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Attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilas...

Attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburio.

D.L. 25 NOVEMBRE 1996, n. 625
Preambolo
(Omissis).
Articolo 1
Art.
1. Definizioni.
1. Ai sensi del presente decreto, si intende per: a)
autorità competente al conferimento dei titoli minerari per
prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi: il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di seguito
denominato Ministero, che si avvale, per l’istruttoria e per il
controllo sull’esercizio delle attività, della Direzione Generale
delle Miniere – Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la
geotermia, di seguito denominato UNMIG; b) ente: persona fisica o
giuridica, pubblica o privata, o associazione di tali persone che
richiedono o sono titolari di un permesso di prospezione o di ricerca
o di una concessione di coltivazione; c) Comitato: il Comitato tecnico
per gli idrocarburi e la geotermia, di cui all’articolo 41 della legge
11 gennaio 1957, n. 6, e successive modifiche, di seguito denominata
legge n. 6 del 1957; d) BUIG: il Bollettino ufficiale degli
idrocarburi e della geotermia, di cui all’articolo 43 della legge n. 6
del 1957.
Articolo 2
Art. 2. Disposizioni generali.
1. Il presente
decreto disciplina la prospezione, la ricerca, la coltivazione e lo
stoccaggio di idrocarburi nell’intero territorio nazionale, nel mare
territoriale e nella piattaforma continentale italiana; per quanto non
diversamente disposto valgono le disposizioni vigenti in materia. 2.
Le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei territori
delle province di Ferrara e Rovigo, limitatamente agli strati del
Quaternario situati a profondità non superiore a 1200 m, nonché le
attività di cui all’articolo 28 della legge 10 febbraio 1953, n. 136,
di seguito denominata legge n. 136 del 1953, e alla legge 24 luglio
1962, n. 1072, sono assoggettate alla legge n. 6 del 1957, e
successive modifiche e integrazioni, e alla disciplina del presente
decreto.
Articolo 3
Art. 3.
Apertura di aree per la prospezione,
ricerca e coltivazione di idrocarburi. 1. Il territorio nazionale e le
zone del mare territoriale e della piattaforma continentale già aperte
alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in base alle
disposizioni della legge 21 luglio 1967, n. 613, di seguito denominata
legge n. 613 del 1967, sono disponibili in maniera permanente alle
attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, fermi
restando i limiti previsti delle discipline generali e speciali
vigenti in materia di tutela dell’ambiente terrestre, marino e
costiero; le aree per le quali sono già stati conferiti permessi di
ricerca e concessioni di coltivazione divengono disponibili dopo la
scadenza del titolo minerario o dopo l’emanazione del provvedimento
che le rende libere. 2. Con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato possono essere determinate ulteriori aree
nell’ambito della piattaforma continentale italiana da aprire alla
prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. 3. L’accesso alle
attività di cui al comma 1 ed il loro esercizio sono disciplinate dal
presente decreto garantendo che non vi siano discriminazioni tra enti
richiedenti o titolari; resta ferma per l’Amministrazione la facoltà
di negare, per motivi di sicurezza nazionale, l’autorizzazione
all’accesso o all’esercizio delle attività di cui all’articolo 2 a
qualsiasi ente effettivamente controllato da Stati o cittadini non
appartenenti alla Unione europea.
Articolo 4
Art. 4.
Modifiche alle
procedure di conferimento di permessi di ricerca. 1. Il programma dei
lavori allegato alla domanda di permesso di ricerca è presentato in
busta chiusa, da aprire allo scadere del termine di cui al comma 4. 2.
Al fine di razionalizzare l’area richiesta, l’UNMIG può apportare
modifiche non significative alla sua forma ed estensione. 3. Ferma
restando la pubblicazione dell’istanza nel BUIG, il Ministero
trasmette alla Commissione delle Comunità europee, per la
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, un
avviso contenente le informazioni essenziali sull’istanza. 4. Gli enti
interessati possono presentare domanda di permesso sulla stessa area
entro tre mesi dalla data di pubblicazione dell’avviso di cui al comma
3; le domande pervenute oltre tale termine sono dichiarate
irricevibili. 5. Nonostante l’avvio del procedimento di conferimento,
resta ferma la facoltà di negare il rilascio del permesso per motivate
ragioni di interesse pubblico, purché ciò non dia luogo a
discriminazioni; il relativo provvedimento è pubblicato nel BUIG. 6.
Il decreto di conferimento e pubblicato nel BUIG, riportato, per
estratto, il programma dei lavori approvato e le motivazioni adottate,
e comunicato alla regione o provincia autonoma territorialmente
interessata.
Articolo 5
Art. 5. Criteri di selezione tra domande
concorrenti.
1. Nei casi di cui all’articolo 4, la selezione tra
domande di permesso di ricerca concorrenti è effettuata dal Ministero,
sentito il Comitato, in base ai seguenti criteri: a) interesse,
fondatezza e novità degli obiettivi minerari; b) completezza e
razionalità del programma dei lavori proposto per l’esplorazione, con
particolare riferimento agli studi geologici, alle indagini
geochimiche e geofisiche, nonché alle perforazioni previste; c) tempi
programmati per l’esecuzione dei lavori; d) modalità di svolgimento
dei lavori, anche riferite alla sicurezza e alla salvaguardia
ambientale, nonché al ripristino dei luoghi. 2. Il Ministero, nella
selezione, tiene altresì conto sia dell’affidabilità tecnica ed
economica posseduta dai richiedenti per l’esecuzione del programma sia
delle carenze o inefficienze dimostrate dai richiedenti in altri
permessi di ricerca. 3. Non sono considerati nella valutazione dei
programmi di lavoro gli impegni assunti in modo non vincolante. 4. In
caso di sostanziale equivalenza dei programmi si tiene conto della
capacità tecnica ed economica dei richiedenti rapportata agli impegni
programmati. 5. Non è consentita preferenza per enti costituiti da una
singola persona fisica o giuridica. 6. I criteri di cui al presente
articolo e le loro eventuali modifiche sono pubblicati nel BUIG e
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Articolo 6
Art. 6.

