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Riordino delle funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport. D.L. 29 MARZO 1995, n. 97

D.L. 29 MARZO 1995, n. 97
Preambolo
Omissis
Art. 1. Trasferimento di
funzioni in materia di turismo e di spettacolo.
1. Sono trasferite
alle regioni a statuto ordinario, di seguito denominate
<<regioni>>, tutte le competenze e funzioni amministrative
del soppresso Ministero del turismo e dello spettacolo salvo quelle
espressamente attribuite all’amministrazione centrale dal presente
decreto e per quanto riguarda la materia dello spettacolo nei limiti,
modalità e termini di cui all’articolo 2 della legge di conversione
del presente decreto. 2. Al fine della predisposizione del programma
promozionale triennale di cui all’articolo 7 della legge 11 ottobre
1990, n. 292, l’Ente nazionale italiano per il turismo (ENIT)
acquisisce il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
restando comunque salve le attribuzioni delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, che
provvedono a disciplinare con proprie leggi le materie del presente
decreto. Il parere deve essere reso entro trenta giorni dal
ricevimento della richiesta. 3. Le regioni concorrono alla
elaborazione e alla attuazione della politica nazionale e comunitaria
in materia di spettacolo nonché alla definizione dei criteri per la
ripartizione delle risorse. 4. Il personale del soppresso Ministero
del turismo e dello spettacolo viene trasferito in relazione alle
funzioni trasferite ai sensi del comma 1 con il consenso dei medesimi,
e con inquadramento anche in soprannumero, alle regioni o a enti
pubblici regionali o a enti territoriali, conservando lo stato
giuridico e il trattamento economico acquisito. 5. Per lo svolgimento
delle funzioni trasferite le regioni si avvalgono del personale
inquadrato nei propri rispettivi ruoli organici, in servizio alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
e del personale trasferito ai sensi del comma 4 senza procedere a
nuove assunzioni di personale. 6. Il Presidente del Consiglio dei
Ministri, d’intesa con il Ministro del tesoro, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, istituisce, entro 60 giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, il Fondo per la riqualificazione dell’offerta turistica
italiana, da iscrivere nello stato di previsione della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, nel quale confluiscono risorse pubbliche
versate in apposito capitolo della entrata del bilancio dello Stato e
riassegnate al Fondo stesso. Il Fondo ha una dotazione iniziale di 39
miliardi per il 1995. Hanno accesso al Fondo con priorità gli
interventi finalizzati al miglioramento della qualità del servizio e
all’adeguamento delle strutture turistico-ricettive agli adempimenti
previsti dalla legislazione nazionale e dalle normative comunitarie.
Il Fondo è gestito dalle regioni, anche attraverso apposite
convenzioni stipulate con società ed istituti di credito nazionali e
regionali. ll Presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio
decreto, ripartisce annualmente tra le regioni il 70 per cento del
Fondo con criteri che dovranno tenere in considerazione il movimento
turistico e il patrimonio ricettivo esistente. Il rimanente 30 per
cento del Fondo è ripartito, con i medesimi criteri, tra le regioni
nel cui territorio ricadono le aree ammissibili agli interventi dei
fondi strutturali comunitari, obiettivi 1, 2 e 5-b. 7. All’onere
derivante dall’applicazione del comma 6, pari a lire 39 miliardi per
il 1995, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per il medesimo anno, utilizzando parte
dell’accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 8. Le
disponibilità relative ai finanziamenti di progetti disposti ai sensi
degli articoli 1 e 2 del decreto-legge 4 novembre 1988, n. 465,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1988, n. 556, e
dell’articolo 12-bis del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 149,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 237, che
risultino inutilizzate a seguito di revoca dei finanziamenti disposti,
sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, al Fondo di cui al
comma 6. 9. Sino all’approvazione della legge istitutiva del Ministero
delle attività produttive, le funzioni in materia di turismo non
attribuite alle regioni sono esercitate dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri.
Art. 2. Funzioni della Presidenza del Consiglio dei
Ministri in materia di turismo, spettacolo e sport.
