art. 12 della legge
9 luglio 1986, n. 349, in ordine al coordinamento degli interventi
dello Stato, delle regioni e degli enti locali e alle competenze delle
regioni; l) le attribuzioni consultive in ordine alle funzioni ed
attività del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali e
sui programmi nazionali di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, quando essi riguardino attività o
beni anche di competenza regionale; m) il parere sui criteri di
attuazione della politica organica e attiva dell’impiego e sugli
indirizzi di politica della occupazione e sostegno del reddito dei
lavoratori di cui all’art. 3-bis della legge 1º giugno 1977, n. 285, e
successive modificazioni e integrazioni.
Art. 3. Soppressione di
organismi a partecipazione mista Stato-regioni e relativo riordino
delle funzioni.
1. La Commissione interregionale per la
programmazione economica di cui all’art. 9 della legge 27 febbraio
1967, n. 48, la Commissione interregionale di cui all’art. 13 della
legge 16 maggio 1970, n. 281, il Comitato per la programmazione
turistica di cui all’art. 2 della legge 17 maggio 1983, n. 217, e il
Comitato di coordinamento per la programmazione dell’impiantistica
sportiva, di cui alla legge 2 febbraio 1988, n. 22, sono soppressi. 2.
Le attribuzioni conferite agli organismi di cui al comma 1 della
legge, dal regolamento o da atto amministrativo e relative alle
funzioni indicate dal comma 1 dell’art. 1 sono trasferite alla
Conferenza. Le intese previste nelle attribuzioni trasferite sono
sostituite dal parere della Conferenza. Il Ministro del turismo e
dello spettacolo, sentita la Conferenza, convoca la Conferenza
nazionale del turismo di cui alla legge 17 maggio 1983, n. 217. 3. Le
attribuzioni non trasferite o altrimenti disciplinate ai sensi del
comma 2 e dell’art. 4, sono soppresse. 4. Ferme restando le competenze
del comitato dei rappresentanti delle regioni meridionali, la
Conferenza, nell’esercizio delle sue attribuzioni, formula indicazioni
sugli interventi di carattere economico e sociale riguardanti l’intero
territorio nazionale sottoposti al suo esame, ai fini della loro
coerenza con l’obiettivo dello sviluppo del Mezzogiorno.
Art. 4.
Designazione dei rappresentanti regionali negli organismi a
composizione mista Stato-regioni.
1. Le designazioni di componenti o
rappresentanti regionali in organismi a composizione mista
Stato-regioni spettano alla Conferenza dei presidenti delle regioni e
delle province autonome, ivi comprese quelle finora attribuite alla
Conferenza Stato-regioni. Tale competenza è esclusa quando le
designazioni sono attribuite direttamente alle singole regioni o
province autonome, oppure quando la partecipazione regionale è
connessa, dalle disposizioni che la prevedono, all’oggetto specifico
dell’atto per cui è richiesta, o ad un interesse territorialmente
localizzato delle singole regioni o province autonome, o quando la
partecipazione è rimessa alla convocazione della regione da parte
dell’organismo a composizione mista o del suo presidente.
Art. 5.
Modificazioni della composizione dei rappresentanti regionali in
organismi misti le cui attribuzioni sono in parte sostituite o
integrate da quelle della Conferenza.
1. In relazione al riordino
delle funzioni e degli organismi di cui agli articoli 1, 2, 3 e 7,
fermo restando quanto previsto dall’art. 4, la partecipazione dei
presidenti delle regioni e delle province autonome, o di altri
componenti della giunta, in organismi a composizione mista
Stato-regioni è sostituita da un pari numero di esperti scelti, di
norma, tra unzionari delle regioni e delle province autonome. Tale
disposizione si applica altresì nell’ipotesi di cui all’art. 7, comma
2, primo periodo.
Art. 6. Funzionamento della Conferenza.
1. Per
l’esercizio delle sue attribuzioni, anche per quanto concerne la
sessione comunitaria di cui all’art. 10 della legge 9 marzo …

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