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Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative.

Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte
sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative.

D.L. 26 OTTOBRE 1995, n. 504
Preambolo
Omissis

Articolo 1
Omissis
[TESTO UNICO]
Preambolo
Omissis
Articolo 1

Art. 1. Ambito applicativo e definizioni.
1. L’imposizione indiretta
sulla produzione e sui consumi, esclusa quella sui tabacchi lavorati e
sui fiammiferi, è disciplinata dalle disposizioni del presente testo
unico. 2. Ai fini del presente testo unico si intende per: a)
amministrazione finanziaria: gli organi, centrali o periferici, del
dipartimento delle dogane e delle imposte indirette che, nell’ambito
delle rispettive competenze, sono preposti alla gestione delle accise;
b) accisa: l’imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi
prevista con la denominazione di imposta di fabbricazione o di consumo
e corrispondente sovrimposta di confine o di consumo; c) prodotto
<<sottoposto>> ad accisa: il prodotto al quale si applica
il regime fiscale delle accise; d) prodotto <<soggetto>>
od <<assoggettato>> ad accisa: il prodotto per il quale il
debito d’imposta non è stato ovvero è stato assolto; e) deposito
fiscale: l’impianto in cui vengono fabbricate, trasformate, detenute,
ricevute o spedite merci sottoposte ad accisa, in regime di
sospensione dei diritti di accisa, alle condizioni stabilite
dall’amministrazione finanziaria; f) depositario autorizzato: il
soggetto titolare e responsabile della gestione del deposito fiscale;
g) regime sospensivo: il regime fiscale applicabile alla
fabbricazione, alla trasformazione, alla detenzione ed alla
circolazione dei prodotti soggetti ad accisa fino al momento
dell’esigibilità dell’accisa o del verificarsi di una causa estintiva
del debito d’imposta; h) operatore registrato: la persona fisica o
giuridica autorizzata a ricevere, nell’esercizio dell’attività
economica, prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo,
provenienti da Paesi comunitari, extra-comunitari o dal territorio
dello Stato; tale operatore non può detenere o spedire prodotti in
regime sospensivo; i) operatore non registrato: la persona fisica o
giuridica autorizzata, nell’esercizio della sua professione, ad
effettuare, a titolo occasionale, le medesime operazioni previste per
l’operatore registrato. 3. Ai fini dell’applicazione del presente
testo unico: a) si intende per <<Stato>> o
<<territorio dello Stato>> il territorio della Repubblica
italiana, con esclusione dei comuni di Livigno e di Campione d’Italia
e delle acque italiane del lago di Lugano; b) si intende per
<<Unione europea>> o <<territorio della Unione
europea>> il territorio corrispondente al campo di applicazione
del Trattato istitutivo della Comunità economica europea con le
seguenti esclusioni, oltre quella indicata nella precedente lettera
a): 1) per la Repubblica francese, i Dipartimenti d’oltremare; 2) per
la Repubblica federale di Germania, l’isola di Helgoland ed il
territorio di Busingen; 3) per il regno di Spagna, Ceuta, Melilla e le
isole Canarie; c) le operazioni effettuate in provenienza o a
destinazione: 1) del Principato di Monaco sono considerate come
provenienti dalla, o destinate alla, Repubblica francese; 2) di
Jungholz e Mittelberg (Kleines Walsertal), sono considerate come
provenienti dalla, o destinate alla, Repubblica federale di Germania;
3) dell’isola di Man sono considerate come provenienti dal, o
destinate al, Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord; 4)
della Repubblica di San Marino, sono considerate come provenienti
dalla, o destinate alla, Repubblica italiana. Le suddette operazioni
devono essere perfezionate presso i competenti uffici italiani con
l’osservanza delle disposizioni finanziarie previste dalla Convenzione
di amicizia e buon vicinato del 31 marzo 1939 resa esecutiva con la
legge 6 giugno 1939, n. 1320, e successive modificazioni.
Articolo 2

