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Misure urgenti e straordinarie per la realizzazione di strutture turistiche, ricettive e tecnologiche

D.L. 4 NOVEMBRE 1988, n. 465
Preambolo
Il Presidente della
Repubblica: Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure che consentano
l’immediata realizzazione di strutture turistiche, ricettive e
tecnologiche, connesse anche alle imminenti manifestazioni sportive di
rilevanza mondiale che si svolgeranno in Italia; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
28 ottobre 1988; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e del Ministro del turismo e dello spettacolo, di concerto
con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, delle finanze, dei lavori pubblici, dei trasporti, del
commercio con l’estero, per i beni culturali e ambientali,
dell’ambiente e per gli affari regionali ed i problemi istituzionali;
Emana il seguente decreto:
Art. 1. 1. In vista dello svolgimento dei
campionati mondiali di calcio del 1990, per la realizzazione di
iniziative volte allo sviluppo, razionalizzazione, adeguamento,
ammodernamento e informatizzazione di strutture turistiche e
ricettive, è autorizzata la spesa di lire 100 miliardi per l’anno
1988, di lire 146 miliardi per l’anno 1989 e di lire 196 miliardi per
l’anno 1990, di cui lire 21 miliardi come limite di impegno annuo a
decorrere dall’anno 1989. Delle predette somme almeno il 40 per cento
è riservato ai territori del Mezzogiorno. 2. Entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro del
turismo e dello spettacolo, d’intesa con il comitato di cui all’art. 2
della legge 17 maggio 1983, n. 217, individua con proprio decreto,
relativamente alle iniziative di cui al comma 1, le priorità, i
parametri di valutazione ed i criteri di ripartizione, con particolare
riguardo: a) per le priorità, all’adeguamento delle strutture e dei
servizi turistici per i campionati mondiali di calcio del 1990, alla
creazione di parchi e spazi verdi, alla ristrutturazione di aree ad
alta vocazione turistica, allo sviluppo di forme associative e di
accordi finalizzati a progetti di miglioramento dell’offerta ricettiva
e dei servizi, all’adeguamento agli standard europei delle normative
antinfortunistiche e di sicurezza, allo sviluppo del turismo nel
Mezzogiorno ed allo sviluppo del turismo giovanile; b) per i parametri
di valutazione, alla redditività, all’autofinanziamento,
all’occupazione, all’innovazione tecnologica, al rispetto delle
caratteristiche ambientali dell’area; c) per i criteri di
ripartizione, alla suddivisione dello stanziamento di cui al comma 1
fra le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, tenuto
conto di una quota non superiore al 30 per cento per iniziative a
carattere nazionale. 3. I progetti volti alla realizzazione delle
iniziative di cui al comma 1 sono presentati al Ministero del turismo
e dello spettacolo entro novanta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 2. I progetti a
carattere regionale devono essere corredati da un attestato delle
regioni competenti da cui risulti la conformità dei medesimi alle
finalità dei programmi di sviluppo turistico. Per i progetti a
carattere nazionale tale conformità è verificata dal Ministro del
turismo e dello spettacolo, d’intesa con il Comitato di cui all’art. 2
della legge 17 maggio 1983, n. 217. 4. I progetti di cui al comma 3
devono indicare: a) l’area, la durata e le modalità degli interventi,
corredate dal progetto di massima o esecutivo; b) il costo totale,
inclusi i costi per la progettazione, da intendersi a prezzo chiuso e
comprensivo dell’IVA; c) il concessionario per la realizzazione, che
dovrà assicurare anche la gestione; d) tutte le fasi procedurali
tecnico-amministrative previste dalla normativa vigente per
l’immediata realizzazione; e) il piano finanziario che deve essere
articolato, per quanto riguarda i costi, con l’indicazione dei vari
fattori di composizione e, per quanto riguarda le fonti di copertura,
con l’indicazione delle risorse proprie del concessionario da
impegnare nel progetto, dei rientri che si presume di realizzare e dei
contributi pubblici di cui al comma 5; f) il numero degli occupati,
con i relativi costi nella fase di realizzazione e nella fase di
gestione; g) le attività di formazione e riqualificazione del
personale; h) le tecnologie innovative eventualmente utilizzate; i) il
rispetto della normativa relativa all’abolizione delle barriere
architettoniche; l) la compatibilità con gli strumenti urbanistici. 5.