Procedimenti connessi al conferimento del permesso di ricerca. 1. Le
procedure di pubblicizzazione e di concorrenza di cui all’articolo 4
non si applicano nel caso di richieste di trasferimento parziali o
totali di titolarità, di modifiche di denominazione sociale o cessione
di attività, di proroghe di vigenza, di richieste di concessione di
coltivazione, di richieste di modifica dei programmi di lavoro o dei
relativi tempi di esecuzione.
Articolo 7
Art. 7. Durata del permesso
di ricerca.
1. Quando è necessario per completare l’attività di
ricerca, il titolare del permesso di ricerca può ottenere una prima
proroga triennale se ha realizzato interamente, salvo documentati casi
di forza maggiore, il programma lavori approvato all’atto del
conferimento, rispettando le eventuali prescrizioni di salvaguardia
ambientale stabilite nel decreto di conferimento; nella domanda di
proroga il richiedente dichiara di aver ottemperato alle disposizioni
e alle eventuali prescrizioni in materia ambientale; non è considerata
causa di forza maggiore l’intervenuta necessità di ulteriori indagini
preliminari alla perforazione. 2. Il programma relativo al primo
triennio di proroga deve prevedere la perforazione di un pozzo
esplorativo. 3. Il titolare può ottenere una seconda proroga triennale
con le modalità di cui al comma 1 se ha realizzato il programma dei
lavori approvato all’atto della prima proroga e se le possibilità
minerarie residue dell’area giustificano la proroga stessa.
Articolo
8
Art. 8. Inadempienze nell’attuazione dei programmi.
1. Nei casi di
inadempienza o ingiustificato ritardo nell’attuazione dei programmi di
cui all’articolo 7 il Ministero, previa contestazione del fatto,
procede a dichiarare la decadenza dei titolari, comminando altresì una
sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma pari al
10% del costo previsto dei lavori non realizzati, e comunque non
inferiore ai trenta milioni e non superiore a lire centoottanta
milioni.
Articolo 9
Art. 9. Estensione del permesso di ricerca.
1.
(Omissis) (1). 2. Non si fa luogo a riduzioni dell’area del permesso
di ricerca se l’area iniziale e inferiore a 300 chilometri quadrati.
(1) Sostituisce il comma 2 dell’art. 6, l. 9 gennaio 1991, n. 9.

Articolo 10
Art. 10.
Richiesta in permesso di aree già detenute in
precedenza. 1. (Omissis) (1). (1) Sostituisce il comma 7 dell’art. 6,
l. 9 gennaio 1991, n. 9.
Articolo 11
Art. 11. Esercizio del permesso
di ricerca.
1. (Omissis) (1). 2. (Omissis) (2). 3. Il trasferimento
delle quote di uno o più contitolari del permesso di ricerca è
autorizzato, sentiti gli altri contitolari, con provvedimento del
Ministero. (1) Sostituisce il comma 8 dell’art. 6, l. 9 gennaio 1991,
n. 9. (2) Sostituisce il comma 9 dell’art. 6, l. 9 gennaio 1991, n. 9.

Articolo 12
Art. 12. Sospensione del permesso di ricerca.
1.
(Omissis) (1). (1) Modifica il comma 10 dell’art. 6, l. 9 gennaio
1991, n. 9.
Articolo 13
Art. 13.
Conferimento ed esercizio delle
concessioni di coltivazione e di stoccaggio. 1. La durata della
concessione di coltivazione in terraferma, nel mare territoriale e
nella piattaforma continentale è di venti anni; l’estensione della
concessione non può superare i 150 chilometri quadrati; dopo quindici
anni dal conferimento il concessionario, quando è necessario al fine
di completare lo slittamento del giacimento, ha diritto ad una proroga
di dieci anni se ha eseguito i programmi di coltivazione e di ricerca
e se ha adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dal decreto di
concessione. 2. (Omissis) (1). 3. (Omissis) (2). 4. I titolari di
concessioni contigue possono chiedere…

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