1. In materia di
turismo e spettacolo sono attribuite alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri le seguenti funzioni, esercitate rispettivamente dal
Dipartimento del turismo e dal Dipartimento dello spettacolo,
istituiti e organizzati ai sensi dell’articolo 21, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400: a) definizione, sulla base di una
programmazione triennale, delle politiche di settore, al fine di
fissare le linee strategiche di indirizzo, nel rispetto delle
competenze regionali, anche ai fini della partecipazione dell’Italia
alle organizzazioni multilaterali e alla realizzazione degli accordi
internazionali, fatte salve le competenze del Ministero degli affari
esteri in materia di relazioni internazionali di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18; b) svolgimento
delle attività necessarie ad assicurare la partecipazione dell’Italia
alla elaborazione delle politiche comunitarie; c) predisposizione di
atti e svolgimento di attività generali necessari all’attuazione degli
atti adottati dalle istituzioni comunitarie, ivi comprese le sentenze
della Corte di giustizia, fatte salve le competenze del Ministro per
il coordinamento delle politiche dell’Unione europea; d) esercizio
delle attività di indirizzo e coordinamento nei confronti delle
regioni, anche al fine della promozione unitaria dell’immagine
dell’Italia all’estero, dello sviluppo del mercato turistico nazionale
e della promozione del turismo sociale nel pieno rispetto delle
autonomie regionali; e) esercizio delle attività di indirizzo e
coordinamento relative alla disciplina delle imprese turistiche di cui
agli articoli 5 e 9 della legge 17 maggio 1983, n. 217, e successive
modificazioni, e alla classificazione delle strutture ricettive di cui
agli articoli 6 e 7 della legge medesima; f) raccolta ed elaborazione
di dati, anche attraverso sistemi informativi computerizzati
avvalendosi, tra l’altro, delle notizie raccolte ed elaborate ai sensi
dell’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580; g) controllo
sugli enti già sottoposti alla vigilanza del Ministero del turismo e
dello spettacolo, per i quali la competenza sia rimasta alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, e in base a quanto disposto
dall’articolo 3, comma 1, lettera b); h) funzioni di indirizzo,
coordinamento, sostegno, promozione e vigilanza delle attività di
spettacolo, ivi comprese quelle promozionali e di alta formazione
artistica e tutte le funzioni in materia di spettacolo riservate allo
Stato dai decreti legislativi di cui all’articolo 2 della legge di
conversione del presente decreto ivi compresa la gestione del Fondo
unico per lo spettacolo per la parte assegnata allo Stato; i) sostegno
e promozione del turismo in favore dei soggetti con ridotte capacità
motorie e sensoriali. 2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri
esercita altresì le competenze relative agli interventi di cui al
decreto-legge 4 novembre 1988, n. 465, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 dicembre 1988, n. 556, agli interventi di competenza
statale di cui al decreto-legge 3 gennaio 1987, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 marzo 1987, n. 65, e al decreto-legge 2
febbraio 1988, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
marzo 1988, n. 92, nonché quelle statali già esercitate dal soppresso
Ministero del turismo e dello spettacolo in materia di vigilanza sul
CONI. 3. Nell’osservanza delle rispettive competenze dovrà essere
assicurata alle regioni una piena informazione e partecipazione
mediante la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in ordine
all’adozione e all’attuazione degli atti delle istituzioni della
Comunità europea. 4. Nell’ambito dell’intervento ordinario per le aree
depresse del territorio nazionale di cui al decreto-legge 22 ottobre
1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre
1992, n. 488, il Dipartimento del turismo esercita altresì le
competenze statali nella materia delle agevolazioni alle attività
turistico-alberghiere, ferme restando le competenze regionali. Con
apposito regolamento governativo, emanato ai sensi dell’articolo 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
verrà data attuazione al presente comma.
Art. 3. Riordino degli
organi consultivi e degli enti del settore dello spettacolo e del
turismo.
1. In attesa della costituzione di un’autorità di Governo
specificamente competente per le attività culturali e dell’entrata in
vigore delle leggi-quadro riguardanti il cinema, la musica, la danza,
il teatro di prosa e gli spettacoli viaggianti, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, con regolamenti
governativi adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e degli articoli 30, 31 e 32 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, di
inte…

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