L’intervento pubblico, sui progetti approvati con le modalità di cui
all’art. 2 consta di: a) un contributo in conto capitale, a valere
sullo stanziamento di cui al comma 1, fino a un massimo del 35 per
cento del costo dell’investimento; b) un contributo in conto
interessi, a valere sul limite di impegno di cui al comma 1, nella
misura massima del 5,50 per cento annuo dell’ammontare complessivo dei
mutui, erogati da istituti di credito o sezioni di credito speciali,
individuati con apposito decreto del Ministro del tesoro da emanarsi
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, di importo non superiore al 35 per cento del costo
dell’investimento, la cui durata è fissata in dieci anni; tale
contributo verrà corrisposto in rate semestrali direttamente
all’istituto mutuante. Testo risultante a seguito della conversione [L
30.12.1988 n. 556 ART UNICO] All’art. 1: al comma 2, lettera a), le
parole: <<alla creazione di parchi e spazi verdi, alla
ristrutturazione di aree>> sono sostituite dalle seguenti:
<<alla realizzazione di parchi urbani e verde pubblico
attrezzato, all’adeguamento delle strutture e dei servizi in
aree>>; al comma 2, lettera c), sono aggiunte, in fine, le
parole: <<che devono essere definite e localizzate d’intesa con
il comitato di cui all’art. 2 della legge 17 maggio 1983, n.
217>>; al comma 4, la lettera l) è sostituita dalla seguente:
<<l) la dichiarazione di compatibilità con i vincoli ambientali,
paesaggistici, archeologici, artistici e storici e con gli strumenti
urbanistici o, in mancanza, la deliberazione del consiglio comunale
adottata ai sensi dell’art. 1, quarto comma, della legge 3 gennaio
1978, n. 1, nel caso di opere pubbliche o di interesse
pubblico>> (1).
(1) CFR DL 29.03.1995 n. 97.
Art. 2. 1. Il
Ministro del turismo e dello spettacolo, d’intesa con il comitato di
cui all’art. 2 della legge 17 maggio 1983, n. 217, sulla base delle
priorità, parametri e criteri di cui all’art. 1 e delle valutazioni
della commissione tecnica di cui al comma 2, con proprio decreto
approva i progetti di cui all’art. 1, determina le somme spettanti a
ciascuna regione per il finanziamento dei progetti approvati, nonchè
quelle destinate ai progetti approvati a carattere nazionale,
fissandone le modalità ed i tempi di erogazione, ed assegna senza
finalizzazione alle province autonome di Trento e Bolzano le somme
percentualmente loro spettanti. 2. I progetti sono valutati da una
apposita commissione tecnica istituita con decreto del Ministro del
turismo e dello spettacolo, presieduta dallo stesso Ministro o da un
suo delegato e composta da quattro esperti nel settore della
programmazione e dello sviluppo turistico e da un funzionario del
Ministero del turismo e dello spettacolo con funzioni di segretario.
Tale commissione è integrata di volta in volta dall’assessore
regionale competente per territorio o da un suo delegato, da un
rappresentante del Ministero dell’ambiente e da un rappresentante del
Ministero per i beni culturali e ambientali. Con decreto del Ministro
del turismo e dello spettacolo, di concerto col Ministro del tesoro, è
determinato il compenso spettante agli esperti e al segretario. 3. Le
regioni interessate, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 1, stipulano gli
atti di concessione, conformemente ai progetti approvati. Il Ministro
del turismo e dello spettacolo revoca i contributi per il
finanziamento di progetti per i quali, decorso il predetto termine,
non è intervenuta la stipula della concessione, utilizzando le somme
recuperate a favore di altri aventi diritto. La revoca è disposta
altresì nel caso di mancato inizio dei lavori nel termine fissato
dalle convenzioni. 4. Con decreto del Ministro del turismo e dello
spettacolo sono approvati gli atti di concessione per i progetti a
carattere nazionale. 5. Le opere occorrenti per l’attuazione dei
progetti, limitatamente a quelle finalizzate ai campionati mondiali
del 1990, sono di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili. 6. I
beni risultanti dalla realizzazione dei progetti, sino alla data di
scadenza del finanziamento agevolato di cui all’art. 1, comma 5,
lettera b), rimangono nella proprietà pubblica, ove si tratti di opere
integralmente nuove che potranno essere dal concessionario costituite
in ipoteca ai fini della concessione del finanziamento stesso; sono
sottoposti a vincolo di destinazione e d’uso, con obbligo di
preventiva autorizzazione da parte del concedente a trasferire o
alienare, ove derivino da interventi su beni ed opere già esistenti.
Tale preventiva autorizzazione non è richiesta per gli atti derivanti
da procedure esecutive immobiliari. Alla predetta data il
concessionario è tenuto a riscattare la proprietà del bene o ad
estinguere i vincoli, versando un corrispettivo già definito nell’atto
di concessione e comunque non inferiore all’ammontare del 20 per cento
del contributo pubblico complessivamente goduto. L’atto di concessione
dovrà prevedere idonea fidejussione bancaria o polizza fidejussoria
assicurativa rilasciata da enti, istituzioni o imprese autorizzati
dalle vigenti disposizioni, debitamente autenticata e, ove richiesto
dalla legge, registrata, per un importo almeno pari a qu…

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