Art. 2. Fatto generatore ed esigibilità dell’accisa.
1. Per i
prodotti sottoposti ad accisa l’obbligazione tributaria sorge al
momento della fabbricazione o della importazione. 2. L’accisa è
esigibile all’atto della immissione in consumo del prodotto nel
territorio dello Stato. Si considera immissione in consumo anche: a)
l’ammanco in misura superiore a quella consentita o quando non
ricorrono le condizioni per la concessione dell’abbuono di cui
all’articolo 4; b) lo svincolo, anche irregolare, da un regime
sospensivo; c) la fabbricazione o l’importazione, anche irregolare,
avvenuta al di fuori di un regime sospensivo. 3. L’accisa è esigibile
anche quando viene accertato che non si sono verificate le condizioni
di consumo previste per poter beneficiare di un’aliquota ridotta o di
una esenzione. 4. é obbligato al pagamento dell’accisa il titolare del
deposito fiscale dal quale avviene l’immissione in consumo e, in
solido, il soggetto che si sia reso garante di tale pagamento ovvero
il soggetto nei cui confronti si verificano i presupposti per
l’esigibilità dell’imposta. Per i prodotti di importazione il soggetto
passivo dell’obbligazione tributaria è individuato in base alla
normativa doganale. 5. Con provvedimento del Ministro delle finanze
può essere stabilito che le variazioni di aliquote siano applicate
anche ai prodotti già immessi in consumo.
Articolo 3
Art. 3.
Accertamento, liquidazione e pagamento.
1. Il prodotto da sottoporre
ad accisa deve essere accertato per quantità e qualità. La
classificazione dei prodotti soggetti ad accisa è quella stabilita
dalla tariffa doganale dell’Unione europea con riferimento ai capitoli
ed ai codici della nomenclatura combinata delle merci (NC). 2. Alle
controversie relative alla classificazione dei prodotti ai fini
dell’accisa si applicano le disposizioni previste dal testo unico
delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e
successive modificazioni, per le controversie doganali con la
sostituzione dell’ufficio tecnico di finanza alla dogana, per gli
adempimenti affidati a tale ufficio. 3. La liquidazione dell’imposta
si effettua applicando alla quantità di prodotto l’aliquota d’imposta
vigente alla data di immissione in consumo. Per gli ammanchi, si
applicano le aliquote vigenti al momento in cui essi si sono
verificati ovvero, se tale momento non può essere determinato, le
aliquote vigenti all’atto della loro constatazione. 4. Il pagamento
dell’accisa, fatte salve le disposizioni previste per i singoli
prodotti, deve essere effettuato, per i prodotti immessi in consumo
nei primi quindici giorni del mese, entro la fine dello stesso mese e,
per i prodotti immessi in consumo nel periodo dal giorno 16 alla fine
del mese, entro il giorno 15 del mese successivo. In caso di ritardo
si applica l’indennità di mora del 6 per cento, riducibile al 2 per
cento se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla data di scadenza, e
sono, inoltre, dovuti gli interessi in misura pari al tasso stabilito
per il pagamento differito di diritti doganali. Dopo la scadenza del
suddetto termine, non è consentita l’estrazione dal deposito fiscale
di altri prodotti fino all’estinzione del debito d’imposta. Per i
prodotti d’importazione l’accisa è riscossa con le modalità e nei
termini previsti per i diritti di confine, fermo restando che il
pagamento non può essere fissato per un periodo di tempo superiore a
quello mediamente previsto per i prodotti nazionali. L’imposta è
dovuta anche per i prodotti sottoposti ad accisa contenuti nelle merci
importate, con lo stesso trattamento fiscale previsto per i prodotti
nazionali e comunitari (1). (1) Comma così modificato dall’art. 4,
d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. in l. 28 febbraio 1997, n. 30.

Articolo 4
Art. 4. Abbuoni per perdite e cali.
1. In caso di
perdita o distruzione di prodotti che si trovano in regime sospensivo,
è concesso l’abbuono dell’imposta quando il soggetto obbligato provi
che la perdita o la distruzione dei prodotti è avvenuta per caso
fortuito o per forza maggiore. I fatti imputabili a terzi o allo
stesso soggetto passivo a titolo di colpa non grave sono equiparati al
caso fortuito ed alla forza maggiore. 2. Per le perdite dei prodotti,
in regime sospensivo, avvenute durante il processo di fabbricazione o
di lavorazione al quale gli stessi vengono sottoposti nel caso in cui
è già sorta l’obbligazione tributaria, l’abbuono è concesso nei limiti
dei cali tecnicamente ammissibili determinati dal Ministro delle
finanze con proprio decreto, da emanare ai sensi dell’art. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 3. Per i cali naturali e
tecnici si applicano le disposizioni previste dalla normativa
doganale. 4. La disciplina dei cali di trasporto si applica anche per
i trasporti di prodotti in regime di sospensione di accisa provenienti
dagli Stati membri dell’Unione europea.
Articolo 5
Art. 5. Regime
del deposito fiscale.
1. La fabbricazione, la lavorazione e la
detenzione dei prodotti soggetti ad accisa ed in regime sospensivo
sono effettuate in regime di deposito fiscale. Sono escluse dal
predetto regime le fabbriche di prodotti tassati su base forfetaria.
2. Il regime del deposito fiscale è autorizzato dall’amministrazione
finanziaria. L’esercizio del deposito fiscale è subordinato al
rilascio di una licenza, secondo le disposizioni di cui all’art. 63. A
ciascun deposito fiscale è attribuito un codice di accisa. 3. Il
depositario è obbligato: a) fatte salve le disposizioni stabilite per
i singoli prodotti, a prestare cauzione nella misura del 10 per cento
dell’imposta che grava sulla quantità massima di prodotti che possono
essere detenuti nel deposito fiscale, in relazione alla capacità di
stoccaggio dei serbatoi utilizzabili. In ogni caso, l’importo della
cauzione non può essere in…

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